Vieux Lyon

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UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Site historique de Lyon
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Vieuxlyon saintjean toits.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1998
Scheda UNESCO(EN) Historic Site of Lyon
(FR) Site historique de Lyon

Vieux Lyon è il distretto medievale e rinascimentale di Lione. Si trova ai margini della Saona, ai piedi della collina di Fourvière, sulla riva destra del fiume. È uno dei centri abitati più grandi di questo periodo medievale e rinascimentale (assieme a Venezia) rimasto intatto fino ad oggi.

L'intera Vieux Lyon si estende ai piedi della collina di Fourvière, per oltre trenta ettari, conta cinquecento edifici, tremila unità abitative e settemila abitanti.[1]

Vecchia Lione, tre quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Saint-Georges a sud[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere di Saint-Georges era un tempo l'estremità meridionale di Lione e comunicava con l'esterno attraverso la Porte Saint-Georges, ora non più esistente. Questo distretto era l'habitat originale dei canut, prima che si trasferissero a La Croix-Rousse per poter ospitare i loro nuovi telai Jacquard che richiedevano soffitti alti oltre quattro metri.

Luoghi importanti[modifica | modifica wikitesto]

Saint-Jean in centro[modifica | modifica wikitesto]

Saint-Jean è il quartiere più famoso, con la primatiale Saint-Jean. È anche il quartiere più turistico della Vieux Lyon. La sua arteria principale è rue Saint-Jean, che attraversa il distretto fino al quartiere Saint-Paul. Ha molte curiosità architettoniche, in particolare i traboule. Vi sono cortili interni molto belli, spesso insospettabili e che conservano le loro caratteristiche medievali. La zona, prevalentemente pedonale, permette piacevoli passeggiate.

È in questo quartiere che si trova Place du Petit College e l'ensemble Gadagne, magnifico edificio rinascimentale classificato come monumento storico, che ospita il Museo di storia di Lione e il Museo delle arti delle marionette.

Saint-Paul a nord[modifica | modifica wikitesto]

Saint-Paul è il quartiere che circonda la stazione Saint-Paul e la chiesa omonima. È il distretto scolastico di Vieux Lyon, con due istituti principali (privati), dei maristi e dei lazzaristi. Il ponte Feuillée lo collega con la banchina Saint-Vincent e il Terreaux. Questo quartiere ha subito un grande cambiamento alla fine del XIX secolo con la costruzione della stazione Saint-Paul. Molti vecchi edifici furono abbattuti per l'apertura di rue Octavio-Mey e per la costruzione del Palais Bondy e del College Hotel.

Questo quartiere ha fatto da sfondo al film L'orologiaio di Saint-Paul di Bertrand Tavernier, il cui negozio si trovava in rue de la Loge, proprio accanto a rue Juiverie, che prende il nome dal fatto che i lionesi d'obbedienza giudaica occupavano questo quartiere nel Medioevo.

Siti notevoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Place Saint-Paul: nel 1873 fu costruita la stazione che serve la valle Azergues a nord di Lione.
  • La Chiesa di San Paolo ha subito i capricci del tempo: costruita per la prima volta nel 549, fu devastata dai Saraceni e ricostruita nel XII secolo. Una guglia e il portale neogotico furono aggiunti nel 1875-1877. Ha un lucernario romanico diviso in due cupole ottagonali nella parte superiore dell'edificio. Si può osservare l'edificio beneficiando di una visione generale dalla place Jean Gerson, che prende il nome dal teologo sepolto nella chiesa nel 1428. Sulla piazza si trova la casa Mourguet dove il creatore di Guignol rappresentava i suoi spettacoli. Ha una torretta quadrata a sbalzo.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il distretto è classificato come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

L'architettura della Vieux Lyon risale al Rinascimento, quando giunsero i fiorentini che formavano la corte che accompagnò Caterina de' Medici quando sposò il secondo figlio del re di Francia Francesco I. Da questo matrimonio reale, tra Italia e Francia, Vieux Lyon ereditò un'architettura con balconi nei cortili interni che si possono trovare nei palazzi di Firenze.

Un vero profumo del sud e dell'Italia emana dai suoi vicoli fiancheggiati da facciate colorate e botteghe artigiane e di tappi di sughero di Lione.

Fortunatamente, è sfuggito ai numerosi progetti di modifiche distruttive, soprattutto nel XIX secolo, anche se molti edifici furono distrutti, in particolare per la costruzione della stazione Saint-Paul, e quando Louis Pradel, soprannominato "Le Bétonneur" (o "Zizi-Béton"), era sindaco di Lione.

Vieux Lyon è il primo distretto in Francia ad essere oggetto di un'operazione programmata di miglioramento degli alloggi (OPAH), finanziata dalla Agence nationale d'amélioration de l'habitat (ANAH). L'obiettivo di tale misura è valorizzare i vecchi centri delle grandi città tutelando il patrimonio culturale che questi quartieri rappresentano.

Traboules[modifica | modifica wikitesto]

I traboules sono passaggi tra edifici che consentono di collegare due strade. Sono abitati e si affacciano tutti su una corte interna dove c'è l'accesso alle abitazioni.

La parola traboule deriverebbe dal verbo trabulare, contrazione in latino volgare di un ipotetico transambulare, composto da trans- ("attraverso") e ambulare ("andare in giro") che significa "passare attraverso".

I primi traboule furono costruiti nel IV secolo ed erano utilizzati per raggiungere rapidamente la Saona; erano anche usati dai canut per trasportare facilmente le merci nelle strade intorno ai laboratori di tessitura.

Al giorno d'oggi, alcuni traboule possono essere visitati: una quarantina di essi sono aperti al pubblico gratuitamente con convenzioni tra Comune e privati. La città di Lione contribuisce ai costi di manutenzione, pulizia, illuminazione e fino a 70% a lavori di restauro da parte dei proprietari, in cambio di una servitù di passaggio perché questi restano per lo più privati.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione La Renaissance du Vieux Lyon[modifica | modifica wikitesto]

La Renaissance du Vieux-Lyon[2] è un'associazione di diritto del 1901 creata nel 1946.

Il settore salvaguardato è stato creato nel 1964[3].

Oggi, il Rinascimento della Vieux-Lyon (chiamato anche RVL) lavora per preservare e valorizzare il patrimonio nei tre quartieri, ma anche nell'intera metropoli. Garantisce inoltre il regolare svolgimento della vita di quartiere e funge da ufficio informazioni per turisti, residenti, studenti e ricercatori. L'associazione ha ispirato altri gruppi dello stesso tipo, come la Renaissance du Vieux Limoges, a Limoges, creata nel 1973.

Inserimento nel patrimonio mondiale[modifica | modifica wikitesto]

L’associazione Renaissance du Vieux Lyon è stata la promotrice della presentazione della candidatura di Lione per l'inserimento nel patrimonio dell'umanità istituito dall'UNESCO.

Il distretto è stato classificato come patrimonio dell'umanità dal 1998. La classificazione include Vieux-Lyon e Fourvière, le piste de La Croix-Rousse e della Presqu'île (da Boulevard de la Croix-Rousse a nord ad Ainay, rue Franklin, a sud)[4].

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Questo sito è servito dalla stazione della metropolitana Vieux Lyon-Cathédrale Saint-Jean. C'è anche la funicolare per raggiungere la basilica di Notre-Dame de Fourvière e l'antico teatro di Lione sulla collina.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [collegamento interrotto].
  2. ^ (FR) La Renaissance du Vieux-Lyon, su lyon.rvl.com..
  3. ^ (FR) Secteur sauvegardé, Site historique Unesco, ZPPAUP, su lyon-rvl.com..
  4. ^ (FR) Lyon et l'Unesco, Une exposition anniversaire présentée par la Renaissance du Vieux-Lyon, su lyon-rvl.com..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Kyle R. Brooks e Yves Neyrolles, Vieux-Lyon doubles vues : 50 ans de secteur sauvegardé, Lyon, éd. EMCC, 2014, ISBN 978-2-35740-348-2..
  • (FR) Nathalie Mathian, Naissance d'une conscience patrimoniale, le vieux Lyon, Lyon, éd. EMCC, 2013, ISBN 978-2-35740-317-8..
  • (FR) Pierre Faure-Brac, Le Vieux-Lyon - Histoire & architecture, Lyon, Éditions lyonnaises d'art et d'histoire, 2014, ISBN 978-2-84147-319-9..

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]