La trincea (miniserie televisiva)

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La trincea
La trincea.PNG
Screenshot televisivo
PaeseItalia
Anno1961
Formatofilm TV
Generedrammatico, di guerra
Durata45'
Lingua originaleitaliano, sardo
Dati tecniciB/N
rapporto: 4:3
Crediti
NarratoreVittorio Congia, Riccardo Cucciolla
RegiaVittorio Cottafavi
SoggettoGiuseppe Dessì
SceneggiaturaVittorio Cottafavi
Interpreti e personaggi
FotografiaGiorgio Ojetti
ScenografiaEmilio Voglino
CostumiGiulia Mafai
Casa di produzioneRAI - Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Data4 novembre 1961

La trincea è uno sceneggiato televisivo diretto da Vittorio Cottafavi trasmesso il 4 novembre 1961 dal Secondo canale televisivo di cui costituì la trasmissione inaugurale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lo sceneggiato è stato tratto dal dramma omonimo di Giuseppe Dessì ambientato in una trincea durante la prima guerra mondiale[1][2]. Nel dramma, e quindi nello sceneggiato televisivo, sono narrate le fasi salienti della conquista della trincea denominata "dei razzi" da parte della Brigata Sassari il 14 novembre 1915, nell'ambito della Quarta battaglia dell'Isonzo[3], episodio di cui fu protagonista anche il padre dello scrittore[4]. In trincea, fra le truppe italiane, si passa il tempo ricordando gli affetti familiari e dibattendo il modo migliore per abbattere le difese nemiche. Dal comando italiano giunge l’ordine di attaccare gli austriaci. Il capitano italiano prepara un piano di attacco; i soldati sono consapevoli che la maggior parte di loro non sopravviverà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Dessì, «La trincea», Teatro nuovo, marzo-aprile 1962 (poi in AA. VV., Drammi e commedie, Torino: ERI, 1965, X)
  2. ^ Giuseppe Dessì, La trincea e altri scritti per la scena; a cura di Nicola Turi, Collzione Bibliotheca Sarda 154, Nuoro: Ilisso, 2012, ISBN 978-88-6202-305-4
  3. ^ Giuseppe Tommasi, Brigata Sassari: note di guerra, Roma: Tipografia sociale, 1925, p. 65 (pdf
  4. ^ Angelo Pellegrino, Dessì, Giuseppe. In: Dizionario biografico degli italiani, Volume 39, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]