Tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica

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Tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 427
ICD-10 I47.2
OMIM 604772 e 611938

La tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica, nota anche con la sigla CPVT, dall'inglese Catecholaminergic Polymorphic Ventricular Tachycardia, è un disturbo aritmico del cuore che colpisce individui geneticamente predisposti.

Riconosciuta per la prima volta nel 1975, la CPVT è causata da diverse mutazioni, molte delle quali a carico di uno specifico canale ionico espresso nelle cellule cardiache. Queste mutazioni alterano la normale omeostasi del calcio intracellulare e determinano la comparsa di quadri drammatici di tempeste aritmiche, particolarmente nei casi assolutamente fisiologici di aumentato rilascio di catecolamine, come lo sforzo fisico. Il sintomo più comune è la sincope, che si manifesta per la prima volta nella prima o nella seconda decade di vita. Il 60% degli individui affetti, infatti, presenta un episodio sincopale o un arresto cardiaco entro i 20 anni d'età[1].

Le indagini di primo livello come l'ecocardiogramma e l'elettrocardiogramma a riposo non presentano alterazioni di rilievo.[2][3][4][5]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

La CPVT presenta modalità di trasmissione prevalentemente autosomica dominante essendo la gran parte dei casi legata a mutazioni a carico del gene RYR2[6]. Pur essendo uno dei geni di maggiori dimensioni, l'RYR2 con i suoi 105 esoni trascritti, ci permette di individuare in soli 16 di essi i due terzi delle mutazioni che correlano con la CPTV1, la più comune delle tachicardie catecolaminergiche[7]. I casi con ereditarietà autosomica recessiva sono legati ad anomalie del gene CASQ2 (CPVT2) e al gene TRDN, che codifica la proteina giunzionale triadina (CPVT4)[8][9][10]

  • Il recettore per la Ryanodina (RYR2) è coinvolto nei trasporti intracellulari del Ca++; il sovraccarico intracellulare dei miociti dà luogo ad aritmie cardiache.[11]
  • La Calsequestrina (CASQ2) è una proteina del reticolo sarcoplasmatico che lega il calcio.

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

La CPVT si contraddistingue per vertigini, sincopi o arresto cardiaco dovuti ad aritmie ventricolari durante l'esercizio fisico o stress emotivo, senza alcuna anomalia strutturale del cuore. La tachicardia ventricolare può estinguersi o degenerare in fibrillazione ventricolare, portando alla morte del soggetto.

Esami di laboratorio e strumentali[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi è basata sulla dimostrazione di aritmie ventricolari durante l'esercizio fisico, sull'anamnesi di palpitazioni con sincope o vertigine durante l'esercizio o stress emotivo e sull'assenza di anormalità cardiache strutturali. Va sospettata la CPVT quando un test da sforzo documenta l’insorgenza di extrasistoli ventricolari quando la frequenza cardiaca raggiunge i 110-130 battiti al minuto.[12]

Il test da sforzo, al tapis roulant o al cicloergometro o uno stress farmacologico con isoproterenolo, permettono di porre diagnosi di CPVT, poiché possono scatenare la tachicardia ventricolare bidirezionale indotta dall’esercizio, che è piuttosto specifica per la diagnosi di CPVT, anche se, purtroppo, parte dei pazienti portatori delle mutazioni non manifestano questa aritmia[13]

Elettrofisiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'elettrocardiogramma a riposo è generalmente privo di reperti sospetti, ma può mostrare una bradicardia sinusale lieve e non diagnostica ed una prominente onda U occasionale.[14]

Test genetici[modifica | modifica wikitesto]

Il test genetico è disponibile nella pratica clinica ed è utile per confermare la diagnosi così come per individuare i soggetti asintomatici portatori della mutazione nel gentilizio del probando (Overview of CPVT Genetic Testing).[15]

L’esecuzione del test genetico per la CPVT è raccomandata per tutti i pazienti in cui vi è un elevato sospetto di tachicardia catecolaminergica, basato sulla storia clinica del paziente, della sua famiglia e del fenotipo ECG espresso durante il test provocativo. A seguito dell’identificazione di una mutazione genetica, si consiglia l’esecuzione del test genetico specifico per quella mutazione nei membri della famiglia[16]. Attualmente lo scopo primario del test genetico è diagnostico, indispensabile per ottenere la conferma genetica di un caso clinicamente sospetto, per individuare il particolare genotipo e per identificare i parenti potenzialmente a rischio[16].

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Terapia medica[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i pazienti con CPTV1 riconosciuta vanno terapizzati sulla base del loro fenotipo, senza tenere conto della mutazione genetica di cui sono portatori infatti in questo caso, a differenza della Sindrome del QT lungo, il genotipo non guida la terapia. Il trattamento guidato dal fenotipo consiste generalmente nella terapia con beta-bloccanti e/o con denervazione simpatica cardiaca sinistra, e se necessario terapia di associazione beta-bloccanti/flecainide[17] [18] I farmaci utilizzati comprendono oltre ai beta-bloccanti, anche il verapamil, pur mostrando una risposta parziale.[19]

Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Defibrillatore cardiaco impiantabile.

La terapia elettrica con impianto di un defibrillatore cardiaco impiantabile va considerata come ultima possibilità e non come prima scelta, come spesso può accadere. È da riservare solo ai pazienti con più elevato rischio di sviluppare una tempesta aritmica da CPVT, non frequente, ma molto pericolosa, in cui il device non sempre riesce a salvare la vita del soggetto[20]

Simpaticectomia[modifica | modifica wikitesto]

In report recenti, la denervazione simpatica cardiaca condotta mediante simpaticectomia toracoscopica bilaterale ha dimostrato risultati promettenti negli individui i cui sintomi non sono controllati dall'assunzione dei beta-bloccanti, associati o meno alla flecainide.[4][21][22] [17][18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PJ. Schwartz, MJ. Ackerman; AL. George; AA. Wilde, Impact of genetics on the clinical management of channelopathies. in J Am Coll Cardiol, vol. 62, nº 3, luglio 2013, pp. 169-80, DOI:10.1016/j.jacc.2013.04.044, PMID 23684683.
  2. ^ Vivek Iyer, Antonis A. Armoundas, Unraveling the Mechanisms of Catecholaminergic Polymorphic Ventricular Tachycardia in Proc. IEEE Eng Med Biol Soc., Cardiovascular Research Center, Massachusetts General Hospital, IEEE, PMID 17959506. URL consultato il 2 dicembre 2008.
  3. ^ N Liu, Ruan Y, Priori SG, Catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia in Progress in Cardiovascular Diseases, vol. 51, nº 1, luglio-agosto 2008, pp. 23–30, DOI:10.1016/j.pcad.2007.10.005, PMID 18634915.
  4. ^ a b Arthur Wilde, Zahurul A. Bhuiyan, Lia Crotti, Mario Facchini, Gaetano M. De Ferrari, Thomas Paul, Chiara Ferrandi, Dave R. Koolbergen, Attilio Odero, Peter J. Schwartz, Left cardiac sympathetic denervation for catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia in New England Journal of Medicine, vol. 358, nº 19, 8 maggio 2008, pp. 2024–9, DOI:10.1056/NEJMoa0708006, PMID 18463378. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  5. ^ Interview with Michael J. Ackerman, M.D., Ph.D. (PDF), Hannah Wernke Memorial Foundation. URL consultato il 9 febbraio 2009.
  6. ^ DJ. Tester, LJ. Kopplin; ML. Will; MJ. Ackerman, Spectrum and prevalence of cardiac ryanodine receptor (RyR2) mutations in a cohort of unrelated patients referred explicitly for long QT syndrome genetic testing. in Heart Rhythm, vol. 2, nº 10, ottobre 2005, pp. 1099-105, DOI:10.1016/j.hrthm.2005.07.012, PMID 16188589.
  7. ^ A. Medeiros-Domingo, ZA. Bhuiyan; DJ. Tester; N. Hofman; H. Bikker; JP. van Tintelen; MM. Mannens; AA. Wilde; MJ. Ackerman, The RYR2-encoded ryanodine receptor/calcium release channel in patients diagnosed previously with either catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia or genotype negative, exercise-induced long QT syndrome: a comprehensive open reading frame mutational analysis. in J Am Coll Cardiol, vol. 54, nº 22, novembre 2009, pp. 2065-74, DOI:10.1016/j.jacc.2009.08.022, PMID 19926015.
  8. ^ N. Roux-Buisson, M. Cacheux; A. Fourest-Lieuvin; J. Fauconnier; J. Brocard; I. Denjoy; P. Durand; P. Guicheney; F. Kyndt; A. Leenhardt; H. Le Marec, Absence of triadin, a protein of the calcium release complex, is responsible for cardiac arrhythmia with sudden death in human. in Hum Mol Genet, vol. 21, nº 12, giugno 2012, pp. 2759-67, DOI:10.1093/hmg/dds104, PMID 22422768.
  9. ^ Kimmo Kontulaa, Päivi J. Laitinena, Annukka Lehtonena, Lauri Toivonenc, Matti Viitasaloc, Heikki Swanc, Catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia: Recent mechanistic insights in Cardiovascular Research, vol. 67, nº 3, 15 agosto 2005, pp. 379–387, PMID 15913575. URL consultato il 9 febbraio 2009.
  10. ^ M. Eldar, E. Pras; H. Lahat, A missense mutation in the CASQ2 gene is associated with autosomal-recessive catecholamine-induced polymorphic ventricular tachycardia. in Trends Cardiovasc Med, vol. 13, nº 4, maggio 2003, pp. 148-51, PMID 12732448.
  11. ^ Wehrens XH, Marks AR, Sudden unexplained death caused by cardiac ryanodine receptor (RyR2) mutations ( [collegamento interrotto]) in Mayo Clin. Proc., vol. 79, nº 11, novembre 2004, pp. 1367–71, DOI:10.4065/79.11.1367, PMID 15544013.
  12. ^ Carlo Napolitano, Silvia G. Priori, Diagnosis and treatment of catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia (PDF) in Heart Rhythm, vol. 4, nº 5, maggio 2007, PMID 17467641. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  13. ^ M. Hayashi, I. Denjoy; F. Extramiana; A. Maltret; NR. Buisson; JM. Lupoglazoff; D. Klug; M. Hayashi; S. Takatsuki; E. Villain; J. Kamblock, Incidence and risk factors of arrhythmic events in catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia. in Circulation, vol. 119, nº 18, maggio 2009, pp. 2426-34, DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.108.829267, PMID 19398665.
  14. ^ Aizawa Y, Komura S, Okada S, et al., Distinct U wave changes in patients with catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia (CPVT) in Int Heart J, vol. 47, nº 3, maggio 2006, pp. 381–9, DOI:10.1536/ihj.47.38, PMID 1682324.
  15. ^ Mayo Clinic Research Shows 35 Percent of 49 Young People Who Died Suddenly and Inexplicably Had Genetic Heart Defects in Mayo Clinic, 30 gennaio 2007. URL consultato il 23 dicembre 2008.
  16. ^ a b DJ. Tester, MJ. Ackerman, Genetic testing for potentially lethal, highly treatable inherited cardiomyopathies/channelopathies in clinical practice. in Circulation, vol. 123, nº 9, marzo 2011, pp. 1021-37, DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.109.914838, PMID 21382904.
  17. ^ a b AA. Wilde, ZA. Bhuiyan; L. Crotti; M. Facchini; GM. De Ferrari; T. Paul; C. Ferrandi; DR. Koolbergen; A. Odero; PJ. Schwartz, Left cardiac sympathetic denervation for catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia. in N Engl J Med, vol. 358, nº 19, maggio 2008, pp. 2024-9, DOI:10.1056/NEJMoa0708006, PMID 18463378.
  18. ^ a b C. van der Werf, PJ. Kannankeril; F. Sacher; AD. Krahn; S. Viskin; A. Leenhardt; W. Shimizu; N. Sumitomo; FA. Fish; ZA. Bhuiyan; AR. Willems, Flecainide therapy reduces exercise-induced ventricular arrhythmias in patients with catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia. in J Am Coll Cardiol, vol. 57, nº 22, maggio 2011, pp. 2244-54, DOI:10.1016/j.jacc.2011.01.026, PMID 21616285.
  19. ^ Naokata Sumitomo, Harada K, Nagashima M, Yasuda T, Nakamura Y, Aragaki Y, Saito A, Kurosaki K, Jouo K, Koujiro M, Konishi S, Matsuoka S, Oono T, Hayakawa S, Miura M, Ushinohama H, Shibata T, Niimura I, Catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia: electrocardiographic characteristics and optimal therapeutic strategies to prevent sudden death in Heart, vol. 89, nº 1, gennaio 2003, pp. 66–70, DOI:10.1136/heart.89.1.66, PMID 12482795. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  20. ^ S. Pizzale, MH. Gollob; R. Gow; DH. Birnie, Sudden death in a young man with catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia and paroxysmal atrial fibrillation. in J Cardiovasc Electrophysiol, vol. 19, nº 12, dicembre 2008, pp. 1319-21, DOI:10.1111/j.1540-8167.2008.01211.x, PMID 18554199.
  21. ^ Sue Hughes, Denervation successfully treats catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia in HeartWire, WebMD, 7 maggio 2008. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  22. ^ P.A. Scott, A.J. Sandilands, G.E. Morris, J.M. Morgan, Successful treatment of catecholaminergic polymorphic ventricular tachycardia with bilateral thoracoscopic sympathectomy in Heart Rhythm, vol. 5, nº 10, ottobre 2008, pp. 1461–1463, DOI:10.1016/j.hrthm.2008.07.007, PMID 18760972.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  • Hurst, Il Cuore (il manuale - 11ª edizione), Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-2388-2.
  • (EN) Lilly L.S., Pathophysiology of Heart Disease., 2007ª ed., Baltimore: Lippincott Williams & Wilkins, ISBN 978-1-60547-723-7.
  • Rowlands DJ, Interpretazione dell' elettrocardiogramma, 2004ª ed., Pro.Med. Editore, ISBN 978-88-6521-011-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]