Robert Blake (attore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Robert Blake nel 1976

Robert Blake, nato Michael James Gubitosi[1] (Nutley, 18 settembre 1933), è un attore statunitense di origine italoamericana, vincitore di un Golden Globe (1976) e di un Emmy (1975) per il suo ruolo più famoso, quello del detective Tony Baretta nell'omonima serie televisiva (1975-1978).

Nel 2001 è balzato alle cronache per l'accusa di uxoricidio della seconda moglie, Bonnie Lee Bakley: il processo e i retroscena sul passato della coppia (la donna aveva sposato Blake perché era rimasta incinta, ma all'epoca frequentava anche Christian Brando, figlio di Marlon Brando) hanno animato per anni le cronache giudiziarie di Hollywood[2]. Il verdetto del processo ha scagionato l'attore dall'accusa di omicidio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Robert Blake nel trailer del film A sangue freddo (1967)

Blake nasce a Nutley, nel New Jersey, il 18 settembre del 1933, figlio di James Gubitosi (nato Giacomo Gubitosi; 1906-1956), un ballerino e cantante da vaudeville italiano, emigrato con la famiglia negli Stati Uniti nel 1907, e di Elizabeth Cafone (n. 1910), una casalinga statunitense, nata nel New Jersey da genitori italiani.

Nel 1938, Blake e la sua famiglia si trasferiscono a Los Angeles, in California, dove il piccolo Robert dal 1939 al 1948 ha un'intensissima esperienza di attore bambino. Dopo l'esordio con una piccola parte nel film Bridal Suite (1939), Blake entra nel cast delle Simpatiche canaglie per il quale recita in 40 episodi (1939-44) come Mickey Gubitosi acquisendo un ruolo da protagonista nella serie. Affronta nel contempo anche diversi ruoli di supporto in produzioni cinematografiche, dal 1942 con il nome di scena di Bobby Blake.

Terminata l'esperienza delle Simpatiche canaglie, Blake interpreta dal 1944 al 1947 il ruolo di un piccolo indiano (Little Beaver) in 23 film della popolare serie western di Red Ryder. Appare anche nei film Il grande botto (1944) con Stanlio e Ollio; Perdutamente (1946), nella parte di John Garfield da bambino; e Il tesoro della Sierra Madre (1948), in una scena che lo vede nel ruolo di un ragazzino messicano opposto a Humphrey Bogart.

Da giovane attore negli anni Cinquanta Blake, che nel 1956 cambierà legalmente nome in Robert Blake, interpreta ruoli in film western, che lo lanciano ad una intensa carriera di attore al cinema e alla televisione. Negli anni Settanta Blake ricopre il suo ruolo più famoso, quello del detective "Tony Baretta" nella popolare serie televisiva Baretta (1975-78), per il quale riceve numerosi riconoscimenti, incluso un Emmy Award (1975) e un Golden Globe (1976).

L'ultimo impegno di Blake è nel 1997, nel film Strade perdute di David Lynch. Si chiude così una carriera che rimane "una delle più lunghe della storia di Hollywood" (Newton[3]), ben 60 anni di attività che intercorrono tra i suoi esordi come bambino negli anni Trenta fino alla fine degli anni Novanta.

L'accusa di omicidio[modifica | modifica wikitesto]

L'omicidio della moglie[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 2001, in un parcheggio di Los Angeles, la seconda moglie di Blake, Bonnie Lee Bakley, venne uccisa con alcuni colpi alla testa, mentre attendeva il marito che si era assentato per tornare nel ristorante italiano Vitello's (a Tujunga Avenue, Studio City) da cui i due erano appena usciti[4]. A seguito del fatto, Blake passò la notte in un ospedale, dove venne in seguito dimesso: venne interrogato per 5 ore sull'accaduto (in un primo momento non era sospettato e venne sentito solo come testimone[5]). Qualche giorno dopo, l'attore assunse un detective per cercare il responsabile della morte della moglie[5].

Blake aveva sposato Bonnie Lee Bakley il 19 novembre 2000, quando un test del DNA aveva confermato che era lui il padre della loro figlia Rose. La vicenda portò alla luce una serie di avvenimenti nella loro breve ma intensa relazione e soprattutto pose l'attenzione sulla particolare personalità della vittima.

I retroscena: Bonnie Lee Bakley e la relazione con Blake[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca dell'inizio della loro relazione (1999), la Bakley aveva 9 matrimoni alle spalle, quasi tutti con persone più anziane e facoltose.

Nata nel 1956 nel New Jersey, aveva lasciato la scuola a 16 anni per intraprendere la carriera di modella e attrice a New York. A 21 anni aveva sposato un suo primo cugino, da cui aveva avuto due figli[6]. La donna aveva anche una serie di reati e piccoli crimini, tra cui possesso di sostanze stupefacenti e documenti falsi (1989) e spaccio di soldi falsi (1995)[7].

Dopo i primi matrimoni e relativi divorzi, la Bakley cominciò a cercare di avere relazioni con personaggi del mondo dello spettacolo. Amici della donna parlano della sua come di una vera e propria "ossessione per le celebrità": nel 1993 aveva dichiarato di essere figlia di Jerry Lee Lewis, ma test del DNA dimostrarono il contrario. Registrazioni di conversazioni telefoniche rivelarono che la donna cercava con tutte le sue forze il matrimonio con una qualche star dello spettacolo: dichiarò "Mi piace stare intorno alle celebrità, ti fa sembrare migliore delle altre persone".

La sua "strategia" aveva comunque dato i suoi frutti, in termini economici, in quanto era proprietaria di 2 case e altri terreni a Memphis e di una casa fuori Los Angeles[6]. La sua carriera a Hollywood (in cui aveva usato lo pseudonimo di Leebonny) non era mai decollata, proprio per la sua fama di cacciatrice di dote.

Blake e la Bakley si conobbero al compleanno dell'attore Chuck McCann: all'epoca, la donna frequentava Christian Brando, figlio di Marlon Brando. La donna rimase incinta. Fu il suo quarto figlio: in un primo momento diede alla bambina il nome di "Christian Shannon Brando"[8], poi, quando il test del DNA rivelò che il padre era Blake, i due si sposarono. Blake e la moglie non vivevano però sotto lo stesso tetto: l'attore abitava in una piccola abitazione dietro la casa della moglie, a Studio City, a Los Angeles (nella zona della San Fernando Valley).

L'accusa di uxoricidio[modifica | modifica wikitesto]

La sede dell'LAPD, a Parker Center

Il 18 aprile 2002, Blake venne arrestato con l'accusa di uxoricidio[9][10]: l'arresto venne compiuto in diretta televisiva, mentre l'attore si trovava a casa della sorella. Assieme a lui venne arrestato una delle sue due guardie del corpo, per aver preso parte all'omicidio: secondo l'accusa, Blake aveva agito contro la moglie per porre fine ad un matrimonio in cui era stato coinvolto contro la sua volontà.

La svolta delle indagini per l'LAPD era avvenuta quando un ex stuntman, Ronald "Duffy" Hambleton, aveva accettato di testimoniare contro l'attore (supportato da un socio, Gary McLarty), dicendo che Blake aveva tentato di convincerlo ad assassinare la Bakley. Durante il processo, la difesa di Blake scoprì che le parole dello stuntman nascondevano una promessa di assoluzione per i suoi precedenti reati in cambio di una testimonianza contro l'attore. [11][12] Di conseguenza l'attore fu assolto.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Per il ruolo di Tony Baretta, Robert Blake ha vinto:

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Robert Blake, mentre recita da bambino, nel 1944

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Blake, Tales of a Rascal: What I Did for Love, Black Rainbow Productions, 2011, p. 169, ISBN 978-0-615-59194-0.
  2. ^ BBC News 27 aprile 2008
  3. ^ M. Newton, Celebrities and Crime, Infobase Pub. 2008, p. 85
  4. ^ Quotidiano.net de IlSole24ore.com 6 maggio 2001
  5. ^ a b BBC News 7 maggio 2001
  6. ^ a b Miles Corwin, Homicide Special, 2003.
  7. ^ Part II: Blake's Real-Life Drama, 48 Hours Speaks Exclusively With Bakley's Daughter - CBS News
  8. ^ Gary C. King, Robert Blake and the Muder of Bonny Lee Bakley 5 maggio 2005
  9. ^ Corriere della Sera 20 aprile 2002
  10. ^ La Repubblica 19 aprile 2002
  11. ^ Repubblica.it 25 ottobre 2004
  12. ^ Zapster News 22 dicembre 2004

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 185-186.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN10045453 · LCCN: (ENno92023007 · ISNI: (EN0000 0000 5928 4248 · GND: (DE1018435670 · BNF: (FRcb14008974p (data)