Joris Ivens

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Joris Ivens, pseudonimo di George Henri Anton Ivens (Nimega, 18 novembre 1898Parigi, 28 giugno 1989), è stato un regista, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, produttore e attore olandese, ritenuto uno dei più grandi documentaristi del XX secolo.

(FR)

« L’art d’Ivens se qualifie en trois mots : l’amour des autres… Cette profonde humanité qui fait la fraîcheur et la jeunesse éternelle d’Ivens, cette vocation fraternelle qui l’entraîne à travers le monde pour se mettre au service de l’homme, l’aider à se faire entendre, à exposer ses problèmes, à chercher leurs solutions. Voilà ce qui caractérise l’unité de l’oeuvre et de la vie d’Ivens. »

(IT)

« L'arte di Ivens si definisce con tre parole: amore per gli altri...La profonda umanità che fa la freschezza e la giovinezza imperitura d'Ivens, la vocazione fraterna che lo porta in giro per il mondo per mettersi al servizio dell'uomo, aiutarlo a farsi intendere, a esprimere i suoi problemi, a cercare soluzioni. Ecco ciò che rappresenta l'unità dell'opera e della vita d'Ivens. »

(Henri Langlois, 1957)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie sulla biografia del regista sono attinte da Joris Ivens-Robert Destangue, Joris Ivens ou la memoire d'un regard, Editions BFB, Parigi, 1982.

Infanzia e studi[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Nimega, in una famiglia cattolica benestante, secondo di cinque fratelli (tre maschi e due femmine), e trascorre in questa città i suoi primi diciott'anni. Il padre, Cornelius Adrianus Petrus, è figlio di un fotografo ed è proprietario di un negozio di apparecchi e prodotti fotografici: successivamente amplierà l'attività commerciale creando una società di distribuzione di prodotti ottici e fotografici, la CAPI. Accanto al negozio in via Van Berchen al n.17 acquisterà la casa di abitazione al n.19. A 13 anni il piccolo Joris è incuriosito da una cinepresa Pathé che osserva da diversi mesi nel negozio del padre e esprime il desiderio di provare ad usarla. Con i familiari gira un breve film muto in bianco e nero, in tutto cinque minuti, una storia di indiani, De wigwam (1912).[1] Il regista così ne parla nelle sue memorie:

« ...un divertimento familiare all'interno del quale ho molto seriamente interpretato il mio ruolo di indiano cavalleresco. Dopodiché ho dimenticato la cinepresa e passarono quindici anni prima che andassi al cinema come spettatore e quasi venti prima che realizzassi il mio primo film. »
(Joris Ivens-Robert Destangue, Joris Ivens ou la memoire d'un regard, p.29)

Avendo il fratello primogenito Wim scelto di studiare medicina, Joris è destinato a succedere al padre nella attività commerciale. Le tappe della sua formazione consistono in due anni di studi commerciali a Rotterdam alla "Scuola Superiore di Economia" e un perfezionamento successivo in Germania. Ottiene un diploma con specializzazione in fotochimica al Politecnico di Charlottenburg presso Berlino, trascorre un periodo di praticantato professionale presso le fabbriche Ica col professor Goldman, presso la Ernemann di Dresda e presso la Zeiss di Jena , dal 1923 al 1925. A Dresda conosce il professor Emanuel Goldberg, inventore della Kinamo, una piccola cinepresa professionale, 35mm, robusta e precisa: con una camera di questo tipo qualche anno più tardi realizzerà i suoi primi film.[2]

Amsterdam e la Filmliga[modifica | modifica wikitesto]

Rientrato in Olanda, nel 1926 diventa direttore tecnico della Capi ad Amsterdam e risiede in via Kalverstraat. Apre un reparto dedicato al cinema. Con altri intellettuali fonda nel 1927 il primo cineclub olandese la Filmliga. La Filmliga fa conoscere film d'avanguardia che non sono proiettati nei cinema normali e ha un grande successo.

Primi film d'avanguardia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in lui il desiderio di fare del cinema. I suoi primi film importanti sono Il ponte (De Brug) e Pioggia (Regen), frutto di due anni di riprese. Saranno considerati dalla critica dei capolavori del cinema lirico e formalista. Con queste due opere Ivens va a collocarsi nell'ambito dell'avanguardia e del cinema documentario d'autore.[3] Dopo questi lavori sperimentali e astratti si cimenta con un film di fiction, uno dei rarissimi di questo genere da lui girati, Branding, da lui definito "il suo primo film d'amore[4].

Documentari olandesi[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente per conto del Sindacato olandese dei lavoratori edili realizzerà una serie di documentari sulle grandi opere di bonifica che l'Olanda sta intraprendendo per costruire grandi dighe sull'Atlantico. fra il 1931 e il 1933 elabora la prima versione Zuiderzee a cui seguirà nel 1934 la seconda versione sonorizzata e intitolata Nieuwe Gronden, integrata con immagini di cinegiornali sulla crisi economica mondiale del 1929.[5] . Più tardi riceve l'incarico anche per altri due film: Philips Radio (1931) Symphonie industrielle, un documentario sulla fabbrica della Phillips e Creosoot (1932) sul trattamento del legno -

Documentari di impegno sociale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1930 fa il suo primo viaggio in Unione Sovietica, invitato da Pudovkin, a nome dell'Unione dei registi cinematografici sovietici, a presentare a Mosca i suoi film. Farà un secondo viaggio due anni dopo per realizzare un film per lo studio Meshrapom Komsomol o Pesn o geroyakh o Komsomol : le chant des héros, Il canto degli eroi. Ritornato in Europa, nel 1933, in Belgio , insieme a Henri Storck gira Borinage, un documentario realizzato nel regione delle miniere di carbone sul grande sciopero indetto dai minatori nel 1932 e sulle loro condizioni di vita.

Negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1936 al 1945 Ivens vive negli Stati Uniti dove realizza film di propaganda anti-fascista, come Terra di Spagna (The Spanish Earth), su sceneggiatura di John Dos Passos e Ernest Hemingway e con voce narrante di Orson Welles (oltre che dello stesso Hemingway e di Jean Renoir). Alle prime avvisaglie del maccartismo lascia gli Stati Uniti. Dopo che gli viene confiscato il passaporto olandese, Ivens vive nell'Europa dell'Est.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1959 e il 1960 realizza L'Italia non è un paese povero, film sul gas e metano in Italia. Nella seconda metà degli anni sessanta filma la vita quotidiana dei vietnamiti durante la guerra (Le 17e parallèle: La guerre du peuple) e partecipa nell'opera collettiva Lontano dal Vietnam (Loin du Vietnam).

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1971 al 1977 realizza Come Yukong spostò le montagne, un documentario di 763 minuti sulla Cina in dodici episodi, che vengono mandati in onda integralmente sulla RAI Radiotelevisione Italiana. Ivens viene chiamato a seguire personalmente la traduzione e il doppiaggio del commento sonoro.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 completa il suo ultimo film, Io e il vento (Une historie de vent). Nominato cavaliere dal governo olandese nel 1989, muore il 28 giugno dello stesso anno.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Per la filmografia la fonte è il libro di Virgilio Tosi, Joris Ivens Cinema e utopia, Bulzoni, Roma 2002.

Film perduti o incompleti[modifica | modifica wikitesto]

  • De Wigwam, Olanda, (1911), De Brandende Straal, o La flèche ardente (La freccia infuocata), 5 minuti.
  • Filmezperimenten, Olanda (1927-28) - perduti o non completati
  • Études des mouvements Olanda (1928) o Studies in Movement, bianco/nero-muto- 4 minuti, 35 mm, perduto.
  • Ik-film Olanda (1929) - filmato totalmente in soggettiva sul tema dell'occhio umano - 4 minuti-35mm- perduto
  • Schaatsenrijden Olanda (1929), (I pattinatori) - muto-b/n - 8 minuti - 35 mm - perduto
  • Arm Drenthe Olanda (1929) - muto-b/n - 15 minuti- 35mm, (Povero Drenthel) - perduto
  • (Tribune film) Breken en bouwen Olanda (1930)- sul giornale del Partito Comunista Olandese -muto-b/n - 20' - 35mm - perduto
  • Jeugddag, Olanda (1930) - Gita dei giovani del sindacato ad Arnhem- perduto
  • Donogoo-Tonka Olanda - perduto
  • VVVC Journaals (1930) - serie di cinegiornali 1930-1931 - perduti
  • New Frontiers (1940)[6]

Film esistenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. La pharmacie N°3 : Shangai
  2. Une femme, une famille
  3. Le village de pêcheurs
  4. Autour du pétrole
  5. L'usine de générateurs
  6. Une caserme
  7. Impression d'une ville: Shanghai
  8. Une histoire de ballon - Lycée n°31 Pékin
  9. Le professeur Tsien
  10. Un répétition à l'Opera di Pechino
  11. Entraînement au cirque de Pékin
  12. Les Artisans

Attore[modifica | modifica wikitesto]

  • Jongens, jongens, wat een meid (1965, mediometraggio, regia di Pim de la Parra)
  • Aah...Tamara (1965, cortometraggio, regia di Pim de la Parra)
  • De wil voor de werkelijkheid (1984, mediometraggio, regia di Vincent Romein, Melle van Essen, Bernd Wouthuysen)
  • Hâvre (1986, regia di Juliet Berto)

Consulenze e collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, p.12.
  2. ^ Joris Ivens-Robert Destangue, Joris Ivens ou la memoire d'un regard, p.43.
  3. ^ Fernaldo Di Gianmatteo, Dizionario Universale del Cinema, vol. I registi, Editori Riuniti, Roma 1984, p. 774.
  4. ^ joris Ivens, Dialoghi da Io e il vento, film autobiografico 1988.
  5. ^ AA. VV., Dizionario dei registi del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta, vol. II - G/O, Einaudi 2005, p. 206.
  6. ^ (EN) Harry Waldman e Anthony Slide, Hollywood and the Foreign Touch: A Dictionary of Foreign Filmmakers and Their Films from America, 1910-1995, Scarecrow Press, 1° gennaio 1996, ISBN 9780810831926. URL consultato il 09 marzo 2016.
  7. ^ (EN) Hans Schoots, Living Dangerously: A Biography of Joris Ivens, Amsterdam University Press, 1° gennaio 2000, ISBN 9789053564332. URL consultato il 09 marzo 2016.
  8. ^ film-documentaire.fr - Portail du film documentaire, su www.film-documentaire.fr. URL consultato il 09 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

BIOGRAFIE[modifica | modifica wikitesto]

  • Joris Ivens e Robert Destanque, Joris Ivens ou la mémoire d'un regard, Parigi, 1982.
  • Hans Schoots, Joris Ivens. A Biography of Joris Ivens, Amsterdam, 2000.

ZALZMAN, Abraham, Joris Ivens - Cinéma d’aujourd`hui. Paris : Seghers, 1963.

SAGGI[modifica | modifica wikitesto]

  • Klaus Kreimer, Il cinema di Joris Ivens, Mazzotta, Milano 1977.
  • Virgilio Tosi, Joris Ivens. Cinema e utopia, Bulzoni, Roma, 2002.
  • Stefano Missio, Cercando «L'Italia non è un paese povero» in Il mio Paese di Daniele Vicari, Rizzoli, Milano, 2007, ISBN 9788817019279.
  • Gaetano Capizzi, Marina Ganzerli, Alessandro Giorgio, Joris Ivens - Una storia di vento, Festival Cinemambiente, Torino, 2002.
  • Silvano Cavatorta, Daniele Maggioni, Joris Ivens, Il Castoro Cinema n. 66, Editrice Il Castoro, 1979.
  • John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 12.
  • SADOUL, Georges, Rencontres 1 : chroniques et entretiens. Paris : Denoël, 1984.

DIZIONARI E STORIE DEL CINEMA[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernaldo Di Gianmatteo, Dizionario Universale del Cinema, vol. I registi, Editori Riuniti, Roma 1984, pp. 774-775
  • AA. VV., Dizionario dei registi del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta, vol. II - G/O, Einaudi 2005. pp. 205-208, profilo di Vincent Pinel- ISBN 88-06-16515-1
  • Gianni Rondolino, Manuale di storia del cinema, UTET, Torino 2010. pp.261-262 ISBN 978-88-6008-299-2
  • Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale, Feltrinelli, Milano 1964.

CATALOGHI MOSTRE[modifica | modifica wikitesto]

  • PASSEK, Jean-Loup, BRISBOIS, Jacqueline (Eds.), Joris Ivens, 50 ans de cinéma. Paris : Centre Georges Pompidou, 1979
  • PEÑA, Richard, BERSHEN, Wanda, Cinema without borders : the films of Joris Ivens, Nijmegen, Holl. : European Foundation Joris Ivens, 2002
  • Joris Ivens cinquant'anni di cinema, Catalogo del Comune di Modena, 13 gennaio - 4 febbraio 1979, Marsilio, Venezia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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