Dresda

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Dresda
Città extracircondariale
Dresden
Dresda – Stemma
Dresda – Veduta
La Frauenkirche, il Dresda Palazzo, Semperoper, Bundeswehr Museo di Storia Militare, lo Zwinger, la Brühlsche Terrasse
Localizzazione
Stato Germania Germania
Land Flag of Saxony.svg Sassonia
Distretto Dresda
Circondario Non presente
Amministrazione
Sindaco Dirk Hilbert
Territorio
Coordinate 51°02′N 13°44′E / 51.033333°N 13.733333°E51.033333; 13.733333 (Dresda)Coordinate: 51°02′N 13°44′E / 51.033333°N 13.733333°E51.033333; 13.733333 (Dresda)
Altitudine 113 m s.l.m.
Superficie 328,30 km²
Abitanti 530 754[2] (31-08-2013)
Densità 1 616,67 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 01067-01326
Prefisso 0351
Fuso orario UTC+1
Codice Destatis 14 2 62 000
Targa DD
Cartografia
Mappa di localizzazione: Germania
Dresda
Dresda
Dresda – Mappa
Sito istituzionale

Dresda (AFI: /ˈdrɛzda/[3][4]; in tedesco Dresden, /ˈdʀe:zdən/ ascolta[?·info], in sorabo: Drježdźany) è una città extracircondariale di 531 806 abitanti della Germania, capitale del Land della Sassonia e capoluogo del distretto direttivo (Direktionsbezirk) omonimo.

Sorge sul fiume Elba, la cui valle era inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, per poi esserne tolta nel 2009, in seguito alla costruzione del ponte Waldschlösschen. Centro d'arte di importanza internazionale, ha subito durante la seconda guerra mondiale (13-15 febbraio 1945) un terribile bombardamento con migliaia di vittime (le stime ufficiali oscillano fra 18 000 e 25 000)[5]. Dresda è sede di un'università (la Technische Universität Dresden) e di una diocesi cattolica (diocesi di Dresda-Meißen).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro cittadino di notte.

I primi insediamenti nella zona di Dresda risalgono al neolitico. Il guado che attraversava l'Elba, all'altezza dell'odierno centro storico, è probabilmente esistito già nell'antico Medioevo e probabilmente fu la causa dell'iniziale insediamento che, nonostante la favorevole posizione ed i fertili terreni, rimase problematico per via delle estese zone forestali di quei luoghi. La città stessa ha avuto origine dall'unione di un antico insediamento slavo sulla riva settentrionale del fiume con un centro sassone abitato sulla riva meridionale (dove ora si trova il centro dell'attuale Altstadt).

Il primo riferimento documentato sulla città risale al 1206 e si tratta dei protocolli di un procedimento giudiziario riguardante lo smantellamento di un castello medioevale, il Burg Thorun[6]. A quel tempo il nome della città era "Dresdene", probabilmente derivato dal termine slavo "Drežďany" (abitanti della foresta lungo il fiume). Manca anche un documento sull'assegnazione del diritto civico a Dresda, che viene già citata quale città in un altro documento del 1216, mentre dal 1270 è stata la sede dei Langravi di Meißen. Un documento del 1350 definisce per la prima volta la parte di Dresda ubicata sulla sponda destra dell'Elba, l'odierno centro cittadino, quale insediamento autonomo (Antiqua Dressdin), che ottenne il 21 dicembre 1403 il diritto civico da Guglielmo I, il Guercio, Margravio di Meißen. Il principe elettore Moritz decise l'unione dei due insediamenti, a destra ed a sinistra dell'Elba, ed assegnò il 29 marzo 1549 alla nuova comunità il diritto civico.

Dal 1485 è stata la sede dei duchi di Sassonia e dal 1547 anche dei principi elettori. Durante la guerra dei trent'anni Dresda non venne mai saccheggiata o devastata, ma peste e indigenza, oltre alla generale stagnazione economica, ne frenarono lo sviluppo. Dopo la conclusione del conflitto la sorte di Dresda fu alquanto altalenante: a periodi di pace, durante i quali sorsero i notissimi edifici e i magnifici parchi, se ne alternarono altri di devastazione, dovuti alla partecipazione di Dresda a quasi tutte le guerre europee.

Forma ed estensione delle fortificazioni di Dresda nel 1750

La prima porcellana europea venne sviluppata a Dresda nel 1710. Tra il 1806 ed il 1918 è stata la capitale del regno di Sassonia (che dal 1871 fece parte dell'Impero tedesco), e la popolazione della città si quadruplicò dai 95.000 abitanti del 1849 ai 396.000 del 1900.

Una storia sfortunata[modifica | modifica wikitesto]

La città è stata ripetutamente devastata: dal fuoco nel 1491, dai bombardamenti prussiani nel 1760, durante la repressione di sollevazioni per la richiesta della costituzione nel 1849 e dai bombardamenti aerei degli Alleati verso la fine della seconda guerra mondiale.

I bombardamenti del 1945[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Bombardamento di Dresda.

Nella seconda guerra mondiale la città di Dresda, divenuta verso la fine del conflitto un importante centro economico, militare e di trasporto, era stata bombardata già dall'agosto del 1944, ma nonostante ciò erano stati creati solo pochi rifugi antiaerei. Fra il 13 e il 15 febbraio 1945 la città subì tre terribili bombardamenti a tappeto ad opera dei bombardieri alleati, che sganciarono sulla città 3.900 tonnellate di bombe, e fu nuovamente bombardata dalla USAAF, con 2.700 tonnellate di bombe, il 2 marzo e il 17 aprile del 1945.

Particolarmente danneggiato fu il centro storico della città, con aree completamente rase al suolo. A causa dell'ampio uso di ordigni incendiari non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime, che secondo le stime più affidabili[5] furono fra 18.000 e 25.000 persone. Altri osservatori hanno però ipotizzato un numero di vittime molto maggiore[7]. I numeri proposti nel documento, tuttavia sono criticabili per strumentalizzazione.

Il periodo postbellico[modifica | modifica wikitesto]

Dresda è stata uno dei più importanti centri industriali della Repubblica Democratica Tedesca, stato esistito tra il 1949 ed il 1990, anno della riunificazione tedesca (Wiedervereinigung).

Nel 2002 l'Elba ha avuto una piena di altezza superiore a quella del suo precedente record del 1845. L'alluvione ha causato molti danni che in gran parte non sono più visibili per via della rapidità della ricostruzione. È stata terminata la ricostruzione della Frauenkirche, distrutta durante il bombardamento del 1945. La ricostruita chiesa, uno dei più caratteristici edifici in stile barocco di Dresda, è stata inaugurata il 30 ottobre 2005.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Teatro dell'opera
La Brühlsche Terrasse di Dresda nel 1900
  • Brühlsche Terrasse Questa magnifica terrazza, dalla quale è possibile ammirare il paesaggio dell'Elba fino ai colli Loschwitz, venne decantata da Johann Goethe quale "Balcone d'Europa". Nel passato era stata una fortificazione che il Principe elettore Federico Augusto II cedette al conte Heinrich von Brühl (dal quale deriva il nome). Il conte dette l'incarico ad artisti di Dresda di costruire dei sontuosi palazzi e un parco su quello che era praticamente un terrapieno che si estendeva per circa 500 m di lunghezza e 200 m di larghezza. Nessuna delle costruzioni di allora è rimasta in quel luogo, eccettuata la Fontana dei Delfini progettata dall'architetto Pierre Coudray e costruita fra il 1747 e il 1749. Gli edifici ora visibili sono prevalentemente opere del XIX secolo. Alla terrazza conduce un'ampia scalinata, che nel 1868 è stata arricchita con i gruppi scultorei Le quattro parti del giorno. Le originali figure in pietra arenaria vennero sostituite in un secondo tempo da riproduzioni in bronzo. Sull'estremità orientale della terrazza si estende il Brühlsche Garten (Parco Brühl).
  • Schwebebahn, la tramvia pensile, è un mezzo di trasporto di Dresda che unisce i quartieri di Loschwitz e Oberloschwitz. La linea tramviaria, che ha una lunghezza complessiva di 274 m e supera un'altezza di circa 84 m, venne inaugurata il 6 maggio 1901. Si tratta di una tramvia simile a quella famosa di Wuppertal, costruita secondo il cosiddetto sistema di Eugen Langen, poggiando su 33 piloni in acciaio di supporto. Quella di Dresda è la più antica tranvia pensile montana del mondo ancora in funzione. La tranvia pensile di Dresda non corre su una fune, bensì su una rotaia d'acciaio. Al contrario di quella di Wuppertal le vetture non dispongono di un proprio sistema di propulsione, ma vengono mosse da una fune traente, azionata da un motore operante nella stazione a monte. Questa straordinaria tranvia pensile non venne minimamente danneggiata dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Fu però messa temporaneamente fuori servizio dal 1984 fino al 1992 a causa di un completo risanamento tecnico e costruttivo.
  • Standseilbahn
  • Erlweinspeicher
  • Blaues Wunder (Meraviglia o Miracolo blu, il nome ufficiale è però Loschwitzer Brücke, cioè "ponte di Loschwitz") è considerato popolarmente il ponte più famoso di Dresda. Costruito fra il 1891 ed il 1893, questo ponte in acciaio ha una lunghezza di 141,5 m. L'inusitato nome è dovuto al fatto che venne inizialmente pitturato in verde, ma dopo poco tempo era diventato inspiegabilmente blu. Ciò, unitamente all'eccezionalità della costruzione, gli meritò il nome di "Meraviglia blu" o anche "Miracolo blu", dato che il lemma Wunder ha in tedesco ambedue i significati. Il nome è diventato proverbiale in Germania ed è entrato a far parte della lingua tedesca, con il significato di qualcosa di straordinario.
Il ponte "Blaues Wunder"

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il museo storico-militare dell'esercito tedesco
Teatro dell'opera (Sächsische Staatsoper)

Università e accademie[modifica | modifica wikitesto]

La più importante università di Dresda è l'Università tecnica di Dresda, considerata d'eccellenza, che, nonostante il nome, è una università generalista.

Fra le istituzioni di ricerca, nella capitale sassone hanno sede l'Accademia sassone delle scienze e l'Istituto Max Planck per la biologia cellulare e la genetica.

Biblioteche e archivi[modifica | modifica wikitesto]

La principale biblioteca della città è la Sächsische Landesbibliothek.

L’Archivio centrale di Stato di Dresda è il principale dei tre archivi che compongono l' Archivio di Stato della Sassonia, quello che custodisce l'archivio ministeriale dello Stato libero di Sassonia e l'archivio degli organi centrali del Regno di Sassonia e dell'Elettorato di Sassonia.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro dell'opera di Dresda è la Sächsische Staatsoper che ha sede nella Semperoper e la cui orchestra è la Sächsische Staatskapelle Dresden.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Dresden Hauptbahnhof.

Il trasporto pubblico cittadino è gestito dalla Dresdner Verkehrsbetriebe.

S-Bahn[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: S-Bahn di Dresda.

La Deutsche Bahn esercisce una rete di S-Bahn costituita di 4 linee:

Rete tranviaria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Rete tranviaria di Dresda.
I più lunghi tram di Dresda hanno stabilito un record di lunghezza

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'Aeroporto di Dresda.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Dinamo Dresda è la società calcistica cittadina. Attualmente milita in Zweite Bundesliga, la seconda serie del calcio tedesco.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

I dintorni di Dresda[modifica | modifica wikitesto]

Fasanenschlösschen, nel parco del Castello di Moritzburg (dintorni di Dresda)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.statistik.sachsen.de/download/010_GB-Bev/Bev_Gemeinde.pdf
  2. ^ [1]
  3. ^ Luciano Canepari, Dresda, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Dresda", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. ^ a b Dichiarazione finale della commissione di storici ufficiale, da dresden.de
  6. ^ Das Geheimnis des Baches Zuchewidre. Sächsische Zeitung, 30 marzo 2006
  7. ^ Il bombardamento di Dresda fu utilizzato dalla propaganda nazionalsocialista, e successivamente dal regime della DDR, in chiave antistatunitense, accusando gli Alleati occidentali di crimini contro l'umanità.
  8. ^ http://www.mhmbw.de/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN146756224 · LCCN: (ENn79085026 · GND: (DE4012995-0 · BNF: (FRcb119742433 (data)
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