Punta Marguareis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Punta Marguareis
Nordwand der Punta Marguareis (Ligurische Alpen).JPG
Il versante nord
StatiItalia Italia
Francia Francia
Regione  Piemonte
Blason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Provincia  Cuneo
Arms of Nice.svg Alpi Marittime
Altezza2 651 m s.l.m.
Prominenza780 m
Isolamento14,51 km
CatenaAlpi
Coordinate44°09′57.96″N 7°40′58.44″E / 44.1661°N 7.6829°E44.1661; 7.6829
Altri nomi e significatiMarguarèis, Pointe Marguareis ((FR) )
Autore/i prima ascensioneLorenzo Pareto
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Punta Marguareis
Punta Marguareis
Mappa di localizzazione: Alpi
Punta Marguareis
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Liguri
SottosezioneAlpi del Marguareis
SupergruppoCatena Marguareis-Mongioie
GruppoGruppo del Marguareis
SottogruppoNodo del Marguareis
CodiceI/A-1.II-B.2.a

La Punta Marguareis, o Marguarèis (Pointe Marguareis in francese), che compare nelle antiche carte come Monte delle Carsene, Monte Carsino o Monte Cassino[1], è una montagna delle Alpi alta 2.651 m. Si tratta della cima più elevata delle Alpi Liguri, che costituisce il punto nodale tra la Valle Pesio, la Val Tanaro e la Val Roia. Si trova sul confine italo-francese, tra la provincia di Cuneo ed il dipartimento delle Alpi Marittime.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1904: alpinisti sulla cima del Marguareis - fotografia di Mario Gabinio

Il nome "Marguareis" deriva dal gergo dei pastori brigaschi: anticamente era detto Maraguaréz e Maravarez, trasformato poi nel nome attuale.[2] La montagna, che un tempo apparteneva totalmente all'Italia, è oggi divisa tra Italia e Francia: il trattato di Parigi fa infatti transitare il confine per la sua cima.[3]

Ancora alla fine dell'Ottocento il Marguareis non era molto noto, anche perché la cartografia della zona risultava piuttosto approssimativa, e si tendeva a considerare il più conosciuto Mongioie come la cima più alta delle Alpi Ligustiche.[4][5]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La croce di vetta, sullo sfondo il Monviso

Il versante sud del Marguareis, carsico, che giustifica il nome "Carsene", è un altopiano morbidamente digradante; il versante nord è invece una parete verticale solcata da canali molto impegnativi. Nel versante nord, non lontano dal Rifugio Garelli, si trova il laghetto del Marguareis (1928 m), uno specchio d'acqua molto piccolo alimentato direttamente da alcune sorgenti. Le sue acque discendono il Vallone del Marguareis ed il Vallone del Salto per poi confluire nel Pesio. La zona è molto importante per i fenomeni carsici, con complessi di grotte che superano anche i 50 km di estensione[6] e i 900 m di profondità. Il massiccio, oltre alla punta principale comprende anche altre elevazioni minori come la Punta Tino Prato (2595 m), l'anticima (2610 m) e la Cima sud del Marguareis (2581 m). Il punto culminante del Marguareis è segnalato da una croce di vetta in traliccio metallico.[2] La prominenza topografica della montagna è di 780 metri, ed il suo puntio di minimo è costituito dal Colle di Tenda.[7]

Accesso alla cima[modifica | modifica wikitesto]

La prima ascensione[modifica | modifica wikitesto]

Venne asceso per la prima volta (e notificato) dalla cresta sud da Lorenzo Pareto, partendo da Carnino, nella Briga Alta. La parete nord fu invece scalata per la prima volta il 30 giugno 1903 da A. Gandolfi e S. Gattai di Genova.

Altre vie di salita[modifica | modifica wikitesto]

Vista invernale dalla Gardiola

L'itinerario più classico del massiccio precede la partenza da Carnino superiore attraverso la Gola della Chiusetta mentre il Canalone dei Genovesi e la successiva Cresta Ovest prevede un tratto meno agevole. Quest'ultimo fu percorso per la prima volta dagli alpinisti B. Aquasciati, G. Kleudgen e G. Miraglio il 4 agosto 1923 in discesa, mentre la prima salita invernale è da attribuire a Primo Mattalia il 25 dicembre 1946. Il canalone è lungo circa 600 m con pendenze sino a 45°. Normalmente è innevato fino all'estate e per salirlo è necessaria l'attrezzatura per l'alpinismo invernale.

La via normale per la cima, con difficoltà non alpinistiche ma escursionistiche, parte nei pressi del colle dei Signori e raggiunge il Marguareis transitando per il passo di Gaina[8]. Tale percorso risulta essere un'ambita meta per gli amanti del cicloalpinismo.[9]

Punti di appoggio[modifica | modifica wikitesto]

Tutela naturalistica[modifica | modifica wikitesto]

La montagna rientra nel Parco naturale del Marguareis[10], al quale dà il nome.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paola Lugo, Centouno camminate in montagna, Mondadori, 2011. URL consultato il 27 febbraio 2018.
  2. ^ a b CAI-TCI, Alpi liguri, pag. 345.
  3. ^ Jandi Sapi, Il trattato di pace con l'Italia, Council of Foreign Ministers, 1948, p. 325. URL consultato il 30 novembre 2017.
  4. ^ Il vecchio nome delle Alpi liguri
  5. ^ Fritz Mader., Tenda e le Alpi Ligustiche. La Cima di Marguareis, in Rivista mensile del C.A.I., n. 4, Club Alpino Italiano, 1891, p. 87. URL consultato il 30 maggio 2022.
  6. ^ Marguareis: Grotte e carsismo - Il Marguareis sotterraneo, su areeprotettealpimarittime.it, Ente di gestione Aree Protette Alpi Marittime. URL consultato il 5 luglio 2020.
  7. ^ (EN) Punta Marguareis, France/Italy, su peakbagger.com. URL consultato il 1º luglio 2022.
  8. ^ Elio Dutto, Escursione alla Punta Marguareis, 2651 m – Valle Tanaro, su cuneotrekking.com, 17 ottobre 2016. URL consultato il 12 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2017).
  9. ^ cicloalpinismo, Marguareis (2651 m), su cicloalpinismo.com. URL consultato il 30 maggio 2019.
  10. ^ Montagne - Le Alpi Liguri: alte vette e abissi profondi, su parcomarguareis.it, Ente di gestione Aree Protette Alpi Marittime. URL consultato il 23 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Marazzi. Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca editori, 2005.
  • Andrea Parodi. Laghi, cascate e altre meraviglie. Arenzano (GE), Andrea Parodi Editore, 2003.
  • Euro Montagna e Lorenzo Montaldo, Gruppo del M. Galero, in Alpi Liguri, Guida dei Monti d'Italia, CAI-TCI, 1981, ISBN non esistente.

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]