Charles de Gaulle

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(FR)

« Il y a un pacte vingt fois séculaire entre la grandeur de la France et la liberté du monde. »

(IT)

« C'è un patto di duemila anni tra la grandezza della Francia e la libertà del mondo »

(Charles de Gaulle, Frase pronunciata durante il Discorso pronuciato alla "Réunion des Français de Grande Bretagne", alla Kingsway Hall a Londra il 1º marzo 1941 e riportata inoltre sulla statua di de Gaulle sull'avenue des Champs-Élysées (place Clemenceau) a Parigi)
Charles de Gaulle
Bundesarchiv B 145 Bild-F010324-0002, Flughafen Köln-Bonn, Adenauer, de Gaulle-cropped.jpg
Charles de Gaulle nel 1961

Francia Membro del Conseil constitutionnel
Durata mandato 28 aprile 1969 –
9 novembre 1970
Predecessore ruolo istituito
Tipo nomina membro di diritto in qualità di ex Presidente della Repubblica francese, ma non vi siederà

Francia 18º Presidente della Repubblica francese
Presidente della V Repubblica francese
Durata mandato 8 gennaio 1959 –
28 aprile 1969
Capo del governo Michel Debré
Georges Pompidou
Maurice Couve de Murville
Predecessore René Coty (IV Repubblica)
Successore Georges Pompidou

Presidente del Consiglio dei ministri della Francia
Governo de Gaulle III
Durata mandato 1º giugno 1958 –
8 gennaio 1959
Presidente René Coty
Capo del governo Lui stesso
Predecessore Pierre Pflimlin
Successore Michel Debré
Legislature III della IV Repubblica

Ministro della difesa nazionale
Governo de Gaulle III
Durata mandato 1º giugno 1958 –
8 gennaio 1959
Presidente René Coty
Capo del governo Lui stesso
Predecessore Pierre de Chevigné
Successore Pierre Guillaumat
Legislature III della IV Repubblica

Presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese
Capo di Stato de facto a partire dal 25 agosto 1944  · Governo de Gaulle II  · Governo de Gaulle I
Durata mandato 3 giugno 1944 –
20 gennaio 1946
Capo di Stato Lui stesso
Predecessore Philippe Pétain / Pierre Laval (Governo di Vichy)
Lui stesso (CFNL)
Successore Félix Gouin
Legislature Assemblée constituante de 1945
Assemblée consultative provisoire

Presidente del Comitato francese di Liberazione nazionale
Durata mandato 3 giugno 1943 –
3 giugno 1944
Capo di Stato Lui stesso
Predecessore Henri Giraud (Commandement en chef français civil et militaire)
Lui stesso (France combattante / CND)
Successore Lui stesso (GPRF)

Presidente del Comitato nazionale francese
Durata mandato 24 settembre 1941 –
3 giugno 1943
Capo di Stato Lui stesso
Predecessore Lui stesso (CDI)
Successore Lui stesso (CFLN)

Capo del Consiglio di difesa dell'Impero
Durata mandato 11 luglio 1940 –
24 settembre 1941
Capo di Stato Lui stesso
Predecessore Albert Lebrun / Philippe Pétain (III Repubblica)
Successore Lui stesso (CND)

Capo della France libre / France combattante
Durata mandato 18 giugno 1940 –
3 giugno 1943
Predecessore ruolo istituito
Successore Lui stesso (CFLN)

Sottosegretario di Stato alla Guerra e alla Difesa nazionale
Governo Reynaud
Durata mandato 6 giugno 1940 –
16 giugno 1940
Presidente Albert Lebrun
Capo del governo Paul Reynaud
Predecessore Hippolyte Ducos
Successore posto soppresso
Legislature XVI della III Repubblica

Dati generali
Partito politico RPF (1947-1955)[1]
Tendenza politica Gollismo
Università ESM Saint-Cyr (1909-1912)
Professione Militare, Generale di brigata
Firma Firma di Charles de Gaulle
Charles de Gaulle
De Gaulle-OWI.jpg
Charles de Gaulle nel 1942
22 novembre 1890 – 9 novembre 1970 (79)
Soprannome Cyrano, le paon, le dindon, la grande asperge, double mètre, sot-en hauteur, melon-kilomètre[2], l'homme du destin, le connétable de la France[3]
Nato a Lilla
Morto a Colombey-les-deux-Églises
Cause della morte Cause naturali (rottura di un aneurisma)
Luogo di sepoltura Colombey-les-deux-Églises
Religione cattolica
Dati militari
Paese servito Francia Francia
Forza armata Armoiries république française.svg Armée française
Arma Armee de terre 4.jpg Armée de terre
Corpo Fanteria / Cavalleria / Artiglieria
Specialità Fanteria / Cavalleria corazzata / Artiglieria d'assalto
Unità 33e régiment d'infanterie
104e régiment d'infanterie
19e bataillon de chasseurs
507e régiment de chars de combat
4e division cuirassée de réserve
Anni di servizio 1908[4] / 1912[5]
1940[6] / 1944[7]
Grado Generale di brigata
Ferite Al ginocchio a Dinant, 15 agosto 1914.
Alla mano sinistra a Mesnil-lès-Hurlus, 10 marzo 1915.
Alla coscia sinistra a Douaumont, 2 marzo 1916
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Campagne Fronte occidentale (1914-1918)
Campagna di Francia
Teatro del Mediterraneo della seconda guerra mondiale
Battaglie Dinant (1914)
Verdun (1916)
Montcornet (1940)
Abbeville (1940)
Dakar (1940)
Comandante di 19e bataillon de chasseurs
507e régiment de chars de combat
4e division cuirassée de réserve
Decorazioni vedi #Onorificenze
Studi militari ESM Saint-Cyr (1909-1912)
École supérieure de Guerre (1922-1924)
Pubblicazioni vedi #Opere di Charles de Gaulle
Altre cariche Statista, scrittore
(FR) Les grandes dates de la vie du général de Gaulle, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2017).
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Charles André Joseph Marie de Gaulle, comunemente chiamato il generale de Gaulle ((audio[?·info]) /ʃaʁl ɑ̃'dʁe ʒɔ'zɛf ma'ʁi də gol/; Lilla, 22 novembre 1890Colombey-les-Deux-Églises, 9 novembre 1970), è stato un generale, politico e scrittore francese; capo della Francia libera, poi dirigente del Comitato francese di Liberazione nazionale durante la seconda guerra mondiale, presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese dal 1944 al 1946, Presidente del Consiglio dei ministri francese dal 1958 al 1959, creatore della V Repubblica fondata nel 1958, Presidente della Repubblica francese dal 8 gennaio 1959 al 28 aprile 1969. È il 1º Presidente della quinta Repubblica francese.

Cresciuto in una cultura di grandezza nazionale, Charles de Gaulle scelse la carriera d'ufficiale. È fatto prigioniero durante la prima guerra mondiale. Collabora e scrive nell'entourage di Philippe Pétain, spingendo verso l'uso delle divisioni di blindati nella guerra contemporanea presso diverse personalità politiche. Nel maggio 1940, è a capo di una divisione blindata e conduce diversi contrattacchi durante la battaglia di Francia; è promosso generale di brigata a titolo temporaneo il 25 maggio 1940. È nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale e alla Guerra nel governo Reynaud, durante l'esodo del 1940.

Egli rifiuta l'armistizio chiesto da Pétain alla Germania nazista. Da Londra, lancia, attraverso la BBC, l'appello del 18 giugno al popolo francese alla resistenza e a raggiungerlo nelle Forze francesi libere. Condannato a morte e privato della nazionalità francese dal regime di Vichy, lui vuole incarnare la legittimità della Francia e essere riconosciuto come tale degli alleati. Controllando solamente qualche colonia ma riconosciuto dalla Resistenza francese, egli unisce, nel 1943, la Francia libera all'interno del Comitato francese di Liberazione nazionale, de quale prende la direzione e conduce il paese alla Liberazione. Favorevole ad un potere esecutivo forte, egli si oppose ai progetti parlamentari dei partiti e si dimette nel 1946. Fonda il Rassemblement du peuple français (RPF), ma il suo rifiuto di ogni compromesso con il «regime dei partiti» lo isola in una «traversata del deserto» lontano da ogni responsabilità.

De Gaulle è richiamato al potere durante la crisi del 13 maggio 1958, durante la guerra d'Algeria. Nominato presidente del Consiglio dei ministri, fa approvare la quinta Repubblica francese con un referendum. Eletto presidente della Repubblica, egli vuole una «politica di grandezza» della Francia. Egli consolida del istituzioni, la moneta (nuovo franco) e dà un ruolo di terza via economica ad uno Stato pianificatore e modernizzatore dell'industria. Egli rinuncia progressivamente all'Algeria francese, malgrado l'opposizione dei pieds-noirs e dei militari, che avevano favorito il suo ritorno. Egli decolonizza anche l'Africa nera, e vi mantiene l'influenza francese. De Gaulle è per l'«indipendenza nazionale» in rottura con il federalismo europeo e la divisione di Jalta: egli immagina dunque una «Europa delle nazioni» basata sulla reconciliazione franco-tedesca e che andrebbe «dall'Atlantico agli Urali», realizza la forza di dissuasione nucleare francese, ritira la Francia dal comando militare della NATO, pone un veto all'ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea, sostiene il «Québec libero», condanna la guerra del Vietnam e riconosce la Cina comunista.

La sua visione del potere, cioè di un capo approvato direttamente dalla Nazione, lo oppone ai partiti comunisti, socialisti, centristi pro-europei e di estrema destra. Essi criticano uno stile di governance troppo personale, quasi un «colpo di Stato permanente», secondo la formula di François Mitterrand[8] contro il quale de Gaulle è rieletto nel 1965 al suffragio universale diretto. Egli supera la crisi del maggio 1968 dopo aver dato l'impressione di volersi ritirare, sciogliendo l'Assemblée nationale e convocando delle elezioni anticipate, i partiti gollisti e di sostegno a de Gaulle ottengono una maggioranza schiacciante: 394 seggi su 487. Ma nel 1969 egli sottomette il suo mandato al risultato del referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione e si dimette dopo la vittoria del «no». Si ritira nella sua proprietà à Colombey-les-Deux-Églises, dove muore 18 mesi più tardi.

Charles de Gaulle, considerato come uno dei dirigenti francesi più influenti del suo secolo, fu anche uno scrittore di talento. In particolare lascia le sue Mémoires de guerre[9], nelle quali afferma essersi sempre «fatto una certa idea della Francia», giudicando che «la Francia non può essere la Francia senza la grandezza».

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione (1890-1939)[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Lilla in una famiglia cattolica e fortemente nazionalista, de Gaulle era figlio di un professore di storia e letteratura (Henry de Gaulle), che gli fece scoprire il nazionalismo, e di Jeanne Maillot. Charles de Gaulle era il terzo figlio, aveva tre fratelli e una sorella:

Il 7 aprile 1921 sposa Yvonne Charlotte Anne Marie Vendroux, da cui avrà tre figli:

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Prima guerra mondiale, Guerra sovietico-polacca e Periodo interbellico.

Terminati gli studi secondari presso un collegio dei gesuiti stabilitosi al Castello di Antoing, nel 1909 entrò alla scuola militare di Saint-Cyr; nell'ottobre 1912 fu promosso sottotenente e assegnato al 33º reggimento di fanteria, allora comandato dal colonnello Philippe Pétain.

Combatté nella prima guerra mondiale con il grado di tenente nella 11ª compagnia del 33º reggimento di fanteria di Arras. Il 15 agosto 1914 è ferito durante la battaglia di Dinant, il 15 ottobre 1914 ottiene il comando della 8ª compagnia ed ad inizio dicembre è al comando del 33º reggimento.

Il 18 gennaio 1915 riceve la Croix de guerre e il 10 febbraio è promosso capitano (a titolo temporaneo). Il 6 marzo è ferito superficialmente ad un orecchio ed il 10 marzo è ferito ad una mano a Mesnil-les-Hurlus, viene quindi ospedalizzato. All'inizio di agosto prende il comando della 10ª compagnia e il 3 settembre il grado di capitano diventa definitivo.

Il 26 febbraio 1916 il 33º reggimento di fanteria è a Verdun e partecipa alla battaglia. La 10ª compagnia è circondata dal nemico nei pressi del fort Douaumont, il 2 marzo è ferito ad una coscia e dato per disperso. Fatto prigioniero è curato all'ospedale di Magonza. Restò prigioniero fino al termine del conflitto, durante i due anni di prigionia tenterà per ben 5 volte di evadersi, rientrerà in Francia nel dicembre 1918.

Nel 1919 e 1920 partecipò alla campagna di Polonia con il generale Weygand e prende parte alle operazioni militari condotte dal generale polacco Edward Rydz-Śmigły. Questa esperienza gli valse una citazione da parte del Ministero della Guerra francese e la Virtuti militari polacca.

Nel 1921 ottenne l'incarico di professore di storia militare alla scuola militare di Saint-Cyr.

Tra le due guerre la sua carriera militare conosce alti e bassi, ma si rivela comunque piuttosto rapida. Diviene piuttosto famoso (e controverso) per due proposte: la formazione di un esercito professionale, al posto della leva, e la sua passione per il carro armato, arma di cui diviene uno dei maggiori teorici francesi[12].

La seconda guerra mondiale (1939-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Seconda guerra mondiale e Campagna di Francia.
Manifesto del Proclama "A tutti i Francesi!" del 3 agosto 1940 a firma di de Gaulle, pubblicato a Londra.[13]
20 agosto 1944. Il generale de Gaulle parla alla gente dal balcone del municipio di Cherbourg.

Al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, alla vigilia dell'entrata in guerra della Francia, sottolinea l'insufficienza della difesa, ma non viene preso in considerazione. Promosso generale di brigata a titolo provvisorio, il 6 giugno 1940 entra nel governo di Paul Reynaud come sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale. De Gaulle si oppone all'armistizio con i tedeschi e lascia la Francia per la Gran Bretagna il 15 giugno 1940.

L'Appello e la France libre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Appello del 18 giugno e France libre.

In Inghilterra, Churchill sostiene de Gaulle come voce della Francia anti-nazista, contro il parere del suo governo che preferirebbe personaggi più di spicco. Alla fine passa la scelta di de Gaulle, e la BBC trasmette l'appello del 18 giugno ai francesi, da Londra, perché resistano ai tedeschi e alla richiesta di armistizio avanzata dal governo Pétain: è il segnale d'inizio della resistenza francese ai nazisti.

Mentre in Francia il Regime di Vichy lo condanna a morte in contumacia per tradimento, in luglio de Gaulle al sicuro in Gran Bretagna comincia ad organizzare France libre (Francia libera). All'inizio si tratta di suscitare la resistenza ai tedeschi a partire dai possedimenti coloniali, che la madrepatria ha più difficoltà a controllare; queste forze vengono poi collegate alle forze di resistenza francesi, e France libre diventa France combattante.

In quegli anni de Gaulle è imposto come rappresentante della Francia libera di fronte al mondo in generale e all'Inghilterra in particolare anche grazie alla preziosa collaborazione del Capitano Teyssot, suo "assistente" dal 1942 al 1944. La sua preoccupazione è salvaguardare fin dall'inizio gli interessi e l'immagine della Francia sconfitta durante e dopo il conflitto, a partire dalla garanzia del mantenimento dei possedimenti coloniali, senza perdere di vista un momento l'onore e la grandeur francesi. Per garantire l'indipendenza della propria organizzazione, de Gaulle volle che gli stessi aiuti finanziari che il Regno Unito forniva a France Libre fossero rimborsabili - e furono effettivamente rimborsati molto prima della fine della guerra.

La Liberazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Comitato francese di Liberazione nazionale e Governo provvisorio della Repubblica francese.
Charles de Gaulle discende l'avenue des Champs-Élysées il 25 agosto 1944 in occasione della Liberazione di Parigi.
Charles de Gaulle, il 25 agosto 1944, sulla Place de l'Hôtel-de-Ville mentre pronuncia la sua famosa frase: «Paris, Paris outragé ! Paris brisé ! Paris martyrisé ! mais Paris libéré !».[14]

I rapporti di de Gaulle con Churchill sono spesso conflittuali e competitivi, ma sempre sostenuti da un forte rispetto reciproco. Altra è la situazione con Roosevelt: i due, provenienti da due diverse tradizioni politiche, si detestano, e una battuta di de Gaulle con Churchill spiega in parte l'atteggiamento francese di fronte all'arroganza dell'americano: "Sono troppo povero per inchinarmi".

Malgrado la scarsa collaborazione degli americani, de Gaulle riuscì a sbarcare ad Algeri nel maggio 1943. Lì crea con il generale Henri Giraud il Comitato francese di Liberazione nazionale (CFLN), per unificare la direzione dell'Impero liberato, e ne fu presto al comando. Nel giugno 1944 il CFLN prende il nome di "Governo provvisorio della Repubblica francese" (GPRF) ed arriva a Parigi liberata il 25 agosto 1944.

Il 21 aprile 1944 con una ordinanza, del Comitato francese di Liberazione nazionale, de Gaulle accorda il diritto di voto alle donne; questo diritto è confermato in seguito da un'altra ordinanza del 5 ottobre del Governo provvisorio della Repubblica francese; le donne voteranno per la prima volta in occasione delle elezioni municipali il 23 aprile 1945.

Con la Liberazione de Gaulle avvia varie riforme, dalle nazionalizzazioni all'istituzione di un sistema di sicurezza sociale moderno. Dal 3 giugno 1944 al 2 novembre 1945 è capo del governo provvisorio, e dal 2 novembre 1945 al 20 gennaio 1946 è presidente del consiglio. Ma la politica riprende il suo spazio e i suoi tempi, e l'uomo è impaziente, e non approva la costituzione della Quarta repubblica.

La politica durante la IV Repubblica (1946-1958)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Quarta Repubblica francese.

Così nel gennaio 1946 de Gaulle si dimette, e nel 1947 fonda il suo movimento politico, il Rassemblement du Peuple Français (RPF), con l'obiettivo di trasformare la politica francese. Esso raccoglie grandi consensi elettorali tra il 1947 e il 1948 (35% dei voti alle municipali, 42% tra i senatori eletti), tuttavia rigettando in blocco il sistema della Quarta Repubblica, viene a sua volta emarginato dagli altri partiti politici. Progressivamente perde quindi importanza, diversi suoi deputati abbandonano il partito e alle elezioni municipali del 1953 l'RPF perde metà dei propri voti.

Scontento dei risultati, de Gaulle si ritira dalla vita politica nel 1953 rimanendo appartato a Colombey-les-deux-Eglises. Gli restano accanto i sostenitori più fedeli come Jacques Chaban-Delmas, Michel Debré, Jacques Foccart[15], Roger Frey, Olivier Guichard e André Malraux, i cosiddetti "baroni del gollismo" che avranno un ruolo eminente negli anni successivi.

Rientra in scena allorché la crisi delle dominazioni coloniali successiva alla fine della guerra bussa anche alle porte della Francia. I fallimenti in Indocina e in Algeria travolgono la Quarta Repubblica, in particolare la vicenda algerina, gestita in modo maldestro dai governi di coalizione e causa principale della crisi costituzionale del 13 maggio 1958. Il 1º giugno 1958 de Gaulle è nominato Presidente del Consiglio, con poteri quasi equivalenti a quelli della prima Costituente.

Come aveva annunciato, utilizza questo potere per far redigere una nuova Costituzione sulla base delle idee enunciate nel "Discorso di Bayeux". Questa Costituzione mira ad esautorare la dialettica parlamentare, che egli stesso definiva la "dittatura parlamentare" (cioè quell'assetto istituzionale per il quale il potere di veto delle minoranze parlamentari, in un'Assemblea estremamente frazionata e rissosa, finisce per paralizzare le possibilità di azione dell'esecutivo, condanna i governi all'instabilità e genera una politica caotica), prevedendo una notevole concentrazione di poteri nelle mani dell'esecutivo (Presidente della Repubblica e governo da lui nominato) a discapito del Parlamento. Il presidente della Repubblica, in base agli articoli 6 e 7 della Costituzione, è eletto da un collegio di grandi elettori.

La nuova Costituzione, approvata con il 79,25% di voti favorevoli nella Francia metropolitana al referendum del 28 settembre, segna il passaggio della Francia alla Quinta Repubblica con i poteri dell'esecutivo fortemente rafforzati. Le elezioni dell'Assemblea nazionale del 23 e 30 novembre (rispettivamente, primo e secondo turno elettorale) accordano una larga maggioranza ai partiti gaullisti. Il 21 dicembre de Gaulle è eletto Presidente della Repubblica con oltre il 78% dei voti dei grandi elettori. L'8 gennaio 1959 all'Eliseo avviene il passaggio delle consegne con René Coty, l'ultimo presidente della Quarta Repubblica.

Nel 1958, de Gaulle è nominato Persona dell'anno dalla rivista statunitense TIME, al 2016 è il secondo e l'ultimo francese nominato dalla rivista.

Presidente della Quinta Repubblica (1959-1969)[modifica | modifica wikitesto]

Charles de Gaulle nel 1963.
De Gaulle e Konrad Adenauer il 4 luglio 1963.
De Gaulle, Heinrich Lübke e Lyndon B. Johnson il 25 aprile 1967.
De Gaulle e la moglie Yvonne il 3 febbraio 1968.
De Gaulle e Richard Nixon il 3 febbraio 1969.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Quinta Repubblica francese, Elezioni presidenziali in Francia del 1958, Guerra d'Algeria e Decolonizzazione.

Assunta la presidenza, de Gaulle persegue quelli che considera gli obiettivi strategici della Francia:

La riforma del 1962[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Referendum sull'elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica francese.

Nel 1962 de Gaulle propone un emendamento agli articoli 6 e 7 della Costituzione per consentire l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, nonostante la forte opposizione di quasi tutte le forze politiche rappresentate all'Assemblea nazionale. Di fronte a ciò, la procedura di riforma costituzionale (che, regolata dall'articolo 89 della Costituzione, richiedeva - e tuttora richiede - almeno un'approvazione a maggioranza di entrambe le camere) si rivela irta di ostacoli. Charles de Gaulle decide allora di ricorrere al potere presidenziale - previsto dall'articolo 11 della Costituzione - di indire un referendum popolare su proposta del governo concernente, tra l'altro, un progetto di legge riguardante l'organizzazione dei pubblici poteri.

L'Assemblea nazionale, per reazione al "colpo di mano" del presidente, sfiducia il governo di Georges Pompidou (5 ottobre) e de Gaulle decide di indire nuove elezioni. Anche se la forzatura della norma costituzionale è abbastanza evidente (l'articolo 11 si riferisce a leggi ordinarie, mentre le riforme della costituzione richiedono la procedura "rinforzata" di cui all'articolo 89), il 28 ottobre l'emendamento viene approvato dal corpo elettorale, con il 62,25% dei voti. Le successive elezioni politiche del 18 e 25 novembre vedono una notevole affermazione gollista.

Adito dal Presidente del Senato il Conseil Constitutionnel (6 novembre 1962) contro tale "forzatura" costituzionale, questo risponde che non è competente a giudicare questa questione perché il suo compito di giudicare in conformità della Costituzione le leggi organiche e le leggi ordinarie si "ferma" davanti alle leggi adottate dal popolo mediante Referendum. Ciò risulta dallo spirito della Costituzione che ha fatto del Conseil Constitutionnel un organo regolatore dei pubblici poteri che visiona unicamente le leggi votate dal Parlamento e non anche quelle adottate dal popolo con Referendum, le quali costituiscono l'espressione diretta della sovranità nazionale.[18]

Nel 1963 è uno dei candidati per il Premio Nobel per la letteratura[19].

Il secondo mandato presidenziale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Francia del 1965, Maggio francese e Referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione.

Nel 1965 si conclude il primo mandato presidenziale di de Gaulle e si svolgono le prime elezioni presidenziali a suffragio universale diretto. Al primo turno de Gaulle si ferma al 44,65% dei voti ed è costretto al turno di ballottaggio da François Mitterrand, secondo con il 31,72% dei voti, anche a causa della candidatura del centrista Jean Lecanuet, terzo con il 15,57% dei voti. Al secondo turno de Gaulle ottiene un nuovo mandato settennale, con il 55,20% dei voti.

Continua a promuovere energicamente l'indipendenza e un forte ruolo della Francia in politica estera:

La fase di forte inquietudine sociale culminata nel Maggio francese pare riportare de Gaulle ai tempi dell'appello del 18 giugno o della guerra d'Algeria; inizialmente sceglie di allontanarsi da Parigi per incontrarsi a Baden Baden con il generale Jacques Massu, comandante delle forze francesi in Germania. In sua assenza, il primo ministro Georges Pompidou riesce a padroneggiare la situazione, e al rientro di de Gaulle, un milione di sostenitori del gollismo sfila per Parigi. Il Presidente scioglie l'Assemblea nazionale[21] e stravince le elezioni del giugno 1968, con il partito gollista che ottiene 294 seggi su 487 e una maggioranza presidenziale di 394 deputati.

Ma l'anno dopo il Presidente perde, e con uno scarto minimo, il referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione, che prevedeva la costituzionalizzazione delle Regioni come collettività territoriali[22] e la riforma del Senato[23]. Ma dissentono con lui perfino alcuni autorevoli ex membri del governo come Valéry Giscard d'Estaing, e nell'indire il referendum, de Gaulle preannuncia che, in caso di esito negativo, ne trarrà tutte le conseguenze.[24]

Dopo la presidenza (1969-1970)[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di de Gaulle Colombey-les-Deux-Églises.

Charles de Gaulle, a quasi ottant'anni, è entrato gloriosamente nella storia della Repubblica francese e sceglie egli stesso quando e come uscirne. Preso atto dei risultati del referendum, alle ore 0:11 del 28 aprile 1969 annuncia le proprie dimissioni con effetto immediato da mezzogiorno.
Per evitare di essere implicato nella campagna elettorale per la sua successione, parte per un soggiorno di un mese (dal 10 maggio al 19 giugno, da dove vota per procurazione per il nuovo Presidente) in Irlanda, a Sneem (10-23/05), a Cashel (24/05-03/06), a Killarney (04-17/06) e infine a Dublino (17-19/07), dove è ricevuto il 17 giugno dal Presidente della Repubblica d'Irlanda Éamon de Valera all'Áras an Uachtaráin. Dal 3 al 27 giugno 1970 effettua un viaggio privato in Spagna, ed è ricevuto dal generale Franco, l'8 giugno a Madrid.

De Gaulle passa la più parte del tempo nella sua residenza de La Boisserie a Colombey-les-Deux-Églises, dove lavora al séguito delle sue Mémoires de guerre, il 18 settembre è pubblicato il 5° (e ultimo) volume di Discours et messages e il 12 ottobre il 1° volume di Mémoires d'espoir, la morte gli impedirà di completare il 2° volume (solo i primi due capitoli erano pronti per la stampa) e di redigerne il 3°.

Il 9 novembre 1970, come era sua abitudine, il Generale comincia una partita a solitario nella biblioteca della Boisserie, verso le 19:00 ha un malore causato dalla rottura di un aneurisma e muore alle 19:30. Nell'annunciare la sua morte in televisione, il nuovo presidente della Repubblica Georges Pompidou pronuncia la frase: «Françaises, Français, le général de Gaulle est mort. La France est veuve» ("Francesi, Francesi, il generale de Gaulle è morto. La Francia è vedova")[25][26].

I funerali furono celebrati il 12 novembre 1970 in forma privata a Colombey-les-Deux-Églises, il feretro fu trasportato su un engin blindé de reconnaissance dalla Boisserie verso la chiesa del villaggio, in presenza di una grande folla, di una delegazione dell'Armée française e dei compagni dell'Ordine della Liberazione. Una messa in memoria, in presenza di numerosi capi di stato stranieri (tra cui Gustav Heinemann, Richard Nixon, Baldovino del Belgio, Carlo, principe di Galles, Giuseppe Saragat e Nikolaj Viktorovič Podgornyj)[27], si tenne nella cattedrale di Notre-Dame.

De Gaulle è sepolto nel cimitero di Colombey-les-Deux-Églises, accanto alla figlia Anne e insieme alla moglie Yvonne (morta 9 anni dopo); a qualche metro riposano il genero Alain de Boissieu (1914-2006), la figlia Elisabeth (1924-2013) e la nuora Henriette (1929-2014)[28].

Posterità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Gollismo.
L'imponente Croce di Lorena del Mémorial Charles de Gaulle, a Colombey-les-Deux-Églises.
La statua del generale de Gaulle sull'avenue des Champs-Élysées (place Clemenceau) a Parigi (la frase riportata nell incipit della pagina è iscritta sull'altro lato del basamento).
La statua del Generale de Gaulle a Carlton House Terrace a Londra, davanti al suo QG del 1940.
La statua del Generale de Gaulle sul Cours du Général-De Montcalm a Québec, accanto all'Hôtel Le Concorde Québec.
La statua del Generale de Gaulle sulla Piazza Charles de Gaulle a Mosca, davanti l'Hotel Cosmos.
Yvonne de Gaulle battezza il primo Caravelle «Lorraine» dell'Air France il 23 marzo 1959.
Con il lancio di Astérix, nel 1965, la Francia diventa la terza potenza spaziale dopo l'URSS e l'USA.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Alcune settimane dopo la morte di de Gaulle, il 23 dicembre 1970, è adottata la legge n° 70-1206 sull'«esonerazione dei diritti di mutazione sulla successione del generale de Gaulle» per «servizi eccezionali resi alla Nazione». La legge è presentata al Parlamento dal segretario di Stato all'Economia e alle Finanze, Jacques Chirac.

Nel 1972, è inaugurato sulle colline di Colombey-les-Deux-Églises, il mémorial Général de Gaulle, segnalato da una grande croce di Lorena in granito. Il nuovo mémorial Général de Gaulle è inaugurato l'11 ottobre 2008 dal Presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel.

Inaugurato nel febbraio 2008 nel sottosuolo dell'Hôtel des Invalides, l'historial Charles de Gaulle è una della componenti del Musée de l'Armée.

Il nome di Charles de Gaulle è stato dato a numerose arterie, ponti o immobili importanti dei comuni francesi: nel 2007, la Fondation Charles-de-Gaulle contava 3 634 comuni che avevano una o più vie «de Gaulle»[29], le municipalià di destra o di centro sceglievano generalmente la forma militare «Général-de-Gaulle», mentre quelle di sinistra più generalmente la forma civile « Charles-de-Gaulle ». Si possono citare in particolare la place Charles-de-Gaulle (ex place de l'Étoile) e il pont Charles-de-Gaulle a Parigi o l'Aéroport Charles-de-Gaulle (ex Aéroport de Roissy).

Il 4 aprile 2005, durante un'emissione di France 2 diffusa in diretta dal Sénat, egli è designato dai telespettatori come «il più grande francese di tutti i tempi», superando anche Louis Pasteur, l'Abbé Pierre, Marie Curie, Coluche, Victor Hugo. Una parte dei centristi, ma anche della sinistra, come Régis Debray, dichiara oggi di trovare in lui una fonte di ispirazione.

Secondo un sondaggio effettuato nel 2005, nel contesto del 10º anniversario della morte di François Mitterrand, quest'ultimo, all'epoca solo presidente di sinistra della V Repubblica, è considerato come il miglior presidente dal 35%, seguito da Charles de Gaulle (30%) e Jacques Chirac (12%), che si rivendica gollista.

Un altro sondaggio realizzato da BVA nel 2009 indica che l'87% dei francesi giudicano positivamente la presidenza di de Gaulle, classificandolo così in prima posizione tra i presidenti della V Repubblica. Un altro sondaggio di BVA nel 2013 va nella stessa direzione: con 89% di opinioni positive de Gaulle appare come il presidente preferito dei francesi, mentre Mitterrand non è che in quinta posizione con 55%, dietro Pompidou (83%), Chirac (58%) e Giscard d'Estaing (57%).

Nel novembre 2010, in occasione del 40º anniversario della sua scomparsa, un sondaggio di TNS Sofres qualifica de Gaulle di «personaggio il più importante della storia di Francia» per il 44%, davanti a Napoleone (14%), Carlo Magno (14%), Jean Jaurès (12%), Luis XIV (7%) e Léon Blum (4%). Un'inchiesta realizzata dall'Ifop nell'aprile 2011 indica che il 45% dei francesi considerano il generale de Gaulle come colui che ha maggiormente cambiato la Francia, superando tutti gli altri presidenti della V Repubblica [Mitterrand (29%), Sarkozy (11%), Chirac (8%), Giscard d'Estaing (3%) e Pompidou (3%)].

Delle statue sono state erette in sua memoria anche all'estero: a Québec, Londra, Varsavia o Mosca. La Repubblica Popolare Cinese gli è molto pubblicamente riconoscente perché de Gaulle l'aveva riconosciuta diplomaticamente nel 1964. Israele invece riteneva più duramente le sue dichiarazioni sensazionali del 1967 che il culto popolare che era voluto all'«uomo del 18 giugno», che si poteva confrontare fino a quel momento, come ricordato da Éric Roussel, a quello di «Padre della Nazione» di David Ben Gurion. Il mondo arabo si ricorda di lui per le sue critiche contro l'occupazione di Gaza e della Cisgiordania. Ben Bella rese omaggio a de Gaulle come al più valoroso degli avversari del FLN: «Capo militare, è lui che ha portato contro di noi i colpi più duri», ma che finì per accettare l'indipendenza algerina; in effetti, per Ben Bella: «De Gaulle guardava più lontano» e «De Gaulle non era un politicante. Aveva quella dimensione internazionale che manca troppo spesso ai dirigenti attuali». A coloro che gli rimproveravano di essere rimasto un cliente della Francia gollista (Françafrique) Léopold Sédar Senghor replicava che pochi capi di Stato occidentali potevano vantarsi di aver rischiato personalmente la propria vita per realizzare l'indipendenza delle colonie. Il Líder Máximo Fidel Castro aveva dichiarato davanti a delle telecamere di aver trovato in de Gaulle un modello dopo la lettura delle sue Mémoires de guerre. L'America Latina o il Vietnam apprezzano ancor'oggi l'uomo che si opponeva alla dominazione statunitense, il Québec colui che rifiutava la predominanza anglofona.

Luoghi gaulliens[30]
Altri luoghi intitolati a de Gaulle

Lascito storico[modifica | modifica wikitesto]

La Costituzione francese del 1958 dura ormai da più di mezzo secolo, con alcune modifiche. «L'uomo di Londra» (o «L'uomo del 18 giugno») è entrato in un passato mitico nel quale, per i francesi, lui incarna, e lui solo, l'opposizione al Governo di Vichy.

Gli anni che l'economista Jean Fourastié ha chiamato i Trenta Gloriosi (1945-1975)[33] hanno lasciato ai francesi il ricordo di un'epoca, se non felice (due guerre coloniali), almeno di crescita e prosperità. «Noi non siamo i più ricchi, noi non siamo i più potenti, ma io vi garantisco che noi siamo fra i più felici», affermava Georges Pompidou durante i consueti auguri di fine anno ai francesi. Ora, la fine di questo periodo felice corrisponde approssimativamente a quello di de Gaulle: difficile quindi in queste condizioni separare oggettivamente quello che è dovuto all'uomo e al suo delfino designato (Georges Pompidou) da quello che è dovuto al contesto economico.

In maniera più aneddotica, il primo presidente della quinta Repubblica francese appare invece oggi come uno degli ultimi grandi uomini capaci di fare la storia, lui che ha saputo spesso muovere gli eventi invece di lasciarsi muovere da essi. Molti tratti della sua personalità avevano generato una simpatia dei francesi verso la sua persona: innanzitutto il suo vocabolario non convenzionale per un uomo politico della sua epoca e della sua età («culbute», «chienlit»), le sue battute spiritose[34] («Perché volete voi che a 67 anni, io cominci una carriera di dittatore?»[35]), o il suo senso della replica (durante una conferenza stampa, egli risponde a un giornalista la cui domanda era semplicemente «Come state?» con «Non sto male, ma rassicuratevi: un giorno non mancherò di morire»[36]); a Louis Vallon che avrebbe urlato «Morte agli stupidi!» durante una riunione, ai tempi del RPF, de Gaulle rispose: «Vasto programma!»[37], il suo disprezzo esibito per i partiti politici e, infine, la sua sfiducia verso una destra che non lo amava e che glielo fece vedere nel 1969, così come verso una sinistra che non aveva mai veramente sostenuto il progetto di partecipazione dei salariati ai benefici della loro impresa, che gli era caro (conformemente alla sua politica direttamente ispirata dal cattolicesimo sociale[38]). De Gaulle era, in uno spirito molto «Astérix», uno di quei «piccoli che non si lasciano sopraffare dai grandi».[39] Non ci si sorprende quindi della sua dichiarazione secondo la quale il suo libro preferito sarebbe Cyrano de Bergerac. Egli fece un giorno questa constatazione ironica: «In fondo, voi sapete, il mio solo rivale internazionale è Tintin».

Il generale de Gaulle ha pianificato e modernizzato la ricerca e l'industria con l'impulso dello Stato. È durante il suo periodo che datano gli inizi dei grandi programmi che hanno fatto la forza dell'industria francese e che trovano il loro risultato oggi nelle grandi imprese francesi o europee:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Charles de Gaulle nel 1968.
Charles de Gaulle, Cavaliere dell'Ordine dei Serafini

Charles de Gaulle ha ricevuto almeno 80 tra onoreficienze, distinzioni e decorazioni:[47][48]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Gollismo § Bibliografia e Philippe de Gaulle § Bibliografia.

Opere di Charles de Gaulle[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Charles de Gaulle, La discorde chez l'ennemi, 1ª ed., Paris, Berger-Levrault, 1924.
  • (FR) Charles de Gaulle, Le Fil de l'épée, 1ª ed., Paris, Berger-Levrault, 1932.
  • (FR) Charles de Gaulle, Vers l'armée de métier, 1ª ed., Paris, Berger-Levrault, 1934.
  • (FR) Charles de Gaulle, La France et son armée, 1ª ed., Paris, Plon, 1938.
  • (FR) Charles de Gaulle, Trois études, 1ª ed., Paris, Berger-Levrault, 1945.
  • (FR) Charles de Gaulle, Mémoires de guerre, 3 volumi, 1ª ed., Paris, Plon, 1954-1959.[53]
    • (FR) Charles de Gaulle, L'Appel 1940-1942, in Mémoires de guerre, vol. 1, 1ª ed., Paris, Plon, 1954.
    • (FR) Charles de Gaulle, L'Unité 1942-1944, in Mémoires de guerre, vol. 2, 1ª ed., Paris, Plon, 1956.
    • (FR) Charles de Gaulle, Le Salut 1944-1946, in Mémoires de guerre, vol. 3, 1ª ed., Paris, Plon, 1959.
  • (FR) Charles de Gaulle, Discours et messages, 5 volumi, 1ª ed., Paris, Plon, 1970.[54]
  • (FR) Charles de Gaulle, Mémoires d'espoir, 2 volumi, 1ª ed., Paris, Plon, 1970-1971.[55]
  • (FR) Charles de Gaulle, Lettres, Notes et Carnets, a cura di Philippe de Gaulle, 13 volumi, 1ª ed., Paris, Plon, 1980-1997.[56]
  • (FR) Charles de Gaulle, Le Fil de l'épée et autres écrits, Paris, Plon, 1999, ISBN 9782259191395.[57]
  • (FR) Charles de Gaulle, Mémoires de guerre et mémoires d'espoir, Paris, Plon, 2016, ISBN 9782259249362.[58]

Opere su Charles de Gaulle[modifica | modifica wikitesto]

Opere su Charles de Gaulle in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Docudrama[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Solo RPF fu fondato e diretto da de Gaulle, in seguito altri partiti gollisti ne appoggiarono la sua azione di governo, ma de Gaulle non era membro di questi partiti: UNR (1958-1967), UDT (1959-1967), UDR (1968), UDR (1968-1976).
  2. ^ (FR) De Gaulle, Saint-Cyrien, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2016).
  3. ^ (FR) De Gaulle, la Grande-Bretagne et la France-libre 1940-1943, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2016).
  4. ^ Ingresso all'ESM Saint-Cyr.
  5. ^ Diplomato dell'ESM Saint-Cyr.
  6. ^ Messo in pensione come misura disciplinare all'Appello del 18 giugno.
  7. ^ Liberazione di Parigi e della Francia.
  8. ^ Mitterrand però una volta arrivato al potere (dal 1981 al 1995) non farà nulla per modificare il regime semipresidenziale francese, anzi farà ampio uso del sistema per ben 14 anni.
  9. ^ Le Mémoires de guerre gli valsero una candidatura per il Premio Nobel per la letteratura del 1963, l'ingresso nella celebre Bibliothèque de la Pléiade nel 2000 e furono iscritte al programma del baccalaureato di letteratura nel 2010-2011 e nel 2012-2013.
  10. ^ a b Alain de Boissieu fu Compagnon de la Libération e Grand chancelier de la Légion d'honneur (1975-1981); si dimette da questa funzione nel 1981 per non dover consegnare il collier di Gran Maestro dell'Ordine al neoeletto presidente Mitterrand, che nel 1964 aveva scritto – contro de Gaulle – il libro "Le Coup d'État permanent"; nel 1962 è in macchina insieme al Generale e alla moglie Yvonne durante l'attentato del Petit-Clamart e in questa occasione probabilmente salva la vita del Generale intimandogli di mettersi al riparo.
  11. ^ (FR) Fondation Anne de Gaulle, fondation-anne-de-gaulle.org.
  12. ^ De Gaulle, Vers l'armée de métier.
  13. ^ Traduzione:
    A TUTTI I FRANCESI !
    La Francia ha perduto una battaglia !
    Ma la Francia non ha perduto la guerra !
    Dei governanti d'occasione si sono permessi di capitolare, cedendo al panico, dimenticando l'onore, consegnando il paese alla schiavitù. Tuttavia, niente è perduto.
    Niente è perduto, perché questa guerra è una guerra mondiale. Nel mondo libero, forze immense non si sono ancora espresse. Un giorno, queste forze schiacceranno il nemico. È necessario che la Francia, quel giorno, sia partecipe della vittoria. Allora, essa ritroverà la sua libertà e la sua grandezza. Tale è il mio scopo, il mio unico scopo !
    Ecco perché io chiamo i Francesi, ovunque essi si trovino, a unirsi a me nell'azione, nel sacrificio e nella speranza.
    La nostra patria è in pericolo di morte, lottiamo per salvarla !
    VIVA LA FRANCIA !
    Generale DE GAULLE
    Quartier Generale, 4 Carlton Gardens, Londra.
  14. ^ (FR) Charles de Gaulle, INA, 25 agosto 1944.
    «Paris, Paris outragé, Paris brisé, Paris martyrisé mais Paris libéré ! Libéré par lui-même, libéré par son peuple avec le concours des armées de la France, avec l'appui et le concours de la France tout entière : c'est-à-dire de la France qui se bat. C'est-à-dire de la seule France, de la vraie France, de la France éternelle.».
  15. ^ Jacques Foccart (1913-1997) è stato dal 1958 al 1974 segretario generale dell'Eliseo per gli affari africani, in pratica il reale ispiratore della politica francese nel "continente nero" (Françafrique) sotto de Gaulle e Pompidou. Oltre a rivestire ruoli di primo piano all'interno del movimento gollista, è stato uno dei capi del Service d'action civique (SAC), guardia pretoriana al servizio del partito gollista.
  16. ^ Nel 1961 viene indetto il Referendum sull'autodeterminazione in Algeria con il quale tutto il popolo francese (della Métropole, dell'Outre-mer e dell'Algeria francese) approva che l'autodeterminazione dell'Algeria sarà decisa dagli algerini. Quindi, in seguito agli Accordi di Évian (1962), i francesi della Métropole approvano tramite referendum questi accordi e poi gli algerini dell'Algeria francese approvano tramite referendum gli accordi e accedono all'indipendenza.
  17. ^ Filmato audio(FR) Allocution du Grl de Gaulle : "quarteron de généraux", INA, 23 aprile 1961.
    «Ce pouvoir a une apparence : un quarteron de généraux en retraite. Il a une réalité : un groupe d'officiers, partisans, ambitieux et fanatiques.».
  18. ^ (FR) Conseil Constitutionnel, Décision n° 62-20 DC du 6 novembre 1962, conseil-constitutionnel.fr, 07 novembre 1962. (archiviato il 31 agosto 2017).
  19. ^ (EN) Candidates for the 1963 Nobel Prize in Literature, nobelprize.org, 02 gennaio 2014. (archiviato il 23 agosto 2016).
  20. ^ Filmato audio(FR) Charle de Gaulle «Vive le Québec libre !», INA, 24 luglio 1967.
    «Vive Montréal ! Vive le Québec ! Vive le Québec... libre ! Vive le Canada français ! Et vive la France !».
  21. ^ Filmato audio(FR) Allocution radiodiffusée du 30 mai 1968, INA, 30 maggio 1968.
    «Françaises, Français. Étant le détenteur de la légitimité nationale et républicaine, j'ai envisagé, depuis vingt quatre heures, toutes les éventualités, sans exception, qui me permettraient de la maintenir. J'ai pris mes résolutions. Dans les circonstances présentes, je ne me retirerai pas. J'ai un mandat du peuple, je le remplirai. Je ne changerai pas le Premier ministre, dont la valeur, la solidité, la capacité, méritent l'hommage de tous. Il me proposera les changements qui lui paraîtront utiles dans la composition du gouvernement. Je dissous aujourd'hui l'Assemblée nationale.».
  22. ^ La regionalizzazione sarà poi realizzata, con la Loi Defferre, nel 1982.
  23. ^ Il sistema politico francese è bicamerale; ma poiché il Senato è eletto in maniera indiretta (a differenza dell'Assemblea nazionale che è eletta direttamente dai francesi), esso non ha influenza sul governo – il governo non ha bisogno della maggioranza (e della fiducia) del Senato per governare, ma solo della maggioranza (e della fiducia) dell'Assemblea nazionale – e inoltre è l'Assemblea nazionale che ha l'ultima parola nel processo legislativo in caso di bloccaggio tra le due camere (bicameralismo imperfetto). Il nuovo Senato sarebbe stato il risultato della fusione del vecchio Senato con il CESE (l'omologo francese del CNEL) e avrebbe avuto un ruolo unicamente consultativo (non più legislativo).
  24. ^ (FR) Allocution du général de Gaulle, président de la République, INA, 25 aprile 1969.
    «Votre réponse va engager le destin de la France, parce que si je suis désavoué par une majorité d'entre vous, solennellement, sur ce sujet capital et quels que puissent être le nombre, l'ardeur, le dévouement de l'armée de ceux qui me soutiennent et qui de toute façon, détiennent l'avenir de la patrie, ma tâche actuelle de Chef de l'Etat deviendra évidemment impossible et JE CESSERAI AUSSITÔT D'EXERCER MES FONCTIONS.».
  25. ^ (FR) 9 novembre 1970 : «Le général de Gaulle est mort. La France est veuve», leparisien.fr, 09 novembre 2010.
  26. ^ Filmato audio(FR) Déclaration de Georges Pompidou, INA, 10 novembre 1970.
  27. ^ (FR) Délégations officielles étrangères présentes à Notre-Dame-de-Paris le 12 novembre 1970 - charles-de-gaulle.org, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2015).
  28. ^ (FR) Qui repose à Colombey-les-Deux-Églises ?, bertrandbeyern.fr. URL consultato il 23 marzo 2016 (archiviato il 23 marzo 2016).
  29. ^ (FR) Les voies de Gaulle, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2017).;
    (FR) Les voies "De Gaulle" en France, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2017).
  30. ^ (FR) Les Lieux Gaulliens, charles-de-gaulle.org. (archiviato il 30 agosto 2017).
  31. ^ (FR) L'Institut Charles de Gaulle - Liban, charles-de-gaulle.org. (archiviato il 30 agosto 2017).
  32. ^ (FR) Les présidents de l'Institut et de la Fondation Charles de Gaulle, charles-de-gaulle.org. (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2016).
  33. ^ In Italia questo medesimo periodo di crescita economica del dopoguerra è chiamato il miracolo economico italiano.
  34. ^ (FR) Aude Vassallo, Les "petites phrases" du Général, INA, 13 novembre 2017. (archiviato il 13 novembre 2016).
  35. ^ Filmato audio(FR) Charles de Gaulle et la carrière de dictateur, INA, 19 maggio 1958.
    «Est-ce que j'ai jamais attenté aux libertés publiques fondamentales ? Je les ai rétablies. Et y ai-je une seconde attenté jamais ? Pourquoi voulez-vous qu'à 67 ans, je commence une carrière de dictateur ?».
  36. ^ Filmato audio(FR) Charles de Gaulle et "Je ne vais pas mal", INA, 04 febbraio 1965.
    «Je vais vous répondre tout de suite. Je ne vais pas mal mais rassurez-vous un jour je ne manquerai pas de mourir.».
  37. ^ (FR) Marcel Jullian, De Gaulle, pensées répliques et anecdotes, Parigi, France loisirs, 1995 [1994], p. 198, ISBN 978-2724284621.
  38. ^ (FR) Gérard Bardy, Charles le catholique - De Gaulle et l'Église, Parigi, Plon, 2011, ISBN 978-2259212571.
  39. ^ Bardy, p. 15
  40. ^ Filmato audio(FR) Allocution du 27 avril 1965, INA, 27 aprile 1965.
    «Nous nous unissons à l'Angleterre pour construire le premier avion de transport supersonique du monde. Nous sommes prêts à étendre à d'autres types d'appareils, civils ou militaires, cette collaboration franco-britannique.».
  41. ^ (FR) Charles de Gaulle, De Gaulle et la technologie, in Gilles Marchandon e Patrice Noailles (a cura di), Politiques & technologies, prefazione di Stanley Hoffmann e introduzione di Jacques Chirac, Paris, Seillans, 1994, ISBN 9782950712011, OCLC 464958810.
  42. ^ (FR) IAU île-de-France - Une fondation d'utilité publique, iau-idf.fr. URL consultato il 2015-11-15/11 (archiviato il 15 novembre 2016).
  43. ^ (FR) Décret n°60-1219 du 19 novembre 1960 CREATION AUPRES DU PREMIER MINISTRE D'UN COMITE INTERMINISTERIEL PERMANENT POUR LES PROBLEMES D'ACTION REGIONALE ET D'AMENAGEMENT DU TERRITOIRE (CIAT), legifrance.gouv.fr. (archiviato il 14 marzo 2016).
  44. ^ (FR) Décret n°63-112 du 14 février 1963 CREANT UNE DELEGATION A L'AMENAGEMENT DU TERRITOIRE ET A L'ACTION REGIONALE (DATAR),ET FIXANT LES ATTRIBUTIONS DU DELEGUE GENERAL, legifrance.gouv.fr.
  45. ^ (FR) DATAR - Qui sommes-nous ?, datar.gouv.fr. (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2014).
  46. ^ Fondation Charles de Gaulle e Association Georges Pompidou, L'aménagement du territoire. 1958 - 1974, Paris, L'Harmattan, 2000, ISBN 2-7384-8698-3.
  47. ^ (FR) Décorations du Général de Gaulle, cbx41.com. (archiviato il 16 gennaio 2017).
  48. ^ (FR) Décorations et ordres du Général de Gaulle, m.facebook.com. (archiviato il 31 agosto 2017).
  49. ^ (FR) Frederiksborg Slot, blog2nath.blogspot.fr, 21 agosto 2013. (archiviato il 31 agosto 2017).
  50. ^ DE GAULLE S.E. Charles decorato di Gran Cordone, quirinale.it. (archiviato il 13 gennaio 2017).
  51. ^ (PL) Virtuti Militari de Gaulle'a, rp.pl, 09 novembre 2008. (archiviato il 13 gennaio 2017).
  52. ^ (FR) Riddarholmskyrkan, armes des chevaliers de l'Ordre du Séraphin, Stockholm, Suède, flickr.com, 06 agosto 2011.
  53. ^ Inserite nel 2000 nella Bibliothèque de la Pléiade (n. 465).
  54. ^ Discours et messages comprende 5 volumi:
    • Tome I. Pendant la Guerre (juin 1940-janvier 1946),
    • Tome II. Dans l'Attente (février 1946-avril 1958),
    • Tome III. Avec le Renouveau (mai 1958-juillet 1962),
    • Tome IV. Pour l'Effort (août 1962 - décembre 1965),
    • Tome V. Vers le Terme (janvier 1966-avril 1969).
  55. ^ Mémoires d'espoir comprende 2 volumi:
    • Tome I. Le Renouveau 1958-1962 Plon, 1970,
    • Tome II. L'Effort 1962-, Plon, 1971.
  56. ^ Lettres, Notes et Carnets comprende 13 volumi pubblicati tra il 1980 e il 1997:
    • Tome 1 : 1905-1918, Plon, 1980,
    • Tome 2 : 1919-juin 1940, Plon, 1980,
    • Tome 3 : juin 1940-juillet 1941, Plon, 1981,
    • Tome 4 : juillet 1941-mai 1943, Plon, 1982,
    • Tome 5 : juin 1943-mai 1945, Plon, 1983,
    • Tome 6 : mai 1945-juin 1951, Plon, 1984,
    • Tome 7 : juin 1951-mai 1958, Plon, 1985,
    • Tome 8 : juin 1958-décembre 1960, Plon, 1985,
    • Tome 9 : janvier 1961-décembre 1963, Plon, 1986,
    • Tome 10 : janvier 1964-juin 1966, Plon, 1986,
    • Tome 11 : juillet 1966-avril 1969, Plon, 1987,
    • Tome 12 : mai 1969-novembre 1970, Plon, 1988,
    • Tome 13 : compléments de 1924 à 1970, Plon, 1997.
  57. ^ Le Fil de l'épée et autres écrits è una raccolta dei primi scritti di de Gaulle e comprende :
    • La Discorde chez l'ennemi,
    • Le fil de l'épée,
    • Vers l'armée de métier,
    • La France et son armée,
    • Trois études,
    • Articles et écrits,
    • Mémorandum.
  58. ^ Mémoires de guerre et mémoires d'espoir è una raccolta che comprende i 3 volumi delle Mémoires de guerre e i 2 volumi delle Mémoires d'espoir.
  59. ^ France-Soir, Jean-Pierre Thiollet, 14 X 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese Successore Flag of France.svg
Charles de Gaulle 1944 - 1946 Félix Gouin
Predecessore Presidente del Consiglio della Repubblica francese Successore Flag of France.svg
Pierre Pflimlin 1958 - 1959 Michel Debré
Predecessore Presidente della Repubblica francese Successore Flag of France.svg
René Coty 1959 - 1969 Georges Pompidou
Predecessore Coprincipe di Andorra Successore Flag of Andorra.svg
Philippe Pétain
René Coty
1944 - 1946
1959 - 1969
Félix Gouin
Georges Pompidou
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