Partizione delle Alpi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le 26 sezioni della Partizione delle Alpi.

La Partizione delle Alpi è una classificazione della catena alpina adottata nel 1924 in occasione del IX Congresso Geografico Italiano ed ufficializzata nel 1926. Le suddivisioni delle Alpi vennero stabilite sulla base del documento "Nomi e limiti delle grandi parti del Sistema Alpino".

La ripartizione principale individua tre grandi parti: Alpi Occidentali, Alpi Centrali e Alpi Orientali, suddivise a loro volta in 26 sezioni e 112 gruppi. Per facilitare la memorizzazione della sequenza delle sezioni che formano lo spartiacque principale, si utilizzava nelle scuole elementari la frase MA COn GRAn PENa LE RE-CA GIÙ[1].

Particolarità[modifica | modifica wikitesto]

Per la prima volta, la Partizione delle Alpi considerava l'insieme della catena alpina e non solo la parte ricadente sul territorio italiano. Tuttavia tale classificazione è ancora italo-centrica, perché non condivide la bipartizione ed in generale le classificazioni del sistema alpino in uso negli altri Stati, ed errata, perché include nella catena alpina territori che secondo gli studiosi non ne farebbero parte.

Le principali diversità fra la tradizionale Partizione delle Alpi e la moderna SOIUSA sono:

  • L'inclusione della parte meridionale della Provenza, che secondo gli studi di Raoul Blanchard non fa parte del sistema alpino.
  • I Monti di Vaucluse, di Lure e del Luberon, secondo la letteratura geografica francese, non appartengono alle Prealpi del Delfinato, ma alle Prealpi di Provenza, essendo di fatto in questa regione. Inoltre la sezione Alpi di Provenza comprende anche le Prealpi di Digne, che secondo logica dovrebbero ricadere nella sezione Prealpi di Provenza.
  • L'inclusione di alcune aree settentrionali della sezione delle Prealpi svizzere, che secondo la letteratura geografica svizzera non appartengono geograficamente al sistema alpino, ma all'Altipiano svizzero (Schweizer Mittelland).
  • Le Alpi Noriche comprendono un territorio molto più vasto (oltre alle Alpi Noriche propriamente dette, le Alpi Tridentine e le Alpi di Stiria e di Carinzia e le Alpi di Tux) di quello individuato dalla letteratura geografica austriaca.
  • Le Alpi bavaresi, le Alpi salisburghesi e le Alpi austriache non corrispondono affatto all'assetto orografico individuato dalla moderna letteratura geografica austro-tedesca.
  • L'inclusione del Carso nel sistema alpino.

Nel 2005, al fine di superare i problemi e le incongruenze con le altre suddivisioni esistenti, è stata presentata la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino (SOIUSA).

Alpi Occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Occidentali vanno dal colle di Cadibona al col Ferret. La cima più elevata è il Monte Bianco (4810 m). Le Alpi Occidentali si suddividono ulteriormente in[2]:

  • Alpi Liguri (1)

Alpi Centrali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Centrali vanno dal Col Ferret al Passo del Brennero. La cima più elevata è il Monte Rosa (4634 m). Le Alpi Centrali si suddividono ulteriormente in:

Alpi Orientali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Orientali vanno dal Passo del Brennero alla città di Fiume. La cima più elevata è il Großglockner (3798 m). Le Alpi Orientali si suddividono ulteriormente in:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alternativamente era studiata la frase più lunga, sempre di richiamo mnemonico: MA COn GRAn PEna LE RETI AnTonio CAla Giù ossia: Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Atesine, Carniche, Giulie
  2. ^ Tra parentesi il numero progressivo delle sezioni da uno a 26 ed il numero progressivo dei gruppi all'interno delle sezioni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Marazzi. Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca editori, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]