Castello di Godego

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Castello di Godego
comune
Castello di Godego – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Pier Antonio Nicoletti (lista civica Godego viva) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 45°42′N 11°53′E / 45.7°N 11.883333°E45.7; 11.883333 (Castello di Godego)Coordinate: 45°42′N 11°53′E / 45.7°N 11.883333°E45.7; 11.883333 (Castello di Godego)
Altitudine 51 m s.l.m.
Superficie 18,13 km²
Abitanti 7 177[1] (31-12-2015)
Densità 395,86 ab./km²
Frazioni nessuna Località: Alberone, Avenali, Ca' Leoncino, Casoname, Chioggia, Madonna, Motte, Quartiere Muson, i Prai, San Pietro, Vegre,
Comuni confinanti Castelfranco Veneto, Loria, Riese Pio X, San Martino di Lupari (PD)
Altre informazioni
Cod. postale 31030
Prefisso 0423
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026013
Cod. catastale C190
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 443 GG[2]
Nome abitanti godigesi
Patrono Natività di Maria Vergine
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Godego
Castello di Godego
Castello di Godego – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Castello di Godego (Casteo de Gódego in veneto) è un comune italiano di 7 177 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu frequentato sin dall'epoca preromana. La testimonianza più evidente dell'epoca è rappresentata dalle Motte, un grandioso arginamento risalente all'età del bronzo allineata all'antico letto del fiume Muson dove abbondano i reperti. È evidente che si tratta di un manufatto molto antico visto che non segue la regolarità della centuriazione romana, orientato verso nordovest-sudest[3].

I Romani[modifica | modifica wikitesto]

Ben più abbondanti sono i reperti di epoca romana. Come già accennato, sono ben visibili le tracce della centuriazione che, allora, rientrava nel territorio dell'attuale Padova (il Muson segnava il confine con Asolo).

Le arature hanno restituito i resti di muraglie, sepolture, vasi e altro ancora. Spicca particolarmente un emblema bronzeo raffigurante Ercole con la clava. Si può quindi concludere che anticamente Godego rappresentasse un villaggio di una certa rilevanza, vista anche la sua posizione favorevole lungo la via Postumia[4].

Verso il IV-V secolo si ebbe l'evangelizzazione della zona di Castelfranco grazie all'influenza della diocesi di Padova. Si ritiene comunque che una prima comunità cristiana si fosse formata a Godego nel VI secolo, poco prima dell'invasione longobarda[5].

L'età barbarica[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza strategica del centro portò successivamente gli Ostrogoti a installare nella zona un presidio militare. Il VI secolo fu segnato dalle conseguenze della guerra gotica, che vide la vittoria dei Bizantini. Il conflitto provocò lo spopolamento delle campagne a favore delle città e dei villaggi più grossi; tra questi, doveva esserci anche Godego[5].

Fu poi la volta dei Longobardi: secondo il Comacchio, furono loro a insediarsi, sulle rive del Muson, in un castello fondato su fortificazioni preesistenti, chiamato più tardi Godego. Di fronte alla chiesa è stata rinvenuta una sepoltura con un corredo di orecchini e fibule risalente al VII secolo[4].

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Godego è menzionata per la prima volta in un documento del 28 maggio 972: attesta che l'imperatore Ottone I donava ad Abramo, vescovo di Frisinga, alcuni possedimenti sparsi tra il Vicentino e il Trevigiano.

In questo periodo Godego rappresenta una corte, ovvero un distretto, che, dall'inizio del XII secolo, venne assegnata dal vescovo di Frisinga a Ecelo II degli Ezzelini, con l'obbligo di richiederne l'investitura nel caso in cui fosse passato ai discendenti. Non avendo Ezzelino I "il Balbo" adempiuto a ciò, nel 1159 il feudo ritornò al vescovo di Frisinga, ma l'anno successivo veniva ridato alla famiglia, ora con investitura perpetua.

Nel 1179 i Padovani, alleati ai coneglianesi che si erano ribellati a Treviso, invasero la Marca Trevigiana e espugnarono il castello di Godego, radendolo al suolo. Si ritiene che la fortezza fosse stata costruita dagli Ezzelini tra l'XI e il XII secolo, su un rialzo del terreno ancor oggi noto come "castelliere di Ezzelino".

Nel 1223 entrò in possesso della corte di Godego il noto Ezzelino da Romano. Nel 1229 entrò in guerra con i Padovani e il castello fu nuovamente distrutto. Con la tragica estinzione della famiglia, avvenuta nel 1260, il vescovo di Frisinga assegnò il feudo a Tiso VII da Camposampiero[5].

Nel Trecento Godego era sede di una pieve da cui dipendevano anche gli abitati di Ramon, Castione e Villarazzo. Si trattava di un territorio ancora in gran parte coperto da boschi in cui abbondava la selvaggina, in particolare i lupi: un documento del 1318 ricorda che un tal Giovanni da Godego ricevette dal comune di Treviso 40 soldi per aver catturato una lupa[6].

La Repubblica di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1339 Godego entrò a far parte dei domini della Serenissima e venne assegnato alla podesteria di Castelfranco. La dominazione veneziana cessò nel 1357, con l'arrivo delle truppe ungheresi; durante questo conflitto, nel 1378, Godego fu saccheggiata.

La Serenissima tornò, ora definitivamente, nel 1388. Cessata anche la parentesi della guerra della Lega di Cambrai, la popolazione poté godere di un periodo di pace, conclusosi nel 1797 con la caduta di Venezia per mano di Napoleone[6].

Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo dell'occupazione francese portò ancora gravi sofferenze dovute ai passaggi di truppe con i conseguenti saccheggi, ruberie e requisizioni[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro, durante le tragiche giornate della Guerra di Liberazione, subì una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste, che trucidarono barbaramente settantasei suoi concittadini. Ammirevole esempio di coraggio, di spirito di libertà e di amor patrio.»
— Castello di Godego (TV), 29 aprile 1945

La strage è stata considerata l'ultima compiuta dall'esercito nazista durante la seconda guerra mondiale, per questo è significativo il gemellaggio con Boves, dove invece avvenne il primo eccidio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesetta di San Pietro, del IV secolo, costruita nei pressi del torrente Musone, che rappresenta una delle più antiche chiese della zona.
  • Il Santuario Beata Vergine della Crocetta; esso è chiamato in questo modo per la miracolosa apparizione della Madonna, il 2 luglio 1420, con una piccola croce di legno in mano.

Le ville venete:

  • La Villa Beltrame del XVIII secolo, in origine si chiamava Ca' Zorzi.
  • La Villa Caprera del XIX secolo, è in stile neoclassico
  • La Villa Negri del XVII secolo, è un edificio con riquadri a marmorino sulla facciata e una barchessa sul lato.
  • La Villa Priuli del XVII secolo. Attualmente è un museo civico.
  • Villa Garzoni Martini del XV-XVIII secolo, in origine " Mocenigo",con il suo ampio parco e boschetto, in prossimità della piazza.
  • Il Barco Mocenigo fu costruito a metà del XV secolo come luogo di intrattenimento dopo le battute di caccia. Attualmente è una scuola-bottega per opere artistiche.
  • Il Sepolcreto Romano
  • La Villa Renier/Foscarini del XVII secolo. Recentemente ristrutturata.
  • La Villa Enrico di Sardagna, ospita oggi un istituto salesiano con Scuole paritarie Primaria e Secondaria di Primo Grado

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagra patronale della natività di Maria attorno all'8 settembre
  • Godego in cornice: sfilata in costume medioevale e rinascimentale (ogni quattro anni)
  • Ogni fine giugno ci sono i festeggiamenti di San Pietro
  • Estate godigese a luglio
  • Sagra della Madonna della Crocetta le prime due settimane di luglio
  • Mercatini di Natale 8 dicembre

Persone legate a Castello di Godego[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia locale, storicamente basata sull'agricoltura, ha visto sorgere negli anni sessanta i primi insediamenti industriali. Tra le aziende più importanti, il pastificio Jolly Sgambaro, la Simec Spa e la Breton Spa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 ottobre 2012 il prefetto di Treviso Aldo Adinolfi, a seguito delle dimissioni del 50% più uno dei consiglieri comunali, ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e nominato commissario prefettizio il vice prefetto vicario Pietro Signoriello. Il 7 novembre 2012, a causa dello scioglimento del vicino comune di Vedelago, il prefetto Adinolfi ha nominato il vice prefetto vicario Signoriello commissario prefettizio di Vedelago e il vice prefetto aggiunto Paola De Palma commissario prefettizio di Castello di Godego.

Con le elezioni amministrative italiane del 2013 viene eletto sindaco Pier Antonio Nicoletti con la lista civica "Godego Viva".

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2012 Francesco Luison PdL, LN Sindaco
2012 2012 Pietro Signoriello Commissario prefettizio
2012 2013 Paola De Palma Commissario prefettizio
2013 in carica Pier Antonio Nicoletti Lista civica Godego viva Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1867 era Godego.

Tra il 1868 e il 1887 il comune ha compreso la frazione Castione, scorporata dal comune di Loria e poi reintegrata allo stesso (Censimento 1881: pop. res. 377)[8].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gli sport principali sono la pallavolo e il calcio. La squadra di calcio è stata battezzata con il nome di "godigese".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Storia di Castello di Godego dal sito del Comune.
  4. ^ a b Storia di Castello di Godego dal sito del Comune.
  5. ^ a b c Storia di Castello di Godego dal sito del Comune.
  6. ^ a b c Storia di Castello di Godego dal sito del Comune.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

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Controllo di autorità VIAF: (EN245439367
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