I tre giorni del Condor

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I tre giorni del Condor
I tre giorni del condor.jpg
"Condor" intercetta la telefonata di Joubert
Titolo originaleThree Days of the Condor
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1975
Durata112 min
Rapporto2,35:1
Generespionaggio, thriller
RegiaSydney Pollack
SoggettoJames Grady (romanzo)
SceneggiaturaLorenzo Semple Jr.,
David Rayfiel
ProduttoreStanley Schneider
Produttore esecutivoDino De Laurentiis
Casa di produzioneParamount Pictures
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaOwen Roizman
MontaggioDon Giudice
Effetti specialiAugie Lohman
MusicheDave Grusin
ScenografiaGene Rudolf
CostumiJoseph C. Aulisi
TruccoGary Liddiard,
Bob O'Bradovich
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I tre giorni del Condor (Three Days of the Condor) è un film del 1975 diretto da Sydney Pollack e prodotto da Stanley Schneider. La sceneggiatura è di Lorenzo Semple Jr ed è l'adattamento dal romanzo I sei giorni del Condor di James Grady. È considerato come uno dei migliori film del genere cospirativo e thriller. Ha ottenuto la candidatura dall'Academy Award per il montaggio, agli Oscar del 1976.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Manhattan, New York. Un commando di sicari, guidati da un freddo alsaziano di nome Joubert, e da Lloyd, un ex sergente dell'esercito, irrompe in una sezione impiegatizia della CIA, impegnata in operazioni di OSINT, dove vengono letti e studiati libri e giornali provenienti da tutto il mondo in cerca di individui sospetti, codici segreti o trame nascoste. Tutti gli operatori vengono sterminati ad eccezione del giovane Joseph Turner, nome in codice "Condor", poiché era uscito a comprare la colazione, ma che pochi giorni prima aveva inviato ai suoi superiori un rapporto al quale non aveva avuto risposta.

Scoperto il massacro, sentendosi in pericolo e non potendo fidarsi quasi di nessuno, Turner requisisce una pistola che trova in un cassetto e chiede aiuto alla sede centrale; il vicedirettore della sede di NY, Higgins, assume l'incarico di recuperare il sopravvissuto anche se arriva da Washington un certo Wicks, direttore della sezione alla quale appartiene Condor il quale si incarica del recupero. Dato appuntamento a Turner dietro un hotel di Manhattan, Wicks tenta di ucciderlo ma Condor prontamente reagisce sparandogli con la pistola che ha in tasca; poi fugge.

Condor, confuso, si vede costretto a sequestrare una donna, Kathy Hale, obbligandola a tenerlo in casa sua per essere al sicuro. Nonostante una iniziale diffidenza reciproca, i due alla fine collaborano.

Grazie alla propria abilità e al proprio coraggio, Turner riesce a sventare un tentativo di uccisione da parte di Joubert e poi un altro da Lloyd travestito da postino che però rimane ucciso nel conflitto a fuoco con Condor. Addosso al killer-postino Turner trova un numero di telefono che si rivela essere quello dell'ufficio di Wicks a Washington e pure la chiave di una stanza d'hotel che poi è quella in cui è alloggiato Joubert. Allora è chiaro che il suo capo-sezione Wicks, Joubert e il postino-killer Lloyd sono in collaborazione fra di loro e quegli omicidi sono legati al dossier che lui ha mandato a Wicks. Ma cosa può nascondere quel dossier di così tanto pericoloso?

Condor è sicuro che c'è una parte deviata dei servizi segreti che agisce autonomamente, vuole però essere sicuro di questo, quindi studia un piano: con l'aiuto di Kathy attira Higgins in trappola e lo rapisce. In realtà vuole solo la conferma che il servizio segreto ufficiale non ha dato l'ordine di eliminare lui e i suoi colleghi. Condor intuisce subito che Higgins non è implicato in quella storia e che ci sono delle deviazioni nella "compagnia" però non è Wicks il capo di questo complotto poiché Higgins gli rivela che è stato appena ucciso pure lui; quindi la mente di tutto questo deve essere un altro.

Liberato Higgins, Condor ruba da una squadra di telefonisti il materiale per mettere un telefono sotto intercettazione e, recatosi all'Hotel dove si trova Joubert, usa la sua esperienza come trasmettitore per capire con chi l'alsaziano è in contatto costantemente; quindi, incrociando dei dati, arriva all'indirizzo e quindi al numero di telefono di chi è a capo di tutto; costui è un subdolo cospiratore di nome Leonard Atwood. Questi aveva preparato i piani di una guerra da far scoppiare nel Medio Oriente per assicurarsi il controllo del petrolio, ma il rapporto di Condor lo aveva involontariamente smascherato. Il funzionario deviato della CIA era pertanto ricorso al killer "indipendente" Joubert e al suo guardaspalle Lloyd per eliminare ogni possibile contatto che potesse metterlo in rapporto con il piano, mentre Higgins, (quindi la CIA "ufficiale") usava Turner come bersaglio mobile per individuare i responsabili del complotto.

Però Condor si rivela molto più in gamba di loro; fa una telefonata (senza essere intercettato) al quartier generale dove si trovano in quel momento Higgins, un alto funzionario di nome Wabash e anche Leonard Atwood. Condor fa una soffiata a Higgins dicendogli in quale Hotel potere trovare e arrestare Joubert. Ma, quando Condor gli chiede cosa sa di Leonard Atwood, Higgins tace poiché l'uomo in questione è a pochi metri da lui. Chiusa la chiamata Higgings tenta di localizzare la posizione di Condor ma invano; nel contempo manda una squadra in Hotel ad arrestare Joubert.

Joe Turner "Condor" allora saluta Kathy alla stazione dicendole di recarsi nel Vermont e di non fare parola sul loro incontro e poi parte per il Maryland, all'indirizzo di Atwood, per affrontarlo. L'uomo, minacciato da Condor con una pistola, ammette che lui ha ordinato l'eliminazione di tutta la squadra di Condor perché, involontariamente, avevano smascherato il suo piano deviato. Proprio in quel momento Condor si sente chiamare, è Joubert armato di pistola che lo disarma e però elimina Atwood, gli mette una pistola in mano per inscenare un suicidio. Joubert parla a Condor come ad un amico e gli svela di essere tornato al servizio della CIA ufficiale solo per eliminare Atwood che era diventato troppo ingombrante per tutti. Joubert si offre di accompagnarlo a New York mettendolo in guardia sul fatto che Higgins sarà costretto a toglierlo di mezzo poiché anche lui è diventato ingombrante, proprio come Atwood; Joubert gli offre pure l'opportunità di lavorare con lui in Europa ma Turner rifiuta e si accontenta solo di un passaggio.

Turner si incontra con Higgins, che gli propone il suo reintegro nell'Agenzia. Condor si accorge che Higgins è arrivato all'appuntamento con degli uomini probabilmente armati e, ricordando le parole di Joubert, fiuta la trappola e mentre se ne va, svela a un Higgins esterrefatto di aver consegnato il suo rapporto su tutto quello che è avvenuto al New York Times. Il finale lascia aperto l'interrogativo se la CIA riuscirà a evitare che la notizia sia pubblicata.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Il film appartiene al genere dello spionaggio ed è ambientato nella New York dell'epoca (metà degli anni settanta). Si discosta tuttavia dal puro e semplice genere spionistico, poiché pone interrogativi di tipo più politico. Al centro della vicenda narrata resta infatti la possibilità che i servizi segreti, o una parte di essi, sfuggano a ogni controllo e agiscano secondo finalità e con mezzi non corretti o comunque approvati, dunque dei servizi segreti "deviati".

Il film ebbe un grande successo, non solo per via della regia di Sydney Pollack e interpretato da due attori che all'epoca erano in auge, ma anche perché fu realizzato in un periodo in cui nell'opinione pubblica americana e occidentale in genere dominava un sentimento di perplessità nei confronti della politica estera degli Stati Uniti e delle possibili manipolazioni dell'informazione da parte del potere politico. Infatti il film uscì nel 1975, in un periodo di grande disillusione degli americani, che proprio in quell'anno assistevano alla umiliante uscita di scena degli Stati Uniti dalla guerra del Vietnam e che solo un anno prima avevano vissuto il terremoto politico conseguente allo scandalo Watergate.

I tre giorni del condor è considerato come uno dei migliori film del genere cospirativo e thriller. Ha ottenuto la nomination dall'Academy Award per il montaggio, agli Oscar del 1976.

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