Philco

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Radio "a cattedrale" Philco 90 del 1931.

Philco è un'azienda statunitense produttrice di elettrodomestici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1906 a Filadelfia come Philadelphia Storage Battery Company e all'inizio si occupò della produzione di batterie elettriche. In seguito attivò la produzione di spine elettriche, che lanciò sul mercato nel 1919 e questi prodotti vennero commercializzati con il marchio Philco.

Nel 1926 l'azienda iniziò a produrre radio[1] che furono lanciate sul mercato nel 1928. Vennero prodotti 96 apparecchi e Philco divenne il ventiseiesimo produttore nazionale. L'anno successivo divenne il terzo produttore nazionale dopo la Atwater-Kent e Majestic. Nel 1930 vendette ben 600 000 unità, fatturando ben 34 milioni di dollari e diventando così leader nazionale nel settore.

Nel 1934 conquistò ben il 30% del mercato statunitense delle radio.[2]. A premiare le radio Philco furono l'economicità e la qualità dei singoli modelli. Modello di grande successo fu il Baby Grand, con la caratteristica forma a "cattedrale". Alcune innovazioni di Philco furono molto futuristiche, In quel periodo non furono prodotte soltanto radio: la Philadelphia Storage Battery Company si dedicò anche alla produzione di altri tipi di apparecchi. Sempre negli anni trenta aveva iniziato a produrre e commercializzare autoradio, condizionatori d'aria e frigoriferi. Da allora riuscì anche a conquistare i mercati esteri.

Nel 1940, in seguito all'espansione sul mercato internazionale, la società cambiò la denominazione sociale in Philco International Corporation. Negli anni 40 Philco iniziò la produzione dei congelatori e dei primi televisori

Nel 1954 Philco era arrivata a vendere ben 30 milioni di apparecchi radio dall'inizio dell'attività [3]. Nel 1957 uscì sul mercato il televisore modello Predicta che riscosse un grande successo.

Philco televisione Predicta

Nel 1961 la Philco venne acquisita dalla Ford e rinominata Philco-Ford e continuò a produrre le autoradio per i veicoli Ford, così come altri suoi prodotti. Nel 1962 fu realizzato il primo tipo di calcolatore il "Philco 212", che fu utilizzato dal NORAD. Philco rimase di proprietà della casa automobilistica statunitense fino al 1974, quando Ford la cedette alla General Telephone and Electronics.

Nel 1981 Philco venne ceduta alla Philips. La multinazionale olandese fece questa operazione al fine di ottenere i diritti per utilizzare il proprio marchio negli Stati Uniti.

Dal 1986 Philco è una società controllata dalla multinazionale svedese degli elettrodomestici Electrolux e dal 1988 la sede legale, che all'origine si trovava a Filadelfia, si trova a Pittsburgh.

Philco nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

In Brasile Philco fu ceduta nel 1989 alla Itautec, società brasiliana di elettrodomestici, che nel 2005 cedette Philco alla Gradiente, società dello stesso settore. Nel 2007 Gradiente vendette il marchio ad un gruppo di investitori locali, gruppo che intende dare in licenza il marchio al creatore di appliance brasiliano Britânia.

In Argentina nel 2004 Philco è stata acquisita da un gruppo di investitori argentini. Philco si trovava nel paese sudamericano dal 1930 e vi rimane come marchio tradizionale di elettrodomestici. Attualmente i frigoriferi e altri elettrodomestici vengono prodotti da Philco Argentina S.A. ed Helametal Catamarca S.A. per il mercato interno e sudamericano.

Philco in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 Philco creò una filiale e uno stabilimento in Italia nella cittadina di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo. L'azienda si chiamava Philco Italia S.p.A.. Lo stabilimento italiano occupava circa 2 000 addetti e produceva frigoriferi, lavatrici e televisori. Inoltre questa filiale serviva alla società americana per potenziare la già consolidata presenza nel mercato europeo.

Nel 1972 la Ford, proprietaria della società, cedette la Philco italiana alla Bosch. Bosch mantenne il controllo dell'azienda fino al 1977, quando la cedette a Pius Soleimanpour e Mohammad Koochekzadeh, due uomini d'affari iraniani fino ad allora sconosciuti.

Nel 1981 la società bergamasca rilevò dalla AEG-Telefunken, la fabbrica di televisori IRT-FIRT (CGE) di Baranzate, divenuta in seguito Imperial. Proprio in quel periodo fu colpita dalla crisi societaria e finanziaria, perdendo circa 10 miliardi di lire l'anno e operando una riduzione del personale di circa 400 unità. A seguito di questa nel 1985 venne messa in vendita[4]. La cessione della società avvenne nel 1987, quando fu rilevata da una cordata di imprenditori lombardi guidata da Felice Colombo, insieme al Gruppo Merloni (socio di minoranza), azienda a conduzione familiare produttrice di elettrodomestici con sede a Fabriano.

Con i nuovi proprietari Philco produsse soltanto elettrodomestici bianchi e migliorò la propria situazione finanziaria e di mercato, tanto da arrivare a totalizzare un fatturato di 200 miliardi di lire nel 1995, anno in cui Merloni decise di rilevarne la quota di maggioranza[5]. Nel 2000 Merloni diviene proprietaria al 100 per cento della Philco.

Nel 2003 la società Philco Italia viene sciolta in seguito alla fusione con la Star (Società Trevigiana Apparecchi Riscaldamento), altra società controllata dalla Merloni. La fusione era stata decisa dai dirigenti delle due aziende che vengono così assorbite dalla Merloni Elettrodomestici S.p.A. Viene comunque mantenuto attivo lo storico stabilimento di Brembate che al momento della fusione occupa 670 dipendenti e produce 780 000 lavatrici l'anno, gran parte delle quali destinate al mercato estero[6]. Nel 2004 il marchio Philco viene rilanciato sul mercato italiano degli elettrodomestici attraverso la distribuzione affidata dalla Merloni alla società Telcom Trading S.r.l..

Pubblicità e sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A Brief History of Philco Oldradio.com
  2. ^ Internal Philco Corp. document Philco-Ford Image, by Glenn Allison, app. 1965
  3. ^ Internal Philco Corp. book The Story Of The Philco Franchise, 1954
  4. ^ ANCHE LA PHILCO IN GRAVE CRISI SONO IN CORSO TRATTATIVE PER LA VENDITA, Repubblica, 19 marzo 1985
  5. ^ Merloni si aggiudica il controllo di Philco, Corriere della Sera, 23 maggio 1995
  6. ^ Brembate, addio al marchio Philco, L'Eco di Bergamo, 22 luglio 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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