Cattedrale del Wawel

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Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao
Kraków - Wawel Cathedral 01.jpg
Esterno
Stato Polonia Polonia
Voivodato Voivodato della Piccola Polonia
Località Cracovia
Religione Cattolica
Diocesi Cracovia
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione XI secolo
Completamento XIV secolo

Coordinate: 50°03′16.7″N 19°56′07.5″E / 50.054639°N 19.935417°E50.054639; 19.935417

Cattedrale di Wawel

La cattedrale del Wawel – dicitura completa basilica cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao - è il santuario nazionale della Polonia. È stata la cattedrale in cui tradizionalmente si sono celebrate le incoronazioni dei sovrani polacchi ed è la chiesa madre dell'arcidiocesi di Cracovia. Sorge sulla collina del Wawel, a sud del centro storico della città.

Cappelle e camere sepolcrali[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di Sigismondo[modifica | modifica wikitesto]

La cosiddetta cappella di Sigismondo (in polacco Kaplica Zygmuntowska) è uno dei monumenti architettonici di maggior pregio di tutta Cracovia. Edificata come cappella tombale degli ultimi sovrani Jagelloni, è stata definita da molti storici dell'arte «il più bell'esempio del Rinascimento toscano a nord delle Alpi». Finanziata da re Sigismondo I di Polonia, la cappella fu eretta fra il 1519 e il 1533 da Bartolomeo Berecci. Presenta una pianta quadrata sormontata da una cupola dorata ed ospita le tombe del suo fondatore Sigismondo, del re Sigismondo Augusto di Polonia e di Anna Jagellona. Il disegno delle sculture interne, degli stucchi e delle pitture fu realizzato da alcuni dei più rinomati artisti dell'epoca, come Santi Gucci ed Hermann Vischer, e dallo stesso architetto Georg Pencz.

Personaggi sepolti nella cattedrale di Wawel[modifica | modifica wikitesto]

Sovrani polacchi[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi famosi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rosanna Golinelli Berto. Associazione per i monumenti domenicani (a cura di), Sepolcri Gonzagheschi, Mantova, 2013.

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