Catena principale alpina

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Le due catene delle Alpi considerate principali. In giallo il tratto comune, in violetto e in rosso i due tratti alternativi. In nero i confini nazionali. Sono indicati il punto di snodo e i punti di congiunzione con Appennini ed Alpi Dinariche
Picco dei Tre Signori, da cui si snodano i due tracciati alternativi della catena principale delle Alpi.

La catena principale alpina è l'insieme di montagne delle Alpi dove corre lo spartiacque principale, ma essendo diffusi due diversi criteri per stabilire quale esso sia, ne derivano due criteri diversi per stabilire la catena principale.

Secondo un modo di vedere, la catena principale inizia dalla congiunzione con gli Appennini ed arriva con le sue ultime propaggini in prossimità di Vienna.

Secondo un altro criterio, la catena principale inizia sempre dalla congiunzione con gli Appennini, ma poi, formando un ampio arco, giunge sino al punto in cui iniziano le Alpi Dinariche.

Le due catene condividono dunque un lungo tratto, per poi dividersi al Picco dei Tre Signori, dopo il quale una prosegue verso nord-est, l'altra verso sud-est.

Adotta il primo criterio la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino del 2006, che considera come catena alpina principale quella che inizia alla Bocchetta di Altare o colle di Cadibona e termina nelle pendici prealpine situate nei pressi di Vienna, Graz, Maribor, Lubiana e della Sella di Godovici. In quest'ultimo valico, secondo questa convenzione, è posto il limite tra la catena alpina e le Alpi Dinariche. Questo criterio considera dunque come spartiacque principale quello che divide i bacini del Rodano[1], del Reno, e della parte del Danubio che scorre prima di Vienna, dal bacino del Po e della parte del Danubio che scorre dopo Vienna[2].

Adotta il secondo criterio la Partizione delle Alpi del 1926, che considera come catena alpina principale quella che inizia dalla Bocchetta di Altare o colle di Cadibona, dove le Alpi si staccano dagli Appennini, e che termina al Passo di Vrata, dove iniziano, secondo questa convenzione, le Alpi Dinariche. Questo criterio considera dunque come spartiacque principale quello che divide i bacini del Rodano, del Reno e del Danubio (verso ovest, nord ed est) dal bacino del Po (verso sud)[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Spartiacque della catena alpina. Rhone = Rodano; Loire = Loira; Garonne = Garonna; Adria = versante adriatico

In una catena montuosa la catena principale contiene normalmente le più importanti vette della catena stessa. Nelle Alpi tuttavia vi sono dei notevoli massicci montuosi separati dalla catena principale alpina, come ad esempio le Alpi del Delfinato e le Alpi Bernesi.

La catena principale alpina è ben individuabile nelle Alpi Occidentali; nelle Alpi Orientali perde via via di definizione mano a mano che si procede verso oriente.

Nelle Alpi Occidentali vi sono infatti solo due bacini idrografici: quello del Rodano e quello del Po. Nelle Alpi Orientali vi sono invece tre bacini idrografici principali: quello del Reno a nord, quello del Danubio ad est e quello del Po e degli altri fiumi italiani a sud. Il punto di triplice spartiacque è situato a Piz Lunghin.

Se, nelle Alpi Orientali, come spartiacque principale si intende quello tra il bacino del Reno da una parte e quelli del Danubio e del Po dall'altra, allora la catena principale termina con le Alpi della Bassa Austria alle porte di Vienna. Seguendo questo criterio, la catena principale alpina ha inizialmente un andamento verso ovest; in seguito piega verso nord fino al Monte Bianco. Dopo corre generalmente verso est-nord-est, anche se con vari mutamenti di direzione, fino alla Vetta d'Italia e infine termina con le Alpi della Bassa Austria.

Se invece, sempre nelle Alpi Orientali, come spartiacque principale si intende quello tra il bacino del Reno e del Danubio da una parte e quello del Po ed altri fiumi italiani dall'altra, allora la catena principale, dopo la Vetta d'Italia, piega verso sud-est e termina con le Alpi e Prealpi Giulie al Passo di Vrata.

La catena alpina principale segna lo spartiacque alpino tra il bacino idrografico del fiume Po a sud nella Pianura Padana, quello del Rodano lungo l'omonima Valle del Rodano ad ovest in territorio svizzero e francese, quello del Reno e del Danubio a nord in territorio svizzero e austriaco. Tale linea spartiacque segna anche il confine di Stato tra Italia, Francia, Svizzera e Austria. Lievi deviazioni del confine politico dalla linea spartiacque si ritrovano presso la Valle Stretta, il Lago del Moncenisio, nell'altopiano di Livigno o nella zona di Tarvisio. Simili considerazioni valgono anche per i confini linguistici.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Quadro d'insieme delle sezioni alpine secondo la SOIUSA e relativa numerazione.

Sono interessate dalla catena principale alpina le seguenti sezioni della Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino[4]:

Da questo spartiacque principale si staccano via via le altre sezioni alpine:

Bacini idrografici[modifica | modifica wikitesto]

Dalla catena principale alpina scendono i bacini idrografici soprattutto di questi quattro fiumi:

Partendo dalla Bocchetta di Altare nel primo tratto di andamento verso ovest si ha a nord il bacino del Po e a sud brevi fiumi che scendono nel mar Ligure. Quando la catena principale alpina si dirige verso nord fino ad arrivare al Monte Bianco troviamo a est il Po e vari suoi affluenti e a ovest il Rodano con i suoi affluenti. Nel tratto dal Monte Bianco alla Vetta d'Italia troviamo a sud il bacino del Po e in seguito quello dell'Adige mentre a nord si susseguono nell'ordine prima il bacino del Rodano, poi quello del Reno e infine quello del Danubio. Nell'ultimo tratto a sud troviamo nell'ordine i bacini del Piave, del Tagliamento e dell'Isonzo mentre a nord continua il bacino del Danubio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (e di altri fiumi tributari del Mediterraneo)
  2. ^ Sergio Marazzi, Atlante orografico delle Alpi, edizioni Priuli & Verlucca, 2005; cap. Slovenske Predalpe, pagina 317 Vedi Sergio Marazzi, La Suddivisione orografica internazionale unificata del Sistema Alpino, a pagina 3.
  3. ^ Sergio Marazzi, Atlante orografico delle Alpi, edizioni Priuli & Verlucca, 2005 (pagina 20), vedi pagine 1-3 e tavola "Tradizionale tripartizione italiana delle Alpi". Essendo numerosissimi i testi che, seguendo la Partizione delle Alpi, considerano il Passo di Vrata limite estremo delle Alpi, se ne riportano solo alcuni, a mero titolo di esempio, tra quelli più diffusi delle principali case editrici.
    • Carlo Griguolo, Chiara Forgieri, Daniela Romagnoli, Il nuovo giramondo, edizioni Paravia, 2014 (pagina 72) ISBN 9788839507532A;
    • Lorenzo Bersezio, I territori dell'uomo, Edizioni De Agostini, 1999 (pagina 143);
    • F. Cassone, D. Volpi, M. Ramponi, F. Dobrowolni, L'Argonauta, edizioni Lattes, 1996 (pagina 59)
    • Eduardo Garzanti ed altri, Il libro Garzanti della Geografia, edizioni Garzanti, 1995 (pagina 50);
    • G. Pittella (a cura di), Itinerari attraverso l'Italia, edizioni Giunti Marzocco, 1990 (pagina 94);
    • Guide rosse del TCI, volume "Trentino - Alto Adige, Touring editore (pagina 12);
    • Valerio Lugani (a cura di), Meravigliosa Italia, enciclopedia delle regioni, volume Trentino Alto Adige, edizioni Aristea (capitolo Il suo aspetto);
    • Ricciarda Simoncelli, Conoscere l'Italia, edizioni Le Monnier, 1984 (pagina 22);
    • M. Carazzi, F. Lebrun, V. Prevot, S. Torresani, Spazi e civiltà, edizioni Giunti-Marzocco, 1981 (tavola 20);
    • Giuseppe Morandini, Trentino-Alto Adige. 2ª edizione riveduta e aggiornata, edizioni UTET, 1971 (pagina 49).
    Inoltre, anche l'Enciclopedia Treccani e l'enciclopedia Treccani dei Ragazzi considerano il Passo di Vrata come limite sud-orientale del sistema alpino, alle pagine Alpi e Alpi.
  4. ^ Il numero riportato è il numero identificativo della sezione secondo la SOIUSA.
  5. ^ Il Tesslu (o Bocchetta Stretta) è un punto di valico situato sul crinale Val Mastallone/Valle Strona quotato 2304 e che separa la Cima Lago dall'Altemberg, vedi Alessandro Castello, Elio Protto e Sandro Zoia, Costiera Val Mastallone - Valle Strona, in Alpi biellesi e valsesiane, Guida dei Monti d'Italia, CAI/ TCI, 2013, pp. 292.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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