Provincia di Pordenone

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Provincia di Pordenone
ex provincia
Provincia di Pordenone – Stemma Provincia di Pordenone – Bandiera
Provincia di Pordenone – Veduta
Palazzo della Provincia, ex sede dell'amministrazione provinciale.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Amministrazione
CapoluogoPordenone
Data di istituzione1968
Data di soppressione30 settembre 2017
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°57′N 12°41′E / 45.95°N 12.683333°E45.95; 12.683333 (Provincia di Pordenone)Coordinate: 45°57′N 12°41′E / 45.95°N 12.683333°E45.95; 12.683333 (Provincia di Pordenone)
Superficie2 275,42 km²
Abitanti311 761[1] (30-8-2017)
Densità137,01 ab./km²
Comuni50 comuni
Province confinantiVenezia, Treviso, Belluno
Altre informazioni
Cod. postale33170 (Pordenone), 33070, 33072, 33074-33087, 33090, 33092, 33094-33095, 33097-33099 (provincia)
Prefisso0427, 0432, 0434
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-PN
Codice ISTAT093
TargaPN
Cartografia
Provincia di Pordenone – Localizzazione
Sito istituzionale

La provincia di Pordenone (provincie di Pordenon in friulano, provincia de Pordenon in veneto) era una provincia italiana della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia con capoluogo Pordenone, istituita nel 1968 per distacco dalla provincia di Udine e cancellata il 30 settembre 2017.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del territorio provinciale attuale

Era una delle quattro provincie del Friuli-Venezia Giulia, posta tra la media provincia di Udine ad est e il Veneto (provincia di Belluno, Treviso e Venezia) a ovest. Confinava a nord e nord-est con la Carnia, ad est, a mezzo del fiume Tagliamento, con la provincia di Udine, a ovest e a sud con il Veneto (provincia di Belluno, Treviso e città metropolitana di Venezia) e la pianura veneta, non presentando dunque sbocchi sul mare Adriatico a differenza delle altre province del Friuli-Venezia Giulia. Il territorio comprendeva parte delle Prealpi Carniche con a nord le Dolomiti Friulane, una parte collinare ed una parte della pianura friulana (alta e bassa friulana).

Le valli montane principali del territorio della provincia di Pordenone erano la Valcellina, la Valle del Vajont, la Val d'Arzino, la Val Tramontina, la Val Colvera, la Val Cosa e la Val Zemola. I fiumi principali oltre al medio corso del Tagliamento erano il Livenza, il Cellina, il Meduna e il Noncello, mentre i laghi principali erano il Lago di Barcis, il Lago di Ravedis, il Lago de glio e la stazione climatica di Piancavallo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1964, con Decreto del presidente della Repubblica 9 settembre 1964, n. 735, venne istituito un circondario di Pordenone nell'ambito della provincia di Udine.

Nel 1969 cedette il comune di Forgaria nel Friuli alla provincia di Udine[2].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Incremento naturale nei comuni della provincia.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione straniera nei comuni della provincia.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua friulana, Lingua veneta e Dialetto pordenonese.

Oltre alla lingua italiana, nella provincia di Pordenone la popolazione utilizzava il friulano occidentale, una variante della lingua friulana. In 37 comuni su 50 della provincia infatti, vigeva la legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[3]. Nei comuni dell'alta Valcellina si parlava un idioma di transizione fra il ladino dolomitico ed il friulano

Nella Città di Pordenone è presente anche il dialetto pordenonese, un dialetto veneto coloniale. Altri idiomi dialettali legati al veneto si parlano in alcuni altri centri della Provincia, come Maniago e Sacile. Nei comuni dell'area sud-occidentale della Provincia si parla il liventino, una variante orientale del veneto.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Appartenevano alla provincia di Pordenone i seguenti 50 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

I comuni con più di 5 000 abitanti (dati 31-8-2017) erano nell'ordine:

Stemma Comune Abitanti
Pordenone-Stemma.png Pordenone 51 177
Sacile-Stemma.png Sacile 19 891
Cordenons-Stemma.png Cordenons 18 232
Azzano Decimo-Stemma.png Azzano Decimo 15 766
Porcia-Stemma.png Porcia 15 255
San Vito al Tagliamento-Stemma.png San Vito al Tagliamento 15 045
Fontanafredda-Stemma.png Fontanafredda 12 484
Spilimbergo-Stemma.png Spilimbergo 12 128
Maniago-Stemma.png Maniago 11 737
Fiume Veneto-Stemma.svg Fiume Veneto 11 726
Brugnera-Stemma.png Brugnera 9 285
Aviano-Stemma.png Aviano 9 066
Zoppola-Stemma.png Zoppola 8 474
Casarsa della Delizia-Stemma.png Casarsa della Delizia 8 434
Prata di Pordenone-Stemma.png Prata di Pordenone 8 428
Pasiano di Pordenone-Stemma.png Pasiano di Pordenone 7 726
Caneva-Stemma.png Caneva 6 365
Sesto al Reghena-Stemma.png Sesto al Reghena 6 362
Roveredo in Piano-Stemma.png Roveredo in Piano 5 927
Chions-Stemma.png Chions 5 194

Il comune più piccolo era Andreis con 253 abitanti.

I cinque comuni con la densità abitativa più alta erano Pordenone (1 347 ab./km²), Vajont (1.094 ab./km²), Sacile (623 ab/km²), Porcia (520 ab/km²), Casarsa della Delizia (421 ab./km²).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1968, quando Pordenone fu promossa a capoluogo di provincia, la sigla automobilistica prevista doveva essere PO; a quel punto però, su commissione del consiglio comunale di Prato, il suo segretario prese il treno e andò a Pordenone, a pregare di cambiare sigla, dato che altrimenti Prato avrebbe perso la possibilità di creare la sigla della provincia col nome della città capoluogo (tutte le altre sigle possibili erano già state utilizzate: PR per Parma, PA per Palermo, PT per Pistoia, ed infine proprio PO per Pordenone); il consiglio comunale di Pordenone accettò, e fu così che la sigla venne cambiata in PN, acronimo di Portus Naonis, l'antico nome latino della città.[4]
  • Il 26 e 27 marzo 2006 i comuni di Cinto Caomaggiore, Pramaggiore, Gruaro e Teglio Veneto hanno tenuto un referendum per chiedere il distacco dalla provincia di Venezia e la relativa aggregazione alla provincia di Pordenone. L'unico comune che ha raggiunto il quorum è Cinto Caomaggiore che nel frattempo è riuscito ad ottenere non solo il parere favorevole del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, ma anche del Consiglio provinciale pordenonese. Durante la seduta consiliare il presidente De Anna si è impegnato a fare il possibile perché il comune di Cinto Caomaggiore diventi il 52º comune della provincia di Pordenone.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia di Pordenone è stata istituita nel 1968, ed è stata tra le istituzioni insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 17 maggio 1945 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[5]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, le popolazioni della Destra Tagliamento, in seguito divenuta provincia di Pordenone, reagirono alla spietata oppressione degli occupatori tedeschi e dei fascisti con una lotta lunga, coraggiosa e tenace. I numerosi nuclei autonomi di resistenza e le brigate della "Garibaldi" e della "Osoppo", unitariamente organizzate, in pianura e sui monti, validamente sostenute dalla popolazione, condussero per 20 mesi una strenua resistenza armata per la libertà. Non valsero a frenare lo slancio generoso né la precarietà dei mezzi, né la preponderanza delle forze avversarie, né le barbarie a cui queste ispirano la loro ferocia opera di repressione con arresti, deportazioni, distruzioni di interi paesi. Oltre 2.000 caduti, partigiani e civili, furono il prezzo di questa lotta. Il grande contributo di sangue, i sacrifici e le sofferenze sopportate da tutta la popolazione della provincia testimoniano la sua volontà di combattere la tirannide, confermano la tradizione di dedizione alla Patria della sua gente, rinnovano la sua fede negli ideali di giustizia, di libertà di pace.»
— Pordenone, 8 settembre 1943 - 1º maggio 1945

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali industrie pordenonesi erano la Zanussi, diventata poi Electrolux, la Savio, la Valcucine, la Jacuzzi, la Onda Communication, la Cimolai, la ZML Industries, la C-Blade e la Pietro Rosa TBM. Era molto fiorente l'industria metalmeccanica e quella del mobile. Questi settori erano ben rappresentati dalla presenza di tre importanti distretti industriali: il distretto del Mobile del Livenza, il distretto della Componentistica e Termoelettromeccanica e il Distretto del Coltello di Maniago. Significativa anche la presenza del comparto della subfornitura (meccanica, plastica, tessile, legno, elettromeccanica). Fra le strutture a servizio delle imprese operavano:

  • la Camera di Commercio I.A.A. di Pordenone e la sua Azienda Speciale ConCentro [1]
  • il Centro Regionale della Subfornitura del Friuli-Venezia Giulia, Centro di eccellenza a supporto della subfornitura regionale [2].

A Pordenone inoltre aveva sede il Polo Tecnologico: un'area di ricerca affiliata all'Area Science Park di Trieste, dove molte aziende della zona svolgevano attività di ricerca e sviluppo. Una mappa completa delle strutture economiche provinciali era consultabile alla sezione business del sito pordenonewithlove.it

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La località turistica principale della provincia di Pordenone era Piancavallo. Le manifestazioni turistico-culturali più importanti erano: il festival del libro con gli autori "pordenonelegge.it" [3]; "Dedica" [4]; le "Giornate del Cinema Muto" [5], la "Sagra degli osei" di Sacile [6], "Folkest" di Spilimbergo [7], "Coltello in Festa" di Maniago [8].

Erano di particolare interesse il Parco naturale delle Dolomiti Friulane (Claut, località sciistica, Cimolais), la Valcellina (Barcis, lago, Andreis, Montereale Valcellina), la Riserva regionale dei Magredi (Maniago, Vivaro, San Quirino), la Val d'Arzino (Vito d'Asio, fonti solforose di Anduins, castello Ceconi e Pinzano al Tagliamento), la Val Tramontina (Tramonti, i 3 laghi, Campone), la Val Colvera (Frisanco), la Val Cosa (Clauzetto, grotte di Pradis), la Valle del Vajont (Erto e Casso, lago del Vajont) e i centri di Spilimbergo, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena, Valvasone, Porcia e Sacile, nonché Pordenone. Rinomata località sciistica già citata era Piancavallo, in comune di Aviano.

Nel 2015, la Città di Maniago è stata insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, per la varietà e il valore del contesto storico, culturale e naturalistico.[9]

"Pordenone with Love: segui il nostro cuore, amerai la nostra provincia" era lo slogan della promozione turistica che invitava a visitare il sito istituzionale ufficiale turistico provinciale Pordenone with love.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La linea ferroviaria principale che attraversava la provincia era la Udine-Venezia. I centri più importanti, in cui si trovavano le stazioni ferroviarie principali, posti su tale linea sono Pordenone capoluogo, Sacile e Casarsa della Delizia. Stazioni minori, sulla stessa linea, erano presenti a Cusano di Zoppola e Fontanafredda. Le altre due linee ferroviarie pordenonesi si innestavano a Sacile (linea Sacile-Gemona del Friuli) e a Casarsa (linea Casarsa-Portogruaro). I centri principali attraversati dalla prima erano Aviano e Maniago; dalla seconda era San Vito al Tagliamento.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La SS13[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale, più importante e più trafficata della provincia di Pordenone era la Strada statale 13 Pontebbana, che tagliava la provincia in senso latitudinale, dal centro abitato di Sacile (dove entra dalla provincia di Treviso) al centro abitato di Casarsa della Delizia, passando per Fontanafredda, Porcia, Pordenone, Fiume Veneto, Zoppola ed entrando in provincia di Udine attraverso il Ponte della Delizia, che si trovava in comune di Valvasone Arzene. Dalla sua importanza viaria derivava una innegabile ripercussione nella geografia umana ed economica del territorio provinciale: lungo il suo asse si riscontra, infatti, la più alta densità abitativa della provincia (i comuni di Pordenone capoluogo, Sacile, Porcia e Casarsa della Delizia, tutti attraversati dall'arteria, sono 4 dei 5 più densamente popolati, ma in generale gli insediamenti abitativi erano pressoché continui - o tutt'al più alternati ad insediamenti commerciali ed industriali - anche nei punti in cui la densità scende leggermente), nonché la più alta densità commerciale (soprattutto in corrispondenza del grande polo commerciale di Pordenone est, che copriva una superficie ininterrotta di circa 4 km, dai pressi del fiume Meduna allo svincolo della A28 di Cimpello).

Altre strade principali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Pordenone.

Altre arterie stradali di notevole importanza sono state la SS251, che partiva dalla Pedemontana (dove entrava dalla provincia di Belluno) scendendo verso il capoluogo, per poi correre parallela alla A28 da Pordenone a Portogruaro (Venezia), attraversando il centro abitato di Azzano Decimo; la SS463, che, entrata dalla provincia di Udine, si innestava con la SS13 presso Casarsa della Delizia e raggiungeva Portogruaro attraversando San Vito al Tagliamento e Cordovado, superata la quale si immetteva nella città metropolitana di Venezia; la SS464, che attraversava in senso latitudinale la Pedemontana, da Spilimbergo (dove entrava in provincia di Udine) fino a Maniago.

All'interno della provincia vi erano poi altre arterie locali, attraversate da notevoli flussi di traffico. Tra queste, la SP35 "Opitergina" che da Pordenone raggiungeva Oderzo (Treviso) passando per Prata di Pordenone; la SP29 "Pedemontana Occidentale", che da Caneva raggiungeva Montereale Valcellina (e raccordandosi con la viabilità principale, collegava di fatto Sacile con Maniago); la SP1 "Val d'Arzino", che da Spilimbergo (dove si innestava con la SS464) raggiungeva Motta di Livenza, intersecando la SS13 a Casarsa della Delizia ed attraversando San Giorgio della Richinvelda, Valvasone Arzene, San Vito al Tagliamento, Chions e Pravisdomini, entrando poi in provincia di Treviso; l'arteria Cimpello - Sequals, che partiva da Pordenone est (in comune di Fiume Veneto) e, superata Zoppola, saliva verso nord fino ad innestarsi alla SS464 all'altezza di Sequals. La SS552, che sempre da Sequals saliva verso Meduno, Tramonti e il Passo del Monte Rest, dove entrava in provincia di Udine in comune di Socchieve.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'unica autostrada della provincia era la A28 Portogruaro - Pordenone - Conegliano, che entrava nel pordenonese dalla città metropolitana di Venezia all'altezza dello svincolo di Sesto al Reghena ed usciva nella provincia di Treviso dopo lo svincolo di Sacile Ovest.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Pordenone era suddivisa in 50 comuni; vennero altresì create le seguenti unioni di comuni:

La provincia di Pordenone insieme al suo capoluogo, faceva parte di diritto del Consiglio delle Autonomie del Friuli-Venezia Giulia, la cui sede era a Udine.

Sul territorio provinciale operava una comunità montana:

Città dell'ex provincia di Pordenone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Città_d'Italia § Friuli-Venezia_Giulia.

I comuni dell'ex provincia di Pordenone che sono stati insigniti del titolo di Città da parte dello Stato Italiano o istituzioni precedenti sono:

Dal 2003 il titolo di Città veniva concesso da parte della Regione Friuli-Venezia Giulia, con apposita legge regionale; i comuni erano:

  • Maniago, con decreto del Presidente della Regione del 18 marzo 2003
  • Porcia, con decreto del Presidente della Regione del 18 marzo 2003
  • Cordenons, con decreto del Presidente della Regione del 22 dicembre 2004

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Legge 10 marzo 1969, n. 81, in materia di "Distacco del comune di Forgaria nel Friuli dalla provincia di Pordenone e sua inclusione in quella di Udine."
  3. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  4. ^ Fonte: targheitaliane.it
  5. ^ Segretariato generale della Presidenza della Repubblica - Servizio sistemi informatici, Il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, su Quirinale. URL consultato il 17 giugno 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito Istituzionale, su provincia.pordenone.it.
  • http://www.pordenonewithlove.it/ Sito Ufficiale del turismo provinciale
  • http/://www.cmfriulioccidentale.it/ Sito Ufficiale della Comunità Montana del Friuli Occidentale
  • http/://www.montanevie.it/ Sito Ufficiale del turismo nella montagna pordenonese
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  1. ^ Le province di Gorizia, Pordenone e Trieste sono state abolite il 30 settembre 2017 con la L.R. 26/2014.