Rinaldo Piaggio

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Rinaldo Piaggio
Rinaldo piaggio.gif

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXIX
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Imprenditore

Rinaldo Piaggio (Genova, 15 luglio 1864Genova, 15 gennaio 1938) è stato un imprenditore e senatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Enrico, armatore e titolare di una segheria a vapore, e di Francesca Dapino, nel 1884 fonda a vent'anni la Rinaldo Piaggio a Sestri Ponente, utilizzando la segheria del padre e puntando prima sull'arredo navale, poi sull'industria ferroviaria. Lavora con i maggiori costruttori navali, da Ansaldo ad Odero, con gli Odero rafforza anche i legami sposando una figlia di Nicolò Odero, Elena. E per riparare carri merci e carri passeggeri nel 1906 impianta con il cognato, Attilio Odero, le Officine di Finalmarina.

Durante la guerra le officine sono convertite nella produzione bellica ma già nel 1915 acquisisce le "Officine Aeronautiche Francesco Oneto" e inizia a produrre componenti per l'industria aeronautica e in seguito idrovolanti militari. Diventando uno dei più importanti pionieri del settore. Nel 1924 comincia a costruire su licenza americana i primi motori Jupiter e gli aeromobili Dornier Wal. Acquisisce altri brevetti esteri, costituisce la Piaggio, si attornia di progettisti esperti come Giovanni Pegna e successivamente Giuseppe Gabrielli, Corradino D'Ascanio, Giovanni Casiraghi. Nel 1924 acquisisce a Pontedera uno stabilimento meccanico per la produzione di veicoli e motori, nel 1926 costituisce la Società anonima di navigazione aerea realizzando la prima linea aerea italiana di trasporto passeggeri con voli che collegano Roma con Barcellona e Palermo.[1]

Negli anni trenta costruisce diversi aerei, sia caccia che bombardieri, come il Piaggio P.108, unico bombardiere quadrimotore italiano. A Pontedera viene progettato anche un elicottero rimasto allo stadio di prototipo.[2] Nell'aprile 1934 è nominato senatore del Regno d'Italia. Muore nel gennaio 1938.

Toccherà ai figli Armando (1901 - 1978) ed Enrico (1905 - 1965) assumere la responsabilità della guida dell'azienda (Armando segue gli stabilimenti di Sestri e Finale Ligure, Enrico gli impianti di Pontedera), espandendola anche nel settore dei motocicli dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1964 le due divisioni, aeronautica e motociclistica, diventeranno due società distinte.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 giugno 1908 - Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
  • 11 agosto 1922 - Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
  • 5 aprile 1925 - Grand'Ufficiale della Corona d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rinaldo Gianola, Senza fabbrica, Milano, Baldini&Castoldi, 1993, p. 169.
  2. ^ Giulio Anselmi, Le grandi famiglie in Genova ieri oggi domani, Rizzoli Editore, 1985, p. 79.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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