Prealpi Venete

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Prealpi Venete
Col Nudo.jpg
Col Nudo
ContinenteEuropa
StatiItalia Italia
Catena principaleAlpi
Cima più elevataCol Nudo (2 472 m s.l.m.)
Massicci principaliPrealpi Vicentine
Prealpi Bellunesi

Le Prealpi Venete sono il settore delle Prealpi esteso soprattutto in Veneto. Fungono da ingresso alle Alpi vere e proprie, in quanto digradano verso la pianura padana. La vetta più alta è il Col Nudo, che raggiunge i 2472 m s.l.m.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le definizioni della Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino (SOIUSA), le Prealpi Venete costituiscono una sezione delle Alpi appartenente alle Alpi Sud-orientali; in questo settore sono comprese anche alcune zone del Trentino e del Friuli.

Secondo la classificazione delle Alpi del club alpini tedesco ed austriaco (AVE), le Prealpi Venete fanno parte invece delle Prealpi Carniche. Nella Partizione delle Alpi non si usa questa definizione, sostituita dall'espressione "Prealpi Trivenete", che però indica una sezione molto ampia, che comprende sia le Prealpi del Veneto, sia quelle del Friuli - Venezia Giulia.

La suddivisione didattica tradizionale delle Alpi Italiane usa l'espressione "Prealpi Venete" ed include in essa tutte le Prealpi che si trovano in territorio veneto, compreso quindi anche il gruppo del Monte Baldo, che gli altri criteri includono invece nelle Prealpi Lombarde[1].

Estensione e confini[modifica | modifica wikitesto]

Le Prealpi Venete (sezione n. 32) nelle Alpi Orientali.

Secondo la SOIUSA, le Prealpi Venete si estendono dal corso del fiume Adige alla Valcellina, fra le province di Trento (in Trentino-Alto Adige), Verona, Vicenza, Treviso, Belluno (in Veneto) e Pordenone (in Friuli-Venezia Giulia).

Sempre secondo la SOIUSA, confinano:

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la SOIUSA le Prealpi Venete sono suddivise in due sottosezioni e cinque supergruppi, da ovest verso est:

Vette[modifica | modifica wikitesto]

Le cime più importanti sono:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Essendo numerosissimi i testi didattici che trattano delle Alpi, se ne riportano in bibliografia solo alcuni, a mero titolo di esempio, tra quelli più diffusi delle principali case editrici.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Griguolo, Chiara Forgieri, Daniela Romagnoli, Il nuovo giramondo, Paravia, 2014, p. 16, ISBN 9788839507532A.
  • Grande Atlante Geografico e Storico, UTET, 1991, ISBN 8802044465. Tavole 42/43, 92, 101, 184, 202, 236, 246.
  • F. Cassone, D. Volpi, M. Ramponi, F. Dobrowolni, L'Argonauta, Lattes, 1996, p. 59.
  • Eduardo Garzanti et al., Il libro Garzanti della Geografia, Garzanti, 1995, p. 50.
  • Lamberto Laureti, Conoscere le Alpi, Novara, Istituto Geografico de Agostini, 1994.
  • G. Pittella (a cura di), Itinerari attraverso l'Italia, Giunti Marzocco, 1990, p. 94.
  • Trentino - Alto Adige, in Guide rosse del TCI, Touring editore, p. 12.
  • Valerio Lugani (a cura di), Il suo aspetto, in Trentino Alto Adige, Meravigliosa Italia, enciclopedia delle regioni, Aristea.
  • Giuseppe Morandini, Trentino-Alto Adige, 2ª ed., UTET, 1971, p. 49.
  • M. Carazzi, F. Lebrun, V. Prevot, S. Torresani, Spazi e civiltà, Giunti-Marzocco, 1981. Tavola 20.
  • Ricciarda Simoncelli, Conoscere l'Italia, Le Monnier, 1984, p. 22.
  • Lorenzo Bersezio, I territori dell'uomo, De Agostini, 1999, p. 143.

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