Attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018

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Attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018
Attentato
Le lutin de Noël (33497130176).jpg
La Rue des Orfèvres, nella zona dell'attacco
Tipo
Data11 dicembre 2018
19:45 (UTC+1)
LuogoStrasburgo
StatoFrancia Francia
Coordinate48°34′57.4″N 7°44′56″E / 48.582611°N 7.748889°E48.582611; 7.748889Coordinate: 48°34′57.4″N 7°44′56″E / 48.582611°N 7.748889°E48.582611; 7.748889
ObiettivoCivili
ResponsabiliChérif Chekatt
MotivazioneTerrorismo islamista
Conseguenze
Morti6 (incluso l'attentatore)
Feriti11

L'attentato di Strasburgo dell'11 dicembre 2018 si è verificato nella zona del Christkindelsmärik, lo storico mercatino natalizio della città. Un uomo ha sparato contro diverse persone uccidendone 5 e ferendone altre 11[1].

Mercatino di Natale chiuso dopo l'attentato
Il cordoglio per le vittime dopo l'attentato

Attentato[modifica | modifica wikitesto]

L'11 dicembre 2018 un terrorista, Chérif Chekatt, si è introdotto nella zona dei mercatini di Strasburgo armato di coltello e pistola. Ha fatto fuoco contro molte persone e poi contro alcune ha usato anche il coltello. L'attentatore ha urlato "Allahu Akbar" (in arabo "Allah è grande"). Ferito dai militari dell'opération Sentinelle è fuggito prendendo in ostaggio un tassista, si è fatto accampagnare a Neudorf e si è dato alla fuga. Subito dopo è stata isolata l'intera area che comprende la sede del Parlamento europeo.

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

Cinque persone sono morte nei primi momenti o nei giorni successivi e altre undici sono risultate ferite. Le vittime, di diverse nazionalità, sono state: il thailandese Anupong Suebsamarn, il francese Pascal Verdenne, l'afgano Kamal Naghchband, il giornalista italiano Antonio Megalizzi, morto tre giorni dopo, e il polacco Barto Pedro Orent-Niedzielski, collega e amico di Megalizzi, deceduto cinque giorni dopo.[2]

Attentatore[modifica | modifica wikitesto]

Chérif Chekatt, ventinovenne francese di origini algerine, aveva numerosi precedenti con polizie di vari paesi: Francia, Germania e Svizzera. Nel 2017 era stato espulso in Francia dalla Germania. Qualche ora prima dell'attentato un tentativo di arresto nei suoi confronti era fallito. Chekatt è stato individuato due giorni dopo vicino alla sua abitazione, tra Neudorf e lo stadio della Meinau; ne è seguito uno scontro a fuoco e il terrorista è rimasto ucciso.[3][4]

Rivendicazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato, il ministro Christophe Castaner ha giudicato infondate tali dichiarazioni ma pochi giorni dopo è stata trovato un video in cui Chekatt prometteva fedeltà allo Stato islamico.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strasbourg shooting: Who are the victims?, BBC, 16 dicembre 2018.
  2. ^ (EN) Strasbourg shooting: Who are the victims?, BBC, 16 dicembre 2018. URL consultato il 20 dicembre 2018 (archiviato il 17 dicembre 2018).
  3. ^ Attentato Strasburgo, l’attentatore Cherif Chekatt è stato ucciso in un blitz, Il Fatto Quotidiano, 13 dicembre 2018.
  4. ^ Strasburgo, l’attentatore ucciso in un blitz. L'Isis: «Era uno di noi», Vanity Fair, 14 dicembre 2018.
  5. ^ Strasbourg gunman Chekatt 'pledged allegiance to IS in video', BBC, 22 dicembre 2018

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