Vai al contenuto

Ucciderò Willie Kid

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ucciderò Willie Kid
Robert Redford in una scena del film
Titolo originaleTell Them Willie Boy Is Here
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1969
Durata98 min
Rapporto2,39:1
Generewestern
RegiaAbraham Polonsky
SoggettoHarry Lawton (libro)
SceneggiaturaAbraham Polonsky
ProduttoreJennings Lang, Philip A. Waxman
Casa di produzioneJennings Lang Productions, Philip A. Waxman Productions
FotografiaConrad L. Hall
MontaggioMelvin Shapiro
MusicheDave Grusin
ScenografiaHenry Bumstead, Alexander Golitzen
CostumiEdith Head
TruccoBud Westmore, Marvin G. Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ucciderò Willie Kid (Tell Them Willie Boy Is Here) è un film western del 1969 diretto da Abraham Polonsky. Il film è tratto dal libro Willie Boy: A Desert Manhunt, pubblicato nel 1960 dal giornalista Harry Lawton.

1909: durante una festa indiana, il pellerossa Willie Boy[1] incontra Lola Boniface. I due si appartano nel bosco durante la notte, ma Old Mike, padre di Lola, contrario alla relazione, li scopre e, nella colluttazione che ne segue, viene colpito a morte da Willie. Dopo l'omicidio, la coppia fugge sulle montagne e lo sceriffo Cooper, preoccupato per la possibilità di una rivolta dei nativi, si lancia all'inseguimento guidando un drappello di cacciatori di taglie.

Lo sceriffo in realtà non è nemico dei nativi e procede con cautela, intenzionato a consegnare il ragazzo alla giustizia; per questo cerca di tenere a freno il gruppo di volontari che lo segue e che rischia di trasformarsi in una banda inferocita disposta al linciaggio. Cooper, per di più, ha una controversa relazione con l'isterica dottoressa Arnold, sovrintendente della riserva indiana. Chiamato a Riverside a scortare il presidente Taft in un viaggio alla frontiera, Cooper deve sospendere la caccia; intanto affida a Calvert, uno dei cacciatori, il compito di proseguire la ricerca.

Costretto a riprendere l'inseguimento quando scopre che Willie ha ucciso Calvert, anche lo sceriffo gli giura vendetta. Willie è sempre più solo. Morta Lola (probabilmente si è lasciata morire per non essere di peso al fuggiasco), si prepara all'ultimo duello con Cooper. Sorpreso alle spalle, non si arrende: lo sceriffo lo affronta da solo e lo uccide. Il suo corpo, per ordine pietoso di Cooper, verrà bruciato secondo l'antica tradizione della sua tribù e Willie diventa una leggenda per il popolo ormai sconfitto.[2]

Anche se il personaggio dello sceriffo e della dottoressa sono fittizi, Willie Boy è un personaggio realmente esistito: se ne occuparono estesamente le cronache del tempo, per la fortuita presenza di una folla di giornalisti nella zona in cui si svolsero i fatti, dovuta alla concomitante visita del presidente Taft, eletto solo pochi mesi prima. In tempi successivi se ne occupò Harry Lawton, giornalista che aveva pubblicato diversi libri sui nativi americani, e che nel 1960 pubblicò il libro al quale Abraham Polonsky si ispirò per realizzare il film.[3]

Polonsky, ebreo russo nato nel 1910, noto per le sue convinzioni radicali, aveva sceneggiato nel 1947 Anima e corpo e anche diretto il successivo Le forze del male (in entrambi i film era protagonista John Garfield), fu costretto a interrompere la propria carriera nel cinema per essere stato inserito nella "lista nera" dalla Commissione per le attività antiamericane. A causa del suo credo politico, gli fu ritirato il passaporto e gli fu impedito per vent'anni di lavorare, anche se riuscì a scrivere alcune sceneggiature senza tuttavia poterle firmare. Entrato in contatto con Lawton, cominciò a progettare questo film, ma non sarebbe riuscito a realizzarlo senza il sostegno di Robert Redford, la star del momento, che con questo lavoro avrebbe potuto sostenere la difesa delle minoranze e denunciare il razzismo contro i nativi americani.

Il film, girato nella California meridionale, è una produzione indipendente e, come tale, ebbe una gestazione difficile, una realizzazione indebolita e una distribuzione svogliata da parte della Universal, ma ottenne un grande successo di critica, soprattutto in Europa.[3]

  1. Willie Kid nell'edizione italiana.
  2. Giovanni Grazzini in Corriere della Sera, 16 gennaio 1970, p. 13.
  3. 1 2 Giuliana Muscio, Robert Redford, Gremese, Roma, 1997, pp. 39-40. ISBN 9788877420510

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema