Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino

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Quadro di unione delle sezioni delle Alpi secondo la SOIUSA.

La Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino (SOIUSA)[1] è un sistema di classificazione geografica e toponomastica delle Alpi, elaborato da Sergio Marazzi[2] in collaborazione con i più importanti istituti e professionisti degli altri paesi alpini[3].

Storia e scopi[modifica | modifica wikitesto]

La SOIUSA, basandosi su aspetti geologici, geomorfologici, idrogeologici e fitogeografici, ed essendo inoltre compilata nelle lingue italiana, francese, tedesca, slovena (oltre a mantenere i toponimi nei dialetti locali), è una chiave internazionale di lettura della complessa orografia delle Alpi e un'innovativa proposta di aggiornamento per superare le tradizionali partizioni[4] pur valide, ma concepite dal punto di vista di ogni singolo Paese, a respiro quindi nazionale.

La Partizione delle Alpi, concepita dai geografi italiani, per esempio, fu introdotta nel 1926 dal Comitato Geografico Nazionale sulla base del documento "Nomi e limiti delle grandi parti del Sistema Alpino", proposti da una commissione nominata allo scopo durante il IX Congresso Geografico Italiano del 1924. È stata una delle prime tra le suddivisioni europee a prendere in considerazione l'intero territorio alpino e non solo quello compreso all'interno dei confini di un singolo stato[5]. Pur diffusa in ambito internazionale, specie in Francia[6], secondo l'autore della SOIUSA risente comunque di un'ottica italocentrica; negli ultimi decenni, per questo motivo, fu da vari autori considerata obsoleta.[7][8]

Nella SOIUSA si è cercato di conciliare i vari sistemi di raggruppamento italiano, francese, svizzero, austriaco e sloveno. In particolare, viene raggiunta l'armonizzazione tra i Gebirgsgruppen della Alpenvereinseinteilung der Ostalpen (abbreviata in AVE) (la suddivisione delle Alpi Orientali secondo i club alpini austriaci e tedeschi, curata da Franz Grassler, in aggiornamento alla precedente classificazione Moriggl-Einteilung der Ostalpen del 1924) con quelli del Geographische Raumgliederung Österreich (l'assetto geografico del territorio austriaco con le aree alpine bavaresi, messo a punto da Reinhard Mang).[9]

La SOIUSA, definita a partire dal 2001[10], è stata ufficialmente presentata all'inizio dell'anno 2006 col patrocinio del CAI esattamente ottant'anni dopo quella della Partizione delle Alpi, a seguito della pubblicazione del volume di Sergio Marazzi Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Ha ricevuto l'apprezzamento e il consenso da parte di studiosi e accademici di alcune università italiane e d'oltralpe,[11].

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

La SOIUSA è stata oggetto di seminari informativi e pubblicazioni web sia da parte del CAI[12] che della FIE[13].

Al di fuori degli ambiti strettamente accademici ed alpinistici viene utilizzata da varie pubbliche amministrazioni sia italiane che sovranazionali nelle loro pubblicazioni[14] [15] e in atti di programmazione e pianificazione[16] [17][18][19]. E' inoltre usata come suddivisione della catena alpina in pubblicazioni geografiche[20] e naturalistiche[21][22] [23] [24]. La Regione Piemonte ha pubblicato on-line, tramite ARPA-Piemonte, i tracciati GIS dei vari livelli classificatori che costituiscono la SOIUSA.[25]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Parametri SOIUSA del monte Bianco

La SOIUSA introduce la bipartizione del sistema alpino (Alpi Occidentali e Alpi Orientali) in sostituzione della precedente tripartizione (Alpi Occidentali, Alpi Centrali e Alpi Orientali), accettata in Italia e in parte anche in Francia, ma mai in Austria e Germania. Le due grandi parti (PT) delle Alpi Occidentali e delle Alpi Orientali sono separate dalla linea Reno - Passo dello Spluga - Lago di Como - Lago di Lecco.

Le due grandi parti si suddividono ulteriormente in:

  • 5 grandi settori (SR) ((DE) Sektoren; (FR) grands secteurs; (SL) velikih sektorjev)
  • 36 sezioni (SZ) ((DE) Sektionen; (FR) sections; (SL) sekcij)
  • 132 sottosezioni (STS) ((DE) Untersektionen; (FR) sous-sections; (SL) podsekcij)
  • 333 supergruppi (SPG) ((DE) Supergruppen; (FR) super-groupes; (SL) nadgrupa)
  • 870 gruppi (GR) ((DE) Gruppen; (FR) groupes; (SL) skupine)
  • 1625 sottogruppi (STG) ((DE) Untergruppen; (FR) sous-groupes; (SL) podskupine)

Grandi parti, grandi settori, sezioni e sottosezioni sono individuati tenendo conto sia del criterio morfologico, altimetrico, fitogeografico sia delle regioni storico geografiche alpine. Supergruppi, gruppi e sottogruppi sono individuati secondo un criterio alpinistico.

Nella classificazione sono talvolta presenti anche i settori intermedi tra i raggruppamenti:

Piramide SOIUSA, ovvero le varie suddivisioni delle Alpi secondo la SOIUSA.

Questa ulteriore suddivisione è stata introdotta «per meglio inquadrare i Gebirgsgruppen dell’AVE der Ostalpen, spesso diversi per dimensioni dai gruppi alpini occidentali, e per non dover escludere nomi usati in luogo per alcuni raggruppamenti non altrimenti inquadrabili»[26].

Le sezioni successive di questa voce seguono il seguente schema:

  • Denominazione sezione (massima elevazione)
    • Denominazione sottosezione (denominazione supergruppi)

L'abbreviazione iss sta per in senso stretto e serve a distinguere la denominazione di una sottosezione da quella omonima della sezione (che è da intendersi quindi in senso ampio).

Denominazioni[modifica | modifica wikitesto]

I nomi dei gruppi di alto livello (SR, SZ, STS) vengono forniti nelle quattro lingue più diffuse sull'arco alpino (tedesco, francese, italiano, sloveno) e in inglese, mentre le denominazioni dei gruppi di livello inferiore (SPG, GR, STG) vengono riportate nelle sole lingue delle nazioni interessate.

es.: la sottosezione Alpi del Moncenisio (STS.4.III ) è anche chiamata Nördliche Cottishche Alpen (de), Northern Cottian Alps (en), Alpes du Mont Cenis (fr) e Severne Kotijske Alpe (sl); al contrario invece per il Gruppo d'Ambin, situato sul confine tra la Francia e l'Italia, oltre alla denominazione italiana viene riportata solo quella francese (Groupe d'Ambin).[27]

Alpi Occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Le sezioni delle Alpi Occidentali secondo la SOIUSA.

Le Alpi Occidentali vanno dalla linea Savona - Colle di Cadibona - Montezemolo - Mondovì alla linea Reno - Passo dello Spluga - Lago di Como - Lago di Lecco. Sono suddivise in due grandi settori: Alpi Sud-occidentali e Alpi Nord-occidentali.

Alpi Sud-occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Sud-occidentali sono divise in 6 sezioni (SZ), 23 sottosezioni (STS) e 46 supergruppi (SPG):

Alpi Nord-occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Nord-occidentali sono divise in 8 sezioni (SZ), 32 sottosezioni (STS) e 89 supergruppi (SPG):

Alpi Orientali[modifica | modifica wikitesto]

Le sezioni delle Alpi orientali secondo la SOIUSA.

Le Alpi orientali vanno dalla linea Reno - Passo dello Spluga - Lago di Como - Lago di Lecco alla linea Vienna - Lago di Neusiedl - Graz - Maribor - Lubiana. Sono suddivise in tre grandi settori: Alpi Centro-orientali, Alpi Nord-orientali e Alpi Sud-orientali.

Alpi Centro-orientali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Centro-orientali sono divise in 6 sezioni (SZ), 25 sottosezioni (STS) e 64 supergruppi (SPG):

Alpi Nord-orientali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Nord-orientali sono divise in 7 sezioni (SZ), 27 sottosezioni (STS) e 69 supergruppi (SPG):

Alpi Sud-orientali[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Sud-orientali sono divise in 9 sezioni (SZ), 25 sottosezioni (STS) e 65 supergruppi (SPG):

Casi particolari[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni casi particolari necessitano di una spiegazione ulteriore circa le scelte operate dalla classificazione della SOIUSA.

Alpi Liguri[modifica | modifica wikitesto]

Le Alpi Liguri erano considerate dalla partizione delle Alpi non una sezione a sè stante ma un gruppo delle Alpi Marittime. I limiti erano i medesimi ma il Colle di Tenda le divideva da un altro gruppo delle Alpi Marittime, quello delle Alpi del Varo (gruppo "1b"). Il riconoscimento di una suddivisione indipendente da quella delle Alpi Marittime è stato considerato come uno dei meriti della SOIUSA.[15]

Carso[modifica | modifica wikitesto]

Il Carso in questa classificazione è escluso dalle Alpi a differenza, ad esempio, della Partizione delle Alpi che lo inseriva nelle Alpi. Tale scostamento deriva dal fatto che, secondo la letteratura geografica slovena, la zona del Carso non appartiene al Sistema Alpino ma alla Regione Continentale, ossia al sistema dinarico[28].

Questo fatto ha portato a un'interrogazione parlamentare, presentata dall'onorevole Roberto Menia il 17 giugno 2004, nella quale si ipotizzava il fatto che con questa visione Trieste non sarebbe più stata geograficamente italiana[29].

Lo studioso italiano di fenomeni carsici Fabio Forti ha sostenuto[30] che tale scelta sembra appoggiarsi solo su questioni puramente politiche, sorte dopo il secondo conflitto mondiale nel corso dei preliminari per il trattato di pace fra Italia e Jugoslavia. A suo giudizio, secondo la letteratura alpina, la regione carsica è sì una cerniera tra sistema alpino e sistema dinarico, ma è da attribuirsi al primo per questioni storiche[31], geografiche, geomorfologiche[32] e geologiche[33].

Dolomiti[modifica | modifica wikitesto]

La SOIUSA riconosce la sezione alpina Dolomiti con i medesimi limiti geografici della sezione alpina n. 18 della Partizione delle Alpi. Questo fatto è in contrasto con la definizione delle Dolomiti come l'insieme dei gruppi montuosi in cui è prevalente la roccia dolomitica. Occorre però tener presente che la SOIUSA, oltre che di criteri geologici, tiene anche conto di criteri di continuità territoriale. Questo spiega come in questa sezione siano inserite montagne che non hanno natura dolomitica, quali il Lagorai o la Cima d'Asta. Per contro altri monti a matrice dolomitica appartengono ad altre sezioni come le Dolomiti di Brenta, le Piccole Dolomiti e le Dolomiti Friulane[34] fino alle cosiddette Dolomiti di Valle Stretta (Alpi Cozie).

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione SOIUSA ha suscitato discussioni, critiche costruttive e, come è normale per tutte le proposte di cambiamento, ha suscitato anche alcune polemiche[35].

Ad esempio, è oggetto di critica da parte di alcuni soggetti e studiosi quali Werner Bätzing, consulente scientifico della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi e della Convenzione delle Alpi, secondo cui essa è «una miscela di punti di vista molto diversi, definiti in modo pragmatico e non sistematico», fonte a suo dire di mancanza di chiarezza. Bätzing critica anche il fatto che la suddivisione della SOIUSA si basa su regioni alpine storiche e geografiche nei raggruppamenti di rango inferiore, ma per quanto riguarda i raggruppamenti più ampi gli stessi criteri storico-geografici non sono tenuti in considerazione[36].

La Union Internationale des Associations d'Alpinisme non ha accettato i criteri della SOIUSA[36].

Limitatamente invece al confine tra Alpi e Appennini, su cui esiste comune consenso sulla Bocchetta di Altare (o, più familiarmente, il colle di Cadibona) in Liguria, dal punto di vista petrologico la Guida rossa del Touring Club Italiano, a differenza del SOIUSA, indica, quale confine litologico, il passo dei Giovi[37], poiché immediatamente a ovest di questo corre una faglia, la cosiddetta Linea di Sestri-Voltaggio, che rappresenta il punto in cui avviene il trapasso geo-morfologico tra i due sistemi montuosi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Internationale vereinheitlichte orographische Einteilung der Alpen (IVOEA);(FR) Subdivision Orographique Internationale Unifiée du Système Alpin (SOIUSA);(SL) Enotna Mednarodna Orografska Razdelitev Alp (EMORA)
  2. ^ Studioso milanese di orografia alpina
  3. ^ Hanno collaborato direttamente e indirettamente alla realizzazione di questo lavoro, molti cartografi e geografi dei principali istituti e università dei paesi alpini;
    • il prof. Josef Breu dell'Österreichisches Ost- und Südost-Institut di Vienna;
    • il prof. Eduard Imhof, già docente di topografia e cartografia al Politecnico Federale (ETH) di Zurigo;
    • il prof. Giuseppe Nangeroni, già docente di geografia presso l'Università Cattolica deI Sacro Cuore di Milano;
    • il dottor Franz Grassler, coordinatore dell'Alpenvereinseinteilung der Ostalpen (la Suddivisione delle Alpi Orientali secondo i club alpini austro-tedeschi).
    • il prof. Erik Arnberger e il prof. Lothar Beckel dell'Institut fur Kartographie dell'Osterreichische Akademie der Wissenschaften di Vienna;
    • il prof. Carlo Brusa dell'Università deI Piemonte Orientale di Vercelli;
    • il dott. Reinhard Mang, autore deI Geographische Raumgliederung Osterreich (l'Assetto geografico deI territorio dell'Austria),
    • il dott. Helmut Desoye e la prof. Maria Hornung dell'Osterreichische Geographische Gesellschaft di Vienna;
    • il dott. Miha Pavsek deI Geografski institut A. Melik dello Znanstvenoraziskovalni center SAZU (Centro ricerca scientifica dell'Accademia slovena delle scienze e delle arti) di Lubiana, coautore della Naravnogeo-grafska regionalizacija Slovenije (la Suddivisione della Slovenia in regioni geografiche);
    • il dott. Klaus Seidel deI Fachgruppe Bildwissenschaft dell'Institut fur Kommunikationstechnik dell'Eidgenössische Technische Hochschule (ETH) di Zurigo;
    • il professore Jurij Senegacnik dell'Università di Lubiana;
    • il prof. Michele Stoppa dell'Università di Trieste;
    • il prof. Robert Vivian e il prof. Claude Meyzenq dell'Institut de Géographie Alpine di Grenoble 1;
    • il Club Alpino Italiano di Milano e personalmente il prof. Annibale Salsa e il dott. Dante Colli;
    • il Club Alpin Français di Parigi e personalmente la signora Annie Bertholet;
    • il Club Alpino Svizzero di Berna e personalmente il dott. Claudio Abächerli, che, come Responsabile delle Pubblicazioni dapprima nel Comitato Centrale deI CAS e poi nel Comitato dell'UIAA, ha sempre seguito e sostenuto con vivo interesse la realizzazione deI progetto SOIUSA;
    • il Deutscher Alpenverein di Monaco, l'Osterreichischer Alpenverein di Innsbruck e l'Alpenverein Südtirol di Bolzano;
    • la Planinska zveza Slovenije (PzS) di Lubiana e personalmente il signor Franci Savenc;
    • l'Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche (UIAA) di Berna;
    • il Bayerisches Landesvermessungsamt di Monaco, il Bundesamt fur Eich- und Vermessungswesen (Landes-aufnahme) di Vienna, l'Institut za geodezijo in fotogrametrijo (Fakultete AGG) di Lubiana e personalmente l'ing. Miroslav Crnivec, l'Institut Géographique National di Parigi, l'Istituto Geografico Militare di Firenze, l'Ufficio Federale di Topografia di Wabern;
    • la Bergverlag Rudolf Rother GmbH di Monaco, la Casa Editrice Tabacco di Udine, le Éditions Arthaud di Parigi, le Éditions Didier-Richard di Grenoble, la Freytag-Berndt und Artaria di Vienna, l'Istituto Geografico Centrale di Torino, la Kompass-Fleischmann di Bolzano, la Kümmerly + Frey di Zollikofen/Bern, la Mairs Geographischer Verlag di Ostfildern, la Michelin di Parigi, la Westermann di Braunschweig e personalmente il dott. Ulf Zhan, la West Col Productions di Goring Reading e la Zeiler AG di Köniz/Bern;
    • Telespazio di Roma e personalmente il dott. Pierfrancesco Cardillo, nonché l'European Space Agency (ESA) di Frascati e personalmente il dott. Maurizio Fea e la dott. Gianna Calabresi.
  4. ^ Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, Nimbus (Società meteorologica italiana). URL consultato il 30 maggio 2019.
  5. ^ Sergio Marazzi, Atlante orografico delle Alpi, edizioni Priuli & Verlucca, 2005; cap. Slovenske Predalpe, pagina 317 Vedi Sergio Marazzi, La Suddivisione orografica internazionale unificata del Sistema Alpino, a pagina 1-2.
  6. ^ * Enrico Camanni (a cura di), Il Grande Dizionario Enciclopedico delle Alpi, in collaborazione con Club Alpino Italiano, edizioni Priuli & Verlucca, 2007. ISBN 9788880683926.
    • Sylvain Jouty , Pascal Kober , Dominique Vulliamy, Dictionnaire encyclopédique des Alpes, volume 1, edizioni Glénat, 2006. ISBN 9782723435277.
  7. ^ Lorenza Russo, Le Alpi, in Camminare in montagna. Norme - Consigli - Itinerari, Hoepli, 2008, ISBN 978-88-203-4068-1. URL consultato il 30 maggio 2019.
  8. ^ Alberto Soave, Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, Federazione Italiana Escursionismo, 6 maggio 2017. URL consultato il 30 maggio 2019.
  9. ^ L'UIAA che aveva sostenuto la SOIUSA tramite il signor Claudio Abächerli membro del comitato per una standartizazione a livello internazionale della nomenclatura delle Alpi, non ha dato corso al suo progetto finora.
  10. ^ Alpi, in Enciclopedia on line, Istituto Treccani. URL consultato il 30 maggio 2019.
  11. ^ Conferenza sulla SOIUSA 6 aprile 2006 "Le Alpi cambiano nome?" gli esperti si confrontano sulla SOIUSA, con Annibale Salsa – Presidente Generale del Club Alpino Italiano – Università di Genova Luigi Zanzi – Università di Pavia e dell'Insubria; Sergio Marazzi – autore de la SOIUSA; Guglielmo Scaramellini – Università di Milano; Fabrizio Bartaletti – Università di Genova; Ezio Vaccari – Università dell'Insubria; Coordina Pier Giorgio Oliveti – direttore de La Rivista del Club Alpino Italiano
  12. ^ Massimo Adovasio, La cordata delle biblioteche (PDF), in Lo Scarpone, gennaio 2007, Club Alpino Italiano. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  13. ^ Alberto Soave, Prealpi Luganesi, Federazione Italiana Escursionismo, 19 maggio 2017. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  14. ^ L'orografia delle Prealpi Varesine e delle aree limitrofe nell'ottica della Soiusa (PDF), in Economie e territorio, Camera di Commercio di Varese, 2002. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  15. ^ a b Andrea Parodi, Tra Piemonte e Mediterraneo (PDF), in Alpi Liguri, Le guide, nº 4, Regione Piemonte, 2011. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  16. ^ AA.VV., Le malghe in Friuli Venezia Giulia (PDF), in Il contesto socio-economico e ambientale del Friuli Venezia Giulia nello scenario di sviluppo rurale 2014-2020, Federica Cisilino (a cura di), INEA, 2014. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  17. ^ D.Bignami, A. Delli Compagni, Aspetti socio - ambientali (PDF), in Pro Integra Alpe, Vers. 1.3, 2018. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  18. ^ AA.VV., Invertebrati, in Aree prioritarie per la biodiversità nelle Alpi e Prealpi Lombarde, Regione Lombardia, 2009, pp. 22-25.
  19. ^ AA.VV., Rete Ecologica Regionale (PDF), in Piano Faunistico-Venatorio, Provincia di Sondrio, 2011. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  20. ^ Fabrizio Bartaletti, Introduzione, in Le Alpi, Franco Angeli, pp. 11, ISBN 978-88-568-3813-8.
  21. ^ (EN) Pierre Jolivet, Jorge Santiago-Blay e Michael Schmitt, Sudy region, in Research on Chrysomelidae, vol. 4, PenSoft Publishers, 2013, pp. 179. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  22. ^ Mario Grottolo, Davide Pedersoli e Mauro Agosti, I coleotteri carabidi del bacino superiore del fiume Oglio (Coleoptera Carabidae) Il contributo alla conoscenza della coleotterofauna del bresciano (PDF), in Annali del Museo Civico di Scienze naturali di Brescia, nº 40, Museo civico di Brescia, 2016. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  23. ^ Mauro GObbi, Duccio Tampucci e Marco Caccianiga, Appena scoperta, già minacciata: Oreonebria soror tresignore szallies & huber, 2014 (Coleoptera, Carabidae), in Rivista del museo civico di scienze naturali "E.Caffi", nº 31, Museo civico di scienze naturali di Bergamo, 2018.
  24. ^ AA.VV., Il territorio e il clima (PDF), in Foreste e torbiere delle montagne di Val Grigna, Società Botanica Italiana. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  25. ^ Topografia e dati di base - Arpa Piemonte - Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino - SOIUSA, Regione Piemonte. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  26. ^ Marazzi (2005), pag. 9
  27. ^ SOIUSA - Suddivisione orografica internazionale unificata del Sistema Alpino , articolo on-line di Sergio Marazzi su www.fioridimontagna.it (consultato nel febbraio 2012)
  28. ^ La Regione Continentale secondo Natura 2000
  29. ^ Camera dei deputati - interrogazione 4-10273 dell'On. Roberto Menia
  30. ^ Considerazioni geologiche sulla regione Giulia
  31. ^ Vardabasso 1945: La questione del confine politico italo-jugoslavo dal punto di vista fisico. La Venezia Giulia Terra d'Italia. Soc. Istr. Archeol. Sto. Patria 1-24.
  32. ^ Piccoli 1975. Studio aerogeologico strutturale del Carso goriziano-triestino della Slovenia occidentale e dell'Istria. Mem Ist geol Mineral Univ Padova, 31:1-38.
  33. ^ Carulli, Carobene, 1980. Evoluzione strutturale Plio-quaternaria del Friuli e della Venezia Giulia. CNR 489-545.
  34. ^ Franco de Battaglia e Luciano Marisaldi, Enciclopedia delle Dolomiti, Zanichelli Editore, Bologna 2000, ISBN 978-88-08-09125-3
  35. ^ Montagna e natura
  36. ^ a b Bilan et critiques (in Francese)
  37. ^ AA.VV, Piemonte (non compresa Torino), Touring club italiano, 1976, pp. 204. URL consultato il 28 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Articoli apparsi su alcune riviste:

  • Ambiente Società Territorio - Geografia nelle scuole' (rivista dell'Associazione Italiana di Insegnanti di Geografia, n. 4/2001)
  • L'Universo' (rivista dell'Istitudo Geografico Militare di Firenze, n. 4/2002)
  • La Rivista del Club Alpino Italiano' (n. 5/2003 e n. 6/2005)

Libri:

  • Sergio Marazzi, Atlante orografico del Monte Bianco, Priuli & Verlucca, 1991.
  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.(in collaborazione con il Club Alpino Italiano)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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