Follina

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Follina
comune
Follina – Stemma
Follina – Veduta
La facciata dell'abbazia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Mario Collet (lista civica Rilanciamo Follina) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°57′N 12°07′E / 45.95°N 12.116667°E45.95; 12.116667 (Follina)Coordinate: 45°57′N 12°07′E / 45.95°N 12.116667°E45.95; 12.116667 (Follina)
Altitudine 191 m s.l.m.
Superficie 24,08 km²
Abitanti 3 864[1] (31-12-2016)
Densità 160,47 ab./km²
Frazioni Farrò, Valmareno Località: Col, La Bella, Pedeguarda
Comuni confinanti Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Mel (BL), Miane, Pieve di Soligo
Altre informazioni
Cod. postale 31051
Prefisso 0438
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026027
Cod. catastale D654
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 697 GG[2]
Nome abitanti follinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Follina
Follina
Follina – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Follina (Fołina in veneto) è un comune italiano di 3 864 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto. Copre una superficie di 24,16 k e si trova a 191 s.l.m. Comprende le frazioni di: Farrò, Pedeguarda e Valmareno. È un attivo centro turistico e culturale, sede di attività industriali e artigianali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La civiltà ha fatto la sua comparsa a Follina già in epoca preistorica (alcuni reperti risalgono a 120.000 anni fa), mentre dell'epoca romana sono i resti di un percorso che qualcuno ha identificato con la via Claudia Augusta Altinate.

Verso la metà del XII secolo si insediano a Follina i monaci cistercensi, ai quali si attribuisce l'introduzione dell'arte laniera nella Val Mareno oltre alla costruzione dell'Abbazia di Santa Maria il cui chiostro fu completato nel 1268 dai monaci costruttori Arnaldo e Andrea e dei capomastri Zardino e Armano.

Nel 1436 la Repubblica veneta investe Brandolino III e il Gattamelata del Feudo di Valmareno; nel 1439 il Gattamelata cede la sua parte a Brandolino. Il feudo resterà ai Brandolini fino al 1797.

Attorno al 1680 Follina compie un salto di qualità dal punto di vista economico dovuto alla fondazione della manifattura del bresciano Francesco Fadda che fu una delle prime in Italia a cimentarsi nell'imitazione dei tessuti inglesi ed olandesi più fini e leggeri.

Sull'esperienza pilota del Fadda si innestano poi – verso il 1740 – i lanifici Tron – Stahl e più tardi quello del Col(l)es. Nelle fabbriche operano tecnici stranieri che consolidano la vocazione manifatturiera di Follina.

Nel 1797 cadde la Repubblica di Venezia e Follina seguì le sorti del Veneto e passò sotto il controllo dell'Arciducato d'Austria in virtù degli accordi previsti dal trattato di Campoformio.

Il 30 dicembre 1819 la chiesa di Follina viene eretta a parrocchia, col titolo di chiesa arcipretale, per opera del vescovo cenedese Giovanni Benedetto Falier; fino al allora era stata curazia dipendente da Valmareno. Il primo arciprete è Don Giobatta Boteselle dal Col San Martino, già curato dal 1818.

Nel 1865 viene fondata a Follina la prima società di Mutuo soccorso ed istruzione degli operai della provincia.

Verso la seconda metà del 1800 l'industria tessile di Follina viene colpita da una crisi irreversibile e nel 1891 nessun lanificio sarà più operante.

Il 9 novembre 1917 inizia l'anno di invasione nemica durante la grande guerra; il paese sarà sgombrato solo il 29 ottobre 1918.

Il 26 agosto 1944 nel contesto della lotta partigiana si svolge il processo a Mario Min ed Eraclea Zanette, che vengono giustiziati. Pochi giorni dopo, ai primi di settembre, la piazza pubblica è testimone anche dell'esecuzione capitale di due partigiani (Marco Tempesta e Armando Fornasier) da parte dei tedeschi che, proseguendo il rastrellamento da Pieve di Soligo verso la Vallata, avevano da poco incendiato a Follina una ventina di case e 45 stalle.

Il 5 maggio 1968 si inaugura il nuovo municipio, su progetto dell'arch. Schiavetto di Conegliano. Negli anni 80 invece viene completata la scuola media “Antonio Fogazzaro” inoltre il comune acquista l'ex collegio “San Giuseppe”, alienando il cinema e l'edificio del vecchio municipio, e vi costruisce il parco e gli impianti sportivi.

Tra gli anni novanta e gli anni 2000 vengono costruiti la casa di riposo, l'auditorium e la biblioteca. Inoltre viene avviata un'intensa opera di riqualificazione urbana e infrastrutturale. Lo sviluppo produttivo è consistente e crea un numero elevato di posti di lavoro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santa Maria (Follina).

Sacrario austro-ungarico[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero austro – ungarico di Follina nasce durante l’occupazione austriaca della Vallata nel novembre del 1917 in appoggio allo Feldspital 1505, l’ospedale militare austriaco allestito presso l’ex lanificio Andretta che oggi ospita la Casa di Riposo S. Giuseppe. Una volta conclusosi il conflitto mondiale, negli anni ’20 si procedette alla realizzazione del muro di cinta, oggi ancora presente, e al mantenimento dell’area per mezzo di risorse comunali, di Onor Caduti, ente preposto alle onoranze funebri militari e ai soldi inviati al Comune dalle famiglie dei defunti. In questo cimitero confluirono in seguito anche le salme dei militi austro – ungarici esumate da altri cimiteri della zona.

Con il passare del tempo, gli oneri di mantenimento del cimitero si fecero sempre più pesanti, le risorse più esigue e anche la sua manutenzione non risultò più così efficiente, tanto che nel 1943 Onor Caduti procedette ad un’operazione di esumazione di tutti i corpi lì sepolti, dei quali avrebbe poi previsto il trasporto in diversi ossari militari. I fatti tumultuosi successivi all’8 settembre, però, fermarono i lavori: chi non fu esumato rimase in terra e tra quelli posti nelle cassette, alcuni partirono, altri furono riposti provvisoriamente sotto un sottile strato di terra, cosicché dalla fine della II guerra mondiale al 1970 molti furono i corpi e le lapidi a loro intitolati che rimasero nel cimitero di Follina e ai quali si tentò di provvedere con grandi difficoltà. Lo stato di abbandono del luogo fu tale che portò nel 1970 Onor Caduti a dismettere completamente il cimitero e ad operare una bonifica completa di tutta l’area. I lavori vennero eseguiti dalla ditta incaricata con la supervisione di Onor Caduti, certamente seguendo la prassi dovuta, anche se a qualcuno in paese rimase il dubbio che in quel luogo fossero sepolti ancora dei corpi. Di fatto il cimitero ufficialmente non era più cimitero, dunque venne trascurato ed abbandonato. Soltanto nel 2004, per l’esigenza del Comune di Follina di ampliare parte dell’area retrostante al cimitero civile e grazie alle costanti segnalazioni del prof. Roberto Tessari, il quale riteneva fondati i dubbi sulla carente accuratezza delle esumazioni, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto doveroso iniziare dei sondaggi esplorativi del sito destinato all’ampliamento. Durante gli scavi, eseguiti dal Gruppo Alpini di Follina con la supervisione del ten. col. Guido Spada referente in Italia per la Croce Nera austriaca, il prof. Roberto Tessari e l’esperto in recuperi sig. Francesco Frigimelica, sono state recuperate 77 salme e raccolti molti reperti di varia natura tra i quali spiccano, per la loro particolarità, quelli di uso sanitario. Sono state rinvenute alcune croci in ferro battuto, diverse croci di pietra in stato non buono e un discreto numero di lapidi dove è possibile leggere il nome, la data di morte e anche il reggimento di militi sepolti. Oggi in questo cimitero militare austro - ungarico, dove allora ebbero sepoltura oltre ottocento soldati di Austria, Ungheria, Cechia, Germania, Polonia, Slovacchia, Romania, Bosnia - Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ucraina, ed Italia, è stato realizzato grazie all’intervento di Fondazione Cassamarca un monumento sacrario nel quale riposano, all’ombra delle loro bandiere, unite a simbolo di ritrovata fratellanza fra i popoli, le 77 salme recuperate anche se rimane sconosciuto il numero di quanti in questo prato hanno ancora mantello e sepolcro. Attualmente la manutenzione e gestione del Cimitero austro-ungarico di Follina, nonché l’organizzazione di celebrazioni ed attività culturali ad esso collegate, è affidata ad un “Comitato per la manutenzione e gestione del Sacrario austroungarico di Follina”

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Dall'Anese, Le vie del comune di Follina, Vittorio Veneto, Dario De Bastiani, 2004.
  • Danilo Gasparini e Walter Panciera (a cura di), lanifici di Follina. Economia, società e lavoro tra Medioevo ed età contemporanea, Verona, Cierre Edizioni, 2000, ISBN 88-8314-084-2.
  • Licinio Lea, L'Alpago in pellegrinaggio alla Madonna di Follina, Belluno, IBRSC, 2002.
  • Licinio Lea, Follina, un fiume, un paese, Cornuda, Grafiche Antiga, 2009.
  • M. E. Luciani, Aspetti e vicende dell'industria laniera a Follina nei secoli XVII-XVIII, III quaderno del Mazarol, Cison, 1998.
  • Nazzareno Meneghetti, Memorie 1884-1920, Cornuda, Grafiche Antiga, 1994.
  • Cristina Munno, Un Filo Lungo. I lanifici di Follina nei secoli XIX-XX, in G. L. Fontana e G. Gayot (a cura di), «La lana: prodotti e mercati (XIII-XX secolo) », Padova, Cleup-CNRS, 2004, pp. 949–968.
  • Cristina Munno, L'eco del tesser resuscità. Patriottismi e facezie: un foglio politico nella Follina di fine ‘800 , SOMS Follina, Grafiche Antiga, Cornuda, 2005
  • Cristina Munno, Reti al crepuscolo? Ruolo economico di comparatico e padrinato in un caso Veneto del XIX secolo (Follina), «Cheiron», a. XXIII, 45-46, 2006, pp. 95–130
  • F. Sanseverino, Delle fabbriche di pannilana in Follina nella provincia di Treviso, Milano, 1840
  • A. Spina, Agricoltura e industria, le attività produttive nell'area follinese nella prima metà dell'800, V Quaderno del Mazarol, Cison, 2000
  • Roberto Tessari, Il Cimitero austro-ungarico di Follina. Storia, riscoperta, itinerario lungo le strade della 6ª k.u.k. Armee, Cornuda, CSC Edizioni, 2005.
  • G. M. Todescato, Abbazia di S. Maria di Follina. Sec. XII- XIII profilo storico artistico, Follina, 1983.
  • L. Tomio, La Madonna del Sacro Calice dell'Abbazia di Follina: il mistero di una scultura nubiana del VI secolo d.C., "Il Flaminio", 12, 1999, pp. 51–66.
  • Ermenegildo M. Zordan, Santa Maria di Follina. Abbazia Cistercense - Secolo XII-XIII, Cornuda, Grafiche Antiga, 2000.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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