Sindrome della morte improvvisa del lattante

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Sindrome della morte improvvisa del lattante
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10R95
OMIM272120
MeSHD013398
MedlinePlus001566
eMedicine804412 e 1004238

La sindrome della morte improvvisa del lattante nota anche come sindrome della morte improvvisa infantile o morte inaspettata del lattante oppure in terminologia comune "morte in culla" (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS) è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica.

Si manifesta provocando la morte improvvisa e inaspettata di un lattante apparentemente sano. La morte resta inspiegata anche dopo l'effettuazione di esami post-mortem. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt'oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani.

In Italia ha avuto un'incidenza dello 0,5 per mille circa nel 2011 (23 bambini sotto i 5 anni, l'1,3% dei decessi totali nel periodo di riferimento).[1] I dati riguardanti gli anni 2004-2011 della regione Piemonte riportano un dato medio di mortalità per SIDS dello 0,09 per 1000.[2]

È la causa più comune di morte tra un mese e un anno di età. Circa il 90% dei casi si verifica prima dei sei mesi di età, con il picco di casi tra i due mesi e i quattro mesi di età.[3]

Talvolta, alcuni neonati vittime apparenti di SIDS, se soccorsi prontamente, possono essere rianimati; in questo caso si parla di "near miss SIDS" e vi è comunque un altissimo rischio di lesioni cerebrali permanenti dovute ad anossia con conseguente possibile disabilità.[4]

Il supporto al dolore per le famiglie affette da SIDS è importante, in quanto la morte dell'infante è improvvisa, senza testimoni e spesso associata a un'indagine.[3]

Fattori di rischio individuati[modifica | modifica wikitesto]

A fronte dell'impossibilità di determinare una causa univoca, sono stati effettuati studi epidemiologici che hanno rilevato l'esistenza di alcuni fattori di rischio prevenibili e di altri non prevenibili; nessuno di questi è però causa specifica della SIDS. È stato proposto il requisito di una combinazione di fattori tra cui una sensibilità genetica sottostante, un lasso di tempo specifico nello sviluppo del bambino e un fattore ambientale di stress.[3][5] Questi stress ambientali possono includere dormire sullo stomaco o su un lato, il surriscaldamento e l'esposizione al fumo di tabacco.[5] Può anche avere un ruolo un soffocamento accidentale durante la condivisione del letto (noto anche come co-sleeping) o soffocamento da oggetti morbidi.[5][6]

Un altro fattore di rischio non modificabile può essere una gestazione di 37 settimane.[7] SIDS rappresenta circa l'80% delle morti infantili improvvise e inattese (SUIDs). Altre cause includono infezioni, disturbi genetici e problemi cardiaci. Mentre l'abuso infantile sotto forma di soffocamento intenzionale può essere erroneamente diagnosticato come SIDS, si ritiene che questo rappresenti meno del 5% dei casi.[8]

Differenze di frequenza sono state riscontrate in correlazione al sesso ed all'età del neonato, all'origine etnica, al livello culturale ed economico dei genitori: è più comune nei bambini che nelle bambine.[7] Non sono attualmente disponibili metodi che riducano completamente il rischio di SIDS, sebbene vi siano diversi interventi che possono ridurre significativamente l'incidenza della SIDS nei bambini.

Numerosi studi dimostrano che tra i fattori principali vi è la posizione nel sonno diversa da quella supina (il rischio è infatti molto più alto se il neonato dorme appoggiato sullo stomaco, o su un fianco). È quindi fortemente consigliato mettere sempre il bambino a dormire supino (dorso della schiena appoggiato al letto, pancia in alto).[9][10]

Si stima che se la più sicura abitudine di far dormire i bambini supini (a pancia in su) invece che proni (a pancia in giù) si fosse diffusa a partire già dagli anni settanta, ovvero da quando erano disponibili le prime evidenze scientifiche e cliniche in merito, si sarebbe potuta salvare la vita di circa 50.000 bambini nei soli paesi occidentali.[11]

Modificabili[modifica | modifica wikitesto]

Tra le condizioni di rischio per la SIDS prevenibili vi sono:

  • Fumo di sigaretta nell'abitazione
  • Madre fumatrice durante la gravidanza (analogamente con i cerotti per smettere di fumare)
  • Insufficiente alimentazione e cura prenatale
  • Uso di alcool e di eroina
  • Temperatura della stanza troppo elevata
  • Eccessivo abbigliamento
  • Utilizzo eccessivo di coperte
  • Infezioni respiratorie
  • Posizione del sonno diversa da quella supina
  • QT lungo

Non modificabili[modifica | modifica wikitesto]

  • Neonato sotto i 5 mesi
  • Prematurità
  • Inverno

Condivisione del letto dei genitori[modifica | modifica wikitesto]

La condivisione del letto dei genitori sembra aumentare l'incidenza della sindrome, in particolare se:

  • uno o entrambi i genitori sono fumatori,[12]
  • uno o entrambi i genitori fanno uso di alcol, droghe, farmaci[13]
  • si dorme su poltrone, divani, sofà, superfici morbide in cui ci sia la possibilità di "affondare"[14]

Fumo passivo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il U.S. Surgeon General's Report, il fumo passivo è connesso alla sindrome. I bambini morti per SIDS tendono ad avere maggiore concentrazione di nicotina e cotinine (che indica l'esposizione al fumo passivo) nei polmoni rispetto a bambini deceduti per altre cause. È assolutamente consigliabile che i genitori smettano completamente di fumare o almeno fumino solo fuori dalle mura domestiche.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

I vaccini non sono considerati un fattore di rischio per la SIDS[15][16], anzi in alcuni casi hanno un effetto protettivo contro la stessa: la vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse, ad esempio, risulta correlata con una riduzione della SIDS.[17]

Accanto a numerosi studi in merito alla patogenesi della SIDS, hanno sempre più rilevanza quelli che si occupano delle aritmie cardiache su base genetica, ovvero delle canalopatie e in specie della sindrome del QT lungo.[18] Anche se in numero più limitato alcuni casi di SIDS sono stati associati alla sindrome di Brugada[19], alla sindrome del QT breve[20], alla tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica.[21] e a carenza di colinesterasi.[22]

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

A fronte dei fattori di rischio vi sono alcune raccomandazioni per ridurre il rischio di SIDS:[7][23]

  • il bambino deve dormire a pancia in su (supino);
  • non bisogna fumare nell'ambiente in cui soggiorna o dorme e nell'abitazione;
  • l'ambiente dove il bambino dorme non deve essere troppo caldo o troppo freddo (il microclima della stanza è ottimale quando la temperatura è compresa tra i 18 °C e i 20 °C e quando un buon ricambio d'aria permette che l'umidità sia intorno al 50%) e lontano da fonti di calore;
  • il bambino non deve essere coperto eccessivamente;
  • in caso di febbre il bambino deve essere coperto di meno;
  • è consigliabile che il bambino dorma nella sua culla (collocata nella stanza dei genitori) e non nel letto dei genitori;
  • l'uso del succhietto è considerato oggi un fattore di attenuazione del rischio.

Culla[modifica | modifica wikitesto]

Non devono essere presenti nella culla oggetti che possano limitare la respirazione del bambino (ad esempio paracolpi, pupazzi, peluches, cuscini, lenzuola stropicciate).[senza fonte]

Il lenzuolo non deve essere posto sulla testa del bambino ma deve coprire solo fino al petto; le braccia devono esser scoperte in modo da evitare che il loro movimento possa portare il lenzuolo a coprire la testa e le vie respiratorie.[senza fonte]

Succhietto[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio del 2005 dimostrò che l'uso del succhietto riduceva del 90% il rischio della sindrome.[quale studio?]

L'uso del succhietto produce uno stilmolo da cui si origina il controllo delle funzioni vitali del neonato (frequenza cardiaca, respirazione, pH e temperatura del sangue), controllo che potrebbe venir meno in condizioni di minimo stimolo ambientale (condizioni di cui il sonno è un tipico esempio). L'effettore di queste funzioni è il neurotrasmettitore glutammato prodotto, appunto, dal nucleo mesencefalico del trigemino su stimolo, in questo caso, del ciuccio.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT (a cura di), La mortalità dei bambini ieri ed oggi in Italia (PDF), in Statistiche Focus, 15 gennaio 2014. URL consultato il 9 aprile 2022.
  2. ^ Alessandro Vigo, La sorveglianza in Piemonte: risultati (PDF). URL consultato il 9 aprile 2022.
  3. ^ a b c Hannah C. Kinney e Bradley T. Thach, The Sudden Infant Death Syndrome, in New England Journal of Medicine, vol. 361, n. 8, 20 agosto 2009, pp. 795–805, DOI:10.1056/NEJMra0803836. URL consultato il 9 aprile 2022.
  4. ^ Anestesia Pediatrica e Neonatale, su anestesiarianimazione.com. URL consultato il 9 aprile 2022.
  5. ^ a b c (EN) What causes SIDS?, su nichd.nih.gov. URL consultato il 9 aprile 2022.
  6. ^ (EN) Homepage | Safe to Sleep, su stsauthor.nichd.nih.gov. URL consultato il 9 aprile 2022.
  7. ^ a b c (EN) How many infants die from SIDS or are at risk for SIDS?, su nichd.nih.gov. URL consultato il 9 aprile 2022.
  8. ^ Hannah C. Kinney e Bradley T. Thach, The Sudden Infant Death Syndrome, in The New England Journal of Medicine, vol. 361, n. 8, 20 agosto 2009, pp. 795–805, DOI:10.1056/NEJMra0803836. URL consultato il 9 aprile 2022.
  9. ^ B. D. Gessner, G. C. Ives e K. A. Perham-Hester, Association between sudden infant death syndrome and prone sleep position, bed sharing, and sleeping outside an infant crib in Alaska, in Pediatrics, vol. 108, n. 4, 2001-10, pp. 923–927, DOI:10.1542/peds.108.4.923. URL consultato il 9 aprile 2022.
  10. ^ T. Dwyer e A.-L. Ponsonby, Sudden infant death syndrome and prone sleeping position, in Annals of Epidemiology, vol. 19, n. 4, 2009-04, pp. 245–249, DOI:10.1016/j.annepidem.2009.01.024. URL consultato il 9 aprile 2022.
  11. ^ Ruth Gilbert, Georgia Salanti e Melissa Harden, Infant sleeping position and the sudden infant death syndrome: systematic review of observational studies and historical review of recommendations from 1940 to 2002, in International Journal of Epidemiology, vol. 34, n. 4, 2005-08, pp. 874–887, DOI:10.1093/ije/dyi088. URL consultato il 9 aprile 2022.
  12. ^ Martin B. Lahr, Kenneth D. Rosenberg e Jodi A. Lapidus, Bedsharing and maternal smoking in a population-based survey of new mothers, in Pediatrics, vol. 116, n. 4, 2005-10, pp. e530–542, DOI:10.1542/peds.2005-0354. URL consultato il 9 aprile 2022.
  13. ^ Neonato muore soffocato nel letto dei genotori che avevano bevuto, su ilmessaggero.it. URL consultato il 24 maggio 2015.
  14. ^ Condivisione della stanza e del letto, su saperidoc.it, SaPeRiDoc. URL consultato il 26 febbraio 2015.
  15. ^ CDC - Sudden Infant Death Syndrome (SIDS) and Vaccines - Vaccine Safety. URL consultato il 9 aprile 2022.
  16. ^ HC. Rümke, HK. Visser, Childhood vaccinations anno 2004. II. The real and presumed side effects of vaccination., in Ned Tijdschr Geneeskd, vol. 148, n. 8, Feb 2004, pp. 364-71, PMID 15032089.
  17. ^ SD. Essery, MW. Raza; A. Zorgani; DA. MacKenzie; VS. James; DM. Weir; A. Busuttil; N. Hallam; C. Blackwell, The protective effect of immunisation against diphtheria, pertussis and tetanus (DPT) in relation to sudden infant death syndrome., in FEMS Immunol Med Microbiol, vol. 25, n. 1-2, agosto 1999, pp. 183-92, PMID 10443507.
  18. ^ PJ. Schwartz, SG. Priori; R. Dumain; C. Napolitano; C. Antzelevitch; M. Stramba-Badiale; TA. Richard; MR. Berti; R. Bloese, A molecular link between the sudden infant death syndrome and the long-QT syndrome., in N Engl J Med, vol. 25, n. 4, luglio 2000, pp. 262-7, PMID 10911008.
  19. ^ David W. Van Norstrand, Carmen R. Valdivia e David J. Tester, Molecular and Functional Characterization of Novel Glycerol-3-Phosphate Dehydrogenase 1–Like Gene (GPD1-L) Mutations in Sudden Infant Death Syndrome, in Circulation, vol. 116, n. 20, 13 novembre 2007, pp. 2253–2259, DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.107.704627. URL consultato il 9 aprile 2022.
  20. ^ Troy E. Rhodes, Robert L. Abraham e Richard C. Welch, Cardiac potassium channel dysfunction in sudden infant death syndrome, in Journal of Molecular and Cellular Cardiology, vol. 44, n. 3, 2008-03, pp. 571–581, DOI:10.1016/j.yjmcc.2007.11.015. URL consultato il 9 aprile 2022.
  21. ^ (EN) David J. Tester, Miroslav Dura e Elisa Carturan, A mechanism for sudden infant death syndrome (SIDS): Stress-induced leak via ryanodine receptors, in Heart Rhythm, vol. 4, n. 6, 1º giugno 2007, pp. 733–739, DOI:10.1016/j.hrthm.2007.02.026. URL consultato il 9 aprile 2022.
  22. ^ (EN) Butyrylcholinesterase is a potential biomarker for Sudden Infant Death Syndrome, su pubmed.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 12 maggio 2022.
  23. ^ Rachel Y. Moon e Linda Fu, Sudden Infant Death Syndrome: An Update, in Pediatrics In Review, vol. 33, n. 7, 1º luglio 2012, pp. 314–320, DOI:10.1542/pir.33.7.314. URL consultato il 9 aprile 2022.
  24. ^ (EN) Giovanni Andrisani e Giorgia Andrisani, The mesencephalic nucleus of the trigeminal nerve and the SIDS, in Medical Hypotheses, vol. 84, n. 1, 1º gennaio 2015, pp. 8–10, DOI:10.1016/j.mehy.2014.11.005. URL consultato il 9 aprile 2022.

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