Diocesi di Concordia-Pordenone

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Diocesi di Concordia-Pordenone
Dioecesis Concordiensis-Portus Naonis
Chiesa latina
Concordia Sagittaria Cattedrale.jpg
Suffraganea del patriarcato di Venezia
Regione ecclesiastica Triveneto
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Giuseppe Pellegrini
Vicario generale Orioldo Marson
Vescovi emeriti Ovidio Poletto
Sacerdoti 285 di cui 242 secolari e 43 regolari
1.291 battezzati per sacerdote
Religiosi 54 uomini, 211 donne
Diaconi 17 permanenti
Abitanti 375.699
Battezzati 367.846 (97,9% del totale)
Superficie 2.675 km² in Italia
Parrocchie 188
Erezione IV secolo
Cattedrale Santo Stefano
Concattedrali San Marco
Santi patroni Stefano primo martire
Martiri concordiesi
Indirizzo C.P. 337, Via Revedole 1, 33170 Pordenone, Italia
Sito web www.diocesi.concordia-pordenone.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Concordia-Pordenone (in latino: Dioecesis Concordiensis-Portus Naonis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia e appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2014 contava 367.846 battezzati su 375.699 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Pellegrini.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la provincia di Pordenone (tranne parte dei comuni di Sacile, Caneva, Brugnera e Prata di Pordenone che rientrano nella diocesi di Vittorio Veneto, e parte del comune di Erto e Casso, che rientra nella diocesi di Belluno-Feltre) e la parte orientale della provincia di Venezia, compresa tra i fiumi Livenza e Tagliamento (ad eccezione di Caorle, che, già diocesi autonoma, ricade sotto la giurisdizione del patriarcato di Venezia) che ha sempre fatto capo alla città di Portogruaro (e quindi, in via riflessa, storicamente è sempre stata sotto la giurisdizione dell'antica città romana di Concordia Sagittaria). Fanno parte della diocesi anche 3 parrocchie in provincia di Treviso.

Sede vescovile è la città di Pordenone, dove si trova la concattedrale di San Marco. A Concordia Sagittaria si trova la cattedrale di Santo Stefano protomartire.

Il territorio è suddiviso in 188 parrocchie, raggruppate dal 2014 in 8 foranie.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi prende il nome dalla città romana di Iulia Concordia Sagittaria, che si ritiene fondata probabilmente nel 42 a.C., e che fu statio sulla via Annia tra Altino e Aquileia.

Le origini del cristianesimo nella città sono incerte. La tradizione locale ricorda un gruppo di martiri uccisi a Concordia durante la persecuzione di Diocleziano (304), le reliquie dei quali sono conservate in un'apposita cappella dell'attuale cattedrale.

La diocesi fu eretta nel IV secolo; la cattedrale di Concordia venne consacrata dal vescovo aquileiese Cromazio tra il 388 e il 389 circa, con le reliquie dei santi Apostoli. Gli storici ritengono che probabilmente già in questa occasione era presente un vescovo concordiese.[1] Il primo vescovo certo è Chiarissimo, presente al sinodo di Grado del 579 e a quello di Marano del 590.

Subito dopo la consacrazione di Concordia prese il via l'evangelizzazione dell'agro concordiese compreso tra i fiumi Tagliamento e Livenza, più o meno corrispondente all'attuale provincia di Pordenone.

In seguito all'invasione dei Longobardi, accompagnata dalla distruzione di Concordia, il vescovo, con il clero e i fedeli, ripararono a Caorle, nei domini Bizantini, dove la diocesi sopravvisse per un periodo imprecisato.[2] All'epoca del vescovo Pietro, inizio del IX secolo, la sede episcopale era di certo ritornata a Concordia.[3]

In una bolla di papa Urbano III del 12 marzo 1186 al vescovo Gionata vengono elencati per la prima volta tutti i possedimenti e le proprietà sotto la giurisdizione dei vescovi concordiesi, tra cui quaranta pievi.

Nei secoli XIV e XV, a causa principalmente dell'azione dei fiumi Tagliamento e Livenza, l'area di Concordia subì una trasformazione morfologica consistente e prese l'avvio un impaludamento che sommerse alcune pievi e villaggi costieri. Per questo motivo, pur mantenendo nominalmente il titolo di sede vescovile, Concordia decadde rapidamente e i vescovi preferirono trasferire la loro residenza a Portogruaro o anche fuori diocesi (Venezia). Già nel 1425 papa Martino V dispose il trasferimento della sede a Portogruaro, ma il decreto dovette essere revocato dal successore Eugenio IV, su istanza del capitolo cattedrale e della comunità di Portogruaro. La traslazione ufficiale avvenne comunque in seguito con la bolla di papa Sisto V del 29 marzo 1586; la chiesa di sant'Andrea venne ad assumere il ruolo di chiesa ausiliare, ma non ebbe mai il titolo di concattedrale.

Nel 1701 il vescovo Pietro Valaresso istituì il seminario diocesano.

Da sempre suffraganea del patriarcato di Aquileia, quando questo fu soppresso nel 1753 Concordia passò alla metropolia dell'arcidiocesi di Udine, a cui restò unita fino al 1818, anno in cui fu assegnata come suffraganea al patriarcato di Venezia.

Negli ultimi due secoli sono avvenute una serie di modifiche territoriali volte ad eliminare le varie exclavi dell'arcidiocesi di Udine in territorio concordiese e a riordinare i confini orientali coincidenti con il mutevole corso del Tagliamento. Già nel 1794 a Concordia furono unite le sei parrocchie della soppressa abbazia territoriale di Sesto.[4] Il 1º maggio 1818 con la bolla De salute dominici gregis di papa Pio VII la giurisdizione di Concordia si estese sulle parrocchie ex udinesi di Castello d'Aviano, Erto, Cimolais, Claut, Corbolone, Sesto e Torrate, nonché su Saletto-Bando, località priva di una propria autonomia e inclusa nella giurisdizione di Morsano[5]; di contro, cedette alla vicina quattro filiali dell'antica pieve di San Giorgio della Richinvelda, ovvero Rivis, Turrida, Grions e Redenzicco. Un'ulteriore variazione avvenne il 13 novembre 1923 con l'inclusione di Meduna di Livenza e Carbona, sempre da Udine[6][7]. Le ultime acquisizioni, ancora da Udine, furono decise dalla Congregazione per i vescovi il 18 ottobre 1974 e riguardarono San Paolo e Mussons (nel comune di Morsano al Tagliamento)[8][9].

In seguito alla promozione di Pordenone a città capoluogo di provincia (1968), avendo a tutti gli effetti questa città assunto il ruolo dominante nel territorio della Destra Tagliamento, con il decreto In dioecesi Concordiensi del 12 gennaio 1971 la Congregazione per i vescovi stabilì il nuovo titolo della diocesi in Concordia-Pordenone. Con il successivo decreto Novissimis hisce del 26 ottobre 1974 la stessa Congregazione dispose la traslazione della sede vescovile da Portogruaro a Pordenone elevando, al tempo stesso, il duomo di San Marco di Pordenone alla dignità di concattedrale.

Nell'aprile-maggio 1992 la diocesi ha accolto la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II. Si è trattata della prima visita di un Pontefice alla diocesi. In passato i papi Gregorio XII e Pio VI erano transitati per il territorio per recarsi l'uno al concilio di Cividale (1409), l'altro a Vienna (1782).

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 368.483 persone contava 359.517 battezzati, corrispondenti al 97,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 316.820 316.858 100,0 309 292 17 1.025 10 49 174
1970  ? 301.188  ? 408 348 60  ? 109 756 192
1980 320.000 321.035 99,7 375 316 59 853 91 603 204
1990 332.791 334.129 99,6 351 294 57 948 2 71 422 188
1999 337.204 339.322 99,4 344 283 61 980 15 73 307 188
2000 337.604 339.880 99,3 338 273 65 998 16 87 292 188
2001 338.528 341.093 99,2 344 275 69 984 17 95 268 188
2002 339.422 342.340 99,1 335 268 67 1.013 16 104 282 188
2003 339.118 342.711 99,0 343 276 67 988 16 92 261 188
2004 341.687 346.177 98,7 333 270 63 1.026 16 74 254 188
2006 345.361 350.102 98,6 321 265 56 1.075 17 73 245 188
2013 359.517 368.483 97,6 295 252 43 1.218 19 54 214 188
2014 367.846 375.699 97,9 285 242 43 1.291 17 54 211 188

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pio Paschini, op. cit.
  2. ^ Secondo Giovanni Diacono, questa traslazione sarebbe avvenuta all'epoca di papa Adeodato (615-618). Cfr. Giorgio Arnosti, Lo scisma tricapitolino e l'origine della diocesi di Ceneda, in Il Flaminio, 11 (1998), p. 93.
  3. ^ Kehr, op. cit., p. 72.
  4. ^ Cappelletti, op. cit., p. 469.
  5. ^ Filiberto Agostini, Istituzioni ecclesiastiche e potere politico in area veneta (1754-1866), Milano, Marsilio, 2002, p. 25.
  6. ^ Parrocchia di Meduna di Livenza - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  7. ^ Parrocchia di Gleris-Carbona - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  8. ^ Parrocchia di Mussons - Diocesi di Concordia-Pordenone.
  9. ^ Pier Carlo Begotti, Le istituzioni ecclesiastiche del Friuli Occidentale lungo la storia (PDF), propordenone.it. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  10. ^ Il 2 dicembre 1615 era stato nominato vescovo titolare di Joppe e coadiutore di Concordia.
  11. ^ Il 20 luglio 1970 era stato nominato vescovo titolare di Nasbinca e coadiutore di Concordia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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