Jean Marais

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Jean Marais fotografato da Carl Van Vechten nel 1949

Jean Marais, vero nome Jean-Alfred Villain-Marais (Cherbourg, 11 dicembre 1913Cannes, 8 novembre 1998), è stato un attore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un veterinario, Jean Marais compì il proprio apprendistato artistico sui palcoscenici francesi[1] con piccoli ruoli[2], fino all'incontro determinante per la sua carriera e la sua vita con il poeta e commediografo Jean Cocteau, che divenne il suo pigmalione[2].

Il percorso artistico dell'attore è indissolubilmente legato a Cocteau, il quale fece di Marais il protagonista delle trasposizioni cinematografiche di suoi già celebri lavori teatrali, di cui curò anche la regia, tra i quali La bella e la bestia (1946), L'aquila a due teste (1948), I parenti terribili (1948) e Orfeo (1949), fortunata fantasia sull'aldilà[2][1].

L'aspetto seducente e il volto intenso dalla mascella squadrata, fecero di Marais il protagonista ideale di ruoli da eroe romantico già dal 1943 ne L'immortale leggenda, che lo trasformò in un idolo delle platee[1], e successivamente in una lunga serie di drammi e avventure di cappa e spada, come Il segreto di Mayerling (1949) di Jean Delannoy, Naso di cuoio (1951), Il tesoro di Montecristo (1954) e La spada degli Orléans (1959). Durante gli anni cinquanta l'attore continuò a migliorare la propria tecnica di interprete e si cimentò anche in nuovi stili[1], lavorando sotto la direzione di autori del calibro di Jean Renoir in Eliana e gli uomini (1956) e di Luchino Visconti in Le notti bianche (1957), tratto da Dostojevski[2].

Durante gli anni sessanta diede vita in modo scanzonato a uno degli eroi del feuilleton francese, Fantomas, interpretando una serie di pellicole quali Fantomas 70 (1964), Fantomas minaccia il mondo (1965) e Fantomas contro Scotland Yard (1966), tutte interpretate al fianco di Louis de Funès, per la regia di André Hunebelle. Rimase tuttavia legato al filone delle avventure in costume, interpretando - fra gli altri - i film Capitan Fracassa (1961) e L'uomo dalla maschera di ferro (1962)[2].

Dall'inizio degli anni settanta visse un lungo periodo di allontanamento dalle scene, per riaffacciarsi al cinema due decenni più tardi, invecchiato ma sempre incisivo, con il ruolo di Monsignor Myriel, il vescovo che fa ritrovare la coscienza a Jean Valjean (Jean-Paul Belmondo) ne I miserabili (1995) di Claude Lelouch, e con un'ultima significativa apparizione in Io ballo da sola (1995) di Bernardo Bertolucci[2].

Noël Coward descrisse una visita a Villefranche-sur-Mer con Greta Garbo, nel suo diario datato domenica 7 luglio 1957: "Dopo cena ci fu mostrata, privatamente, la piccola cappella che era stata appena disegnata da Jean Cocteau. È molto ben fatta, graziosamente decorata e dai colori tenui, ma non avevo assolutamente idea che tutti gli apostoli fossero così somiglianti a Jean Marais"[senza fonte].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. II, pag. 338
  2. ^ a b c d e f Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 738

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