Prealpi Bresciane

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Prealpi Bresciane
Continente Europa
Stati Italia Italia
Catena principale Alpi
Cima più elevata Punta Setteventi (2.250 m s.l.m.)
Massicci principali Catena Bresciana Occidentale
Catena Bresciana Orientale

Le Prealpi Bresciane sono un gruppo montuoso delle Prealpi Bresciane e Gardesane.

Interessano nella Regione Lombardia la Provincia di Brescia.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la SOIUSA sono una sottosezione alpina con la seguente classificazione:

La Partizione delle Alpi le inseriva nella grande sezione delle Prealpi lombarde.

L'AVE le inserisce nelle Alpi dell'Adamello e della Presanella[1] formando così il gruppo n. 49 di 75 delle Alpi Orientali.

Delimitazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il ristretto settore delle Prealpi Bresciane è delimitato dal bacino del Sebino ad ovest e dalla val Sabbia ad est. Il suo limite settentrionale è convenzionalmente fissato lungo la valle del fiume Caffaro, che culmina al passo di Crocedomini (1800 m), a nord del quale vanno a spegnersi i contrafforti meridionali del gruppo dell'Adamello.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Le Prealpi Bresciane si suddividono in due supergruppi separati dalla Val Trompia, quattro gruppi e due sottogruppi[2]:

Vette[modifica | modifica wikitesto]

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Le aree protette delle Prealpi Bresciane sono il monumento naturale Altopiano di Cariadeghe, il monumento naturale regionale del Masso di arenaria rossa del Permico e la riserva naturale Piramidi di Zone. Inoltre, il settore più meridionale del Parco dell'Adamello comprende un'area, seppur molto ristretta, che rientra nelle Prealpi Bresciane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In particolare le Alpi dell'Adamello e della Presanella hanno un'estensione maggiore secondo l'AVE rispetto alla SOIUSA appunto perché includono le Prealpi Bresciane.
  2. ^ Tra parentesi viene riportato il codice della SOIUSA dei supergruppi, gruppi e sottogruppi.
  3. ^ Detta anche Catena Setteventi-Muffetto-Guglielmo.
  4. ^ Detta anche Catena Dosso Alto-Monte Palo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.