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I signori della truffa

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I signori della truffa
Ben Kingsley e Robert Redford in una scena del film
Titolo originaleSneakers
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1992
Durata126 min
Rapporto1,85:1
Generethriller, drammatico
RegiaPhil Alden Robinson
SceneggiaturaPhil Alden Robinson, Lawrence Lasker, Walter F. Parkes
ProduttoreLawrence Lasker, Walter F. Parkes
Produttore esecutivoLindsley Parsons Jr.
Casa di produzioneUniversal Pictures
Distribuzione in italianoUIP
FotografiaJohn Lindley
MontaggioTom Rolf
Effetti specialiKen Pepiot, Steve Grumette
MusicheJames Horner
ScenografiaPatrizia von Brandenstein, Dianne Wager, Samara Schaffer
CostumiBernie Pollack
TruccoGary Liddiard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I signori della truffa (Sneakers) è un film del 1992 con Robert Redford e Sidney Poitier, diretto da Phil Alden Robinson.

Martin Bishop è a capo di un'agenzia di pen-test, un gruppo di esperti nel campo dell'informatica, della telefonia e della sicurezza, che si occupa di controllare vari istituti (tra cui una banca) per dare un giudizio sui loro sistemi di sicurezza.

I componenti del gruppo sono tutti pregiudicati per reati informatici, tranne Bishop, che però si chiama Brice, ha cambiato nome ed è ancora ricercato per crimini informatici compiuti in gioventù. Ai tempi dell'università lui e il suo amico Cosmo si divertivano a effettuare intrusioni informatiche e frodi bancarie, sognando di cambiare il mondo, come ad esempio quando trasferirono denaro dalle casse dei Repubblicani a quelle delle Pantere Nere; ma una sera la polizia irrompe nel loro laboratorio: Martin era appena uscito per comprare da mangiare, ma l'amico viene arrestato. Anni dopo, Martin viene a sapere che Cosmo è morto in carcere.

In più di 20 anni nessuno l'ha più rintracciato e lui si è rifatto una vita e dirige l'agenzia, ma un giorno due agenti dell'NSA gli propongono un incarico, minacciando di farlo arrestare se non collabora. Messo alle strette accetta, racconta tutto agli amici e inizia a preparare l'azione.

Il dott. Janek, famoso crittanalista, ha costruito un congegno denominato "SETEC Astronomy", che Bishop deve portare ai due agenti. Dopo aver portato a termine la missione, mentre i ragazzi festeggiano per la ricompensa promessa, Hi-Fi (un non vedente genio dell'informatica) cerca di scoprire a cosa serve il congegno, scoprendo che riesce a decifrare qualunque password in pochi attimi; Bishop scopre che "SETEC Astronomy" è l'anagramma di "too many secrets" (trad: "troppi segreti"); il congegno rende inutili tutti i metodi crittografici sui quali viene usato.

Recatosi all'incontro con gli agenti Bishop consegna loro il congegno, ma non incassa la ricompensa: il dott. Janek è stato assassinato, e Martin teme di poter fare la stessa fine. Scopre così di essere stato ingannato: le persone con cui ha parlato, pur conoscendo la sua vera identità, non sono agenti dell'NSA. Convinto che fossero agenti del governo russo, si reca da una ex spia russa di sua conoscenza e lo accusa di essere il mandante dei falsi agenti, ma questi nega e si offre di aiutarlo, informandolo tra l'altro della profonda differenza esistente tra la crittografia usata dal governo USA e quella usata dal governo russo. L'auto su cui viaggiano viene fermata da una volante della polizia e Bishop rifiuta l'asilo politico offertogli dal russo: il falso poliziotto uccide il russo con la pistola di Martin e lo rapisce, portandolo al cospetto di Cosmo, che non è affatto morto.

Cosmo fa ormai parte di una organizzazione mafiosa e ne dirige la sezione tecnologica, aiutandoli nel riciclaggio di denaro. Avendo scoperto che l'NSA ha finanziato gli studi del dott. Janek e sapendo che quel congegno avrebbe potuto far scoprire al governo tutti i suoi traffici, è stato lui ad ingannare Bishop, per ottenere il decifratore per sé. Quando rifiuta di unirsi a lui Cosmo mette fine alla sua latitanza, segnalando (anche grazie al nuovo strumento) la sua attuale identità nel database della polizia, che nel frattempo, ritrovando le sue impronte sulla pistola che ha ucciso il funzionario russo, lo ha accusato di omicidio.

Non potendo trattare con l'NSA a mani vuote, Bishop e i suoi amici decidono di riprendersi il congegno sempre con l'aiuto di una ex di Bishop ed amica di Donald, Liz (Mary McDonnell), maestra di pianoforte ed esperta di crittografia, che compare nel film al momento della conferenza di Janek. Ritrovano la sede dell'organizzazione di Cosmo e la mettono sotto controllo, informandosi sui meccanismi di sicurezza usati nell'edificio. Una volta pronti, Bishop entra nell'ufficio di Cosmo e recupera il dispositivo, ma per un imprevisto viene bloccato all'interno.

Ultimo scontro verbale tra Martin e Cosmo, che non riesce a sparare al vecchio amico, lo lascia andare e si ritrova con una scatola vuota.

Nel finale, l'NSA pulisce la fedina penale di Bishop e dei suoi amici e accetta tutte le loro richieste in cambio del congegno. Bishop si tiene il chip centrale del decifratore e riprende a divertirsi come faceva da giovane, smistando i soldi del conto in banca del partito repubblicano verso le casse di Amnesty International e di Greenpeace.

Lawrence Lasker e Walter F. Parkes hanno avuto la prima idea di Sneakers nel 1981, mentre facevano ricerche per Wargames - Giochi di guerra.[1] Nelle prime bozze, il personaggio di Liz era un'impiegata di banca, piuttosto che l'ex fidanzata di Martin. Il ruolo è stato cambiato perché Lasker e Parkes ritenevano che ci volesse troppo tempo perché il suo personaggio si sviluppasse.[1]

Una volta scritturato Robert Redford, il suo nome è stato usato per reclutare altri membri del cast e della troupe, incluso il regista Robinson, che inizialmente aveva scarso interesse per il progetto ma aveva sempre desiderato lavorare con Redford.[1]

Leonard Adleman è stato il consulente matematico del film.[2] Il personaggio di "Bernard Abbott" prende il nome da Robert Abbott, considerato il «padre della sicurezza informatica», che è stato anche consulente per il film. Il personaggio di "Whistler" è basato su Joybubbles, pseudonimo di Josef Carl Engressia Jr., e John Thomas Draper, conosciuto come "Cap'n Crunch", figure ben note come phreaker e hacker.[3] Il personaggio di "Donald Crease" è basato su John Strauchs, un ex ufficiale della CIA che ha fondato la società di consulenza per la sicurezza Systech Group.[4] Il fratello di Dan Aykroyd, Peter, ha fornito materiale complottista su «UFO, mutilazioni di animali, la Commissione Trilaterale, l'allunaggio inscenato, JFK e Marilyn Monroe» che è stato utilizzato per "vivacizzare" il suo personaggio.[5]

Le riprese si sono svolte principalmente in esterni a San Francisco, a Oakland e in altre zone dell'Area della Baia.[4] La scena iniziale è stata girata sul set di "Courthouse Square" negli Universal Studios Hollywood, meglio conosciuto come "Hill Valley" nei film di Ritorno al futuro.[4] L'edificio "Playtronics" era l'ex sede centrale della Gibraltar Savings and Loan a Simi Valley.[4]

«Non ricordo di essermi mai divertito così tanto su un set cinematografico», ha ricordato Stephen Tobolowsky nel 2012 in occasione del ventesimo anniversario del film in un articolo scritto per Slate. Inizialmente aveva deriso la sceneggiatura basandosi solo sul titolo, ma il suo agente lo convinse a leggerla e lui cambiò idea. In seguito, disse al suo agente: «Ora so cosa significano cento milioni di dollari al botteghino».[6] «È stato uno dei cast più spettacolari di cui abbia mai avuto la fortuna di far parte»", ha scritto Tobolowsky. Mentre girava la scena in cui lui e McDonnell mangiano in un ristorante cinese, Robinson gli disse che poteva fare qualsiasi cosa pur di farla ridere. «Parole pericolose. Hanno dato il tono al resto delle riprese», ricorda. «Giocavo con il cibo. Inventavo battute (tra cui una sul battere petti di pollo in cucina durante il nostro secondo appuntamento)». Il resto del cast e della troupe la pensava allo stesso modo. Verso la fine delle riprese, Robinson disse che l'unico modo in cui le cose sarebbero potute andare meglio sarebbe stato se il laboratorio avesse perso la pellicola, così avrebbero dovuto rifare tutto da capo.[6]

Distribuzione

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Il film è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi l'11 settembre 1992, in quelle italiane il 15 gennaio 1993 distribuito da UIP.

Il film ha incassato globalmente 105232691 $.[7]

Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il film ha un indice di gradimento del 79% basato sulle recensioni di 57 critici. Il consenso del sito web afferma: «La trama di Sneakers non è molto elaborata e questo viene ampiamente compensato dallo stile spensierato e dal linguaggio hi-tech del film».[8] Su Metacritic il film ha un punteggio di 65 su 100 basato sulle recensioni di 20 critici, indicando «recensioni generalmente favorevoli».[9] Il pubblico intervistato da CinemaScore ha assegnato al film un voto A− su una scala da A a F.[10]

Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive dalla critica al momento della sua uscita. Sul Los Angeles Times, Kenneth Turan ha definito Sneakers un «film di rapina con un piacevolissimo senso dell'umorismo», una «trama ricca di colpi di scena» e un «tono arguto e spensierato». Turan ha poi elogiato il cast e il regista Robinson, che è «sorprendentemente abile nel creare tensione nei momenti opportuni» e «fa buon uso dell'aria di intelligente allegria della sceneggiatura».[11] Roger Ebert, per il Chicago Sun-Times, è stato meno impressionato, dando al film due stelle e mezzo su quattro, definendolo «a tratti divertente, ma superficiale». Ha poi sottolineato i numerosi stereotipi e gli espedienti narrativi riciclati.[12] Vincent Canby, per il New York Times, ha affermato che il film sembrava «appena riemerso dopo essere stato sepolto vivo per 20 anni».[13]

  1. 1 2 3 (EN) Sarah Weidman, A decade later 'Sneakers' is complete, in The Michigan Daily, 8 ottobre 1992, p. 8.
  2. (EN) Sneakers, su usc.edu, 18 gennaio 1998 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2015).
  3. (EN) Elizabeth McCracken, Dial-Tone Phreak, in The New York Times, 30 dicembre 2007.
  4. 1 2 3 4 (EN) Sneakers (1992), su AFI catalog of feature films.
  5. (EN) Sneakers, in The Daily Oklahoman, 11 settembre 1992, p. 42.
  6. 1 2 (EN) Stephen Tobolowsky, Memories of the 'Sneakers' Shoot, su Slate, 10 settembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2012).
  7. (EN) I signori della truffa, su Box Office Mojo, IMDb.com. URL consultato il 20 marzo 2026. Modifica su Wikidata
  8. (EN) Sneakers, su Rotten Tomatoes.
  9. (EN) Sneakers, su Metacritic.
  10. (EN) Sneakers (1992), su CinemaScore (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2018).
  11. (EN) Kenneth Turan, MOVIE REVIEW : ‘Sneakers’: A Caper With Lots of Twists, in Los Angeles Times, 9 settembre 1992.
  12. (EN) Roger Ebert, Sneakers, su rogerebert.com, 9 settembre 1992.
  13. (EN) Vincent Canby, Reviews/Film; A 1970's Caper Movie With Heroes of the Time, in The New York Times, 9 settembre 1992.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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