Martigny

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Martigny
comune
Martigny – Stemma
Martigny – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Wallis matt.svg Vallese
Distretto Martigny
Amministrazione
Lingue ufficiali Francese
Territorio
Coordinate 46°06′N 7°04′E / 46.1°N 7.066667°E46.1; 7.066667 (Martigny)Coordinate: 46°06′N 7°04′E / 46.1°N 7.066667°E46.1; 7.066667 (Martigny)
Altitudine 467 m s.l.m.
Superficie 24,99 km²
Abitanti 16 345 (31.12.2011)
Densità 654,06 ab./km²
Frazioni Chemin-Dessous, La Batiaz, La Verrerie, Le Guercet, Martigny-Bourg, Martigny-Ville
Comuni confinanti Bovernier, Charrat, Dorénaz, Fully, Martigny-Combe, Salvan, Vernayaz, Vollèges
Altre informazioni
Cod. postale 1920
Prefisso 027
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 6136
Targa VS
Nome abitanti Martignerains
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Martigny
Martigny
Martigny – Mappa
Sito istituzionale

Martigny (in arpitano Martegné, in tedesco Martinach) è una città del Canton Vallese di 16.345 abitanti. La città segue il ritmo delle sue esposizioni d'arte, qui si trova ad esempio il Museo del Sanbernardo. Per un soggiorno prolungato si consiglia il viaggio con l'Express del SanBernardo e con quello del Monte Bianco: due vie per ammirare il Vallis.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era l'antico oppidum celta di Octodurus, menzionata da Gaio Giulio Cesare nel corso della conquista della Gallia (58-50 a.C.). Era la capitale del popolo dei Veragri. Qui si combatté un'importante battaglia tra questo popolo e le forze romane del legato di Cesare, Servio Sulpicio Galba, nel 56 a.C..

La tradizione agiografica colloca la vicenda dei martiri della Legione Tebea ad Agauno, località lungo il Rodano nei pressi dell'abitato di Octodurus. Maurizio e gli altri soldati cristiani facevano parte del contingente con cui Massimiano si apprestava a soffocare le rivolte contadine dei Bagaudi. I martiri tebei - conosciuti anche come martiri acaunensi - sarebbero stati giustiziati per essersi rifiutati di prestare giuramento agli dèi prima della battaglia. Sul finire del IV secolo, Teodoro, il primo vescovo di Octodurus, avrebbe ritrovato le reliquie dei martiri diffondendone così il culto in tutto il Vallese e in Gallia.

La presenza romana è testimoniata da numerosi reperti archeologici. La città è famosa per il suo anfiteatro, restaurato nel 1978, che oggi ospita le tradizionali lotte tra vacche in autunno e per il "Comptoir". La città è famosa anche per il suo museo, la fondazione Pietro (Pierre) Gianadda, edificato sulle rovine romane. La fondazione ospita tre mostre pittoriche all'anno, ma ha anche l'esposizione permanente sui Gallo-romani.

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