Motta di Livenza

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Motta di Livenza
comune
Motta di Livenza – Stemma Motta di Livenza – Bandiera
Motta di Livenza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Paolo Speranzon (LN) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 45°46′47″N 12°36′31″E / 45.779722°N 12.608611°E45.779722; 12.608611 (Motta di Livenza)Coordinate: 45°46′47″N 12°36′31″E / 45.779722°N 12.608611°E45.779722; 12.608611 (Motta di Livenza)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 37,78 km²
Abitanti 10 768[1] (31-12-2015)
Densità 285,02 ab./km²
Frazioni Lorenzaga, Malintrada, San Giovanni, Villanova
Comuni confinanti Annone Veneto (VE), Cessalto, Chiarano, Gorgo al Monticano, Meduna di Livenza, San Stino di Livenza (VE)
Altre informazioni
Cod. postale 31045
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026049
Cod. catastale F770
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 347 GG[2]
Nome abitanti mottensi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Motta di Livenza
Motta di Livenza
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale
La Basilica della Madonna dei Miracoli (1510) (Progetto di Padre Francesco Zorzi)
La Castella
La Castella casa del cardinale Girolamo Aleandro con affreschi dell' Amalteo
Progetto architetto Boris Podrecca
Progetto architetto Boris Podrecca (Vienna)
Il Duomo (Andrea Buora scalpellino veneziano)

Motta di Livenza (Mota in veneto[3][4], Mote (La Mote) in friulano[5]) è un comune italiano di 10 768 abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

Si trova circa 35 km a nord-est di Treviso, laddove il fiume Monticano confluisce nel Livenza, al confine tra le province di Treviso, Venezia e Pordenone; servita dalla linea ferroviaria che congiunge Treviso a Portogruaro, è attraversata dalla statale 53 Postumia.

Nel comune hanno sede un istituto comprensivo, l'ISISS "A. Scarpa" (polo scolastico che ospita Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Industriale) e il centro di formazione professionale “Lepido Rocco”. In ambito sanitario, hanno sede a Motta l'Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione e la Casa di Riposo per anziani "Tomitano e Boccassin".

La cittadina è sede inoltre del Multinational CIMIC group, l'unico in Europa, dei Vigili del Fuoco a servizio del comprensorio e del magazzino della protezione civile dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) del Triveneto, adibito al ricovero delle attrezzature per la Colonna Mobile Nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Motta di Livenza nel 1291 viene nominata "Figlia primogenita della Serenissima". Nel 1511 "Figlia prediletta della Serenissima Repubblica". La sua storia è legata alla storia di Venezia. Trovandosi lungo la Postumia, un'antica arteria dell'Impero Romano, a pochi chilometri da Concordia Sagittaria e Oderzo, due città d'epoca romana, fu luogo di transito e poi terra di feudi e diocesi. La Curte in Laurentiaca citata nel 762 dai figli del duca Pietro del Friuli, oggi chiamata Lorenzaga e frazione di Motta, ne testimonia l'origine a sinistra del Livenza. Con buona probabilità è questa la ragione che nei documenti antichi spesso Motta viene localizzata in terra Friulana essendone il Livenza il fiume che da sempre detrmina il confine delle due Regioni.

Il nome Lorenzaga deriva dai possedimenti di un colono romano Laurentus o Laurentius, un prediale (luogo geografico che prende il nome da un possessore) appartenente alla diocesi di Concordia e al Patriarcato di Aquileia.

Il primo insediamento sulla riva destra del Livenza e in prossimità della confluenza del suo affluente, il fiume Monticano, fu un Castello dei Da Camino (1300) . Marin Sanudo il giovane (1466-1536) diarista così la descrisse: "...due fiumi che qui s'accompagnano e bagnano la Rocca". Poi antistante all'antico Castello si sviluppò il Porto della Mota, dove le merci dei Veneziani dall'Oriente sbarcavano per proseguire via terra in Europa. Ma è dal Quattrocento che diviene luogo importante per Venezia e che diede i natali a grandi personaggi in campi diversi.

Caratterizzano e raccontano la storia di questa città due chiese, la Basilica della Madonna dei Miracoli, e il Duomo di San Nicolò (foto a tergo) attorniato da un antico nucleo di case costruite nel tipico stile del luogo tra cui quella che fu del cardinale Girolamo Aleandro, detta "la castella" (foto a tergo) e oggi di proprietà comunale, nel cuore di Motta di Livenza.

La chiesa di San Nicolò, dove sono sepolti il cardinale Girolamo Aleandro e l'anatomo-chirurgo Antonio Scarpa, illustri cittadini che Motta diede i natali, è uno dei più significativi monumenti storici della città. Risalente al 963 d.C. (come testimonia un'antica iscrizione ritrovata nella Chiesa nel corso del XVI secolo e di cui ci dà notizia Lepido Rocco nel 1896 nella sua opera letteraria "Motta di Livenza e suoi dintorni") testimonia che la città esisteva, in un nucleo ridotto, già prima dell'anno 1000 e prima dell'insediamento del castello dei Da Camino.

La chiesa, alla fine di febbraio del 1516, considerato l'anno di nascita della nuova Chiesa di San Nicolò, fu visitata dal Vicario del Vescovo di Ceneda, in quanto stava per essere demolita; questi ordinò di conservare la chiesa e porre una trascrizione in parete in ricordo della sua fondazione: "Jesus: Plebanus Sancti Joannis Baptistae et Populus Castri Mothae me facerunt construxerunt et adoptaverunt, et in Iuspatronatum dicte Plebis et Populum dicti Castri constituit temporibus me reliquierunt . Nel testo si dichiarava che era stata costruita e presa in giuspatronato dal pievano di San Giovanni Battista insieme con di Motta nell'anno 963. Jesus: Plebanus Sancti Joannis Baptistae et Populus Castri Mothae me facerunt construxerunt et adoptaverunt, et in Iuspatronatum dicte Plebis et Populum dicti Castri constituit temporibus me reliquierunt" . Nel testo si dichiarava che era stata costruita e presa in giuspatronato dal pievano di San Giovanni Battista insieme con Motta. La Chiesa di San Nicolò, infatti, fin dalla sua fondazione dipendeva dall'antica Pieve di San Giovanni e per lungo tempo fu affidata a un sacerdote officiante, facente le veci del pievano di San Giovanni. Prima del 1388, anno dell'elezione di Motta a Podestaria, S.Nicolò fu la "Chiesa del Signore del Castello", in altre parole della famiglia Da Camino, dopodiché diventò la "Chiesa del Podestà".In considerazione della crescente affezione che il popolo mottense manifestò verso la chiesa, il Consiglio della Magnifica Comunità nominò nel 1468 il primo Cappellano di S. Nicolò. In quel periodo, il centro abitato, sorto intorno al Castello, ebbe un notevole sviluppo.

Questa situazione fece aumentare l'importanza della Chiesa di San Nicolò tanto che, nel 1486, il Consiglio deliberò che la residenza del pievano fosse trasferita a Motta al fine di assicurare un proficuo ministero religioso agli abitanti. Questa volontà popolare fu però accolta dalla Curia soltanto dopo una lunghissima diatriba, nel 1566, quando il pievano si stabilì a Motta e vennero in seguito, nel 1586, portati ufficialmente i Sacramenti da San Giovanni.

Nel 1497, sempre il Consiglio ordinò la costruzione del campanile, che fu ultimato nel 1501. Due anni dopo, mostrò alcuni segni evidenti di cedimento strutturale che portarono alla decisione di palizzare l'edificio per potervi eseguire i necessari lavori di consolidamento.

Tuttavia, il terremoto del marzo del 1511 compromise definitivamente la già precaria opera muraria della chiesa e, nel 1516, si decise di procedere con la riedificazione dei vecchi muri utilizzando la pietra viva. Il cantiere si chiuse dopo un lunghissimo tempo, alla fine del Cinquecento, anche grazie alla provvidenziale intercessione del Cardinale Girolamo Aleandro che spinse Papa Paolo III (1534-1549) a offrire la somma di 281 ducati pro Fabrica Sancti Nicolai in Mothe.

La direzione dei lavori fu affidata a Padre Zorzi, architetto di Venezia e amico di Jacopo Sansovino, già presente a Motta con l'incarico di supervisore della fabbrica della Chiesa della Madonna dei Miracoli dal 1510 al 1513 (anni di costruzione della Basilica a seguito di una apparizione della Madonna). Gli scalpellini che lavorarono erano i veneziani Buora figli di Giovanni che aveva lavorato con l'architetto Mauro Codussi nella chiesa di San Michele. I lavori si protrassero a lungo e si arrivò fino al 25 giugno 1672 quando finalmente il Vescovo di Ceneda Pietro Leoni consacrò il Duomo di San Nicolò. Ancora oggi le due chiese Basilica e Duomo, costituiscono i due centri della città e ne sono i punti di riferimento geografico. [6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare.svg Medaglia di bronzo al valor militare.svg

Motta di Livenza è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare e della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna dei Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

La presenza della basilica della Madonna dei Miracoli è meta di consistenti pellegrinaggi. Fu eretta in seguito all'apparizione della Madonna ad un umile contadino, Giovanni Cigana, nel 1510. L'edificio, costruito sotto la direzione del francescano veneziano Francesco Zorzi, si presenta come un insieme armonico di forme semplici e lineari: la successione degli archi del chiostro, gli elementi semicircolari del timpano, le vele laterali che delimitano il rosone in cristallo, le statue che ornano la facciata principale, fanno della basilica un autorevole esempio di architettura cinquecentesca. Gli archi che formano il portico anteriore alla facciata principale sono di epoca successiva come si può vedere in un affresco interno al chiostro che fa vedere la facciata originale del tutto simile alla chiesa di Venezia di Santa Maria del Carmine, la cui ispirazione deriva dalla chiesa veneziana di San Michele dell'architetto Mauro Codussi (1440-1504). Con la sua opera “De harmonia mundi, Cantica Tria”, Francesco Zorzi, veneto, (1466-1540) francescano, Osservante, rappresenta, in piena epoca Rinascimentale, la ricerca di una concordanza universale del sapere e dell'esistenza. De harmonia mundi, Cantica Tria apparsa nel 1525 e più volte ristampata in lingua francese, è dedicata in tre canti a Dio, a Cristo e all'Uomo. Ora vi è anche una traduzione italiana di Saverio Campanini pubblicata da Bompiani per la prima volta in Italia (2010). Padre Zorzi assume il suo primo incarico, in un'attività legata all'architettura, nel 1510 per la costruzione della Basilica della Madonna dei Miracoli proprio nel paese che dette i natali a Girolamo Aleandro. A seguito di una apparizione mariana fu edificata una basilica in soli tre anni (terminata nel 1513) con caratteri certamente codussiani come riconosciuto da prestigiosi critici. John Mc Andrew, tra i più accreditati critici del Rinascimento veneziano, cita nel suo libro intitolato: “L'architettura veneziana del primo Rinascimento” (Marsilio Editori-1980) in relazione al Codussi: dice“…. la facciata di San Giovanni Crisostomo di Venezia, il cui confronto con quella di San Michele è indispensabile, ……è soluzione che diventerà il modello per molte altre chiese ……e, curiosamente, anche per la chiesa della Madonna dei Miracoli a Motta di Livenza”.Foscari e Tafuri nel “L'Armonia e i conflitti” hanno affermato che: “ la chiesa della Madonna di Motta ha una caratterizzazione vagamente codussiana”. Le misure interne della chiesa della Basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza, non si rifanno però alle idee di padre Francesco Zorzi, elaborate probabilmente in epoca successiva e legate alle teorie cabaliste. [7]

Nel gennaio del 1875 papa Pio IX l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[8]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1833 al 1895 Motta di Livenza è stata la sede di un'importante collezione di dipinti antichi lasciata dal celebre professore Antonio Scarpa agli eredi del suo paese natale e denominata in seguito semplicemente "Pinacoteca Scarpa". Tra le opere in essa contenute vanno ricordati i capolavori di Andrea Mantegna, Sebastiano del Piombo, Orazio Gentileschi, il Sodoma, il Moretto e Lelio Orsi. Vendute dagli eredi in un'asta a Milano nel novembre del 1895, le opere della raccolta Scarpa si trovano oggi in diversi musei e collezioni del mondo, da Londra a Parigi, da Oslo a Budapest, da Boston a Princeton. Inoltre la città ha acquisito nel tempo molti artisti che hanno consentito la realizzazione di un'apprezzata pinacoteca, donando opere per le sale comunali. Tra quelli contemporanei si segnalano Gigi Prosdocimo, Norman Zoia, Mario Nicorelli, Olimpia Biasi, Gina Roma, Morago, Maurizio Frullani, Elio Ciol, Sergio Scabar, Sergio Culot, Roberto Kusterle, Dan Winters, Roy LaGrone, Stefano Tubaro, Jean Turco, Guido Cecere.

Nella piazza principale progetto dell'architetto Boris Podrecca (2002) vi è una scultura dello scultore Sloveno Brdar di Lubiana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.751, ovvero il 16,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Romania, 675
  2. Albania, 376
  3. Marocco, 165
  4. India, 106
  5. Repubblica di Macedonia, 77
  6. Ucraina, 47
  7. Senegal, 37
  8. Nigeria, 29
  9. Piazza principale con la scultura dell'artista Sloveno Brdar (Lubiana)
    Cina, 28
  10. Bangladesh, 22

Persone legate a Motta di Livenza[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzaga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lorenzaga.

San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo di questa frazione mottense è fatto risalire al 148 a.C. vale a dire alla costruzione della via Postumia che attraversava la Livenza proprio in questa zona e qui fu predicato per la prima volta il Vangelo di Cristo, probabilmente nel corso del III secolo. Dopo l'editto di Costantino del 313 fu costruita la prima chiesa, dedicata a S.Giovanni Battista (da cui il nome della località) e quell'antica pieve fu origine di tutte le altre dei dintorni. La chiesa paleocristiana fu però distrutta da Attila, quindi riedificata e nuovamente distrutta nel X secolo al passaggio degli Ungheri. Nuovamente costruita e conservata fino a oggi, mostra chiaramente la sua origine romanica e i segni delle precedenti costruzioni, compreso l'antichissimo altare che si trova sotto il presbiterio. Sulla facciata conserva un'edicola funeraria romana, testimone della sua storia bimillenaria ed accanto c'è il cimitero dei mottensi. Attorno alla festa di S.Giovanni, 24 giugno, qui si tiene una frequentatissima sagra paesana, sede di uno dei più famosi tornei di calcio saponato o splashball, mentre nel corso dell'anno rivive con partecipazione comunitaria le più significative manifestazioni della tradizione.

Malintrada[modifica | modifica wikitesto]

Seconda per numero d'abitanti con circa 850 unità, Malintrada è la più giovane frazione del Comune di Motta di Livenza.Solo nel 1992 lo Statuto comunale provvedeva ad elevare la località posta sulla strada provinciale per Chiarano al rango di Frazione a tutti gli effetti. Ciò non significa che la zona non fosse conosciuta sin dal medio evo. Nella zona di Redigole Vecchia sono state rinvenute monete romane, ora custodite nel museo di Oderzo. Il nome con tutta probabilità la frazione lo deve al fatto d'essere stata "all'entrata" della grande palude della Motta: siccome alla palude non si associavano valenze positive, si pensa che questa entrata per Motta fosse una "mala entrata". Ai primi del Novecento sulla zona dell'attuale Capitello dedicato alla Madonna(e non erroneamente come riportano errati testi in quello di S.Pietro d'Alcantara, che si trova in territorio comunale di Gorgo al Monticano) è iniziato un piccolo ma costante flusso abitativo con la singolarità che vede buona parte dei nuovi abitanti provvenire dalla provincia di Vicenza (Altopiano dei Sette Comuni, Bassano del Grappa, Borso del Grappa, Nove). Durante la fine della Seconda Guerra mondiale la Frazione, posta al sicuro dai bombardamenti su Motta, è diventata sede comunale nelle vecchie scuole elementari e sede della parrocchia del Duomo di Motta in un piccolo magazzino mobile di legno messo a disposizione da un commerciante di tessuti di Motta (signor Pin). Attualmente il vanto del territorio è il Vino Rosso, che in diverse tipologie e prodotto da circa una quindicina di aziende medio piccole. Per gli amanti delle ultime sagre paesane ogni anno dal primo di maggio si celebra quella di questa ospitale frazione mottense.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 15 luglio 1990 Arnaldo Brunetto DC sindaco [11]
15 luglio 1990 24 aprile 1995 Alberto Vidi DC sindaco [12]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Alberto Vidi lista civica sindaco [13]
14 giugno 1999 20 settembre 2002 Graziano Panighel Liga Veneta-Lega Nord sindaco [14]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Graziano Panighel Lega Nord sindaco [15]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Paolo Speranzon Lega Nord sindaco [16]
27 maggio 2013 in carica Paolo Speranzon Lega Nord sindaco [16]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Francia L'Isle-Jourdain
  • Croazia Cherso
  • Benin Parakou - L'accordo prevede la promozione di scambi nell'ambito della sanità e dell'ambiente, dell'educazione e della formazione dei giovani, dell'artigianato e della cultura per sostenere lo sviluppo del Paese Africano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 432.
  4. ^ Mota, mùtera, FILI D'AQUILONE. URL consultato il 25 novembre 2011.
  5. ^ Dizionario toponomastico fiul.net, friul.net. URL consultato il 13 agosto 2015.
  6. ^ Tratto da "Il Cardiale e l'architetto-Girolamo Aleandro e il Rinascimento Adriatico Veneziano". A.V.A.
  7. ^ Tratto da "Il Cardiale e l'architetto-Girolamo Aleandro e il Rinascimento Adriatico Veneziano". A.V.A.
  8. ^ Catholic.org Basilicas in Italy
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 23 ottobre 2012.
  11. ^ Eletto il 12 maggio 1985.
  12. ^ Eletto il 6 maggio.
  13. ^ Eletto il 23 aprile.
  14. ^ Eletto il 13 giugno.
  15. ^ Eletto il 25 maggio.
  16. ^ a b Eletto il 13 aprile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lepido Rocco, Motta di Livenza e suoi dintorni. Studio storico, Treviso, 1897.
  • Angelo De Faveri, Le vicende di Motta di Livenza 1878-1988, Treviso, 1994.
  • Alfonso Vesentini Argento, "Il cardinale e l'architetto". Girolamo Aleandro (1480-1542). Pieve San Giacomo CR . 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245037521
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