Lago di Como

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Lago di Como
Lario
LagoDiComo.jpg
Il Lario dal satellite
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Como Como
Lecco Lecco
Coordinate 45°59′25.08″N 9°15′42.12″E / 45.9903°N 9.2617°E45.9903; 9.2617Coordinate: 45°59′25.08″N 9°15′42.12″E / 45.9903°N 9.2617°E45.9903; 9.2617
Altitudine 197,39 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 145 km²
Lunghezza 45,7 km
Larghezza 4,4 km
Profondità massima 418 m
Profondità media 161 m
Volume 23,37 km³
Sviluppo costiero 170 km
Idrografia
Origine Glaciale
Bacino idrografico 5039 km²
Immissari principali Adda, Mera, Fiumelatte, Pioverna
Emissari principali Adda
Tempo di residenza 4-5 anni
Salinità < 0.05 % (acqua dolce)
Isole Isola Comacina
Insenature Laghetto di Piona
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di ComoLario
Lago di Como
Lario
Lagodicomo.png
« Te, Lari maxime »
(Publio Virgilio Marone, Georgiche, II, 159.)

Il lago di Como (Lagh de Comm in dialetto lombardo, AFI: [ˈlaːk de ˈkom]), detto anche Lario, è un lago lombardo naturale prealpino di origine glaciale ricadente nei territori appartenenti alle province di Como e di Lecco i cui capoluoghi sorgono nelle due estremità meridionali dei rispettivi rami. Si compone di tre differenti comparti, popolarmente definiti rami: il bacino di Como e quello di Lecco, pressoché simmetrici, e il bacino di Colico più ampio situato a nord. Si trova a circa 50 km a nord di Milano.

È il lago più profondo d'Italia[1], quello con maggiore estensione perimetrale e il terzo per superficie e volume.

Rifugio popolare per ricchi e aristocratici fin dall'epoca romana resta tuttora una delle mete turistiche privilegiate tanto da essere stato annoverato nel 2014 come il lago più bello del mondo dal quotidiano online "The Huffington Post", per il suo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e villaggi di prestigio.[2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori latini designano il lago di Como con il termine latino Larius o, come Polibio, nella forma greca Λάριος. Il limnonimo è di origine prelatina. Secondo Trombetti deriva dalla radice preindoeuropea *lar- col significato di "luogo incavato". Alexander Falileyev interpreta la derivazione dal celtico lāro- ʿpiana, suoloʾ < ie. *plāro- < *pelh- ʿlargo, pianoʾ. Si veda anche l'antico irlandese lár ʿsuoloʾ, l'antico cimrico laur ʿplateaʾ, l'antico bretone lor ʿsuoloʾ. A partire dal medioevo venne chiamato anche lacus commacinus, comacenus o comensis fino al definitivo lago di Como.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
(EN) Sacri Monti of Piedmont and Lombardy
Sacro Monte Ossuccio Via Cappelle 02.JPG
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (ii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2003
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente posto tra la pianura padana e le Alpi, il bacino del lago di Como, posto ad un'altitudine di 197,39 m s.l.m., ha una geometria molto articolata con una caratteristica forma a "Y" rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo:

« Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell'altra a Como, il naso a Domaso e il sedere a Bellagio. »

Il bacino, che misura 145 km², è composto da tre parti differenti: a sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico o Alto Lago, il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano.

È il lago più profondo d'Italia toccando i 418 metri di depressione massima fra le località di Argegno e Nesso e quinto in Europa[3] caratterizzato dai fondali in criptodepressione trovandosi ad oltre 200 metri sotto il livello del mare. In Italia è inoltre quello con maggiore estensione perimetrale misurando 170 km, terzo come superficie con 145 km² e volume con 23,37 km³[4]. Raggiunge una lunghezza massima di 45,7 km da Gera Lario a Como mentre la sua larghezza minima varia dai 650 metri tra Careno e Torriggia e i di 4,4 km tra Cadenabbia e Fiumelatte.
Il bacino idrografico si estende su una superficie di 4552 km² in suolo italiano e di 487 km² in suolo svizzero per un totale di 5039 km² il cui punto più elevato culmina sul Pizzo Bernina al confine fra i due stati.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Como è un bifido fiordo naturale profondamente scavato nei versanti montuosi delle prealpi comasche e bergamasche che fanno da cornice ad una costa contraddistinta da una morfologia territoriale di tipo variegato alternando dolci pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate e pareti a picco sul lago. Geograficamente è diviso in tre bacini, ciascuno con proprie caratteristiche. Nel ramo di sud-ovest, stretto e tortuoso, con i versanti ripidi e boscosi, si trova l’Isola Comacina, l’unica del Lario. Il ramo sud-est, denominato lago di Lecco, con la città al suo apice, guarda ad oriente il Gruppo delle Grigne (2410 m). Infine il ramo nord che è il più largo e aperto. I tre rami confluiscono al centro del lago davanti al promontorio di Bellagio, una delle località più celebrate per la bellezza del paesaggio e per le antiche tradizioni turistiche.
I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori connessi al bacino principale (il Lago di Mezzola a nord e i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

Paesaggio[modifica | modifica wikitesto]

« Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. »
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo I, 1840)
Il ramo lecchese visto dalla Valbrona
La località di Menaggio e l'alto lago

Decantato fin dall'800 dai maggiori poeti e musicisti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt il paesaggio offre un territorio profondamente variegato e ricco di storia ma nell'insieme discreto e armonioso.

I due principali centri abitati sono Como e Lecco, entrambi situati sulla punta inferiore dei due rami meridionali. Como è una città carica di storia e nel suo passato è stata di importanza strategica per tutta la regione, tanto da esser in grado di rivaleggiare con Milano. È la città con il più ricco patrimonio storico-artistico del Lario.
Sulle sponde del ramo orientale si trova la città di Lecco la quale deve la sua fama al celebre romanzo del Manzoni che in questo territorio ambientò il capolavoro letterario de I Promessi Sposi.
Arroccata su un promontorio situato al centro del Lario, la località di Bellagio, celebre in tutto il mondo per la bellezza paesaggistica e la mondanità che la contraddistingue, è lo spartiacque che divide i due rami principali del lago. Mentre quello di Lecco offre un panorama più aspro reso suggestivo dalla presenza di calette e insenature alternate a piccole località, quello di Como è caratterizzato dalla presenza dell'unica isola presente sul lago che, date le modeste dimensioni, ricorda uno scoglio affiorante dall'acqua. Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi. I paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche. Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all'altro della sponda grazie all'esigua larghezza del bacino (non più di un chilometro nei due rami meridionali). Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno "di massa" tipico del Lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell'aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d'epoca (osservabili dal lago più che dalla strada) e - per contro - dall'antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio ecc.).

A nord, presso i territori comunali di Colico e Dorio, è presente un piccolo golfo incavato, quasi a sembrare uno specchio d'acqua indipendente, chiamato laghetto di Piona; quest'ultimo fa da cornice all'omonima abbazia cistercense che sorge in prossimità delle sue rive delimitata dalla penisola dell'Olgiasca e dal Montecchio Sud. Nella baia sfocia il torrente Merla, le cui acque sono abbondanti solo durante il periodo delle piogge.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del lago di Como è complessa e tuttora oggetto di ipotesi e discussioni scientifiche. L'origine più probabile è quella prodotta da antiche e profonde escavazioni fluviali durante la crisi di salinità del Mediterraneo nel periodo miocenico e messiniano, rimodellato dalle ripetute erosioni glaciali pleistoceniche negli ultimi 2 milioni di anni[5]. La sua formazione, avvenuta durante l'era della postglaciazione, oltre un milione e ottocentomila anni fa, è dovuta allo scioglimento di un enorme ghiacciaio che si estendeva sino ai confini della Brianza dove ha formato le attuali colline moreniche. Il ghiacciaio Abduano che ha originato il lago scendeva dalla Valtellina e dalla Valchiavenna allungandosi con due enormi lingue verso la fossa padana; all'altezza di Menaggio si ramificava verso il Ceresio dando origine ad una faglia, chiamata in geologia linea di Menaggio creando in questa frattura la valle omonima con il lago di Como ad est e il Lago di Lugano ad ovest. Il dislivello relativo tra i due bacini è di 72 metri. Il lago si è formato quindi nella cavità scavata dal ghiacciaio, del quale si possono ancora vedere i segni dell’erosione lasciati sulle rocce delle montagne che circondano il Lario e dai numerosi massi erratici presenti soprattutto sulle alture del Triangolo Lariano.

Isola[modifica | modifica wikitesto]

Bellagio, la penisola di Lavedo e l'isola Comacina

L'unica formazione insulare del lago è l'Isola Comacina, di modeste dimensioni, ma con un prestigioso passato. Nel Medioevo, infatti, l'isola era una roccaforte indipendente e fu al centro di importanti avvenimenti storici. Nel 588 Autari espugnò il castello sconfiggendo il magister militum bizantino Francione debellando così l'ultima resistenza anti longobarda. Nel 1169 venne definitivamente distrutta dai comaschi aiutati dall'alleato germanico Federico Barbarossa come conseguenza della guerra decennale. Da allora, l'isola è rimasta totalmente disabitata. Gli edifici oggi presenti sono la secentesca chiesetta di San Giovanni, unica rimasta delle nove presenti, la locanda con annesso ristorante dove soggiornò Alfred Hitchcock e le piccole costruzioni razionaliste opera dell'architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell'antica basilica di Sant'Eufemia sono il simbolo antiche vestigia, rievocate annualmente il 29 giugno nella Sagra di San Giovanni.

L'isola è delimitata da una baia detta "Zoca de l'oli" [6], così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell'ulivo, oggi in parte ridotta a causa dell'incremento edilizio. Il campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena di Ossuccio, opera tra le più significative del lago, è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme al soprastante Sacro Monte di Ossuccio.

Oltre la baia si protende verso Lenno la penisola di Lavedo che delimita il golfo di Venere e che culmina nella Villa Balbianello, patrimonio del FAI. Anticamente il dosso di Lavedo era un'isola formatasi dal ghiacciaio Abduano, come l'isola Comacina. I detriti alluvionali l'hanno poi congiunto alla terra ferma.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Villa Lucertola con lo sfondo dell'alto lago
Vista del Lario dalla Riva bianca di Lierna

Livello e temperatura dell'acqua[modifica | modifica wikitesto]

Il livello medio delle acque del Lario, che si trova a 197,37 metri sul livello del mare, subisce variazioni stagionali talvolta di rilievo dovute principalmente alle abbondanti portate degli immissari durante il disgelo: le oscillazioni variano di circa 2 metri. Le portate abbondanti si presentano tra maggio e giugno, per le piogge e lo scioglimento delle nevi, e in autunno, per le consuete piogge. La regolazione tende dunque ad accumulare acqua nel lago tra aprile, maggio e giugno. Al superamento del livello di 1.20 metri è fissata la soglia di attenzione dove si ha l'esondazione in Piazza Cavour a Como; i dati storici sono registrati dall'ente preposto fin dal 1946 mentre la regolazione idraulica del Lago di Como è amministrata dal Consorzio dell'Adda. II tema riveste un'importanza notevole considerando l'enorme bacino imbrifero a monte del Lario e la conseguente necessità di evitare allagamenti e regolare lungo l'arco dell'anno il deflusso di acque che vengono impiegate da agricoltura e industria. L'opera di sbarramento del Lago di Como situata ad Olginate, è stata completata nel 1945. La regolazione tende dunque ad accumulare acqua nel lago tra aprile, maggio e giugno, poi il lago si svuota gradualmente tra luglio e settembre, per il forte utilizzo a valle, quindi a settembre comincia un nuovo periodo di invaso che dura sino a novembre e mira a soddisfare le esigenze idroelettriche invernali. Questi dati indicativi possono dunque far prevedere quale potrà essere il livello lacustre e dunque l'agibilità di porticcioli e dei moli in dati mesi dell'anno. La regolazione del lago consente dunque un razionale impiego delle acque e limita i danni provocati dall’acqua alta. Famosissima fu la piena del 1868 avvenuta prima dell'esecuzione delle opere di regolazione che superò di 3,97 metri lo zero idrometrico sommergendo vaste località rivierasche oltre al capoluogo comasco che fu inondato completamente nella zona intorno alla cinta murata.

A causa della sua posizione, nonché per le caratteristiche morfologiche, non è difficile comprendere le motivazioni per cui le acque del lago di Como risultano essere caratterizzate da temperature medio basse che variano di diversi gradi tra le varie località rivierasche principalmente connessa al fatto che esse si trovino o meno vicino a fiumi o grossi torrenti: nel periodo invernale la temperatura è pari a 5/6 °C ad ogni profondità mentre nel periodo estivo la temperatura superficiale (10-20 metri di profondità) si aggira intorno ai 23/24 °C.

Immissari ed emissario[modifica | modifica wikitesto]

Foce del torrente Varrone a Dervio

Il Lago di Como ha 37 affluenti. L'immissario principale, nonché unico emissario, è l'Adda che si immette nel Lario a nord, dove segna il confine tra le Province di Como e Lecco, all'altezza del Pian di Spagna. Accanto ad esso vi sono tuttavia molti altri corsi d'acqua che vi confluiscono direttamente. Il principale è il Mera che porta le acque di Valle San Giacomo e Val Bregaglia nel Lago di Mezzola, un tempo facente parte del Lario e da esso separato dalla zona umida del Pian di Spagna; assieme all'Adda è l'unico altro fiume di carattere alpino e non a regime torrentizio. Sino al 1858, anno in cui venne rettificato l'attuale letto del fiume Adda, esso era un affluente diretto dell'Adda nell'ultimo tratto prima del lago di Como. Tutti gli altri immissari sono caratterizzati da percorso breve e regime torrentizio; essi nascono infatti dalle montagne che circondano e si specchiano direttamente nel Lario. Spesso gli stessi paesi sorgono sui conoidi di deiezione formati nel corso dei millenni dal materiale trasportato a lago da questi torrenti, e basta un'accurata visione di una cartina per rendersene conto.
Partendo da nord e dalla sponda occidentale i principali sono: il San Vincenzo, che entra all'altezza di Gera Lario; il Livo, all'altezza di Domaso; il Liro, poco dopo Gravedona; l'Albano, all'altezza di Dongo; il Sanagra, all'altezza di Menaggio; il Perlana, all'altezza di Lenno; il Telo, all'altezza di Argegno; il Breggia, all'altezza di Cernobbio e il Cosia, che, interrato, entra direttamente a Como, sfociando accanto allo Stadio di calcio Sinigaglia.
Sulla sponda orientale, sempre partendo da nord, si trova il Varrone, che sfocia all'altezza di Dervio; il Pioverna, all'altezza di Bellano; il Masna e l'Esino a Perledo, il Meria a Mandello del Lario, il Gerenzone e il Caldone che sfociano entrambi sul lungolago di Lecco.
Nella zona del Triangolo Lariano l'unico immissario di una certa rilevanza è il Perlo, che sfocia nel lago all'altezza di Bellagio oltre al Rio Torto che è l'unico emissario del vicino Lago di Annone.

A fronte dei numerosi immissari il Lago di Como ha, come tutti gli altri laghi prealpini, un solo emissario, che è l'Adda. Esso esce dal lago all'altezza di Lecco e, dopo avere formato i piccoli laghi di Garlate ed Olginate, prosegue la sua corsa verso la Pianura Padana e il Po. Data la caratteristica forma ad "Y" rovesciata, il ramo di Como riceve un minore apporto d'acqua corrente rispetto al resto del lago. Complice la forte urbanizzazione presente nel bacino comasco, quest'area risulta avere un ricambio delle acque più lento e di conseguenza si registra un maggior inquinamento e una minor balneabilità. Come precedentemente accennato, l'Adda rappresenta, per importanza di portata, il principale emissario e immissario del Lario. Per tale ragione, il fiume dovrebbe svolgere la normale funzione di regolatore di livello idrografico, una sorta di naturale "troppo pieno".

Le esondazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le località costiere del Lario sono da sempre interessate da fenomeni di straripamenti anche veloci delle sue acque che fuoriescono dagli argini, inondando le zone poste a quote altimetriche inferiori. La città che più di altre subisce tali calamità è Como dove il centro storico è spesso protagonista di esondazioni. Quando le acque del lago raggiungono la quota di 120 centimetri oltre lo zero idrometrico coincidono con l'allagamento di Piazza Cavour attivando la soglia d'attenzione. Questa soglia è stata modificata di 30 cm al ribasso nel 1965 a causa del progressivo abbassamento della piazza di circa 60 cm subito fra il 1965 e il 1973. Di questo fenomeno ne risentono prepotentemente le attività commerciali, la viabilità, la gestione degli acquedotti e delle fogne.
Oltrepassata la quota 140 cm i danni iniziano ad essere rilevanti in quanto si supera la soglia di allarme dando origine a diffusi fenomeni di esondazione nelle aree prospicienti le sponde.

La prima esondazione documentata è del 1431; dal XV secolo al XXI se ne contano centinaia e alcune molto estese in città, come quella del 1673, ricordata da due lapidi in via Volta e in via Diaz. Nel 1703 l’acqua arrivò, all'interno del Duomo di Como, ai pilastri degli organi. Altre ne seguirono fino al 2010, quando la sistemazione della diga di Olginate costruita nel 1945 e situata a sud di Lecco pose quasi fine alla fuoriuscita straordinaria del lago. I provvedimenti sono stati tuttavia minimi e si limitano alla pulizia dell’alveo dell’Adda a Lecco (ghiaia da togliere e reti o nasse da evitare), mentre a Como, dopo il repentino innalzamento del livello stradale nel tardo medioevo, non si può far nulla se non sopraelevare, forse, qualche edificio.
Il terzo millennio si apre con il lago in piazza Cavour ogni anno: nel novembre 2000, giugno 2001 e novembre 2002. Curiosamente dal 7 gennaio 2008, giorno dell’avvio del cantiere delle paratie, il lago è uscito solo in rare occasioni: nel luglio 2008 con conseguenze notevoli e nel maggio 2010 senza creare però particolari disagi.

Di seguito i principali eventi:
(Dati riferiti all'idrometro di Malgrate e resi attendibili a partire dal 1 gennaio 1946 dall'ente preposto alle osservazioni)

Anno Altezza oltre lo zero idrometrico Note
29 giugno 1673  ??? Lapidi in via Volta (all'altezza dell'attuale Biblioteca Comunale), e in via Diaz (all'altezza del Teatro Cressoni)
1703  ??? Il livello dell'acqua raggiunse i pilastri dell'organo all'interno del Duomo di Como
novembre 1801  ??? Il livello del lago raggiunse il Duomo di Como
giugno 1804  ??? Il livello del lago raggiunse il Duomo di Como
novembre 1807  ??? Il livello del lago raggiunse il Duomo di Como
maggio 1810  ???
1816  ??? Definita esondazione di notevole entità
1821  ??? Definita esondazione di notevole entità
settembre 1829 393 cm
18 giugno 1855 356 cm
6 ottobre 1868 397 cm Circa ⅓ della città di Como sommersa; massimo livello idrometrico registrato
1886 200 cm
settembre 1888 368 cm
17 giugno 1901 312 cm
settembre 1920  ???
2 novembre 1928  ???
24 giugno 1946 199 cm Portata erogata 549 m³/s
21 giugno 1948 205 cm Portata erogata 567 m³/s
30 maggio 1951 182 cm
26 giugno 1951 205 cm Portata erogata 599 m³/s
8 agosto 1951  ??? Esondazione del torrente San Vincenzo a Gera Lario che causò la morte di 17 persone
25 giugno 1957 197 cm
9 luglio 1960 168 cm Portata erogata 520 m³/s
18 luglio 1973 166 cm
1976  ???
10 luglio 1980 197.5 cm Portata erogata 651 m³/s; afflusso al lago 525 m³/s
25 maggio 1983 206.5 cm
18-26 luglio 1987 264 cm (livello max 18/07/1987) Alluvione in Valtellina; massima portata di deflusso (918 m³/s); portata erogata 917 m³/s; afflusso al lago 1835 m³/s
settembre/ottobre 1993 265 cm Livello di esondazione superato per 33 giorni consecutivi: dal 25/9 al 28/10/1993
1 luglio 1997 233.5 cm Portata erogata 765.7 m³/s; afflusso al lago 824.5 m³/s (29/6/1997: afflusso al lago 1101.4 m³/s)
26 novembre 2002 265 cm Disastrosa frana in Valsassina; massima portata di afflusso (1850 m³/s)
15 luglio 2008 160 cm Portata erogata 625.6 m³/s; afflusso al lago 791.2 m³/s (13/7/2008: afflusso al lago 1201.8 m³/s)

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Panorama verso nord dal Monte San Primo
Veduta del centro lago
Centro di Como

Il clima è quello continentale della Lombardia, lievemente temperato dalla massa d'acqua lacustre. Più freddo, comunque, del Lago di Garda, presenta piccole differenze da zona a zona determinate dall'orografia locale. È rigido nel ramo comasco, specialmente nella sponda interna esposta a nord, più mite nel centro lago e lungo la riviera orientale lecchese. Le precipitazioni sono maggiori a occidente e nel Triangolo Lariano.

Venti[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Como è protetto dalla catena alpina dai venti freddi che spirano dal nord Europa ma nel momento in cui impattano sulle montagne circostanti, o semplicemente si incanalano lungo le sponde, i venti sinottici subiscono spesso forti variazioni di intensità e direzione, determinando spesso locali rinforzi o mollane. In generale i venti di brezza hanno la maggiore forza quando i contrasti termici tra acqua e terreno e tra pianura e montagne sono più evidenti. Ciò nonostante su tutto il territorio lariano il fenomeno è alimentato principalmente da due venti locali e ad ore regolari: la Breva e il Tivano.

  • la Breva (da Brivio, località lungo l'Adda da cui questo vento spira) è determinato dalla differenza termica dell'aria più fredda presente sul lago e sulla Pianura Padana rispetto alle coste e alle montagne alpine. Proveniente da meridione il vento soffia in maniera costante e senza eccessive variazioni di direzione (se non determinate dalla particolare orografia dei luoghi) da mezzogiorno sino a poco prima del calare del sole rimanendo comunque più intenso da Dervio verso nord. Non è raro assistere ad una Breva di 20 nodi, in particolare nel periodo di tarda primavera o inizio autunno dando sollievo al caldo diurno, ovvero quando i contrasti termici tra terreno e acqua e tra montagne e pianura sono maggiori. In alto lago è facile intuire l'arrivo della Breva, e anche la sua intensità con un certo preavviso, osservando l'intensità della foschia verso Bellagio: tanto meno si riesce a scorgere il promontorio bellagino, tanto più intenso sarà il vento. Se le condizioni meteorologiche sinottiche favoriscono sin dal mattino la comparsa di vento da sud, è molto probabile che durante il giorno la Breva si presenti particolarmente forte, con punte sino a 25 nodi. In basso lago si fa attendere più a lungo, rimanendo spesso un'illusione. Questo avviene soprattutto nel ramo di Como, dove la conformazione del lago non permette al vento di distendersi regolarmente. Fa eccezione la zona tra Argegno e Brienno, dove riesce a soffiare con una certa regolarità, seppur debole rispetto all'alto lago.
  • il Tivano (dal francese petit vent, vento debole) è un vento meno forte e durevole ma presente in maniera regolare tutto l'anno che soffia la notte e durante le prime ore del mattino dai quadranti settentrionali determinato dalla differenza di temperatura tra l'acqua relativamente calda e il terreno ancora freddo raggiungendo una velocità media di 12-15 nodi nel basso lago specialmente nel ramo lecchese dove il fenomeno raggiunge i suoi picchi. La natura termica del fenomeno è spesso accompagnata da una leggera foschia che si dirada velocemente. I dislivelli termici tra lago e costa, e tra Pianura Padana e montagne, si vanno infatti progressivamente colmando e a breve il Tivano, laddove presente, si attenua, lasciando spazio ad una situazione di calma. L'assenza del vento in basso lago è generalmente segnale premonitore dell'arrivo di brutto tempo.

Allo scemare del contrasto termico, il vento, dove non scompare, cambia direzione, sino a provenire dalle montagne circostanti: sono questi i venti montivi, che soffiano dal tramonto sino alle prime ore della notte dalle vallete laterali, in maniera parecchio irregolare e non riuscendo in alcun caso a stendersi su tutta l'estensione del lago. I temporali estivi, alterando il normale regime delle brezze, lasciano spazio ad un ulteriore nutrito ventaglio di venti laterali particolarmente insidiosi. Il più temibile di questi è il menaggino, che scende improvviso in luglio e agosto dal corridoio della Val Menaggio che sconvolge le acque e crea pericolo per le barche. Altri venti con la stessa modalità soffiano dalle vallate circostanti: il garzeno dalla Valle Albano, il sant'Anna dalla Val d'Intelvi, il bellanasco dalla Valvarrone e altri minori.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio lariano, che costituisce un'area a clima privilegiato e mite, è una zona protetta per via della presenza di fauna e flora particolari sempre più rare in Italia. Presso il Museo delle Grigne ad Esino Lario è presente una ricca sezione naturalistica dedicata all'analisi dettagliata delle diverse zona fito-climatiche del territorio lariano suddivise per fasce altimetriche e ambientazioni naturalistiche dell'ambiente. ll clima e le piogge (2000 mm circa l’anno), concentrate in primavera e in autunno, favoriscono lo sviluppo di una flora di tipo mediterraneo: olivo, alloro e cipresso sono frequenti sui pendii che fiancheggiano il lago mentre nei parchi delle ville si trovano anche piante tropicali e subtropicali che si sono ben adattate. La vegetazione è ripartita per zone altimetriche, con essenze mediterranee lungo la costa, querce e castagni nella zona collinare (500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. Il piano più elevato (fino a 2000 metri) è caratterizzato da ginepri, rododendri, mirtilli e ontani verdi.

La fauna ittica del lago è scarsa seppur in passato la pesca era un'attività eminente. Nel lago sono state classificate oltre 26 specie ittiche, alcune autoctone,come l'agone, il cavedano, il persico reale, il luccio, la bottatrice, le anguille e le alborelle, la trota di lago e altre alloctone come il lavarello, il pesce gatto nero, il persico trota o il persico sole. Alcune specie alloctone si sono rivelate invasive e dannose per l'ecosistema lacustre e sono oggetto di interventi di contenimento, ad esempio il siluro, il gardon e il carassio ma è il gambero della Louisiana che, data la sua aggressività, si è sviluppato in maniera prepotente nelle acque del lago superando le specie autoctone.[7]
Importante l'incubatoio Marco de Marchi di Fiumelatte, moderno stabilimento per la pescicoltura. La pesca sul lago è oggi severamente regolamentata.

Sulle sponde del lago in una cava nei pressi del comune di Perledo a fine 800 sono stati ritrovati anche fossili di pesci preistorici come il Perleidus e il più famoso rettile Lariosaurus, scambiato erroneamente per il "Mostro del Lario", il cui primo esemplare fossile fu rinvenuto a Perledo circa nel 1830.

Aree protette e parchi naturalistici[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il territorio lariano, dall'alto lago fino alla Brianza passando per le valli montane è un'area caratterizzata da parchi e riserve naturali protette, ricche di vegetazione e popolati da numerose specie animali. Grazie alle numerose proposte e attività svolte i parchi sono mete ideali per gli amanti del trekking e del turismo didattico.

I parchi regionali che circondano il Lago di Como sono:

Oltre ai parchi regionali sono numerose le riserve naturali, autentiche perle del Lago di Como caratterizzate da una grande varietà di flora e fauna. Tra queste spicca la Riserva del Pian di Spagna che domina l'Alto Lago, alla quale si aggiungono aree più piccole ma non meno incantevoli come quella presso il Lago di Sartirana, il Parco Valle Albano e la Riserva di Malascarpa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile dello xenodochio di santa Maria Maddalena ad Ossuccio

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Testimonianze archeologiche risalenti al Paleolitico, al musteriano e al mesolitico riscontrate in altura ad Erbonne e al buco del piombo, documentano la frequentazione di cacciatori - raccoglitori che giungevano a caccia di grandi branchi di erbivori, spinti dalla ricerca del cibo. L'eneolitico vede fiorire la cultura di Civate.

L'inizio del I millennio a. C. durante l'età del ferro nasce Comum oppidum e si sviluppa la civiltà comacina, inserita nella più ampia cultura di Golasecca. Gli storici comaschi classici, riportando le parole di Catone il Censore, Plinio il Vecchio e Tito Livio, attribuiscono la fondazione di Como agli Orobi o Orumbovii. Gli archeologi moderni chiamano questa popolazione Golasecchiani, popolazione di Liguri celtizzati, perché nati dalla fusione della precedente gente ligure con la popolazione celtica della Cultura di Canegrate.

Nel VI secolo a.C. Como raggiunge il massimo sviluppo intrattenendo rapporti culturali e commerciali da una parte con le popolazioni hallstattiane transalpine, dall'altra con il mondo italico etrusco a sud e paleoveneto ad est. La città non era costruita nella paludosa convalle attuale, ma sulle pendici sud del monte Croce. Altre popolazioni sono documentate abitanti il territorio lariano oltre ai Comenses: gli Adsuciates nella zona di Ossuccio e gli Aneuniates in altolago.

Epoca Romana e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 196 a.C. l'esercito del console Claudio Marcello sconfigge i Comenses e conquista la città. Comum verrà poi rafforzata e ricostruita dopo una scorreria di Reti e ripopolata con 3.000 coloni nel 77 a.C.. Infine, dopo aver bonificato la zona paludosa, nel 59 a.C. verrà rifondata col nome di Novum Comun nella sede attuale in riva al lago per volere di Gaio Giulio Cesare probabilmente in un'ottica di espansione transalpina, considerando l'importanza strategica della città e del suo lago. 5.000 coloni, tra cui 500 nobilissimi greci, si insedieranno per popolare la nuova colonia. È in questo contesto che viene tracciata sulla sponda occidentale del lago la via Regia da Como a Summus Lacus. In epoca imperiale poi Como vedrà un notevole sviluppo demografico, la città verrà abbellita con sontuosi edifici, come le terme e la biblioteca e sulle rive del lago Plinio il Giovane costruirà le sue due ville, la Comoedia e la Tragedia, che ancora oggi ogni comune rivierasco si contende l'appartenenza. La città lariana quindi si assume la supremazia dei traffici commerciali tra l'Italia e le regioni transalpine, supremazia che manterrà per tutto il medioevo, mentre dal punto di vista strategico militare diventerà un avamposto per la pacificazione dei popoli alpini e per la conquista della Germania poi. Certamente la via Regina ha avuto la sua importanza per raggiungere via terra i passi alpini dello Spluga e del Maloja ma fondamentale fu la via d'acqua rappresentata dal lago. I nautae lariani raggruppati ne Collegium nautarum Comensium[8] erano i veri padroni del lago e la flotta del lago era sotto la responsabilità del Praefectus classis cum curis civitatis, l'autorità civile e militare della città.

I centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

La sponda occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di Careno

Partendo da Como e risalendo lunga la sponda occidentale, si incontra Cernobbio, sede di ville monumentali quali Villa d'Este, Villa Erba e Villa Pizzo (quest'ultima costruita nel XVI secolo). A Moltrasio soggiornarono il musicista Vincenzo Bellini, Matthew Bellamy (frontman dei Muse) e il primo ministro inglese Winston Churchill. Dopo Laglio - il paese noto per la residenza dell'attore George Clooney -, Brienno è uno dei borghi più antichi, rimasto praticamente intatto da oltre un secolo, ma danneggiato da alcune frane nel 2011. Risalendo sempre lungo la sponda occidentale, oltre il promontorio del Lavedo si apre il golfo di Venere, una suggestiva insenatura situata nei pressi di Lenno che insieme ai borghi di Mezzegra, Ossuccio e Tremezzo formano il comune di Tremezzina; Cadenabbia e Griante (quest'ultimo già luogo di villeggiatura del cancelliere tedesco Konrad Adenauer), sono mète del tradizionale turismo anglosassone. Sono classiche le visite ai giardini di Villa Carlotta e le escursioni alla panoramica chiesetta di San Martino.
L'ampio paesaggio dell'alto lago è caratterizzato da un aspetto più solitario. I venti regolari che spirano al mattino da nord (il Tivano) e al pomeriggio da sud (la Breva) sono più burrascosi che non nei rami meridionali del lago. Superata Rezzonico e i tre paesi Cremia, Pianello del Lario e Musso si giunge a Dongo, dove si consumò l'ultimo atto della storia del Fascismo con la cattura di Benito Mussolini e la sua fucilazione a Giulino. Poco più avanti, Gravedona è sede di uno dei massimi esempi dell'architettura romanica lombarda: la Chiesa di Santa Maria del Tiglio.

La sponda orientale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ramo di Lecco.
Il pittoresco borgo di Varenna

Al limite settentrionale del Lario, alla confluenza dei fiumi Mera e Adda, si stende l'oasi naturale del Pian di Spagna, area pianeggiante di interesse naturalistico circondata da campeggi rivieraschi. Scendendo lungo la sponda orientale, si trova Colico, il comune più popoloso dell'alto lago; in questa località si trovano le due opere difensive di Montecchio Nord e il Forte di Fuentes. Mentre la prima risale alla Grande Guerra la seconda venne ultimata nel 1609 sotto la dominazione spagnola per contrastare l'espansione della Repubblica delle Tre Leghe. Poco più a sud un'insenatura boscosa forma il laghetto di Piona nelle cui vicinanze sorge l'omonima abbazia cistercense. Alle spalle si erge la mole del monte Legnone, alto 2609 metri. Poco più a sud è situato il pittoresco borgo di Corenno Plinio, frazione del comune di Dervio, noto per il suo caratteristico borgo dominato dal castello e per le sue attività sportive legate alla vela e ai windsurf. Da Dervio si possono inoltre raggiungere i piccoli comuni montani della Valvarrone o proseguire verso Lecco raggiungendo Bellano dove il celebre canyon dell'Orrido scavato nella roccia 15 milioni di anni fa dal fiume Pioverna attrae numerosi visitatori ogni anno.
Si ritorna quindi nel centro lago, a Varenna, uno dei borghi più suggestivi di tutto il Lario; sormontata dal Castello di Vezio è una rinomata meta turistica celebre per Villa Monastero con l'attiguo giardino botanico di pregevole bellezza e la frazione di Fiumelatte. Da Varenna si può percorrere la strada provinciale che, passando da Perledo, sale ad Esino Lario e al Gruppo delle Grigne; è inoltre il punto d'approdo principale della riviera orientale dove numerosi traghetti con trasporto auto la collegano a Bellagio e Cadenabbia. Il ramo orientale che scende verso la città di Lecco (lago di Lecco) è caratterizzato da rocce a strapiombo e piccole spiagge di ghiaia. I paesi lungo il tragitto sono Lierna (chiamata "la piccola perla del lago di Como") dove si può ammirare il grazioso borgo di Castello arroccato su un piccolo promontorio sulla costa di riva bianca, Mandello del Lario, sede storica della Moto Guzzi, e Abbadia Lariana oltre al capoluogo lecchese reso celebre dal romanzo I Promessi Sposi che ivi fu ambientato.

Il triangolo lariano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Triangolo Lariano.
L'incrocio dei tre rami con la penisola di Bellagio

Risalendo il Lario dal capoluogo lecchese il primo borgo che s'incontra è Malgrate, un piccolo centro molto vivace e caratteristico, il cui lungolago recentemente restaurato regala un suggestivo panorama su Lecco e il Resegone. Oltre Valmadrera la strada provinciale costeggia il monte Moregallo lasciando spazio a piccole spiagge rocciose prima di attraversare i centri di Onno, Vassena e Limonta. Bellagio è la località turisticamente più frequentata. Situata sulla punta del promontorio che divide i tre rami del Lario, è nota per le sue ville monumentali (Villa Melzi e Villa Serbelloni, sede della fondazione Rockefeller) e per la scalinata dei negozi sulla quale si affaccia la casa di Franz Liszt. Vi trascorse una giornata il presidente americano J. F. Kennedy. Bellagio vanta inoltre il prestigio di essere il comune italiano scelto per il Douzelage, una sorta di associazione di gemellaggio comprendente una città per ogni paese dell'Unione europea.
Dalla frazione di Visgnola si può raggiungere il valico del Ghisallo, celeberrima strada nota nel ciclismo internazionale.
Scendendo verso Como, Lezzeno è preceduta da Villa Lucertola e dalla scogliera dei Grosgalli, in gran parte disabitata e ancora memore di antiche credenze legate alla stregoneria. Più a sud, a Nesso, sono da segnalare le antiche case raccolte intorno all'imboccatura dell'orrido e il ponte medievale della Civera.
Una nota a parte merita la misteriosa villa Pliniana a Torno. Nei suoi saloni furono ospiti Napoleone, Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Stendhal, Byron, Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini e Gioachino Rossini. Leonardo da Vinci studiò la fonte intermittente che sgorga da una roccia, oggi racchiusa nella corte interna dell'edificio. Antonio Fogazzaro vi ambientò il romanzo Malombra, da cui le scene dell'omonimo film di Mario Soldati.

Le ville storiche[modifica | modifica wikitesto]

Giardini di Villa Carlotta
Villa Monastero

Il lago è ben noto per le sontuose ville che costeggiano le rive fin dall'epoca romana come testimoniano i ritrovamenti dei resti di una villa dell'Antica Roma nel borgo di Villa (da cui prese il nome) presso la località di Lierna identificata dagli storici come Villa Commedia, una delle due costruzioni fatte realizzare sul Lario da Plinio il Giovane.[9]
Fra le dimore storiche più celebri del territorio spiccano Villa Carlotta costruita per volere del marchese milanese Giorgio Clerici nel 1690; situata a Tremezzo, occupa un sito di oltre 7 ettari che comprende, oltre all'edificio di grande imponenza noto per le raccolte d'arte, anche il vasto giardino botanico. Dopo aver ospitato Stendhal nel 1818 fu acquistato dalla principessa Marianna di Nassau come regalo di nozze per la figlia Carlotta da cui prende il nome.
Sulla stessa costa si trovano inoltre Villa d'Este, costruita nel 1568 dal cardinale Tolomeo Gallio successivamente trasformato in resort di lusso e sede di importanti convegni internazionali e Villa del Balbianello, situata sui resti di un antico monastero francescano su un promontorio nei pressi dell'isola Comacina a Lenno, protetta dal FAI.
A Bellagio appartengono la dimora neoclassica di Villa Melzi d'Eril realizzata fra il 1808 e il 1810 e Villa Serbelloni, costruita nel XV secolo sui resti di un antico castello raso al suolo nel 1375 attualmente sede della fondazione Rockefeller di New York; secondo alcune fonti si ritiene che il sito in cui sorge l'edificio sia quello della seconda villa lariana di Plinio il Giovane (la Tragoedia).
Sulla sponda lecchese la dimora storica più prestigiosa è Villa Monastero nel piccolo borgo di Varenna. Così come ricorda il nome, venne fondato alla fine del XII secolo come monastero femminile cistercense successivamente trasformato e ristrutturato in stile eclettico di gusto nordico tra il 1897 e il 1909 dal suo ultimo proprietario tedesco Walter Keesil. Acquistata dalla Provincia di Lecco è oggi una casa museo che ospita un interessante itinerario botanico arricchito da palme tropicali che costeggiano le rive del lago.

Altre dimore storiche di rilievo sono Villa Pliniana a Torno, Villa Olmo a Como, Villa Manzoni a Lecco, Palazzo Gallio a Gravedona, Villa Erba, Villa Bernasconi e Villa Allamel a Cernobbio.

I castelli e le fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Vezio

Luoghi incantati che ricordano un passato medievale non proprio tranquillo. Nell'alto lago, più precisamente a Dervio, si trovano il castello di Orezia con una torre dell'XI secolo e il castello medievale di Corenno Plinio nella frazione omonima. Sempre sulla sponda orientale, in una frazione del comune di Perledo, a Vezio, si erge la fortificazione più celebre del lago, forse a protezione dell'abitato di Varenna fra il XII e il XIII secolo. Si dice che il Castello di Vezio fosse voluto dalla Regina Teodolinda. Scendendo verso Lecco, si può ammirare il Castello di Lierna, mentre nella sponda occidentale il Castello di Musso, divenuto roccaforte del Medeghino nel Cinquecento. Colico ospita invece il più moderno e mai utilizzato Forte di Fuentes. I due capoluoghi ospitano rispettivamente il Castel Baradello che domina la città di Como e la Torre Viscontea situata ne pressi del lungolago di Lecco; quest'ultima è l'unica testimonianza visibile dell'antica fortezza difensiva che comprendeva buona parte dell'attuale centro storico cittadino.
Il più grande castello lariano si innalzava sull'isola Comacina ma venne distrutto da Federico Barbarossa e dai Comaschi nel 1169: ancora oggi l'isola è chiamata dagli abitanti rivieraschi el castell.

I luoghi della fede[modifica | modifica wikitesto]

Vista d'insieme del complesso architettonico di San Pietro al Monte.

Area di passaggio tra l'Italia e l'Europa, il Lago di Como è stata in passato tappa di una delle principali vie di fede che conducevano l'evangelizzazione dall'Italia all'Europa e, nei secoli successivi, i pellegrini verso Roma. Tale ruolo è ancora oggi testimoniato dai numerosissimi luoghi sacri che il territorio conserva intatti come chiese e basiliche risalenti al periodo romanico situate lungo le principali vie di comunicazione e spesso in luoghi nascosti non facilmente raggiungibili, abbazie e monasteri legati a diversi ordini religiosi immersi nella tranquillità.

I principali luoghi di culto del territorio sono:

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Situato idealmente al centro dell’area alpina, il Lago di Como è una meta molto apprezzata in tutto il mondo grazie ad un paesaggio sorprendente e affascinante dalle mille diverse sfumature: acque dalle tinte azzurre e verdi, rilievi rocciosi innevati o ricoperti da boschi, paesi costruiti in pietra arroccati fra il lungolago e le montagne, operose città ricche di storia e cultura e un litorale naturalistico di grande fascino.
I due principali centri abitati sono Como e Lecco entrambi situati sulla punta inferiore dei due rami meridionali ma sono Bellagio e Varenna a contendersi il maggior flusso turistico del Lario.
I soggiorni sono prevalentemente all'insegna del relax ma non mancano le possibilità di praticare un’ampia scelta di attività di ogni genere: dagli sport acquatici (vela, immersioni, sci nautico, windsurf) a quelli montani (sci, trekking, free climbing), oltre che molti altri sport outdoor e indoor. La cultura sportiva è fortemente valorizzata, come si può comprendere dalle numerose strutture del territorio e da una tradizione di atleti che hanno ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo come il celebre Antonio Rossi nato e cresciuto a Lecco.

Uno dei resort più prestigiosi di Las Vegas, il Bellagio, venne modellato sullo stile delle case e del paesaggio presenti sul lago.

Vista di Lecco dal Monte Barro, da sinistra si vedono: il Moregallo, il Lario, il Monte San Martino e la città di Lecco

Le spiagge[modifica | modifica wikitesto]

I 170 km di costa che abbracciano il lago di Como, così come per gli altri grandi laghi dell'Italia settentrionale, hanno conosciuto una crescente affermazione del turismo balneare estivo. Per rispondere alle esigenze dei vacanzieri sono sorte nel corso degli anni decine di bagni e stabilimenti che offrono tutte le comodità per un piacevole soggiorno di questo tipo anche se rimangono disponibili alcuni tratti di costa più selvagge e tranquille.
I lidi attrezzati più frequentati si trovano a Cernobbio, Moltrasio, Ossuccio, Tremezzo, Griante, Rezzonico, Lenno, Argegno, Colico, Oliveto Lario, Mandello del Lario, Abbadia Lariana e Lecco.

Sulla riviera orientale, lungo la strada che collega Lecco a Bellagio, si susseguono numerosi anfratti più o meno isolati circondati da una rigogliosa vegetazione e spiagge selvagge di ciottoli bianchi che digradano dolcemente nelle limpide acque del lago. Data la loro posizione geografica, hanno la caratteristica di trovarsi al sole esclusivamente nelle ore mattutine e del primo pomeriggio. Sempre sul ramo lecchese, ma sulla costa situata ad est, le spiagge e i lidi si susseguono lungo i numerosi centri abitati lasciando comunque la possibilità di raggiungere tratti incontaminati frequentati da amanti del naturismo.
A Olivedo, fra Varenna e Perledo, si trova una spiaggia attrezzata dove sono ammessi i cani, i quali possono accedere anche senza museruola purché si rispetti il regolamento che stabilisce le norme di comportamento dei proprietari.
L'alto lago è molto attrezzato offrendo ampie spiagge e lidi privati ma la posizione situata dove il Lario è più aperto rende la zona soggetta ad un vento intenso e costante.
Il ramo comasco, nonostante disponga anch'esso di spiagge e stabilimenti attrezzati, subisce invece lo svantaggio di avere un livello di balneazione discreto penalizzato dalla particolare conformazione del lago che non contribuisce al normale riciclo delle sue acque così come accade nel ramo lecchese dove si trova l'unico emissario.

Itinerari naturalistici[modifica | modifica wikitesto]

Segnavia lungo il Sentiero del Viandante

Sentiero del Viandante[modifica | modifica wikitesto]

Il sentiero del Viandante, lungo circa 45 chilometri, percorre la sezione orientale del Ramo di Lecco, da Abbadia Lariana a Colico. Celebre per esser stato nei secoli un'importante via commerciale dal milanese verso la Svizzera cadde in disuso nel 1832 quando fu costruita la strada militare (detta Napoleonica) fra Lecco e Colico, per essere poi recuperato negli ultimi decenni in chiave escursionistica. Il tracciato è fruibile in maniera agevole grazie alle pendenze non particolarmente impegnative, all'esposizione e alla bellezza dei panorami in tutte le stagioni. Poiché va ad intersecarsi con la linea ferroviaria Lecco-Colico, il percorso è solitamente suddiviso in quattro tappe offrendo all'escursionista la possibilità di utilizzare il treno come mezzo di trasporto per il ritorno. Lungo il percorso si trovano varie tracce della vita popolare di lago, con casali, coltivazioni e piccoli edifici religiosi come cappelle e edicole.[10][11]

Greenway del Lario[modifica | modifica wikitesto]

La Greenway del Lario è un itinerario pedonale situato sulla sponda orientale del lago da Colonno a Griante. Il percorso, lungo circa 10 chilometri, segue una rete viaria precedentemente esistente permettendo all'escursionista di entrare piacevolmente nei borghi storici e scendere più volte sul lungolago offrendo tanti scorci e panorami su questa parte di lago, percorrendo anche tratti di territorio rurale terrazzato, con piccoli uliveti tipici della Tremezzina.[12]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina tipica[modifica | modifica wikitesto]

Risotto al pesce persico

La cucina lariana si è formata nei secoli sulla base delle risorse alimentari del territorio, essenzialmente legati all'attività della pesca di lago e la pastorizia alpina. Il nucleo principale di questo tipo di cucina è proprio il pesce d'acqua dolce, che fornisce la base per alcuni piatti tipici: il riso bollito o il risotto al pesce persico, il lavarello in "carpione" (cioè fritto e marinato in aceto con l'aggiunta di cipolla e timo selvatico), la frittura di alborelle e i famosi misultin, o missultitt (agoni autoctoni, privati delle interiora, salati, essiccati all'aria aperta, poi grigliati e mangiati con la polenta). Proprio la polenta è la regina della tavola. Qui è ottenuta mischiando e cuocendo farina di mais e di grano saraceno. Accompagna non solo il pesce, ma anche le carni, la cacciagione, i formaggi, gli insaccati. Tra gli altri piatti a base di pesce, la trota, l'anguilla, il cavedano, il lucioperca, la bottatrice. Tra i numerosi formaggi, ricordiamo la semuda di latte vaccino scremato, a pasta soffice, di colore giallognolo e il Taleggio tipico della riviera lecchese.
Tra i dolci, la resta di Como, il matalocch della Val Menaggio e il braschin originario di Garzeno, che sono tutti pani dolci oltre ai Caviadini, biscotti di pasta frolla e zucchero in grani.
Nella Zoca de l'oli, nel comune di Ossuccio si produce un ottimo olio di oliva DOP pungente e di colore verde brillante con riflessi giallo oro, dal profumo profondo e dall'acidità molto bassa denominato "Laghi Lombardi" mentre la viticoltura è oggi poco sviluppata; il vino che si produce viene chiamato nustranell sul lago o pincianell in Brianza.

I Crotti sono le trattorie caratteristiche del Lago di Como. Si tratta di ambienti ricavati in parte da anfratti naturali - il nome è una variante dialettale di grotta - che una volta venivano utilizzati come celle frigorifere per la conservazione dei prodotti quali vino, formaggi e salumi. Successivamente, in molti casi, si costruì sopra o a lato una saletta: spazi talvolta modesti o vere e proprie osterie, ristoranti o alberghi a rendere più ampi e confortevoli i crotti, pur rimanendo fedeli alla loro anima rustica dal fascino unico ideali per immergersi nella tradizione culinaria del territorio.

Tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Per preservare il forte legame con il passato e le sue tradizioni, l'identità del territorio si esprime attraverso svariate manifestazioni che spesso riportano alle più antiche forme di espressioni della cultura popolare. In molte località sono, a tutt'oggi, molto significative alcune ricorrenze e rievocazioni nell'arco di tutto l'anno, di impronta storica, religiosa, ma anche semplicemente legate ai riti e allo scorrere delle stagioni. Ne sono un esempio la riuscita commistione tra sacro e profano della caratteristica rappresentazione storica della Pesa Vegia che si tiene annualmente a Bellano nel mese di gennaio.
Altri importanti eventi sono la festa del lago a Varenna e la sagra di San Giovanni all'Isola Comacina entrambi unite dalla storia delle conquiste di queste terre ad opera del Barbarossa, l'antico carnevale di Schignano e la rievocazione in costume della Como medievale a Premana in Valsassina.

Ancora presenti in diverse località sono tracce di antichi riti propiziatori, di probabile origine celtica, legati alla cacciata dell’inverno e all'auspicio di una prospera primavera dal raccolto abbondante. Testimonianze permanenti dell'origine e della cultura di queste terre sono raccolte in diversi musei etnografici, storici e archeologici, che attraverso manufatti e reperti sanno raccontare la vita quotidiana delle popolazioni locali, fin dai più antichi insediamenti.

I principali eventi sono:

Periodo Località Evento Note
gennaio Bellano Pesa vegia corteo storico e spettacolo pirotecnico
febbraio Cernobbio Felina Maxima
marzo Gravedona Mostra delle camelie
aprile Bellagio Camelie sul lago
giugno Bellagio Sagra di Bellagio
giugno Dervio Regata delle Lucie
giugno Lezzeno Regata longa competizione per barche a remi
giugno Ossuccio / Isola Comacina Sagra di San Giovanni
ultima domenica di giugno Lecco Festa del lago benedizione del lago e spettacolo pirotecnico
giugno-luglio Colico Festival Musica sull'acqua
giugno-settembre Lecco Sere d'Estate eventi vari
luglio Varenna Festa del lago spettacolo pirotecnico
luglio-agosto Tremezzo LakeComo Festival Concerti vari a Villa Carlotta
agosto-settembre Como Palio del Baradello
10 agosto Mandello del Lario Sagra di San Lorenzo spettacolo pirotecnico
14 agosto Gravedona Sfilata di barche allegoriche spettacolo pirotecnico
15 agosto Dervio Festa delle sponde spettacolo pirotecnico
fine agosto Como Fiera di Sant'Abbondio
ottobre Cernobbio Orticolario

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La ricca storia del territorio è raccolta in diversi musei che rappresentano dei piccoli scrigni di arte e cultura che testimoniano l’importanza del Lago di Como nei secoli. Alcuni di grande importanza, tanto da richiamare visitatori da tutta Italia, ma non solo, sono dedicati alle eccellenze del territorio, altri invece incentrati sui personaggi celebri della storia che hanno associato le loro gesta al Lago di Como. Da non dimenticare però sono i piccoli musei che raccolgono oggetti, cimeli e varie testimonianze della realtà rurale e contadina che caratterizza le aree circostanti, in particolare quelle immerse nelle valli lariane.

Alcuni fra i più importanti musei che raccolgono la storia del territorio sono:

Località Museo
Abbadia Lariana Civico museo setificio Monti
Abbadia Lariana Museo minerario dei Piani Resinelli
Bellagio Museo degli strumenti per la navigazione
Colico Museo della cultura contadina
Como Tempio Voltiano
Como Museo archeologico Paolo Giovio
Dongo Museo della Resistenza comasca
Galbiate Museo etnografico dell'Alta Brianza
Lecco Villa Manzoni
Lecco Museo archeologico
Magreglio Museo del ciclismo
Mandello del Lario Museo Moto Guzzi
Pianello del Lario Museo della barca lariana (chiuso per restauro)
San Siro Museo della casa rurale

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio del romanzo I Promessi Sposi
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: I promessi sposi e Malombra (romanzo).

Al Lago di Como, e più precisamente nella zona di Lecco, Alessandro Manzoni collocò buona parte delle vicende del suo capolavoro, il romanzo I Promessi sposi pubblicato nel 1840 sottolineando gli aspetti importanti del paesaggio dell'epoca. Un lago che si colloca sempre tra due catene non interrotte di monti e che si presenta in tutte le sue sponde popolato,con insediamenti umani vari in un suggestivo tracciato tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli. Nasce da questa integrazione di acque e montagne la continuità fisica e naturale che fonde entrambi questi elementi tanto che Manzoni poté scrivere di monti sorgenti dalle acque ed elevati al cielo nel celebre Addio ai monti che chiude l'ottavo capitolo del romanzo.

Lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro ambientò alcuni episodi del Malombra, un romanzo gotico ambientato presso Torno.

Alle bellezze del lago si dedicò anche lo scrittore statunitense Mark Twain che elogiò questo territorio nel suo viaggio in Italia descritto ne Gli Innocenti all'estero pubblicato nel 1869, a differenza delle critiche descritte riguardo al degrado e allo stato di abbandono dei Fori Imperiali e degli Scavi di Pompei.

« “... si può credere che da nessun'altra parte se non sul Lago di Como, si possa trovare un tal paradiso di sereno riposo” »
(Mark Twain, Gli Innocenti all'estero, 1869)

Industria e artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Le provincie di Como e Lecco sono tra le più antiche aree di industrializzazione d’Italia e hanno una storia molto importante soprattutto nel settore industriale caratterizzato dalla presenza di numerose fabbriche impegnate nella lavorazione tessile e metallurgica. Sin dai tempi antichi Como era famosa per la lavorazione dei panni di lana che, nel Trecento, venivano spediti non solo a Venezia e Genova, ma anche nei mercati d’oltralpe. Nei secoli successivi si affermò in tutto il territorio lariano la lavorazione della seta; attività di cui si può trovare ancora traccia negli stabilimenti convertiti in musei come quelli presenti ad Abbadia Lariana (Civico museo setificio Monti) e la filanda di Garlate. A Como invece è presente il Museo didattico della Seta. Quest’attività era affidata soprattutto alle donne che, da sempre, puntavano sulla qualità anziché sulla quantità della produzione in modo da poter sconfiggere la temibile concorrenza dei paesi asiatici. La lavorazione tessile oggi è maggiormente diffusa nell'area limitrofa a Como, per esempio Bellagio, dove è possibile trovare stamperie, tintorie e laboratori dove si confezionano cravatte, foulards in seta, capi d’abbigliamento e altri dove si tessono i tessuti anche per arredamento.

Fra Ottocento e Novecento, a seguito della Rivoluzione industriale la città di Lecco si affermò come uno dei principali centri industriali specializzati nella metallurgia e siderurgia tanto da essere conosciuta con l'appellativo di Città del ferro. Lecco è rinomata anche per la lavorazione artigianale del vimini finalizzata alla produzione di ceste e canestri.[13]
In età contemporanea le prestigiose industrie hanno fatto posto allo sviluppo di attività commerciali, edilizie e metalmeccaniche.

La speculazione edilizia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il Lario sia rimasto relativamente intatto fino agli anni '90, il recente fenomeno dell'incremento edilizio ha incontrato una grande opposizione da parte della popolazione più sensibile - con l'appoggio della stampa locale - che individua nello sviluppo residenziale incontrollato uno scempio alla delicata tipologia costruttiva, culturale e ambientale del territorio. Diffuso in tutta Italia (soprattutto sul Lago di Garda), il fenomeno è al centro di numerose polemiche che nel 2007 hanno portato ad una decisione politica bipartisan atta a revisionare il sistema vigente e alla nascita di alcuni comitati di cittadini, tra cui spicca la firma di George Clooney.

In pratica, si chiede che il rilascio delle autorizzazioni edilizie da parte dei comuni (liberalizzato dalla Regione Lombardia con una legge del 1997) debba sottostare al vincolo statale della soprintendenza, molto restrittiva per quanto concerne la salvaguardia dell'ambiente e del delicato paesaggio lacustre. Si chiede, inoltre, l'inserimento totale del Lario nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, oggi limitato al solo paese di Ossuccio.[14]

Il lago di Como risultava peraltro - nel 2012 - il più inquinato d'Italia.[15]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il Lago di Como è sfiorato dall'Autostrada A9 Italia.svg Autostrada A9 Milano - Como- Chiasso o Autostrada dei Laghi: uscite Como sud, Como Monte Olimpino e Lago di Como. Quest'ultima permette l'entrata solo in direzione Milano, mentre l'uscita è per entrambe le direzioni.

La rete stradale nazionale che costeggia interamente il lago ed è costituita dalle seguenti infrastrutture gestite da Anas:

Il trasporto pubblico è garantito da corse regolari di autobus delle aziende ASF Autolinee nella provincia di Como e SAL nella provincia di Lecco.

È inoltre possibile usufruire anche dei mezzi di FNM Autoservizi che collegano la città con il resto della provincia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

L'intera sponda orientale è percorsa dalla linea ferroviaria della Valtellina da Lecco a Colico. Tutti gli impianti sono gestiti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia. A Lecco confluiscono e si attestano anche i treni provenienti da Bergamo, Brescia e le due linee S7 e S8 del Servizio ferroviario suburbano di Milano

Nella sponda occidentale, solo Como è raggiunta da Trenitalia attraverso la linea che collega il capoluogo lombardo alla Svizzera. Nei pressi del lungolago si attestano i treni provenienti dalla Ferrovia Saronno-Como (stazione di Como Lago).
Como e Lecco sono inoltre collegate dalla Ferrovia Como-Lecco. Il Triangolo Lariano è raggiunto dalla Ferrovia Milano-Asso.

Dal 1884 al 1939 ha svolto regolare servizio la linea Ferrovia Menaggio-Porlezza, oggi dismessa.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Gli aeroporti più vicini al lago di Como sono quelli milanesi di Linate e della Malpensa, quello bergamasco di Orio al Serio e quello svizzero di Lugano.

Como è sede dell'Idroscalo Internazionale di Como gestito dall'Aero Club Como.

Impianti a fune[modifica | modifica wikitesto]

  • nei pressi del lungolago di Como è in funzione fin dal 1884 la storica Funicolare Como-Brunate che collega il capoluogo con il piccolo comune di Brunate noto per la presenza di numerose ville in stile eclettico e liberty. L'impianto supera un dislivello di 500 metri e contribuì nei primi anni del XX secolo allo sviluppo turistico di nobili famiglie milanesi nel celebre periodo della Belle Époque;
  • la Funivia Argegno-Pigra, attiva dal 1971, raggiunge il paese di Pigra da Argegno superando un dislivello di 540 metri;
  • a Lecco è situata la funivia che collega il capoluogo ai Piani d'Erna. Attiva fin dal 1965 fu completamente rinnovata negli impianti e nella sostituzione delle cabine nel 2008. Il punto di partenza è situato in località Versasio facilmente raggiungibile sia in auto, sia con i mezzi pubblici (autobus n. 5 dal centro della città) e in soli 5 minuti permette di raggiungere i 1300m dei Piani d'Erna, sul monte Resegone superando un dislivello di oltre 700 metri. Dalla sua sommità si può ammirare nelle giornate più terse un panorama che spazia dai grattacieli di Milano alle vette del Monte Rosa oltre al sottostante golfo di Lecco.

Navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Il battello a vapore "Concordia" e il traghetto "Plinio"
Il vecchio piroscafo "Lariano" nel porto di Como nel 1848

È attivo sul lago un servizio di navigazione di linea. Le crociere più lunghe fanno capo a Como, con partenze alla mattina e rientro alla sera (possibilità di sosta nelle località prescelte). Il servizio è attivo da quasi due secoli ed è inserito a pieno titolo nella storia stessa del territorio. Sono ancora in funzione gli ultimi battelli a ruote, il Concordia e il Patria (1926), dotati di macchina a vapore a vista del tipo Caprotti.

Il primo battello a vapore entrato in servizio - il Lario - fu varato nel 1826. Negli anni settanta del XIX secolo si sviluppò un'accanita concorrenza tra le due principali società di navigazione: la "Società Lariana" e la "Società Italiana"; furono costruiti numerosi piroscafi a ruote, appartenenti alla categoria dei battelli-salone e mezzo-salone. Sorsero anche società minori. In questo periodo fu costruito il più grande battello che abbia mai solcato le acque lariane, il Lombardia, lungo 63 metri. Successivamente, le due compagnie si fusero nelle "Società Riunite", che nel 1884 assunsero il nome "Lariana" e assorbirono le aziende minori. Fu sviluppato anche un servizio di trasporto merci per mezzo del mercantile Commercio e alcuni piccoli rimorchiatori.
All'inizio Novecento venne creata una flottiglia di motoscafi per i servizi secondari e fu aperto un servizio di traghettamento veicoli - il primo sui laghi italiani - con l'autochiatta Mussolini. Gravi danni vennero apportati dagli attacchi aerei durante la Seconda guerra mondiale, che costrinsero molte unità all'ancoraggio e alla mimetizzazione con piante e frasche. Gli attacchi affondarono quattro navi danneggiandone diverse altre. Nel dopoguerra si vide un sostanziale mutamento della tipologia dei natanti, adeguandoli alle moderne tecnologie costruttive. La motrice a vapore fu abbandonata a favore del motore diesel, che fu applicato su battelli di più piccola stazza, più pratici ma sicuramente meno "romantici". Nel 1953 la "Lariana" fallì e demolì le sue navi secolari. La nuova Gestione Commissariale (poi divenuta Gestione Governativa) rinnovò quasi completamente la flotta (motoscafi serie "Uccelli", motonavi serie "Laghi", "Fiori" e "Volta", traghetti serie "Spluga"). Negli anni settanta fecero la loro comparsa anche gli aliscafi (i piccoli tipo PT20 e RHS70). Oggi gli aliscafi svolgono un servizio per pendolari e studenti.

Attualmente si contano una trentina di battelli; i più recenti sono la grande motonave Orione (2007) e i tanto discussi catamarani. Caratteristica importante sotto il profilo storico e tecnologico rivestono gli antichi battelli a vapore, talvolta dismessi e adibiti a ristoranti galleggianti. Ne esistono ancora sei:

  • il piroscafo Concordia, costruito dal cantiere navale di Sestri Ponente nel 1926 come 28 ottobre (ribattezzato Concordia nel 1943) e tuttora in servizio di linea. È possibile ammirare la sua motrice a vapore originale, realizzata applicando il brevetto dell'ingegner Arturo Caprotti;
  • il piroscafo Milano, varato nel 1904 come piroscafo a pale, poi trasformato in motonave diesel nel 1926 e tuttora navigante, per quanto il suo aspetto "classico" sia assolutamente fittizio (le sovrastrutture sono state ricostruite nel periodo 1989-1991). Nel 1912 ebbe l'onore di imbarcare a Villa Carotta la granduchessa Teodora di Weimar;
  • il piroscafo Patria, gemello del Concordia, costruito nel 1926 come Savoia e ribattezzato nel 1943. Nel 1927 ospitò a bordo Vittorio Emanuele III. Si tratta del natante più amato e legato alle caratteristiche costruttive originarie. Quando nel 1990 venne posto in disarmo per dotarlo di un più pratico motore diesel si sollevò un coro unanime di dissenso; furono raccolte circa 20.000 firme e si mobilitò perfino una società di navigazione americana. Il piroscafo fu privato della caldaia (ancora perfettamente funzionante) e dei preziosi arredi originali del salone, rovinati dell'abbandono; in seguito acquistato dall'Amministrazione Provinciale di Como, restaurato e aperto al pubblico in mostra dapprima all'ormeggio a Como, Colico e Griante, dal gennaio 2016 è stato restituito alla gestione della Navigazione Laghi e attende di essere ripristinato per il trasporto passeggeri.[16]
  • il piroscafo Bisbino, costruito nel 1907 e trasformato in motonave nel 1951. Nel '91 venne acquistato da un privato che lo restaurò riportandolo all'aspetto originale. Dal 1997 era ormeggiato a Tremezzo come pub e galleria d'arte.
    Dal 2008 è semiabbandonato al suo ormeggio.
  • il piroscafo Plinio, costruito nel 1902. Era il battello più veloce della flotta e aveva ospitato a bordo l'attore Tyrone Power. Discutibilmente posto in disarmo nel 1963, venne acquistato dal Centro Nautico Alto Lario e adibito a ristorante galleggiante. Nel 1999 fu trasferito a Verceia per utilizzarlo ancora una volta come ristorante, ma le autorità dell'oasi naturale del Pian di Spagna non rilasciarono i necessari permessi. Per evitare la probabile demolizione, nel 2008 nacquero due piccole associazioni che si battono per la sua salvaguardia (“Comitato per la salvaguardia del piroscafo Plinio” e “Amici del Plinio”. Una terza associazione - che si prefigge però la salvaguardia in generale delle imbarcazioni storiche lariane - è "Navilariane"). Nell'agosto 2009 il Ministero dei Beni Culturali lo proclamò 'bene di particolare interesse storico-culturale' ma, date le pessime condizioni, lo scafo è affondato l'8 dicembre 2010.
  • il piroscafo Balilla, costruito nel 1878 come piroscafo a elica col nome di Umberto I. Venne trasformato in motonave e ribattezzato Balilla nel 1933. Messo in disarmo negli anni sessanta, è dal 1974 esposto presso il Museo della Barca Lariana di Pianello del Lario. Necessita di interventi di restauro. Il suo scafo (essendo le sovrastrutture totalmente ricostruite dopo la trasformazione) è il più antico dei laghi italiani.

Piroscafi a ruote[modifica | modifica wikitesto]

  • Lario (1826-1846)
  • Plinio (I) (1826-1846)
  • Falco (1830-1865)
  • Arciduchessa Elisabetta (1831-1841)[17]
  • Veloce (1843-1865)
  • Lariano (I) (1843-1865)[18]
  • Adda (I) (1848-1884)[19]
  • Unione (1858-1953)[20]
  • Forza (1859-1895)
  • Vittoria (1860-1916)[21]
  • Italia (1865-1950)[22]
  • Lariano (II) (1872-1950)[23]
  • Volta (1872-1947)[24]
  • Lombardia (1873-1947)[25]
  • Elvezia (1873-1936)[26]
  • Como (1874-1953)[27]
  • Lecco (1874-1937)[28]
  • Plinio (II) (1892-1953)[29]
  • Plinio (III) (1903)[30]
  • Milano (1904)[31]
  • Savoia (1926)[32]
  • 28 ottobre (1926)[33]

Piroscafi a elica[modifica | modifica wikitesto]

  • Bellagio (1878-1925)
  • Val d'Intelvi (1878-1930)[34]
  • Umberto I (1878)[35]
  • Menaggio (1878-1953)[36]
  • Bellano (1878-1922 circa)[37]
  • Cadenabbia (1884-1959)[38]
  • Brunate (1896-1959)[39]
  • Adda (1899-1953)[40]
  • Bisbino (1907)[41]
  • Baradello (1908-2000)[42]
  • San Fermo (1910-1937 circa)[43]
  • Tremezzo (1912-1937 circa)
  • Trento (1927-?)[44]

Rimorchiatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Valtellina
  • Cigno (1908-1917)[45]
  • Zara (1911-1953)
  • Trieste (1925-?)[46]

Motonavi[modifica | modifica wikitesto]

  • Lario (1952)[47]
  • Verbano (1952-2000)
  • Benaco (1952-2000)
  • Iris (1954)[48]
  • Giglio (1954)[48]
  • Ninfea (1954)[48]
  • Dalia (1954)[49]
  • Narciso (1954)[50]
  • Alessandro Volta (1956)[51]
  • Alessandro Manzoni (1956)[52]
  • Renzo (1984)
  • Lucia (1984)
  • Fra Cristoforo (1985)
  • Innominato (1987)
  • Orione (2007)

Traghetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mussolini (1925-1940)[53]
  • Tremezzina (1939)[54]
  • Stelvio (1955)[55]
  • Spluga (1960)
  • Ghisallo (1964)
  • Plinio (1988)
  • Adda (1993)
  • Lario (2004)

Aliscafi[modifica | modifica wikitesto]

  • Freccia del Lario (1964-1994)
  • Freccia degli Ulivi (1965-1994)[56]
  • Freccia delle Azalee (1969-2003)
  • Freccia delle Betulle (1974)[57]
  • Freccia delle Gardenie (1976-2003)
  • Freccia dei Gerani (1977)[58]
  • Freccia delle Valli (1980)
  • Guglielmo Marconi (1983)
  • Voloire (1989)

Motoscafi[modifica | modifica wikitesto]

  • Gardenia (1912-1963)
  • Moltrasio (1918-1963)
  • Nibbio[59]
  • Alcione (1950)[60]
  • Gabbiano (1950)[61]
  • D'Annunzio (1950)[62]
  • Falco (1952)[63]
  • Aquila (1953)[64]
  • Rondine (1953)[65]
  • Torino (1961)[66]

Catamarani[modifica | modifica wikitesto]

  • Città di Como (2001)[67]
  • Città di Lecco (2001)
  • Tivano (2002)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Villa del Balbianello a Lenno, sede di numerosi set cinematografici

Il legame tra il cinema e il Lago di Como iniziò con i fratelli Lumière alla fine del XIX secolo. I padri del cinematografo realizzarono sul Lario alcuni filmati, tra cui una competizione tra barche e uno dei primi esperimenti di volo di Enrico Forlanini con il suo idroplano. Nel 1925 Alfred Hitchcock girò il suo primo film da regista dal titolo Il labirinto delle passioni con alcune scene girate in una delle più pregevoli ville comasche, Villa d’Este, (dimora cinquecentesca riattata ad hotel di lusso) oltre ad alcune riprese effettuate sull'Isola Comacina e presso la località di Nesso. Tra i registi italiani fu Mario Soldati con Piccolo Mondo Antico nel 1941 a scegliere il lago di Como come set cinematografico ambientandone buona parte a Lenno, in particolare a Villa del Balbianello, oggi patrimonio FAI. L’anno dopo tornò sulle stesse sponde per girare Malombra, tratto come il precedente da un romanzo di Antonio Fogazzaro e ambientato nella cinquecentesca Villa Pliniana di Torno. L’indimenticabile Rocco e i suoi fratelli (1960) diretto da Luchino Visconti è ambientato in una Milano neorealista ma include una scena girata a Bellagio. Il regista, trascorse sul lago sin da piccolo lunghi soggiorni essendo Villa Erba di Cernobbio appartenuta alla sua famiglia. Nel 1961 anche Dino Risi risponde al richiamo del lago e gira Una vita difficile con Alberto Sordi come protagonista e la località di Lenno come scenario privilegiato, insieme ai monti di Cerano d'Intelvi. Nel 1984 il lago ospita un capolavoro della cinematografia internazionale, C'era una volta in America di Sergio Leone dove le rive di Bellagio, alternate al lido di Venezia, diventano set, con Robert De Niro e James Woods.

Diversi sono gli sceneggiati sia televisivi che cinematografici ambientati sulle rive del lago che raccontano le vicende di Renzo e Lucia liberamente tratte dall'opera di manzoniana memoria. Tra i più celebri quello diretto da Mario Camerini nel 1941 (I promessi sposi) e il più recente Renzo e Lucia del 2004 diretto da Francesca Archibugi.

Tra le commedie all'italiana nel 1981 Castellano e Pipolo diressero Innamorato pazzo con Adriano Celentano ed Ornella Muti mentre Steno nel 1983 girò a Cernobbio il film Mani di fata con Renato Pozzetto. Ambientato quasi completamente sul lago di Como è invece Un mese al lago (1995) per la regia di John Irvin e che annovera tra i protagonisti, Uma Thurman e Alessandro Gassman.

Nel ventunesimo secolo il lago non perde di fascino e continua ad attirare attori e registi del calibro di George Lucas che, affascinato dai giardini del lago, girò nel 2002 Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni dove Villa del Balbianello, la piana di Rogaro e Tremezzo sono i magnifici set naturali di questo film ricco di effetti speciali. Seguì nel 2004 il film di Steven Soderbergh Ocean's Twelve e nel 2006 James Bond 007 – Casino Royal di Martin Campbell.

Il Lario oltre al cinema è stato utilizzato spesso come location in serie televisive tra cui tutte le dieci stagioni della soap opera Vivere e alcune puntate di Beautiful entrambe ambientata a Como, seguirono le quattro stagioni di Un ciclone in famiglia, le cui vicende si animano nella località di Menaggio, e Una grande famiglia dove la sponda lecchese è il set naturale scelto dalla produzione. A questi si aggiungono numerosi spot pubblicitari e videoclip musicali tra cui spiccano i singoli Cool Cool di Gwen Stefani, All of me di John Legend e Vivendo adesso di Francesco Renga.

Il piccolo comune di Laglio ha ricevuto una certa notorietà da quando nel 2002 il popolare attore statunitense George Clooney comprò Villa Oleandra dalla famiglia Heinz e Villa Margherita nel 2004. L'attore trascorre nel paese rivierasco tutte le estati.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La profondità massima di metri 418 è individuata poco a Sud-Est di Punta della Cavagnola, tra Argegno e Nesso.
  2. ^ Anna Campaniello, Clima, cibo e ville. Il lago più bello è quello di Como in "Il Corriere della Sera", 24/01/2014.
  3. ^ È preceduto dai laghi norvegesi: Hornindalsvatnet (514 m), Salsvatnet (482), Tinnsjå (460) e Mjøsa (444)
  4. ^ I dati morfometrici sono tratti da Documenta dell'istituto italiano di idrobiologia a cura dell'Istituto italiano delle ricerche, Verbania, 1997.
  5. ^ L. Vezzoli, La storia geologica della provincia di Como, Provincia di Como Assessorato ecologia e ambiente, Como, "010, pag. 132.
  6. ^ Conca dell'olio nel dialetto locale.
  7. ^ Gambero della Louisiana in Italia (PDF), www2.muse.it. URL consultato il 6 maggio 2017.
  8. ^ G. Luraschi, Via Regina: inquadramento storico, in L'antica via Regina, Società archeologica comense, como, 1995, pag. 69.
  9. ^ [1] Davide Bertolotti, "Il Raccoglitore ossia archivi di viaggi, di filosofia, d'istoria di poesia...", pgg 2
  10. ^ Il sentiero del Viandante (PDF), lakecomo.it.
  11. ^ Il sentiero del Viandante, leviedelviandante.it.
  12. ^ Greenway del Lario (PDF), lakecomo.it.
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  14. ^ Il lago ferito - Homepage - La Provincia di Como
  15. ^ greenstyle
  16. ^ Pagina Facebook del piroscafo Patria, m.facebook.com. URL consultato il 28 marzo 2016.
  17. ^ ex Otello in servizio su Po e laguna veneta,trasferito sul Lario e ribattezzato Arciduchessa Elisabetta nel 1835
  18. ^ rimodernato nel 1849
  19. ^ ex Ticino in servizio sul lago di Lugano,ribattezzato Adda e trasferito sul Lario nel 1851
  20. ^ rimodernato nel 1929
  21. ^ rimodernato nel 1874
  22. ^ rimodernato nel 1903
  23. ^ rimodernato nel 1888 e nel 1925, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito
  24. ^ rimodernato nel 1893, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito
  25. ^ rimodernato nel 1927, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito. Battello più grande nella storia dei laghi italiani
  26. ^ rimodernato nel 1897 e nel 1924
  27. ^ rimodernato nel 1924 e nel 1940
  28. ^ rimodernato nel 1923, affondato nel 1927 a Como,recuperato e rimesso in servizio
  29. ^ trasformato in piroscafo merci a elica e ribattezzato Commercio nel 1902, rimodernato nel 1927
  30. ^ messo in disarmo nel 1963, venduto nel 1973 e ormeggiato a Colico come bar e frangiflutti, poi nuovamente ceduto e attualmente abbandonato a Verceia dal 1999
  31. ^ trasformato in motonave a elica nel 1926, rimodernato nel 1968 e nel 1989
  32. ^ ribattezzato Patria nel 1943, rimodernato nel 1966 e nel 1983, posto in disarmo nel 1991, attualmente in restauro
  33. ^ ribattezzato Concordia nel 1943, rimodernato nel 1974-1977, ultimo piroscafo ancora in servizio di linea sui laghi italiani
  34. ^ venduto nel 1881, trasferito sul Lago d’Iseo, ribattezzato Tonale
  35. ^ trasformato nel 1932-1933 in motonave e ribattezzato Balilla, rimodernato nel 1960, disarmato negli anni '60, venduto nel 1974 e attualmente esposto fuor d'acqua nei pressi del Museo della Barca Lariana a Pianello del Lario
  36. ^ rimodernato nel 1922
  37. ^ trasformato in rimorchiatore nel 1884
  38. ^ rimodernato nel 1923, trasformato in motonave nel 1932 e ribattezzato Garibaldi, rimodernato ancora nel 1950
  39. ^ rimodernato nel 1918, affondato a Bellagio per collisione con il piroscafo Menaggio nel 1941, recuperato e rimesso in servizio, trasformato in motonave nel 1952
  40. ^ rimodernato nel 1900 e nel 1946
  41. ^ trasformato in motonave nel 1956, disarmato nel 1982, venduto a privati nel 1991 e affondato per sabotaggio nel 1992, recuperato e restaurato nel 1996-1997, attualmente ormeggiato come bar a Tremezzo
  42. ^ affondato da attacco aereo nel 1945, recuperato e ricostruito nel 1950, trasformato in motonave nel 1956-1959, disarmato nel 1990, affondato per sabotaggio nel 1996, recuperato e demolito
  43. ^ rimodernato nel 1925
  44. ^ demolito negli anni '30
  45. ^ requisito nel 1915 dalle forze armate e assegnato al Battaglione Lagunare di Venezia, affondò nella laguna veneta durante la ritirata di Caporetto
  46. ^ venduto nel 1953 e trasferito sul Lago d’Iseo
  47. ^ disarmata nel 1985, attualmente ormeggiata a Como come bar
  48. ^ a b c rimodernata nel 1957
  49. ^ rimodernata nel 1957, disarmata negli anni '80, venduta a privati nel 1994 e ormeggiata a Lecco come sede di mostra fotografica permanente
  50. ^ rimodernata nel 1957, disarmata negli anni '80, venduta a privati nel 1994, trasferita sul Lago Maggiore, ricostruita, attualmente ormeggiata come ristorante a Feriolo di Baveno
  51. ^ rimodernata nel 1970 e nel 2010
  52. ^ rimodernata nel 1974 e nel 2000
  53. ^ autochiatta, primo mezzo a svolgere il servizio di traghettamento autoveicoli sui laghi italiani; ribattezzata Bellagio nello stesso anno dell'entrata in servizio
  54. ^ autochiatta. Trasformata in battipalo nel 1964 e rimodernata nel 1995.
  55. ^ rimodernata nel 1981
  56. ^ in origine in servizio sul lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1982 ma mai entrato in servizio
  57. ^ in disarmo dal 2004 a Dervio
  58. ^ in origine in servizio sul lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1995, ultimo degli “aliscafi piccoli” tipo RHS70 ad essere ancora in servizio sui laghi italiani
  59. ^ ricavato nel 1939 dalla trasformazione di un vecchio natante, in origine si chiamava Catullo e prestava servizio sul lago di Garda; rimodernato nel 1950, trasferito sul Lario nel 1953 e ribattezzato Nibbio, trasferito nuovamente sul Benaco nel 1957 con il nuovo nome di Città di Desenzano, riportato sul Lario nel 1982 e venduto a privati
  60. ^ in origine in servizio sul Lago Maggiore, trasferito sul Lario nel 1952, rimodernato nel 1966 e nel 2008
  61. ^ in origine in servizio sul Lago Maggiore, trasferito sul Lario nel 1952, rimodernato nel 1965
  62. ^ in origine in servizio sul Lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1982, trasformato in battello cantiere negli anni '80, demolito nel 1994
  63. ^ rimodernato nel 1968 e nel 1989
  64. ^ rimodernato nel 1968 e nel 1997
  65. ^ rimodernato nel 1967
  66. ^ in origine in servizio sul Po, trasferito sul Lario nell'anno stesso dell'entrata in servizio, trasformato in battello cantiere negli anni '80
  67. ^ rimodernato nel 2005
Panorama del lago visto da Como

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Bertolotti, Viaggio al lago di Como, C. A. Ostinelli, 1821.
  • G. Cetti, Il pescatore del Lario. Descrizione delle reti e dei vari generi di pesca in uso sul lago di Como, Como 1862.
  • P. Pensa, Noi gente del Lario, Cairoli editore, Como 1982.
  • Ettore Grimaldi, I pesci del la Maggiore e degli altri grandi laghi prealpini Orta Lugano Como Iseo Garda, Alberti, Verbania 2001.
  • Giovanni Del Tredici, Elena Fattarelli, Colico e il Monte Legnone – Sentieri e Storia, CAI Colico, 2007.
  • Istituto italiano di idrobiologia, Documenta dell'Istituto italiano di idrobiologia, ISE CNR, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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