Strasburgo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Strasburgo
comune
(FR) Strasbourg
Strasburgo – Stemma Strasburgo – Bandiera
Strasburgo – Veduta
Vista di Strasburgo dalla cattedrale di Notre-Dame
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneGrande Est
DipartimentoBlason département fr Bas-Rhin.svg Basso Reno
ArrondissementStrasburgo-Città
CantoneCantoni di Strasburgo
Amministrazione
SindacoJeanne Barseghian (Europa Ecologia I Verdi) dal 04/07/2020
Territorio
Coordinate48°34′59.88″N 7°43′59.88″E / 48.5833°N 7.7333°E48.5833; 7.7333 (Strasburgo)Coordinate: 48°34′59.88″N 7°43′59.88″E / 48.5833°N 7.7333°E48.5833; 7.7333 (Strasburgo)
Altitudine143 m s.l.m.
Superficie78,27 km²
Abitanti276 136[1] (2009)
Densità3 527,99 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale67000, 67100, 67200
Prefisso388, 390 e 368
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE67482
Targa67
Nome abitantistrasburghesi
PatronoArbogaste di Strasburgo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Strasburgo
Strasburgo
Strasburgo – Mappa
Sito istituzionale

Strasburgo (AFI: /straˈzburɡo/[2][3]; in francese Strasbourg, [stʁas.buʁ]; in alsaziano Strossburi, [ˈʃtɾʊːsburi]; in tedesco Straßburg; dal latino Strateburgus (letteralmente "la città delle strade", nome alternativo dell'antica Argentoratum, da cui deriva il nome della città in italiano antico Argentina[4]) , è una città della Francia orientale, capoluogo della regione Grande Est e del dipartimento del Basso Reno, al confine con la Germania sulla riva sinistra del Reno.

Il suo nome è tedesco perché, in passato, il territorio dell'Alsazia è stato sotto il dominio sia della Francia che della Germania. L'Alsazia fu presa alla Francia dalla Germania (che allora era comandata da Bismarck) durante la battaglia di Sedan del 1870, e da allora fra i francesi nacque il sentimento del revanscismo.

I suoi abitanti sono chiamati strasburghesi (in tedesco Straßburger, in francese strasbourgeois). La città fa parte di un agglomerato urbano transfrontaliero di 1 145 000 abitanti che comprende anche la città tedesca di Kehl.

Strasburgo è sede, con Bruxelles, del parlamento europeo e ospita, inoltre, il Consiglio d'Europa. Insieme a Basilea, Ginevra e New York fa dunque parte delle poche città al mondo che sono sede di organizzazioni internazionali di primo ordine, pur non essendo la capitale di un paese.[5]

In essa operano l'Università di Strasburgo, la seconda più importante Università francese, e la prestigiosa Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione (ENA) fondata dal presidente De Gaulle.

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Strasburgo: dalla Grande Île alla Neustadt, uno scenario urbano europeo
(EN) Strasbourg: from Grande-île to Neustadt, a European urban scene
Strasbourg River Ill.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1988
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Attraversata dall'Ill, affluente del fiume Reno, che si divide fino a formare cinque bracci nel rione occidentale (Petite France) del centro storico della città, Strasburgo è composta da quartieri a forte densità abitativa. Essa è situata a un'altitudine media di 140 m sul livello del mare ed è caratterizzata da un contesto fisico pianeggiante, con solo leggere pendenze nel centro della città, culminanti nelle zone di più antica abitazione nella zona della cattedrale. L'est del territorio comunale è costituito da molte isole, tagliate dai bracci del fiume canalizzato e dai canali del porto autonomo. Il nord-est e il sud-est del comune sono coperti da vaste foreste, ciò che rimane dell'antica foresta renana.

La densità importante di corsi d'acqua, insieme all'affiorare della falda freatica, contribuiscono a rendere il settore molto sensibile alle inondazioni, la prevenzione delle quali condiziona lo sviluppo urbano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Strasburgo ha un clima semi-continentale. L'inverno è molto freddo con neve. L'estate è calda, ma senza eccessi.

STRASBURGO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 4,24,210,315,718,822,624,324,620,315,38,74,54,314,923,814,814,5
T. min. mediaC) −1,2−1,62,85,58,611,215,315,710,57,63,2−1,1−1,35,614,17,16,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il sito su cui sorge Strasburgo fu inizialmente occupato dall'accampamento militare romano di Argentoratae (da cui il primo nome latino della città, Argentoratum) dopo le campagne di Germanico del 14-16, all'interno della provincia di Germania superiore. A partire dal IV secolo, Strasburgo fu sede di un vescovato.

Presso le sue porte fu combattuta una grande battaglia nel 357, tra gli Alemanni e l'imperatore Giuliano, il quale riuscì a respingerli mentre il loro re, Cnodomario, fu fatto prigioniero. Pochi anni più tardi (nel 361) Giuliano diventava imperatore romano. Un nuovo attacco viene sferrato il 2 gennaio 366, approfittando della superficie ghiacciata del Reno, e all'inizio del V secolo gli Alemanni risultano insediati nell'area oggi occupata dall'Alsazia e in una grande parte dell'attuale Svizzera.

Nel corso del V secolo la città passò dal dominio degli Alemanni a quello degli Unni e poi dei Franchi; nell'842 vi venne siglato il giuramento di Strasburgo.

Strasburgo nel 1521

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Grande centro di scambi commerciali nel tardo medioevo, nel 1262 diventò una città libera dell'Impero. Negli anni successivi al 1520 la città fece propria la dottrina religiosa di Martin Lutero, i cui seguaci fondarono a Strasburgo nel secolo successivo una loro università. Presumibilmente Strasburgo è la città citata come "Argentina" da Sarpi nella Storia del concilio tridentino.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

La Francia annetté Strasburgo nel 1681, sotto il regno di Luigi XIV, e la conquista viene ratificata dal trattato di Ryswick nel 1697. La politica di intolleranza religiosa verso i protestanti adottata in Francia con l'editto di Fontainebleau non poté essere applicata a Strasburgo. Questa relativa tolleranza, unita alla crescita dell'industria e del commercio, portò la popolazione cittadina a triplicare fino a 150.000 abitanti.

L'inno nazionale francese Canto per l'Esercito del Reno, conosciuto come "La Marsigliese", venne composto a Strasburgo il 25 aprile 1792 da Claude Joseph Rouget de Lisle durante una cena organizzata dal sindaco della città, Philippe-Frédéric de Dietrich.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, Strasburgo venne duramente assediata dai prussiani per più di un mese. Il 15 settembre la guarnigione francese dovette alzare bandiera bianca e abbandonare la città. Nel 1871, con il trattato di Francoforte, la città tornò a essere parte del Reichsland di Alsazia-Lorena dell'impero tedesco guidato dal carismatico Otto von Bismarck. Strasburgo divenne nuovamente francese dopo la prima guerra mondiale, con la sigla nel 1919 del trattato di Versailles e di nuovo tedesca dal 1940 al 1945. Durante la guerra la monumentale sinagoga Quai Kléber di Strasburgo venne distrutta dai nazisti.

La linea del fronte tra Francia e Germania che nei secoli ha attraversato Strasburgo e la sua regione ha anche diviso le comunità e le famiglie, spesso trovatesi su fronti opposti nei diversi conflitti. Per questo il monumento cittadino ai caduti di tutte le guerre raffigura una madre che regge i corpi di due figli volutamente nudi, cioè privi di qualsiasi divisa o insegna riconducibile a una particolare fazione.

Nel 1949 Strasburgo venne scelta come sede del Consiglio d'Europa mentre dal 1952 è sede del parlamento europeo.

L'11 dicembre 2018, nella zona del Christkindelsmärik a breve distanza dalla sede del parlamento europeo, la città è stata teatro di un grave attentato terroristico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ponti coperti visti dalla terrazza panoramica

Il luogo più famoso della città è costituito dal suo centro storico, noto con il nome di Grande Île: esso è stato inserito nel 1988 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Nel 2017 il sito tutelato dall'unesco è stato esteso anche alla Neustadt, costruita durante il periodo di governo tedesco della città (1871-1914).

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Il Temple du Bouclier è il tempio della più antica Chiesa Riformata della città.
la facciata della cattedrale

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

Corridoio Nord della Stazione di Strasburgo

Quartiere europeo[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La lingua storica di Strasburgo, come in gran parte della regione, è il dialetto alsaziano, variante del tedesco alemanno, parzialmente del francone renano e del francone settentrionale e influenzata dal francese, sebbene sia oggi parlato quasi esclusivamente dalle vecchie generazioni. Tuttavia in buona parte delle vie del centro storico è stata oggi installata una segnaletica bilingue, come anche, per esempio, a Colmar o Mulhouse. Durante una visita alla città nel novembre 1988 Giovanni Paolo II si rivolse alla popolazione in alsaziano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Altre istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

L'Osservatorio astronomico di Strasburgo fu fondato nel 1881.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Essa è inoltre la sede sociale del canale televisivo franco-tedesco arte.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio cittadino conta più del 60% della popolazione della comunità urbana di Strasburgo, che ha in totale 451.000 abitanti su 306 km². Fra il 1990 e il 1999 la popolazione è aumentata del 6,5%. La popolazione attiva è di 213 000 abitanti.

Un progetto di distretto europeo fra Germania e Francia (eurodistrict), dovrebbe portare a una amministrazione comune degli 860 000 residenti dell'agglomerazione di Strasburgo e dell'Ortenau.

Cantoni[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2014 i confino del comune di Strasburgo corrispondevano con quelli dell'arrondissement di Strasburgo-Città, suddiviso in dieci cantoni.

A seguito della riforma approvata con decreto del 18 febbraio 2014[7], che ha avuto attuazione dopo le elezioni dipartimentali del 2015, sono stati acquisiti alcuni cantoni dell'Arrondissement di Strasburgo-Campagna, mentre altri sono stati accorpati. La nuova suddivisione, rinominata arrondissement di Strasburgo, conta ora undici cantoni, di cui sei rientrano esclusivamente nel territorio della città di Strasburgo:

  • Cantone di Strasburgo-1
  • Cantone di Strasburgo-2
  • Cantone di Strasburgo-3
  • Cantone di Strasburgo-4
  • Cantone di Strasburgo-5
  • Cantone di Strasburgo-6

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dei quartieri di Strasburgo

La città è suddivisa in quindici quartieri amministrativi[8]:

  1. Bourse - Esplanade - Krutenau
  2. Centre-ville
  3. Gare - Tribunal
  4. Orangerie - Conseil des XV
  5. Cronenbourg
  6. Hautepierre - Poteries
  7. Koenigshoffen
  8. Montagne Verte
  9. Elsau
  10. Meinau
  11. Neudorf - Musau
  12. Port du Rhin
  13. Neuhof 1
  14. Neuhof 2
  15. Robertsau - Wacken (fra cui il quartiere europeo)

Istituzioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Istituzioni europee a Strasburgo.

Anche per la sua identità binazionale e biculturale, Strasburgo è diventata una delle capitali dell'Unione europea. Oggi è sede di importanti istituzioni quali il parlamento europeo (insieme a Bruxelles e Lussemburgo), il Consiglio d'Europa e la corte europea dei diritti dell'uomo. La città ospita anche organismi europei come il comando dell'Eurocorps, il centro informatico di Europol e la farmacopea europea.

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni sindaci della città:

L'attuale sindaco con mandato (2014-2020) è Roland Ries, del PS.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Strasburgo è gemellata con:[9]

Cooperazioni[modifica | modifica wikitesto]

La città di Strasburgo partecipa a progetti di cooperazione internazionale con:[10]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strasburgo è dotata di una rete tranviaria costituita da sei linee, l'asse portante del trasporto pubblico locale, a cui si va ad aggiungere una rete di ventitré linee bus.

La rete tranviaria è dotata di parcheggi scambiatori.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Fonti: INSEE fr.wiki


Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma cittadino in una miniatura conservata a Basilea

Lo stemma con una banda trasversale rossa su campo bianco è il risultato dell'inversione cromatica del blasone del vescovo della città. Ciò si deve alla rivolta dei cittadini strasburghesi nel medioevo nei confronti dell'autorità ecclesiastica (similmente a quanto accadde a Basilea) per affermare la loro indipendenza dal prelato che conservò l'autorità solo sulle campagne circostanti.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 2002 la quarta tappa del Giro d'Italia 2002 si è conclusa a Strasburgo con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Strasburgo", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Luciano Canepari, Strasburgo, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ Bernardo Bizoni, Diario di Viaggio di Vincenzo Giustiniani, a cura di B. Agosti, Porretta Terme, 1996.
  5. ^ Strasbourg l'Européenne, su www.ot-strasbourg.com. URL consultato il 10 dicembre 2019 (archiviato il 10 dicembre 2015).
  6. ^ Anna Karla, Architettura: un modo di fare l'Europa, su cafebabel.it, 2 aprile 2008. URL consultato l'8 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2016).
  7. ^ (FR) Décret n° 2014-185 du 18 février 2014 portant délimitation des cantons dans le département du Bas-Rhin, http://www.legifrance.gouv.fr/, 18 febbraio 2014. URL consultato l'8 giugno 2015 (archiviato il 9 giugno 2015).
  8. ^ Site de la ville de Strasbourg, Quartiers Archiviato il 17 ottobre 2014 in Internet Archive..
  9. ^ (FR) Sito istituzionale - Gemellaggi Archiviato il 31 agosto 2009 in Internet Archive. Url consultato 16 maggio 2010
  10. ^ (FR) Sito istituzionale - Cooperazione internazionale, su strasbourg.eu. URL consultato il 16 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN150696197 · ISNI (EN0000 0001 2337 3844 · LCCN (ENn79077528 · GND (DE4057878-1 · BNF (FRcb15271624j (data) · NDL (ENJA00628641 · WorldCat Identities (ENlccn-n79077528