Piaggio Typhoon

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Piaggio/Gilera Typhoon
Piaggio Typhoon.jpg
Costruttorebandiera Piaggio
TipoScooter
Produzionedal 1993
Sostituisce laGilera Easy Moving
Stessa famigliaPiaggio Zip
Modelli similiYamaha BW'S
Gilera Stalker

Il Piaggio Typhoon, nato come Gilera Typhoon, è uno scooter prodotto da Piaggio a partire dal 1993.

Caratteristiche del Typhoon[modifica | modifica wikitesto]

Il Piaggio Typhoon, in origine prodotto col marchio Gilera, è uno scooter sportivo, adatto anche a leggere percorrenze su fondo sterrato.

La prima serie adoperava motori 50cc 2 tempi e 125cc 2 tempi mentre nella seconda serie la motorizzazione più grande è stata sostituita in favore di un motore di pari cubatura a ciclo 4 tempi.

Verso la fine degli anni '90, esso era il cavallo di battaglia della Piaggio in risposta allo scooter MBK Booster da cui ne riprende le peculiarità tecniche.

Il Typhoon adoperava pneumatici semitassellati a larga sezione e spalla alta su cerchio da 10 che conferiva al suddetto la capacità di poter affrontare fondi sconnessi con maggiore semplicità.

La cilcistica adoperava una forcella a steli rovesciati a grasso prodotta da Showa mentre al posteriore vi é un monoammortizzatore disassato al telaio. L'adozione del blocco motore piaggio in versione lunga, cioè con un maggiore interasse rispetto alla versione standard, ha acconsensito ad un miglioramento della stabilità rispetto agli altri ciclomotori piaggio dell'epoca.

L'impianto frenante era costituito da un freno a disco semi-idraulico all'anteriore e da un freno a tamburo posteriore.

Le motorizzazioni 2 tempi adoperava un monocilindrico raffreddato ad aria forzata di 49.7cc o 124.7cc rispettivamente in ghisa o alluminio con aspirazione lamellare al carter e trasmissione CVT.

La motorizzazione 4 tempi invece adotta un motore Piaggio LEADER di cubatura 124.9cc. Trattasi di un monocilindrico raffreddato ad aria forzata, bivalvola con singolo asse a camme in testa e trasmissione CVT.

La linea è segnata dal caratteristico muso a squalo mentre al posteriore le carenature sono condivise con la prima serie dello scooter Piaggio NRG.

Nel 2006 il Typhoon si è rinnovato con un nuovo cupolino, nuovi specchietti ed il nuovo propulsore Piaggio HI-PERS2.

Il New Typhoon[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2010 è stata introdotta un'ulteriore versione dalle dimensioni aumentate e con tutta un'altra estetica e ciclisticamente superiore alle versioni precedenti, con ruote da 12" tassellate, motore raffreddato ad aria e disponibile nelle cilindrate di 49,4, due tempi, e 124 cm³, questa volta, però, quattro tempi. Per quanto riguarda l'impianto frenante, anteriormente è stato adottato il freno a disco da 200 mm con pinza a doppio pistoncino e posteriormente il freno a tamburo da 140 mm, migliorando l'impianto frenante rispetto alle versioni precedenti. Anche la forcella è stata modificata, montandone una con escursione da 120 mm e steli normali. Posteriormente è stato adottato un ammortizzatore a molla con escursione da 340 mm e, cosa insolita per la Piaggio, l'attacco al telaio è di derivazione Minarelli, con l'occhiello anziché la vite precedente. È stata rivista anche la strumentazione, togliendo il contagiri e rinnovando la grafica.

Successivamente uno scooter gemello, ma con ruote da 14" e nuove grafiche e colori, è stato commercializzato anche dalla Aprilia, rinominato come "Aprilia SR Motard".

La versione 125 2 tempi[modifica | modifica wikitesto]

Sia il Piaggio che il Gilera Typhoon, con motorizzazione da 124,4 cm³, montavano lo stesso telaio del 50 cm³, con l'unica differenza di una barra più rigida nella zona del supporto motore. Il propulsore di questo scooter era montato anche sul Piaggio Skipper 1ª serie e 2ª serie nella versione LX.

Con un rapporto di compressione di 9,5:1 era in grado di erogare circa 13 Cv di potenza con una velocità di punta di circa 115 km/h.

Questo motore a 2 tempi raffreddato ad aria, vantava un'ottima affidabilità e potenza, considerato anche il peso contenuto (96 kg a secco) e l'agilità dello scooter. La geometria del cilindro, a sei travasi ricavati sulle pareti- ma senza valvola di scarico pneumatica, permetteva, se usato con rigore, consumi di benzina in un percorso urbano intorno ai 18 km/l.

Lo scooter inoltre era dotato di miscelatore automatico inserito nel carter trasmissione e azionato da una cinghia messa in movimento dall'albero motore che permetteva che la miscela non fosse fatta a mano e che fosse sempre regolare, quindi senza eccessi o mancanze d'olio, allungando così la vita del motore e facendo sì che i consumi d'olio fossero di circa 1l/2300 km.

Questo motorino fu subito fu molto popolare tra i giovani per via del design moderno, per le prestazioni da moto e la comodità di uno scooter. Inoltre il motore a due tempi permetteva di essere elaborato facilmente, senza bisogno di essere esperti meccanici, ottenendo ottimi incrementi di potenza; molto famoso è il kit della Malossi da 172 cc (denominato "180 Malossi"), che raggiungeva, con un nuovo carburatore e un adeguato sistema di scarico, potenze di oltre 25 cv.

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