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Robert Redford

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Robert Redford nel 2012
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior regista 1981
Statuetta dell'Oscar Oscar onorario 2002

Charles Robert Redford Jr., detto Robert (Santa Monica, 18 agosto 1936Provo, 16 settembre 2025[1]), è stato un attore, regista e produttore cinematografico statunitense.[2][3]

Affermatosi nella seconda metà degli anni sessanta prima come attore romantico,[4] Redford confermò il suo talento interpretando personaggi anticonvenzionali e progressisti,[4] smitizzando il West hollywoodiano in film come Butch Cassidy (1969), Ucciderò Willie Kid (1969) e Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), e interpretando ruoli di cittadino onesto coinvolto in oscuri disegni politici in pellicole quali I tre giorni del Condor (1975) e Tutti gli uomini del presidente (1976).[4] Nel corso della sua lunga carriera vinse due premi Oscar: uno nel 1981 come miglior regista per Gente comune e uno alla carriera nel 2002; inoltre fu candidato altre tre volte per La stangata (1974) come miglior attore e per Quiz Show (1994) come miglior regista e per il miglior film. Nel 1981, con l'amico regista Sydney Pollack, fondò il Sundance Institute, organizzazione non-profit che in seguito fu collegata al Sundance Film Festival, manifestazione annuale dedicata al cinema indipendente. Nel 2017 gli venne conferito il Leone d'oro alla carriera alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, riconoscimento che nella stessa occasione andò anche a Jane Fonda.[5]

Di origini scozzesi e irlandesi,[6] nato nel distretto di Santa Monica (California). La madre Marta W. Hart, figlia dei texani Archibald Hart e Sallie Pate Green, era una casalinga, mentre suo padre Charles Robert Redford, Sr. era un lattaio e ragioniere di origine irlandese, molto religioso, figlio di Charles Elia Redford e Lena Taylor. Ebbe un fratello, William, nato dal secondo matrimonio del padre.[7][8] Durante gli anni cinquanta il padre venne assunto come contabile per l'industria Standard Oil, le condizioni economiche migliorarono e la famiglia poté trasferirsi in un quartiere della classe media nella San Fernando Valley.[9]

Redford non ebbe un percorso di studi brillante ma si distinse per l'attitudine allo sport e la passione per l'arte: amava raccontare storie e dipingere; praticava nuoto, tennis, baseball e atletica, il che lo rese molto popolare in ambito scolastico e favorì quella prestanza fisica che gli consentì in seguito di utilizzare raramente controfigure in numerosi suoi film.[9] Un'escursione al parco nazionale di Yosemite fece nascere in lui un intenso amore per la natura, che si ritrova in molte sue pellicole.

Nel 1955 sua madre morì[10] di cancro, a soli 41 anni. Per allontanarsi da Santa Monica, Redford decise di frequentare il college presso l'Università del Colorado sfruttando una borsa di studio ottenuta per meriti sportivi, ma non vi rimase a lungo: nel 1956 cominciò a lavorare in un campo petrolifero e, con i primi guadagni, partì per l'Europa (muovendosi facendo l'autostop fra Germania Ovest, Francia, Grecia e Italia [11]) con l'intenzione di fare il pittore o lo scenografo. Per un periodo abitò anche a Firenze ma, non riuscendo a procurarsi da vivere, rientrò dopo un anno a Los Angeles; deluso dall'esperienza bohémienne, cominciò a darsi all'alcool. Quello stesso anno conobbe Lola Van Wagenen, una diciassettenne universitaria dello Utah, sua vicina di casa.[12] Con lei iniziò una relazione che ebbe su di lui un'influenza positiva: smise di bere e nel 1958, dopo averla sposata,[13] si iscrisse al Pratt Institute di New York per studiare arte e, successivamente, all'Accademia americana di arti drammatiche. Qui seguì un corso di scenografia e studiò recitazione, scoprendo le sue potenzialità di attore. Il suo primo ruolo sul palcoscenico fu quello di Creonte in una rappresentazione dell'Antigone.[9]

Robert Redford e Patricia Blair in Il virginiano (1964)

Nel 1958, uno dei suoi professori gli affidò il suo primo ruolo a Broadway. Nel 1960 cominciò a lavorare in televisione, nella serie antologica Playhouse 90 (nell'episodio In the Presence of Mine Enemies,[14]) nella serie western The Deputy, e successivamente in serie televisive di successo, quali Perry Mason (nell'episodio The Case of the Treacherous Toupee[15]) e Alfred Hitchcock presenta.

Nel 1962 apparve nella terza stagione di Ai confini della realtà, nel sedicesimo episodio intitolato Nothing in the Dark, uno dei più apprezzati dai fan della serie[16] e gradito dallo stesso Redford,[17] in un ruolo a cui arrivò per il suo aspetto fisico, dopo essere già apparso nell'episodio In the Presence of Mine Enemies.[14]

Per il suo lavoro in campo televisivo ottenne una candidatura agli Emmy nel 1963 nella categoria Outstanding Performance In A Supporting Role By An Actor nella serie Premiere, Presented by Fred Astaire.[18]

Anni sessanta

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Robert Redford in una scena di A piedi nudi nel parco (1967) di Gene Saks

Nel 1962 fece il suo debutto cinematografico con Caccia di guerra di Denis Sanders, dove si fece notare recitando accanto a John Saxon e Sydney Pollack (il quotidiano La Stampa di Torino parlò di lui come «l'esordiente e promettente Robert Redford»).[19] A questa pellicola seguì Situazione disperata ma non seria (1965) di Gottfried Reinhardt, con Alec Guinness. Successivamente interpretò film di buon successo, tra cui Lo strano mondo di Daisy Clover (1965) di Robert Mulligan, al fianco di Natalie Wood, che gli fece ottenere un Golden Globe come miglior attore debuttante e lo pose all'attenzione di pubblico e critica,[13] La caccia (1966) di Arthur Penn, dove recitò accanto a Marlon Brando, James Fox e Jane Fonda, Questa ragazza è di tutti (1966), ancora in coppia con la Wood, che segnò l'inizio della collaborazione tra Redford e Sydney Pollack nelle vesti rispettivamente di attore e regista, e A piedi nudi nel parco (1967) di Gene Saks, dove ritrovò la Fonda e un ruolo che aveva già interpretato a Broadway.

La popolarità internazionale arrivò nel 1969 con Butch Cassidy di George Roy Hill, che Redford interpretò insieme a Paul Newman. Il film ottenne unanimi elogi dalla critica e registrò ottimi incassi, diventando uno dei più celebri western della storia del cinema, selezionato tra i cento film statunitensi migliori di sempre dall'American Film Institute[20] e scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.[21] Il film segnò l'inizio dell'amicizia tra i due attori protagonisti, nata anche perché Newman si era battuto con i produttori che non volevano affidare a Redford, non ancora famoso, il ruolo di Sundance Kid.[22]

Anni settanta

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Robert Redford nel 1971

Negli anni seguenti Redford recitò in Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (1972) di Sydney Pollack e Il candidato (1972) di Michael Ritchie, dove ottenne nuovamente critiche positive. Nel 1973 fu protagonista di due film che entrarono subito nella storia del cinema: Come eravamo, ancora di Pollack e in cui Redford condivise lo schermo con Barbra Streisand, incentrato su due giovani che decidono di lasciarsi a causa di reciproche incomprensioni, e La stangata, dove tornò a lavorare con Paul Newman e George Roy Hill, successo mondiale che guadagnò ben sette premi Oscar (tra cui, miglior film e miglior regia a Hill), e grazie al quale Redford ottenne la sua unica candidatura come miglior attore protagonista nel 1974.[23]

In seguito interpretò, tra gli altri, Il grande Gatsby (1974), tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald, il thriller I tre giorni del Condor (1975) e Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula, sul famoso scandalo Watergate, in cui interpretò, insieme a Dustin Hoffman, uno dei due giornalisti che diedero inizio all'inchiesta. Il film ottenne otto candidature agli Oscar del 1977, tra cui miglior film e miglior regia a Pakula, oltre a vari riconoscimenti e premi cinematografici. Verso la fine del decennio, Redford fu nel cast del film Quell'ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough e tornò a lavorare per la quinta volta con Sydney Pollack ne Il cavaliere elettrico (1979): il film, costato dodici milioni e mezzo di dollari, guadagnò 62 milioni, risultando l'undicesimo film di maggiore incasso di quell'anno.[24]

Da attore a regista

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Redford nel 1997

Anche come regista, Redford seguì un percorso artistico che gli valse l'apprezzamento di critica e pubblico. Nel 1980 iniziò con Gente comune, che ottenne recensioni molto favorevoli e successo di pubblico, e grazie al quale vinse il premio Oscar al miglior regista. Redford diresse poi Milagro (1988), un film bucolico e fantastico, incentrato sul suo amore per la natura e la vita rustica, che però non ebbe un successo significativo. Nel 1992 diresse In mezzo scorre il fiume, che tratta del dialogo tra genitori e figli, un tema ricorrente nella sua vita, seguito poi da Quiz Show (1994), che ottenne buone critiche nonostante uno scarso successo al botteghino e gli valse la sua seconda candidatura agli Oscar come miglior regista.

Nel 1993 interpretò un affascinante miliardario in Proposta indecente di Adrian Lyne, con Demi Moore e Woody Harrelson. Nel 1998 diresse L'uomo che sussurrava ai cavalli, basato sul romanzo di Nicholas Evans, seguito nel 2000 da La leggenda di Bagger Vance, nel 2007 da Leoni per agnelli, nel 2010 da The Conspirator e, infine, nel 2012 da La regola del silenzio - The Company You Keep, il suo ultimo film da regista. Nel 2014 interpretò il cattivo Alexander Pierce nel film Captain America: The Winter Soldier, ruolo poi ripreso cinque anni più tardi in Avengers: Endgame.

Nel novembre 2016 Redford annunciò il suo ritiro come attore, dopo aver terminato i film Le nostre anime di notte, storia d'amore tra due vedovi ottantenni, in cui tornò a recitare con l'amica e collega Jane Fonda a distanza di 38 anni dalla loro ultima collaborazione, e Old Man & the Gun, dichiarando di volersi dedicare solamente alla regia.[25] Nel 2017 Le nostre anime di notte venne presentato fuori concorso alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, e Redford fu presente alla manifestazione assieme a Jane Fonda.[26] In quella occasione, entrambi gli attori furono premiati con il Leone d'oro alla carriera, ricevendo una lunga standing ovation dal pubblico.[27] Già nell'edizione del 2012 Redford fu presente a Venezia e incontrò all'Excelsior l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[28][29][30].

Il 7 agosto 2018 Redford annunciò ufficialmente il ritiro dalle scene.

Nel 2011 uscì la sua biografia, scritta da Michael Feeney Callan e Mark Deakins in audiolibro su CD.[31] Il libro di Michael Feeney Callan quale unico autore, sarebbe poi uscito nel 2012 in Inghilterra.[32] L'edizione francese, del 2022, venne recensita su Madame Figaro.

Morte e commemorazioni

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Redford è morto la mattina del 16 settembre 2025, a 89 anni, nella sua casa di Provo nello Utah; il decesso è avvenuto nel sonno.[33] La sua scomparsa è stata ricordata anche da politici, come il ministro della cultura francese Rachida Dati che l'ha definito «un gigante del cinema statunitense».[34] I funerali si sono svolti in forma privata nella sua tenuta alla sola presenza dei familiari.[35]

Nel 1958 si sposò con Lola Van Wagenen e l'anno seguente nacque il figlio Scott, che morì improvvisamente due mesi dopo per una sindrome letale infantile.[13] Ebbe poi altri tre figli: Shauna, James e Amy.[36] Il matrimonio terminò con il divorzio nel 1985.[13]

Nel 2009 sposò l'artista tedesca Sibylle Szaggars.[37]

Impegno politico

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Redford e l'allora presidente statunitense George H. W. Bush nel 1989

Storico sostenitore del Partito Democratico,[38] Redford affermò, nel 2007, durante un'intervista alla CNN, di non essere più interessato alla politica nazionale bensì a quella locale.[13] Secondo un anonimo giornalista di Sky il suo interesse per la politica influì nella scelta dei copioni che reputava interessanti,[13] impegno che era presente anche nel suo lavoro di attore, che lo spingeva ad iscriversi al sindacato degli stunt-man per pagare la tassa quando doveva girare di persona delle scene pericolose, per ripagare la suddetta categoria del lavoro che toglieva.[39]

Nel 1977 Redford scrisse un libro di denuncia sull'espansione statunitense verso ovest, The Outlaw Trail. Combatté con successo contro la costruzione di una centrale elettrica nello Utah, nel 2013 prese parte come interprete ad alcuni spot televisivi per l'organizzazione di protezione ambientale Natural Resources Defense Council, in cui venne chiesto all'allora presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama di adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra.[40] Sostenne anche l'azione contro il riscaldamento globale sul suo blog all'Huffington Post.[41] Redford fece parte del comitato consultivo dell'organizzazione per la conservazione marina Sea Shepherd[42] e produsse la serie di documentari Ocean Warriors, in cui venne mostrato come Sea Shepherd e altre organizzazioni di protezione ambientale si batterono per porre fine alla pesca illegale.[43]

Il Sundance Institute e il Sundance Film Festival

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Redford all'apertura dell'edizione del 2014 del Sundance Film Festival

Redford creò nel 1981 con l'amico regista Sydney Pollack un importante istituto cinematografico, il Sundance Institute, nelle sue proprietà nello Utah.[44] Il nome è dovuto a quello del suo personaggio nel film Butch Cassidy, ovvero Sundance Kid. Portò avanti quest'impresa nonostante l'assenza di appoggi. Il suo istituto sovvenzionò nuove promesse del cinema con spese pagate per 4 settimane, fornì professori, materiale tecnico e consulenza di grandi professionisti. All'istituto fu collegato il celebre Sundance Film Festival, che scoprì e lanciò numerosi registi indipendenti, come Quentin Tarantino,[13] Kevin Smith, Robert Rodriguez, Jim Jarmusch,[13] Darren Aronofsky,[13] Christopher Nolan[13] e James Wan,[45] cui seguì il Sundance Channel, un canale televisivo nato per dare agli spettatori la possibilità di vedere film film indipendenti e video on demand.[46]

Robert Redford sul set de Il temerario (1975)
Redford with Shia LaBeouf on the red carpet
Redford e Shia LaBeouf, da lui diretto in La regola del silenzio - The Company You Keep al Festival del cinema di Venezia del 2012

Riconoscimenti

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Robert Redford nel 2005

Mai vincitore di un Oscar come attore[23], nel 2019 fu insignito del César d'honneur alla 44a edizione del premio omonimo[47].

Onorificenze statunitensi

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L'allora presidente statunitense George W. Bush e l'allora First Lady Laura Bush fotografati con i Kennedy Center honorees, Julie Harris, Redford, Tina Turner, Suzanne Farrell e Tony Bennett il 4 dicembre 2005, ad un ricevimento alla Casa Bianca in occasione del conferimento

Il 17 novembre 2016 gli venne conferita la Medaglia Presidenziale della Libertà, che ricevette il 22 novembre seguente da parte dell'allora presidente Barack Obama.[48]

National Medal of Arts - nastrino per uniforme ordinaria
 Washington, 9 gennaio 1997[49]
Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria
 Washington, 4 dicembre 2005

Onorificenze straniere

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Il 14 ottobre 2010 venne insignito a Parigi con la Legion d'onore,[50] la massima onorificenza della Repubblica francese, ricevuta in una cerimonia privata dalle mani dell'allora presidente francese Nicolas Sarkozy.

Doppiatori italiani

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Nelle versioni in italiano dei suoi film, Robert Redford è stato doppiato da:

  • Cesare Barbetti in Caccia di guerra, L'ora di Hitchcock (ep. 1x01), Situazione disperata ma non seria, Lo strano mondo di Daisy Clover, Questa ragazza è di tutti, A piedi nudi nel parco, Butch Cassidy, La pietra che scotta, Come eravamo, La stangata, Il grande Gatsby, Il temerario, I tre giorni del condor, Tutti gli uomini del presidente, Quell'ultimo ponte, Il cavaliere elettrico, Brubaker, Il migliore, La mia Africa, Pericolosamente insieme, Havana, I signori della truffa, Proposta indecente, Qualcosa di personale, L'uomo che sussurrava ai cavalli, Il castello, Spy Game, In ostaggio, Il vento del perdono
  • Gino La Monica in La regola del silenzio - The Company You Keep, All Is Lost - Tutto è perduto, A spasso nel bosco, Truth - Il prezzo della verità, La scoperta, Old Man & the Gun, Dark Winds
  • Michele Kalamera in Ucciderò Willie Kid, Gli spericolati, Il candidato, Corvo rosso non avrai il mio scalpo!
  • Ugo Pagliai in Captain America: The Winter Soldier, Il drago invisibile, Le nostre anime di notte, Avengers: Endgame
  • Massimo Turci in Alfred Hitchcock presenta, La caccia
  • Claudio Capone in L'ora di Hitchcock (ep. 1x18)
  • Luciano Melani in Lo spavaldo
  • Federico Danti in Ai confini della realtà
  • Adalberto Maria Merli in Leoni per agnelli

Da doppiatore è sostituito da:

  1. (EN) Brooks Barnes, Robert Redford, Screen Idol Turned Director and Activist, Dies at 89, in The New York Times, 16 settembre 2025. URL consultato il 16 settembre 2025.
  2. Charles Robert Redford, su California Birth Index, 1905–1995, Ancestry.com. URL consultato il 16 giugno 2011.
    «Name: Charles Robert Redford; Birth Date: 18 Aug 1936; Gender: Male; Mother's Maiden Name: Hart; Birth County: Los Angeles»
  3. Monitor, n. 1220/1221, Entertainment Weekly, 17–24 agosto 2012, p. 28.
  4. 1 2 3 Il cinema, grande storia illustrata, De Agostini, 1983, Vol. 7, p. 217
  5. Jane Fonda e Robert Redford ricevono il Leone d'Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, su rainews.it.
  6. (EN) Stephen Farber, Sponsored Archives: A Robert Redford Retrospective, Redford Turns West Again, in The New York Times, 20 ottobre 1991. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2016).
  7. Ancestry of Actor Robert Redford, su genforum.genealogy.com. URL consultato il 4 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2014).
  8. Ancestry.com, "Bobby" Redford: The Sundance Kid in 1940 | Ancestry.com, su blogs.ancestry.com, 18 gennaio 2013. URL consultato il 4 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2013).
  9. 1 2 3 Giuliana Muscio, Robert Redford, Gremese, Roma, 1997, p. 7. ISBN 9788877420510
  10. (EN) Stephen Galloway, Robert Redford, Golden Boy of Hollywood, Dies at 89, su hollywoodreporter.com. URL consultato il 16 settembre 2025.
  11. Stated on Inside the Actors Studio, 2005
  12. Robert Redford and Lola Van Wagenen Marriage Profile, su marriage.about.com. URL consultato il 3 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2013).
  13. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Robert Redford, una carriera tra Oscar, Sundance e impegno politico sky.it
  14. 1 2 A Young Robert Redford Almost Ruined An Otherwise Great Twilight Zone Episode slashfilm.com
  15. Robert Redford plays the murder victim’s stepson... latimes.com
  16. Before Robert Redford Became A Western Movie Legend, He Starred In One Of The Best Sci-Fi TV Episodes Of All Time screenrant.com
  17. Robert Redford Made TV History With a 63-Year-Old Twilight Zone Episode That's Still 1 of the Best 25 Minutes of Sci-Fi Ever cbr.com
  18. Nominees & Winners televisionacademy.com
  19. La Stampa, 3 Luglio 1962, pagina 4 archiviolastampa.it
  20. I 100 film più belli di sempre secondo l’AFI sorrisi.com
  21. (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, su loc.gov, Library of Congress, 16 dicembre 2003. URL consultato il 10 aprile 2014.
  22. Robert Redford e Paul Newman: l’epica amicizia che ha incantato Hollywood. E che ci ha fatto innamorare gente.it
  23. 1 2 Quelli che non hanno mai vinto l'Oscar, su ilpost.it, 20 febbraio 2015. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  24. Robert Garland, ‘No Way Out’ and ‘The Electric Horseman’ Writer, Dies at 83 variety.com
  25. Robert Redford: "Ancora due film come attore, poi farò solo il regista", su repubblica.it, la Repubblica, 11 novembre 2016. URL consultato il 14 settembre 2024.
  26. Venezia 74. Jane Fonda e Robert Redford, la coppia di Leoni più bella del mondo, su dazebaonews.it, 1º settembre 2017. URL consultato il 14 settembre 2024.
  27. Venezia, Leone d'oro per Robert Redford e Jane Fonda: la commozione dell'attrice, su video.repubblica.it, 2 settembre 2017. URL consultato il 14 settembre 2024.
  28. Venezia cinema: Napolitano incontra Redford, parlano in inglese, su agi.it, 6 settembre 2012.
  29. Il Presidente Giorgio Napolitano con l'attore e Regista Robert Redford alla Biennale del cinema di Venezia, su presidenti.quirinale.it, 6 settembre 2012.
  30. La Stampa, "Barbera: A tavola col presidente Napolitano", 17 settembre 2025, pag.24
  31. OCLC numero 792748103
  32. (EN) Michael Feeney Callan, Robert Redford : the biography, London, Simon & Schuster, 2012.
  33. È morto Robert Redford, su Il Post, 16 settembre 2025.
  34. «Un lion s’en est allé»: Meryl Streep, Donald Trump, Barbra Streisand... réagissent après le décès de Robert Redford lefigaro.fr
  35. A Sundance (Park City), Utah, lultimo saluto a Robert Redford: funerali privati con solo 11 famigliari, su Style. URL consultato il 22 settembre 2025.
  36. Robert Redford, la tragedia: il figlio James è morto di tumore a soli..., su Oggi - Attualità, 20 ottobre 2020. URL consultato il 2 febbraio 2025.
  37. (EN) Robert Redford marries long-term girlfriend, su telegraph.co.uk, 15 luglio 2009.
  38. (EN) Robert Redford's Federal Campaign Contribution Report, su newsmeat.com. URL consultato il 3 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2007).
  39. L'Unità, domenica 21 gennaio 2007, pag. 21 unita.news
  40. Robert Redford, l’ultimo divo mymovies.it
  41. Robert Redford, su huffingtonpost.com. URL consultato il 19 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2014).
  42. (EN) Sea Shepherd Conservation Society, su influencewatch.org. URL consultato il 19 novembre 2020.
  43. (DE) Die Ozeankrieger. URL consultato il 19 novembre 2020.
  44. Morto Robert Redford, addio al gigante di Hollywood che fondò il Sundance Film Festival open.online
  45. Sundance Film Festival, il festival del cinema indipendente, su teatropertutti.it, 22 maggio 2024. URL consultato il 16 settembre 2025.
  46. L'Unità, 7 ottobre 2010, pag. 40 archivio.unita.news
  47. Mort de Robert Redford: le jour où l'acteur a reçu un César d'honneur pour l'ensemble de sa carrière (vidéo) cnews.fr
  48. Anna Lombardi, Da Springsteen a Michael Jordan: le ultime medaglie della Libertà di Obama, in La Repubblica, 17 novembre 2016.
  49. National Medal of Arts, su arts.gov.
  50. Robert Redford cavaliere della Legion d'Onore, su oggi.it, 15 ottobre 2010. URL consultato il 3 novembre 2013.

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Collegamenti esterni

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