Liliana Cavani

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Liliana Cavani, terza da destra, al Festival di Venezia 2009 come membro della giuria.

Liliana Cavani (Carpi, 12 gennaio 1933) è una regista e sceneggiatrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata e cresciuta a Carpi, in provincia di Modena, nel 1933, figlia di un architetto mantovano e di una casalinga carpigiana, fu proprio la madre a farla appassionare alla settima arte, accompagnandola al cinema sin da bambina.

Conseguita la laurea in lettere antiche presso l'Università di Bologna nel 1959, si diploma poi presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma con il cortometraggio La battaglia, vincendo il “Ciak d'oro” che il Centro conferiva al miglior saggio di fine corso. Inizia dunque a realizzare documentari e film-inchieste di stampo sociale e politico per la Rai: La storia del Terzo Reich, La donna nella resistenza, La casa in Italia e svariate altre.

Nel 1966 con Francesco d'Assisi, dove il santo viene interpretato da Lou Castel, realizza il suo primo film che è anche il primo prodotto dalla Rai. Nel 1968 firma il nuovo film Galileo (in concorso al Festival di Venezia) con il quale mette a fuoco il tema del conflitto tra scienza e religione. Nel 1969 gira I cannibali, rivisitazione in chiave moderna dell'Antigone di Sofocle che esprime con un linguaggio particolare il conflitto tra pietà e legge radicato nel contesto sociale e politico di quegli anni.

Nel 1971 la Cavani dirige L'ospite (Festival di Venezia fuori concorso) che racconta la storia di una donna ricoverata da anni in un manicomio-lager che tenta invano di reinserirsi nella società dei sani. L'anno seguente la Cavani si appassiona ad un testo classico della letteratura tibetana, Milarepa, mistico dell'XI secolo. Nel 1973 con Il portiere di notte la Cavani si concentra sul mistero del rapporto tra vittima e carnefice. Nel 1977 la regista termina Al di là del bene e del male; il film racconta le ultime vicende della vita di Nietzsche, focalizzandosi sul rapporto con Lou Andreas-Salomè e Paul Rée.

Nel 1981 firma la regia de La pelle in cui appaiono Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Burt Lancaster. Con Oltre la porta del 1982 la Cavani si avvale di un cast costituito solo da attori e attrici europee; le ambigue perversioni sessuali in Interno berlinese non conquistano il favore della critica e nemmeno Francesco con Mickey Rourke ottiene il consenso sperato. Con il film Il gioco di Ripley (2002), film con John Malkovich tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, la regista torna ad avere il successo internazionale[senza fonte].

Il 9 dicembre 1999 riceve a Roma la laurea honoris causa in Scienze della comunicazione dall'Università LUMSA per «l'originale contributo da lei immesso nella migliore tradizione del cinema italiano attraverso un'appassionata e solidale ricerca sull'autenticità dell'uomo, con i suoi drammi e il travagliato anelito verso l'assoluto, e per il costante impegno da lei profuso nell'umanizzazione dell'arte cinematografica, dando forma e voce alle grandi inquietudini del presente e alla tensione spirituale delle moderne generazioni»[1].

Nel 2004 gira la fiction televisiva De Gasperi, l'uomo della speranza, con Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, dedicata al celebre statista e trasmessa su Rai 1 l'anno seguente. Nel 2008 è la regista della fiction Einstein. Nel 2009 ha fatto parte della giuria della 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8 1/2 per l'eccellenza artistica al BIF&ST di Bari; nello stesso anno ha inoltre ricevuto il David speciale alla carriera. Nel dicembre 2014 è andato in onda su Rai 1 la sua terza opera su Francesco d'Assisi.[2]

Il 26 ottobre 2018 è ospite alla Sapienza per l'evento Lettere dal '68: non è che un inizio, durante il quale molti ragazzi, provenienti da numerose scuole della capitale e non solo hanno letto numerose poesie e testi di poeti e scrittori noti, attinenti al contesto del ‘68. Al termine di una delle numerose letture effettuate durante la mattinata, seguita dall'applauso dei partecipanti all'evento, Liliana Cavani ha fatto presente di non aver gradito l’applauso dell’Aula Magna poiché ha ritenuto il testo letto da una ragazza essere “espressione di un tempo dove i valori delle donne erano poco rispettati e non riconosciuti”, esprimendo chiaramente di essere rimasta molto dispiaciuta da quell'applauso. Questo episodio ha conseguito un atteggiamento particolarmente stizzito della scrittrice emiliana che tra l’altro nel corso della mattinata si è anche rifiutata di rispondere a una domanda postale da un ragazzo ritenendola “insensata e non ragionata”.[senza fonte]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi e documentari[3][modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - Incontro di notte
  • 1961 - La vita militare (documentario)
  • 1961 - Gente di teatro (documentario)
  • 1962 - L'uomo della burocrazia (documentario)
  • 1962 - Assalto al consumatore (documentario)
  • 1962 - La battaglia
  • 1963/4 - Storia del Terzo Reich (documentario)
  • 1964 - Età di Stalin (documentario)
  • 1964/65 - La casa in Italia (documentario)
  • 1965 - Gesù mio fratello (documentario)
  • 1965 - Il giorno della pace (documentario)
  • 1965 - La donna nella Resistenza (documentario)
  • 1965 - Philippe Pètain. Processo a Vichy (documentario)
  • 2012 - Clarisse (documentario)

Sceneggiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Altre esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Liliana Cavani ha anche un importante curriculum come regista lirica. Ha infatti curato con successo la regia di opere a Parigi, San Pietroburgo, Zurigo, Milano, Genova, Firenze, Bologna e Ravenna[4].

A livello sociale aderisce a Cities for Life[5].

Nel 2007 fa parte della commissione di 12 "saggi" incaricata di redigere il manifesto del nascente Partito Democratico[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liliana Cavani. URL consultato il 23 novembre 2017.
  2. ^ Da Mickey Rourke a Mateusz Kosciukiewicz: tutti i "San Francesco" di Liliana Cavani - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Da-Mickey-Rourke-a-Mateusz-Kosciukiewicz-tutti-i-San-Francesco-di-Liliana-Cavani-e044ffca-6921-47d8-b3c9-569ad858aad4.html#sthash.YS8Pdm7n.dpuf, rainews.it. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  3. ^ Cortometraggi, Associazione Fondo Liliana Cavani. URL consultato il 26 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2011).
  4. ^ Elenco di regie d'opera, Associazione Fondo Liliana Cavani. URL consultato il 21 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2011).
  5. ^ Adesioni, su nodeathpenalty.santegidio.org.
  6. ^ repubblica.it, https://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/politica/partito-democratico/manifesto-pd/manifesto-pd.html?refresh_ce.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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