Piccole Dolomiti

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Piccole Dolomiti
Piccole Dolomiti.jpg
La catena delle Piccole Dolomiti vicentine
Continente Europa
Stati Italia Italia
Catena principale Prealpi Vicentine (nelle Prealpi Venete)
Cima più elevata Cima Carega (2.259 m s.l.m.)
Massicci principali Massiccio del Pasubio
Catena del Sengio Alto
Gruppo della Carega
Catena delle Tre Croci

Le Piccole Dolomiti (dette anche Piccole Dolomiti vicentine) sono una catena montuosa[1] delle Prealpi vicentine, situate al confine fra le province di Vicenza, Trento e Verona.

Definizione e delimitazioni[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine Piccole Dolomiti, secondo la SOIUSA, si intende il Massiccio del Pasubio, la Catena del Sengio Alto, il Gruppo della Carega e la Catena delle Tre Croci. Talvolta il Massiccio del Pasubio viene visto come estraneo alle Piccole Dolomiti[2].

Ruotando in senso orario i limiti geografici sono: Passo della Borcola, Valle Posina, Val d'Astico, piana di Schio, colline vicentine, colline veronesi, Valle di Revolto, Passo Pertica, Val di Ronchi, fiume Adige, Valle di Terragnolo, Vallarsa, Passo della Borcola.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sono formate da un arco di montagne che si sviluppano da sudest a nordovest nel senso della lunghezza per circa una trentina di km e che culmina in Cima Carega (2259 m), tutte dal carattere prettamente dolomitico, caratterizzato dalla presenza di guglie, pareti scoscese e gole ripide.

Il loro nome richiama le loro sorelle maggiori, le Dolomiti, a causa della dolomia che le costituisce e a cui si aggiunge l'aggettivo "piccole" per la loro altitudine inferiore. Il termine è stato coniato da Francesco Meneghello nel 1925 trattando le montagne della zona in un articolo comparso nella rivista edita dal CAI.

Offrono scorci molto suggestivi e hanno la particolarità di poter essere facilmente raggiunte anche dall'escursionista non molto allenato. Essendo i primi rilievi che si incontrano salendo dalla pianura veneta, nelle giornate più serene permettono meravigliosi panorami sui paesi sottostanti, sul mare Adriatico e addirittura agli Appennini.

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la loro altitudine superi di poco i 2000 metri, sono montagne molto interessanti dal punto di vista alpinistico, offrendo pareti rocciose interessanti per gli scalatori come quelle sul Baffelan. Sono presenti vie in roccia di ogni difficoltà e grado; il sesto grado venne superato per la prima volta dall'alpinista recoarese Gino Soldà. Di particolare interesse alpinistico sono i vaj, stretti ed impervi solchi scavati dall'erosione dell'acqua e particolarmente suggestivi, trattandosi a volte di profonde incisioni con pareti rocciose verticali.

L'escursionismo e il trekking sono molto praticati, dal momento che le Piccole Dolomiti offrono una grande varietà di itinerari e di ogni tipo di difficoltà: ciò è dovuto al fatto che durante la Prima guerra mondiale furono fortificate dall'esercito italiano. Questo fatto permise di ampliare la preesistente rete di sentieri che le solcano: ne è un esempio la strada delle 52 gallerie, opera straordinaria di ingegneria militare che conduce dalla Bocchetta Campiglia alle Porte del Pasubio.

Sono presenti alcuni rifugi, alcuni dei quali, di carattere prettamente alpino sono raggiungibili a piedi o mediante strade sterrate utilizzabili solo dai gestori, mentre altri, che sono punti di partenza di itinerari escursionistici, sorgono al termine di strade asfaltate:

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Panorama su Piccole Dolomiti.jpg
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Vista sull'arco delle Piccole Dolomiti, da Brendola (VI).

Le Piccole Dolomiti possono essere suddivise in quattro gruppi dalle caratteristiche morfologiche ben definite e diverse fra loro:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo le definizioni della SOIUSA sono un supergruppo della sottosezione Prealpi Vicentine.
  2. ^ Nella voce, se non diversamente specificato si seguono le definizioni della SOIUSA.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]