Parlamento europeo

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Coordinate: 48°35′51.04″N 7°46′08.73″E / 48.597512°N 7.769092°E48.597512; 7.769092

Parlamento europeo
Europarl logo.svg
European Parliament as of June 2015.svg
Stato Unione europea Unione europea
Tipo Unicamerale
Istituito 30 marzo 1962
Predecessore Assemblea parlamentare europea
Presidente Antonio Tajani
Vicepresidenti 14
Numero di membri 751
Gruppi politici   EPP (217)

  S&D (189)
  ECR (74)
  ALDE (68)
  EUL/NGL (52)
  G - EFA (51)
  EFDD (42)
  ENF (40)

  Non iscritti (18)
Sede Strasburgo
Sito web www.europarl.europa.eu

Il Parlamento europeo (popolarmente conosciuto anche come Europarlamento) è un'istituzione di tipo parlamentare dell'Unione europea e unica ad essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell'Unione europea e alla Commissione europea, esercita la funzione legislativa all'interno della UE. È composto da 751 membri (in precedenza 766) che lo rendono la seconda più grande assemblea parlamentare al mondo tra quelle scelte tramite elezioni democratiche, dopo la Camera del Popolo dell'India, e il più grande elettorato democratico trans-nazionale nel mondo (375 milioni di aventi diritto al voto nel 2009).[1][2][3]

Dal 1979 viene eletto direttamente ogni cinque anni a suffragio universale. Tuttavia, alle sue elezioni l'affluenza alle urne è consecutivamente diminuita ad ogni elezione, scendendo a meno del 50% dal 1999. Nel 2014 i votanti sono stati il 42,54% di tutti gli aventi diritto.[4]

Anche se il Parlamento europeo ha un potere legislativo che il Consiglio e la Commissione non possiedono, esso formalmente è privo dell'iniziativa legislativa, funzione che invece hanno la maggior parte dei parlamenti nazionali degli Stati membri dell'Unione europea.[5][6] Il Parlamento è la "prima istituzione" dell'UE (menzionata prima nei trattati, avendo la precedenza cerimoniale su tutta l'autorità a livello europeo),[7] e condivide il potere legislativo e finanziario con il Consiglio (tranne che in alcune aree dove la si applicano procedure legislative speciali). Ha altresì uguale controllo sul bilancio dell'UE. Infine, la Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE, è responsabile davanti al Parlamento; in particolare, il Parlamento elegge il Presidente della Commissione e approva (o respinge) la nomina della Commissione nel suo insieme. Può anche forzare le dimissioni dell'intera Commissione attraverso l'adozione di una mozione di sfiducia.[5]

L'attuale Presidente del Parlamento europeo è Antonio Tajani (PPE) che è stato eletto dal Parlamento stesso nel gennaio 2017. Le ultime elezioni del Parlamento si sono tenute dal 22 al 25 maggio 2014.

Il Parlamento europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.[8] Le sessioni plenarie si svolgono sia a Bruxelles sia a Strasburgo, mentre le riunioni delle commissioni si svolgono sempre a Bruxelles che è l'unica sede ufficiale. Lussemburgo è invece la sede del Segretariato generale del Parlamento europeo.[9][10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e primi metodi elettivi[modifica | modifica wikitesto]

Sessione dell'Assemblea comune nel Palazzo d'Europa a Strasburgo nel gennaio 1967. Willy Brandt, ministro degli esteri della Germania, sta parlando.

Il Parlamento, come le altre istituzioni europee, era molto diverso dalla sua forma attuale quando si riunì per la prima volta il 10 settembre 1952. Una delle più antiche istituzioni comuni, ha iniziato come Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). Era un'assemblea consultiva di 78 parlamentari nominati all'interno dei parlamenti nazionali dei 6 Stati membri; non possedeva poteri legislativi.[11][12]

Il suo sviluppo, fin dalla sua fondazione, mostra come le strutture dell'Unione europea si siano evoluti senza un chiaro "piano generale". Alcuni osseravatori, come Tom Reid del Washington Post, ha affermato: "Nessuno avrebbe deliberatamente progettato un governo così complesso e ridondante come l'Unione europea".[13] Il Parlamento possiede due sedi, che si sono alternate più volte, come risultato di vari accordi o la mancanza di essi. Anche se la maggior parte degli eurodeputati preferirebbe essere basata solo a Bruxelles, in occasione del vertice di Edimburgo del 1992, la Francia ha proposto una modifica del Trattato per mantenere la sede plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo in modo permanente.[11][14]

Emblema del Parlamento fino al 1983

Il 19 marzo 1958, a seguito dei trattati di Roma dell'anno prima, nasce l'Assemblea parlamentare europea, sempre con sede a Strasburgo, ma allargata a 142 membri eletti con le stesse modalità della precedente Assemblea della CECA, per nomina da parte dei governi nazionali.

Il 30 marzo 1962 l'Assemblea muta nome in Parlamento europeo che dal 1º gennaio 1973 lievitò a 198 membri per l'entrata di Danimarca, Regno Unito e Irlanda.

Le elezioni a suffragio universale[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 settembre 1976 il Consiglio europeo decide a Bruxelles di rendere il Parlamento europeo eleggibile a suffragio universale diretto, e quindi non più per mezzo dei parlamentari nazionali, sia pure in base a legislazioni nazionali che variano in ordine ai sistemi di attribuzione dei seggi ed alle condizioni soggettive di eleggibilità e di incompatibilità[15]. Il testo entra in vigore il 1º luglio 1978 e le prime elezioni vengono celebrate nel giugno 1979. I membri passarono a quota 410[16].

I membri dell'Europarlamento passeranno poi a 434 (1984), 518 (1989), 567 (1994), 626 (1995), 732 (2004), 782 (2007). Per il 2009 è stata applicata una riduzione del numero dei membri a 736, come previsto dal Trattato di Nizza; successivamente il numero è stato nuovamente innalzato all'inizio del 2012 a 754. Il Trattato di Lisbona ne prevede invece 751 come detto dall'articolo 14. n.2 TUE (originariamente 750 più il presidente) a partire dalle elezioni europee del 2014. Con la Dichiarazione n. 4 allegata al testo di Lisbona si specifica che "il seggio supplementare sarà attribuito all'Italia", al fine di conservare la parità di seggi tra Italia e Regno Unito (73 seggi).

Poteri e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'emiciclo del Parlamento durante una sessione plenaria a Strasburgo.

I poteri del Parlamento europeo, per quanto non tutti esercitati in via autonoma, ma anzi prevalentemente condivisi con il Consiglio dell'Unione europea, sono il potere legislativo, il potere di bilancio e il potere di controllo democratico. Le principali funzioni del Parlamento Europeo sono:

  • l'esercizio del controllo politico sull'operato della Commissione tramite interrogazioni scritte e orali e lo strumento della mozione di censura;
  • l'esame delle proposte legislative della Commissione (assieme al Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria);
  • l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione, insieme al Consiglio dell'Unione europea;
  • la nomina del mediatore europeo;
  • l'istituzione di commissioni d'inchiesta.

Il Parlamento e il Consiglio vengono spesso comparati con le due camere di un sistema bicamerale.[17] Tuttavia, si riscontrano alcune differenze rispetto alle legislazioni nazionali; per esempio, né il Parlamento né il Consiglio hanno il potere di iniziativa legislativa (tranne per il fatto che il Consiglio ha il potere in alcune materie intergovernative). Nelle materie comunitarie, l'iniziativa è un potere esclusivamente riservato alla Commissione europea (che rappresenta il potere esecutivo). Pertanto, mentre il Parlamento può modificare o respingere una legge, perché possa essere fatta una proposta vi è la necessità che la Commissione elabori un disegno di legge prima di tutto.[18] Questo sistema deriva dal fatto che si è osservato che nelle legislature nazionali degli Stati membri l'85% delle iniziative legiferative introdotte senza il supporto dell'esecutivo non riescono a diventare legge.[19] Tuttavia, l'ex presidente del Parlamento Hans-Gert Pöttering ha sostenuto che il Parlamento dovesse avere il diritto di chiedere alla Commissione di redigere una data normativa. Così, vista la tendenza della Commissione a seguire sempre di più le proposte del Parlamento, si è venuto a costituire de facto un diritto di iniziativa legislativa parlamentare, una sorta di potere di "iniziativa dell'iniziativa" nei confronti della Commissione, attraverso una delibera a maggioranza assoluta.[6]

Il Parlamento vanta anche un'importante potere di influenza indiretta, attraverso risoluzioni non vincolanti e audizioni della Commissione. Può avere anche un effetto indiretto sulla politica estera; il Parlamento deve approvare tutte le sovvenzioni per lo sviluppo, compresi quelli per l'estero. Ad esempio, il supporto per la ricostruzione post-bellica in Iraq o gli incentivi per la cessazione dello sviluppo nucleare iraniano, sono azioni che hanno dovuto avere il sostegno da parte del Parlamento. Il sostegno parlamentare è stato anche richiesto per l'accordo di condivisione con gli Stati Uniti dei dati dei passeggeri in viaggio transatlantico.[20] Infine, il Parlamento detiene il potere di esprimere un voto non vincolante sui nuovi trattati dell'Unione europea, ma non può porre il veto. Tuttavia, quando il Parlamento ha minacciato di votare contro il Trattato di Nizza, il parlamento belga e quello italiano hanno detto che avrebbe posto loro il veto al trattato per conto del Parlamento europeo.[21]

La procedura legislativa[modifica | modifica wikitesto]

Con ogni nuovo trattato, i poteri del Parlamento, in termini del suo ruolo nelle procedure legislative dell'Unione, sono stati ampliati. Dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona la procedura cosiddetta di "codecisione" è divenuta procedura legislativa ordinaria che prevede un piano di parità tra il Parlamento e il Consiglio. Esistono tuttavia delle procedure legislative speciali che prevedono una diversa composizione dei poteri di intervento nell'ambito legislativo di Parlamento e Consiglio, con la prevalenza, a seconda degli ambiti, del ruolo dell'una o dell'altra istituzione. In particolare, nell'ambito della procedura, la Commissione presenta una proposta al Parlamento e al Consiglio che può diventare legge se entrambi sono d'accordo su un testo attraverso letture successive fino ad un massimo di tre. In prima lettura, il Parlamento può inviare emendamenti al Consiglio, che può o adottare il testo comprensivo degli emendamenti o rinviargli una "posizione comune". Il Parlamento, allora, può approvare tale posizione o respingere il testo a maggioranza assoluta, provocando così la definitiva bocciatura, oppure può adottare ulteriori emendamenti, anche a maggioranza assoluta. Se il Consiglio non le approva viene formato un "comitato di conciliazione". Il Comitato è composto dai membri del Consiglio più un numero uguale di deputati che insieme cercano di raggiungere un compromesso. Una volta che viene ottenuta una posizione di comune accordo, questa deve essere approvato dal Parlamento, a maggioranza semplice.[5][22]

Le poche altre aree in cui operano le procedure legislative speciali sono la giustizia e gli affari interni, le politiche di bilancio e fiscali. In queste aree, il Consiglio o il Parlamento legiferano da soli.[23] La procedura dipende anche da quale tipo di atto istituzionale viene utilizzato.[5] L'atto forte è il regolamento, una norma che è direttamente applicabile nella sua interezza e vincolante per tutti gli Stati membri. Poi ci sono le direttive che impongono agli Stati membri il raggiungimento di determinati obiettivi che devono perseguire attraverso le proprie leggi e, quindi, conferendogli spazi di manovra. Una decisione è uno strumento che si concentra verso un particolare gruppo di persone ed è direttamente applicabile. Le istituzioni possono inoltre emettere consigli e opinioni che sono semplicemente dichiarazioni non vincolanti.[24] Vi è un ulteriore documento che non segue le normali procedure, si tratta di una "dichiarazione scritta" che sono documenti proposto da un massimo di cinque deputati su una questione all'interno delle attività dell'UE e che vengono utilizzati per avviare un dibattito su questo tema. Essendo pubblicati davanti all'ingresso dell'emiciclo, i deputati possono firmare la dichiarazione e, se ciò viene fatto dalla maggioranza, il documento viene inoltrato al Presidente del Parlamento e annunciato in seduta plenaria, prima di essere trasmesso alle altre istituzioni e formalmente indicato nel verbale.[25]

Bilancio[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento detiene, grazie ai trattati degli anni 1970 e al Trattato di Lisbona, ufficialmente l'autorità di bilancio dell'Unione. Il progetto di bilancio, presentato dalla Commissione, è soggetto a una forma di procedura legislativa ordinaria, con una sola lettura che dà il potere del Parlamento sull'intero bilancio (prima del 2009, la sua influenza era limitata ad alcune aree) con un rapporto di parità con il Consiglio. Se si verifica un disaccordo, viene formata una commissione di conciliazione come per le proposte legislative. Se il testo di conciliazione paritetica non viene approvato, il Parlamento può adottare il bilancio definitivamente.[23] Il Parlamento europeo ha inoltre il diritto di proporre modifiche alla spesa obbligatoria e il diritto di proporre emendamenti alla spesa non obbligatoria del bilancio. In questo caso, la procedura di bilancio deve ricominciare da capo.

Il Parlamento è anche responsabile per l'adempimento dell'esecuzione dei bilanci precedenti sulla base della relazione annuale della Corte dei conti europea. Solo due volte il Parlamento non ha approvato il bilancio precedente: nel 1984 e nel 1998. In quest'ultima occasione, che ha portato alle dimissioni della Commissione Santer, era stato messo in evidenza come il potere di bilancio attribuisce al Parlamento un grande potere nei confronti della Commissione.[26][27][28]

Controllo del potere esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Unione europea vi è una netta separazione dei poteri tra esecutivo e legislativo che rende il Parlamento europeo più simile al Congresso degli Stati Uniti che una legislazione tipica di uno Stato membro.[19] Il presidente della Commissione europea viene proposto dal Consiglio europeo sulla base delle elezioni parlamentari europee.[29] Tale proposta deve essere approvata dal Parlamento (a maggioranza semplice) che "elegge" il Presidente in base ai trattati. Dopo la nomina del Presidente i membri della Commissione vengono proposti dal Presidente stesso, in accordo con gli Stati membri. Quindi, la Commissione formata si presenta al Parlamento che può approvare o respingerla.[30][31] Nella pratica, il Parlamento non ha mai votato contro un Presidente o la sua Commissione, ma si ritiene che lo avrebbe fatto quando fu avanzata una proposta per la formazione della Commissione Barroso. La pressione risultante ha costretto a ritirare la proposta e a modificarla per risultare accettabile al parlamento.[32] Tale pressione è stata vista come un segnale importante a dimostrazione del carattere evolutivo del Parlamento e della sua capacità di rendere la Commissione responsabile. Inoltre, nel voto sulla Commissione, i deputati generalmente votano seguendo le linee di partito, piuttosto che le richieste da parte dei governi nazionali.[33]

Il Parlamento ha anche il potere di approvare, alla maggioranza dei due terzi, una mozione si censura nei confronti della Commissione che ne comporta le dimissioni dell'intera istituzione. Questo potere non è mai stato utilizzato ma quando è stato minacciato nei confronti della Commissione Santer ha comportato le sue dimissioni spontanee. Vi sono un paio di ulteriori controlli, come ad esempio l'obbligo della Commissione di presentare relazioni al Parlamento e rispondere alle domande dei deputati; l'obbligo del Presidente del Consiglio in carica di presentare al Parlamento il suo programma all'inizio della presidenza; l'obbligo per il Presidente del Consiglio europeo di riferire al Parlamento dopo ciascuna delle sue riunioni; il diritto dei deputati di presentare richieste per la legislazione e la politica alla Commissione; e il diritto di fare delle domande ai membri di queste istituzioni (ad esempio il "question time" di ogni Martedì).[27][31] Allo stato attuale, i deputati possono formulare una domanda su qualsiasi argomento, ma nel mese di luglio 2008 i deputati hanno votato per limitarle a quelle inerenti al mandato e vietare quelle offensive o personali.[34]

I poteri di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento possiede anche altri poteri di supervisione generale, concessogli principalmente dal Trattato di Maastricht.[35] Il Parlamento ha il potere di istituire una commissione d'inchiesta, come è stato fatto per esempio nel caso della malattia della "mucca pazza" che ha portato alla creazione dell'agenzia veterinaria europea. Il Parlamento può chiamare altre istituzioni a rispondere alle domande e, se necessario, di portarle in tribunale se ritiene che infrangono la legge o i trattati dell'UE.[36] Inoltre, ha poteri sulla nomina dei membri della Corte dei conti[37] e del presidente e del comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE). Il presidente della BCE è inoltre tenuto a presentare una relazione annuale al Parlamento.[36]

Il Mediatore europeo viene eletto dal Parlament e si occupa di denunce, inerenti alla cattivia amministrazione, contro tutte le istituzioni, da parte di ogni cittadino europeo o di ogni persona fisica o giuridica risiedente nell'Unione.[36] Questi soggetti possono, inoltre, presentare una petizione su una questione della sfera di attività dell'Unione europea che gli riguardino direttamente. La commissione per le petizioni esamina i casi, circa 1500 ogni anno, a volte presentati dagli stessi cittadini al Parlamento.[38]

Composizione nazionale del Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Composizione del Parlamento europeo
Stati membri 10 12 12 15 15 27 28 28
Legislatura I II III IV V VI VII VIII
Anno 1979-1984 1984-1989 1989-1994 1994-1999 1999-2004 2004-2009 2009-2014 2014-2019
Germania Germania 81 81 81 99 99 99 99 96
Francia Francia 81 81 81 87 87 78 72 74
Italia Italia 81 81 81 87 87 78 72 73
Regno Unito Regno Unito 81 81 81 87 87 78 72 73
Spagna Spagna - 64 60 64 64 54 50 54
Polonia Polonia - - - - - 54 50 51
Romania Romania - - - - - 35 33 32
Paesi Bassi Paesi Bassi 25 25 25 31 31 27 25 26
Belgio Belgio 24 24 24 25 25 24 22 21
Rep. Ceca Rep. Ceca - - - - - 24 22 21
Grecia Grecia 24 24 24 25 25 24 22 21
Ungheria Ungheria - - - - - 24 22 21
Portogallo Portogallo - 24 24 25 25 24 22 21
Svezia Svezia - - - 22 22 19 18 20
Austria Austria - - - 21 21 18 17 18
Bulgaria Bulgaria - - - - - 18 17 17
Finlandia Finlandia - - - 16 16 14 13 13
Danimarca Danimarca 16 16 16 16 16 14 13 13
Slovacchia Slovacchia - - - - - 14 13 13
Croazia Croazia - - - - - - 12 11
Irlanda Irlanda 15 15 15 15 15 13 12 11
Lituania Lituania - - - - - 13 12 11
Lettonia Lettonia - - - - - 9 8 8
Slovenia Slovenia - - - - - 7 7 8
Cipro Cipro - - - - - 6 6 6
Estonia Estonia - - - - - 6 6 6
Lussemburgo Lussemburgo 6 6 6 6 6 6 6 6
Malta Malta - - - - - 5 5 6
Totale: 434 522 518 626 626 785 748 751
Integrazioni nel corso delle legislature
Stati membri Ingresso
Legislatura Adesione Elezioni Seggi assegnati
Grecia Grecia I 1º gennaio 1981 18 ottobre 1981 24
Spagna Spagna II 1º gennaio 1986 10 giugno 1986 64
Portogallo Portogallo II 1º gennaio 1986 19 luglio 1986 24
Svezia Svezia IV 1º gennaio 1995 17 settembre 1995 22
Finlandia Finlandia IV 1º gennaio 1995 10 ottobre 1996 16
Austria Austria IV 1º gennaio 1995 13 ottobre 1996 21
Bulgaria Bulgaria VI 1º gennaio 2007 10 maggio 2007 18
Romania Romania VI 1º gennaio 2007 25 novembre 2007 35
Croazia Croazia VII 1º luglio 2013 14 aprile 2013 12

Funzionamento del Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

L'emiciclo di Bruxelles

Il Parlamento europeo si riunisce e delibera in sedute aperte al pubblico. Tutte le sue risoluzioni e discussioni sono pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.[39] I deputati europei si riuniscono in seduta plenaria una settimana al mese (tornata) nella sede di Strasburgo. Alcune tornate supplementari di due giorni si svolgono a Bruxelles.[40] Il Parlamento ha il potere di riunirsi senza essere convocato da un'altra autorità. Le sue riunioni sono parzialmente regolate dai trattati, altrimenti spetta al Parlamento stesso di stabilire il proprio "regolamento interno" (regolamento che disciplina il parlamento).[41]

Gli eurodeputati si avvalgono della collaborazione del Segretariato del Parlamento e degli assistenti parlamentari. Il Segretariato rappresenta per lo più un corpo tecnico, il cui personale ha spesso già servito presso altre istituzioni Europee (Commissione europea, Segretariato Generale del Consiglio dell'Unione europea, etc.). Esso ha formalmente sede a Lussemburgo, sebbene buona parte dei Direttorati Generali più importanti (Politica Interna, Politica Estera, etc.) sia di fatto ubicata a Bruxelles. Due settimane al mese sono invece riservate alle riunioni delle commissioni parlamentari che si tengono sempre a Bruxelles. La settimana restante è dedicata alle riunioni dei singoli gruppi politici. La maggior parte dei deputati è iscritta a un gruppo politico: prima del voto della plenaria sulle relazioni preparate dalle commissioni parlamentari, i gruppi politici ne esaminano il contenuto e spesso presentano emendamenti. Le venti commissioni parlamentari preparano i lavori delle tornate del Parlamento. Le commissioni elaborano e approvano relazioni sulle proposte legislative e relazioni di iniziativa.

Durante le sessioni, i membri possono parlare solo dopo essere stati invitati a farlo dal presidente. Anche i membri del Consiglio o della CommissionePpossono partecipare e parlare nei dibattiti.[42][43] In parte a causa della necessità della traduzione e in parte per la politica del consenso nella camera, i dibattiti tendono ad essere più tranquilli e cordiali rispetto, ad esempio, al sistema Westminster.[44] In generale, le votazioni vengono condotte per alzata di mano, tuttavia può essere richiesta una verifica tramite votazione elettronica.[45] In entrambi i casi, i voti dei deputati non vengono registrati anche se ciò avviene quando si tiene una votazione per appello nominale, un sistema necessario per le votazioni finali su una legislazione o anche ogni volta che un gruppo politico o 30 deputati lo richiedano. Si osserva che il numero di votazioni per appello nominale risulta aumentato con il tempo. In taluni casi è previsto anche un ballottaggio segreto (ad esempio, quando viene eletto il presidente).[46][47] Solitamente i voti non seguono un dibattito, ma piuttosto sono raggruppati con altre votazioni in occasioni specifiche, di solito a mezzogiorno di martedì, mercoledì o giovedì. Questo perché la lunghezza del voto è imprevedibile e può compromettere i dibattiti e gli incontri programmati nel corso della giornata.[48]

Reuven Rivlin parla al Parlamento europeo.

I membri sono disposti in un emiciclo in base ai loro gruppi politici (nell'Assemblea Comune, antecedente al 1958, i membri sedevano in ordine alfabetico[49]), che sono ordinati principalmente da sinistra a destra, ma alcuni gruppi più piccoli sono posizionati nell'anello esterno del Parlamento. Tutte le scrivanie sono dotate di microfoni, cuffie per la traduzione e apparecchiature per il voto elettronico. I leader dei gruppi si siedono sui seggi in prima fila e in centro vi è un podio per gli oratori. La restante metà della camera circolare è composta principalmente in una zona rialzata dove il Presidente e lo staff si siedono. Ulteriori sedie sono previsti tra i lati di questa zona e gli eurodeputati, queste sono occupate dal Consiglio all'estrema sinistra e dalla Commissione in fondo a destra. Sia l'emiciclo di Bruxelles che quello di Strasburgo seguono grosso modo questa disposizione con lievi differenze.[50] Questa disposizione è un compromesso tra i diversi sistemi parlamentari; ad esempio quello inglese è caratterizzato dai diversi gruppi posti uno di fronte all'altro, mentre in Francia si ha un semicerchio e il sistema tradizionale tedesco prevedeva che tutti i membri fossero in fila di fronte a una tribuna per i discorsi. L'accesso alla camera è limitato e l'ingresso è controllato da uscieri che aiutano i deputati. Gli uscieri possono anche occasionalmente agire come una forma di polizia che coadiuva il Presidente a mantenere il controllo, per esempio per espellendo un deputato che sta disturbando la sessione (un evento tuttavia raro). Il primo capo del protocollo parlamentare fu francese e tanti dei ruoli del Parlamento si basano sul modello francese sviluppato in seguito alla Rivoluzione francese. I 180 uscieri sono ben visibili nel Parlamento, vestiti in frac nero e con una catena d'argento, vengono assunti nello stesso modo con cui vengono scelti gli appartenenti alla funzione pubblica europea. Al Presidente è assegnato un usciere personale.[51]

Presidente e organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidente del Parlamento europeo.
President Antonio Tajani

Il Presidente presiede la seduta plenaria del Parlamento quando è in sessione. La firma del presidente è obbligatoria per tutti gli atti adottati in codecisione, incluso il bilancio dell'Unione. Inoltre, il Presidente ha il compito di rappresentare il Parlamento all'esterno, anche in questioni legali. Viene eletto per un mandato di due anni e mezzo, il che significa che vi sono due elezioni per ogni legislatura.[52][53] Attualmente (2017) il Presidente è Antonio Tajani eurodeputato del PPE.

Diverse personalità di rilievo hanno rivestito tale carica. Il primo Presidente fu il deputato Paul-Henri Spaak,[54] uno dei fondatori dell'Unione. Altri fondatori che hanno servito come Presidenti includono Alcide de Gasperi e Robert Schuman. Le due presidenti donne sono state Simone Veil, eurodeputata nel 1979 e prima Presidente del Parlamento eletto, e Nicole Fontaine eurodeputata nel 1999, entrambe francesi.[55] Il precedente presidente, Jerzy Buzek è stato il primo Presidente dell'Europa centro-orientale, ex primo ministro della Polonia contribuì a rovesciare il comunismo nel blocco orientale.[7]

Durante l'elezione di un Presidente, il precedente (o, se non è possibile, uno dei precedenti vicepresidenti) presiede la camera.[56] Prima del 2009, questo incarico spettava al membro più anziano,[56] ma la regola è stata cambiata per evitare che l'eurodeputato di estrema destra francese Jean-Marie Le Pen rivestisse questa carica.[57]

Il Presidente è coadiuvato da 14 vicepresidenti che presiedono il dibattito quando il Presidente non è presente. Vi sono una serie di altri enti e incarichi di responsabilità per il funzionamento del parlamento. I due principali sono l'Ufficio di presidenza, che è responsabile per le questioni di bilancio e di amministrazione, e la conferenza dei presidenti, che è un organo di governo composto dai presidenti di ciascuno dei gruppi politici che siedono in Parlamento. Per curare gli interessi finanziari e amministrativi dei membri vengono designati cinque questori.

Gruppi politici nel Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

I partiti politici nel Parlamento europeo sono organizzati in gruppi parlamentari, composti da almeno 25 deputati eletti in almeno un quarto degli stati, che possono afferire a diversi partiti politici. Essi lavorano suddivisi in 20 commissioni.

Dal 1993 un cittadino dell'Unione europea ha diritto di votare e di candidarsi alle elezioni europee e municipali in uno stato membro diverso da quello di origine (ex art 18, comma 2 del trattato di Maastricht)[58].

VIII Legislatura (2014-2019)[modifica | modifica wikitesto]

Eurogruppo Sigla MPE Europartito Sigla MPE
Partito Popolare Europeo PPE 217 Partito Popolare Europeo PPE 211
Non iscritti 6
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici S&D 189 Partito Socialista Europeo PSE 181
Non iscritti 8
Conservatori e Riformisti Europei ECR 74 Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei AECR 44
Movimento Politico Cristiano d'Europa ECPM 2
Non iscritti 28
Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa ALDE 68 Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa ALDE 39
Partito Democratico Europeo PDE 10
Non iscritti 19
Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica EUL/NGL 52 Partito della Sinistra Europea SE 23
Alleanza della Sinistra Verde Nordica NGLA 2
Non iscritti 27
Verdi - Alleanza Libera Europea V - EFA 51 Partito Verde Europeo PVE 35
Alleanza Libera Europea ALE 6
Alleanza della Sinistra Verde Nordica NGLA 1
Non iscritti 9
Europa della Libertà e della Democrazia Diretta EFDD 42 Alleanza per la Democrazia Diretta in Europa ADDE 27
Non iscritti 15
Europa delle Nazioni e della Libertà ENF 40 Movimento per un'Europa delle Nazioni e della Libertà MENL 30
Alleanza Europea per la Libertà EAF 4
Non iscritti 6
Non Iscritti 18 N.D. N.D. N.D.
Totale 751 N.D. N.D. N.D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Conservatives Post Gains In European Elections, in The Washington Post, 8 June 2009. URL consultato il 17 August 2010.
  2. ^ Ian Traynor, Misery for social democrats as voters take a turn to the right, in The Guardian, 7 June 2009. URL consultato il 17 August 2010.
  3. ^ 18 new MEPs take their seats, European Parliament, 10 January 2012. URL consultato il 14 February 2012.
  4. ^ Results of the 2014 European elections, European Parliament.
  5. ^ a b c d Parliament's powers and procedures, European Parliament. URL consultato il 12 June 2007.
  6. ^ a b Matt Williams, Pöttering defends parliament's role at EU summits, The Parliament Magazine, 24 June 2008. URL consultato il 25 June 2008.
  7. ^ a b Parliament's Protocol Service, European Parliament, 28 July 2006. URL consultato il 28 October 2007.
  8. ^ Parlamento europeo, Unione Europea. URL consultato il 5 dicembre 2012.
  9. ^ European Parliament, Europa, 19 April 2010. URL consultato l'08 dicembre 2012.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Andrea Chiti Batelli, I poteri del Parlamento europeo, Giuffrè, 1981, ISBN non esistente.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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