Aurelio Grimaldi

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Aurelio Grimaldi (Modica, 22 novembre 1957) è uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Maestro elementare, negli anni ottanta incominciò a scrivere varie opere letterarie tra cui Meri per sempre (1987) da cui Marco Risi ricaverà un film nel 1989. Dopo il successo del film Grimaldi, che aveva collaborato (senza accredito) alla sceneggiatura di Petraglia e Rulli, fece il suo ingresso nel mondo del cinema scrivendo nel 1990 il soggetto e la sceneggiatura di Ragazzi fuori, diretto dallo stesso Risi, e vincendo nello stesso anno il premio Solinas con La discesa di Aclà a Floristella, che sarà la sua prima regia, presentato in concorso al Festival di Venezia del 1992. Con il successivo La ribelle (1993, con Penélope Cruz diciottenne) partecipò al Festival di Locarno ma la consacrazione avvenne nel 1994 con Le buttane, opera tratta da un suo libro (Bollati Borlinghieri, 1990) in concorso (tra mille polemiche nazionali) al Festival di Cannes del 1994 e che vinse il premio della critica al Festival di Rotterdam.

Ammiratore 'critico' di Pier Paolo Pasolini, Grimaldi gli dedicò ben tre opere: Nerolio (1996), Un mondo d'amore (2001-2003), Rosa Funzeca (2002). Nerolio è considerato dal Grimaldi il suo film più riuscito. Girato a Siracusa in appena 17 giorni, fu rifiutato dal Festival di Venezia dal direttore Pontecorvo e dal suo consulente Vincenzo Cerami che sostennero con asprezza che il fim denigrava la figura di Pasolini. Lorenzo Mondo difese Grimaldi sulla prima pagina de 'La Stampa' sostenendo che Pontecorvo l'anno prima aveva selezionato Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana, perché, a differenza di Nerolio, offriva un quadro 'politicamente corretto' della figura di Pasolini. Il film fu infine presentato al Festival di Locarno dove curiosamente fu maltrattato dalla critica nazionale e invece altamente apprezzato dai critici stranieri presenti al Festival. Il film ebbe pesanti problemi distributivi, fu oltretutto vietato ai minori di 18 anni sebbene non contenga né immagini erotiche né scene di violenza gratuita, ed è pertanto visibile solo in dvd.

Nel 1998, dichiarando espressamente che dopo la delusione legata all'ostracismo distributivo di Nerolio era ben lieto di realizzare un film chiestogli dalla potente Medusa, realizzò, tra infinite polemiche, Il macellaio, con protagonista la soubrette Alba Parietti, che veniva da un personale successo televisivo col discusso Macao. Il film incassò circa 4 miliardi, dopo esserne costati 2,7, e fu massacrato dall'intera critica italiana. Grimaldi: 'Il mondo del cinema, che a volte pare ansioso di formulare liste di proscrizione, ancora mi rinfaccia quel film. Non è certo un capolavoro ma resto dell'idea che il destino critico di questo film fosse scritto prima ancora di essere realizzato. Ne ero francamente consapevole, infatti ripetevo ad Alba, durante le riprese: "Non ti illudere: qualunque cosa faremo, ci faranno a polpette." Francamente credo che ce lo siamo meritati: toccare il sesso nel cinema resta comunque un atto di provocazione, giustamente raddoppiato se la protagonista è un personaggio televisivo senza alcuna esperienza attoriale.'

Nuovo scandalo e nuove polemiche col film La donna lupo (1999), interpretato dall'esordiente Loredana Cannata e dal futuro produttore Arturo Paglia, fu definito da Roberto Nepoti come «un porno sul tema dell'emancipazione sessuale femminile»[1]. Tendenzialmente sconfessato dalla critica italiana, il film fu l'unico italiano selezionato sia al Festival di Toronto (dove Piers Handling lo definì uno dei film più innovativi dell'anno) che al Festival di Rotterdam, i due Festival non competitivi con l'ambizione di raccogliere le migliori produzioni dell'anno.

Apparente inversione di tendenza con Iris (riprese 1999, uscita 2001), che Grimaldi definisce 'L'unico mio film con lieto fine', nonché un 'film familiare' in quanto scritto con la moglie Anna Coglietore e interpretato dalla figlia Arancia Cecilia di sette anni. Lieve, delicato e imperfetto, diverso da tutti gli altri titoli del regista[2] riprende tuttavia la costante tematica di Grimaldi con personaggi (spesso bambini, e tendenzialmente siciliani) ribelli e tesi verso una veemente (spesso inconsapevole) aspirazione alla libertà e alla giustizia (La discesa di Aclà a Floristella, La ribelle, La donna lupo, Iris). Il film fu premiato dal Festival di Chemnitz come miglior film per ragazzi del 2001. Con i 10.000 marchi tedeschi di premio, Grimaldi e la figlia acquistarono un pianoforte.

Nel 2001 gira Un mondo d'amore, che racconta la prima incriminazione di Pier Paolo Pasolini per corruzione di minori. Professore di scuola media e segretario comunale del Pci di Casarsa (PN) è accusato di molestie sessuali su minorenni in cambio di piccoli regali. Sospeso dall'insegnamento ed espulso dal partito, Pasolini 'fuggirà' con la madre trasferendosi a Roma, mentre il padre, in dissidio con moglie e figlio, resterà in Friuli. Il film sarà invitato in vari festival internazionali compresi Toronto e Rotterdam.

Nel 2002 gira Rosa Funzeca con Ida Di Benedetto, Ennio Fantastichini, l'esordiente Primo Reggiani e il grande Aldo Giuffrè (alla sua ultima interpretazione prima della scomparsa). Dichiaratamente ispirato a Mamma Roma di Pasolini fu presentato al Festival di Venezia con scandalose polemiche dopo l'intervento televisivo di Vittorio Sgarbi. Intervistato da Giuliano Ferrara in Otto e mezzo su La7, affermò di essere stato cacciato dal ruolo di sottosegretario ai Beni Culturali dal ministro Urbani, perché la di lui amante Ida Di Benedetto, durante un rapporto orale, lo aveva preteso dal ministro, al quale, sempre secondo Sgarbi, con analogo metodo, aveva imposto anche di imporre il film al Festival di Venezia. Nonostante l'accusa di Sgarbi, e il clima ostile che si creò preventivamente attorno al film, l'accoglienza al Festival di Venezia fu decisamente rispettosa, e la maggioranza delle critiche, contrariamente alla maggioranza dei precedenti film di Grimaldi, tendenzialmente costruttiva.

Nel 2003 inizia l'esperienza artistica che il Grimaldi definisce come 'la più dolorosa' della sua attività. Il produttore Leonardo Giuliano, già coproduttore di Nerolio, accoglie la 'folle proposta' di Grimaldi di una trilogia a basso costo sull'omicidio Moro e sul terrorismo italiano tra il 1978 e il 1981. Vengono effettuate le riprese a Londra (per una coproduzione inglese mai completata) con Roshan Seth (attore anglo-indiano conosciuto per avere interpretato opere come Gandhi, Indiana Jones e il tempio maledetto, Passaggio in India, My Beautiful Laundrette, Mississippi Masala, Monsoon Wedding - Matrimonio indiano) nel ruolo di Aldo Moro, col valore aggiunto di una straordinaria somiglianza. Grimaldi monta circa 200 minuti divisi nei tre episodi previsti (il primo sul rapimento e l'omicidio di Moro; il secondo su sconcertanti episodi di reazione illiberale dello stato italiano in cerca dei rapitori; il terzo seguendo i terroristi, dopo il loro arresto, nelle carceri: divisi tra 'pentiti' e 'irriducibili'). Ma gli ultimi 25 minuti necessari per completare le tre opere non saranno mai più girati per il fallimento del gruppo produttivo. A distanza di anni Grimaldi ha realizzato un montaggio sui materiali dei primi due incompleti film che è disponibile in dvd col titolo Se sarà luce, sarà bellissimo. Nonostante il 'girato' in pellicola del film sia trattenuto nel laboratorio di sviluppo e stampa, gran creditore del gruppo produttivo, e ci sia il rischio che l'audio del film sia andato perduto, Grimaldi sogna ancora di poter riacquistare i materiali e completare quel lavoro.

Nel 2004, proprio durante l'appassionata ma intricata lavorazione della trilogia, Leonardo Giuliano, associato al produttore Ugo Tucci, insiste che Grimaldi partecipi come 'attore' al film Ladri di barzellette, diretto dallo stesso Giuliano con Bruno Colella, che, in qualche modo, ricalca le disavventure in corso: racconta infatti di un regista 'intellettuale' alle prese con un ambizioso progetto sul terrorismo, che viene bloccato dal produttore che gli propone di fare un nuovo film squallidamente commerciale. Grimaldi rifiutò con veemenza sostenendo di considerarsi come 'l'attore potenzialemente più cane della storia del cinema' ma i due registi non si rassegnarono. Grimaldi capitolò dopo la firma di un impegno scritto che prevedeva, dopo le riprese di Ladri di barzellette, le riprese dei 25 minuti mancanti della trilogia. Ma, come nel film di Giuliano e Colella, il povero regista 'impegnato'...

L'anno successivo, 2005, esce L'educazione sentimentale di Eugénie, tratto dallo scandaloso e perverso La filosofia nel boudoir del marchese de Sade. Grimaldi usa per la prima volta il digitale e si avvale di quattro giovani attori di fatto esordienti. Il film, come tutti i film del Grimaldi a sfondo sessuale, fu fortemente riprovato dalla critica. Ebbe tuttavia una solida distribuzione dal prestigioso marchio Bim e risulta tuttora il terzo incasso dei film di Grimaldi dopo Il macellaio e Le buttane.

Ma dopo questo film Grimaldi non riuscirà più a realizzare progetti personali e ambiziosi e riuscirà soltanto a realizzare progetti a bassissimo costo e con spesso insormontabili difficoltà di distribuzione:

2007: Anita: girato interamente a Laguna nello stato di Santa Catarina in Brasile dove effettivamente nacque Anita e dove conobbe Garibaldi. Il film sarà l'ultimo girato da Grimaldi con un budget adeguato ma, presentato in alcuni festival internazionali, non fu mai distribuito.

2009: L'ultimo Re. Progetto proposto a Grimaldi dall'attrice e produttrice Isabella Russinova è la temeraria trascrizione della tragedia di Seneca Le troiane. Interpretato dalla stessa Russinova nel ruolo di Andromaca, da Moni Ovadia (Agamennone), Maria Monti (Ecuba), Eduardo Siravo (Ulisse), Alessio Vassallo (Pirro), Jun Ichikawa (Artemide). Inutile aggiungere che il film ebbe una quasi invisibile distribuzione da parte di Microcinema.

2013: Il sangue è caldo di Bahia: interamente girato a Salvador da Bahia con attori baiani e con i due giovanissimi protagonisti esordienti (provenienti da laboratori delle favelas, nel piano di rilancio del presidente Lula) è stato presentato al Festival di Rotterdam del 2014 ma, nonostante sia stato prodotto dalla potente Paco cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia (già attore protagonista dei film La donna lupo e Un mondo d'amore di Grimaldi) non è stato finora distribuito.

Nel 2014 Grimaldi si impegna nella produzione del film della sua compagna Guendalina Zampagni Noi siamo Francesco, di cui è co-sceneggiatore, assolvendo innumerevoli ruoli da produttore a fattorino. Durante il montaggio di questo film si installa per tre mesi con una mini troupe nell'isoletta di Alicudi (arcipelago delle Eolie, 80 abitanti, nessuna strada e dunque nessuna automobile, solo gradini fino al cratere del suo cono vulcanico) per un documentario, da anni perseguito, sulla vita scolastica e non, dei bambini e dei ragazzi dell'isoletta. Ne uscirà Alicudi nel vento, presentato al Festival di Taormina del 2015 e in diversi festival mediterranei e documentaristici.

Nel 2016 Grimaldi si intesta un altro progetto folle, La divina Dolzedia, coadiuvato dall'analoga follia dell'amica attrice Guia Jelo (presente in numerosi film di Grimaldi: Le buttane, Un mondo d'amore, Iris, Se sarà luce sarà bellissimo, L'educazione sentimentale di Eugenie) che Grimaldi definisce 'la più talentuosa attrice italiana vivente', aggiungendo poi in privato 'e anche la più incontrollata e tendente all'esagerazione: comunque una fuoriclasse'. Il risultato: film a bassissimo costo interamente girato a Catania, quasi tutto a casa di Guia; indescrivibili siparietti tra regista ed attrice in forma di psicodrammi; insolitissimo film parlato in catanese stretto e con la partecipazione di due fuoriclasse del teatro catanese come Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, della figlia del grande Turi Ferro, Francesca, nel ruolo della sfacciata prostituta Susy,e con la partecipazione amichevole di Simona Izzo e una apparizione affettuosa di Lucia Sardo. Il film è stato presentato al Festival di Taormina del 2017 e al Festival di São Paulo do Brazil e sono in corso trattative per una possibile distribuzione.

I suoi libri: Nfernu veru (1985), Meri per sempre (1989), Le buttane (1990), Storia di Enza (1991), Palermo che muore Palermo che nasce (1994) e I Violanti (1995). Dopo molti anni, su proposta dell'editore del gruppo Castelvecchi Pietro D'Amore, esce nel 2013 Malaspina (Elliot).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grimaldi imbocca la strada a luci rosse, La Repubblica, 29 agosto 1999
  2. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Iris (2002), su mymovies.it. URL consultato il 06 ottobre 2017.
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