Trincea

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Soldati in trincea durante la battaglia della Somme, luglio 1916

La Trincea è un fossato scavato nella 1ª guerra mondiale dai soldati per ripararsi.

Descrizione fisica della trincea[modifica | modifica wikitesto]

La trincea, era l'insieme di fossati e camminamenti che rendevano possibile lo spostamento dei soldati durante la guerra.

Questi fossati erano i luoghi dove gli uomini rimanevano in azione per settimane, esposti a intemperie e bombardamenti, in condizioni igieniche disastrose. I reticolati invece erano le barriere di filo spinato che i soldati posizionavano davanti alle trincee per evitare che i nemici potessero oltrepassare facilmente.Lo spazio che divideva i soldati dalla trincea nemica si chiamava terra di nessuno, dove avvenivano le avanzate per conquistare le altre trincee mentre le retrovie erano camminamenti che permettevano di portare i feriti agli ospedali.In montagna un obiettivo fondamentale è la conquista e il mantenimento delle posizioni in quota o semplicemente quote, che rendono possibile la vista e il controllo della situazione con più ampiezza.

Durante i conflitti a fuoco della prima guerra mondiale, le truppe che conquistavano territori erano solite scavare delle trincee per aumentare la difesa dei propri possedimenti. Esse erano profonde e larghe circa 2 metri, e contenevano depositi di munizioni e rifornimenti per i soldati che vi si trovavano all'interno, che erano protetti dal fuoco nemico. Spesso erano scavate con andamento zigzagante per evitare che durante un assalto il nemico potesse portarvi una mitragliatrice e con questa sparare d'infilata lungo tutta la trincea. Dinanzi alle trincee si sviluppava una fitta rete di filo spinato, per rendere difficoltoso l'assalto delle truppe nemiche. I parapetti delle trincee potevano essere elevati con sacchi di terra o ghiaia, e rinforzati con robusti scudi di metallo, muniti di feritoie per l'osservazione e per il tiro.

La baionetta[modifica | modifica wikitesto]

La baionetta, un lungo coltello posto sopra la canna del fucile, durante la prima guerra mondiale era lo strumento principale dei soldati negli attacchi alle trincee, poiché, dopo aver superato il filo spinato e gli spari dei nemici, si doveva ingaggiare un violento scontro corpo a corpo. La lunghezza dei fucili e delle lame erano ancora legate alla concezione ottocentesca del combattimento che prevedeva delle mischie in campo aperto. Negli spazi angusti delle trincee, i fucili con baionetta inastata non erano molto efficaci per via della lunghezza dell'arma. Le truppe d'assalto, nate nell'ultima parte del conflitto, come gli Arditi italiani e le Stoßtrupp tedesche e austriache, preferivano infatti usare dei corti pugnali, a volte ricavati dall'accorciamento di obsoleti modelli di baionette, più agili ed efficaci in spazi stretti.

Erich Maria Remarque nel suo libro Niente di nuovo sul fronte occidentale riferisce che alle baionette venivano preferite le vanghe in dotazione, in quanto non soggette a piantarsi nel corpo della vittima e quindi estraibili immediatamente, senza sforzo né perdita di tempo. In realtà per le mischie i soldati potevano avere in dotazione le armi più svariate, dai tirapugni a vere e proprie mazze ferrate, del tutto simili a quelle medievali. Esistevano anche baionette a sezione triangolare, in grado di causare ferite molto più difficili da guarire: eventuali prigionieri dotati di tali armi (proibite dalle convenzioni internazionali) venivano spesso passati immediatamente per le armi.

Mitragliatrici e artiglieria[modifica | modifica wikitesto]

L'ampio uso della mitragliatrice nella prima guerra mondiale rese ancor più arduo l'attacco ad una trincea nemica. Se ben posizionata una mitragliatrice poteva uccidere decine e decine di nemici in pochi minuti, grazie alla sua elevata cadenza di tiro. Questa arma, assieme al filo spinato, divenne uno dei simboli della guerra di trincea. Bisogna ricordare tuttavia che, nonostante l'efficacia di queste armi, la vera dispensatrice di morte della prima guerra mondiale fu l'artiglieria, che con gli incessanti bombardamenti causò all'incirca il 70% dei morti e dei feriti nel corso del conflitto. Il bombardamento con obici e mortai fu uno dei principali metodi per colpire duramente le trincee. Il tiro indiretto di queste armi provocava una pioggia di granate sulle linee nemiche, rendendo meno efficaci le difese delle trincee, che invece si erano rivelate resistenti agli attacchi di cannoni campali a tiro teso. Così, prima di un attacco alle trincee nemiche, queste venivano martellate da bombardamenti lunghi ed incessanti. Ove non vi era l'effetto distruttivo di queste armi, vi era tuttavia il terrore, la confusione e lo stress provocati dalle continue deflagrazioni. L'obiettivo era quello di stordire e spaventare il nemico trincerato, così che non potesse reagire con determinazione all'imminente assalto.

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