Santa Giovanna (Shaw)

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«O Dio creatore di questa terra stupenda, dimmi, quando mai sarà pronta per ricevere i tuoi santi?»

(George Bernard Shaw, Santa Giovanna)
Santa Giovanna
Opera teatrale in sei scene e un epilogo
AutoreGeorge Bernard Shaw
Titolo originaleSaint Joan
Lingua originaleInglese
GenereStorico
Prima assoluta28 dicembre 1923
Garrick Theatre, New York
Personaggi
 

Santa Giovanna (Saint Joan) è un'opera teatrale di George Bernard Shaw basata sulla vita e sul processo di Giovanna d'Arco. L'opera, definita dall'autore "una tragedia senza antagonisti", è andata alle stampe poco dopo la canonizzazione di Giovanna d'Arco da parte della Chiesa cattolica e Shaw ha tenuto a precisare che, secondo i suoi studi sugli atti del processo, nessuno aveva agito in cattiva fede all'epoca, ma spinti dal fanatismo religioso medievale.[1]

Nella prefazione al dramma, Shaw ha scritto: "Non ci sono antagonisti in questa piece. Il crimine, come la malattia, non è interessante [...]: quello che davvero ci interessa è ciò che gli uomini fanno al meglio delle loro capacità e con buone intenzioni, quello che gli uomini e le donne normali credono di dover fare e faranno a dispetto delle loro intenzioni."

La tragedia ha riscontrato le critiche degli storici, che l'hanno ritenuta poco realistica nella descrizione della società medievale [2]

Interpreti[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Giovanna, la coraggiosa fanciulla intrappolata nel conflitto tra la chiesa e la legge, è stato interpretato da numerose attrici di rilievo negli oltre novant'anni di storia del dramma. Tra di loro: Winifred Lenihan (New York, 1923), Sybil Thorndike (Londra, 1924), Katharine Cornell (New York, 1936), Wendy Hiller (Malvern, 1936), Uta Hagen (1951), Zoe Caldwell (Adelaide, 1962), Joan Plowright (Londra, 1963), Judi Dench (Nottingham, 1966), Valeria Moriconi (sceneggiato Rai, 1967), Lynn Redgrave (New York, 1977), Imelda Staunton (Londra, 1979), Adriana Asti (Pistoia, 1984), Frances de la Tour (Londra, 1984), Maryann Plunkett (Broadway, 1993), Anne-Marie Duff (Londra, 2007), Gemma Arterton (Londra, 2016), Condola Rashād (New York, 2017).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Holroyd, A tragedy without villains, in The Guardian, 14 luglio 2007.
  2. ^ J.M. Robertson, Mr. Shaw and "The Maid" (London: Cobdon-Sanderson, 1926), p. 85

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