Silea

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Silea
comune
Silea – Stemma Silea – Bandiera
Silea – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Rossella Cendron (lista civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate 45°39′17″N 12°17′48″E / 45.654722°N 12.296667°E45.654722; 12.296667 (Silea)Coordinate: 45°39′17″N 12°17′48″E / 45.654722°N 12.296667°E45.654722; 12.296667 (Silea)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 18,95 km²
Abitanti 10 167[2] (31-12-2015)
Densità 536,52 ab./km²
Frazioni Cendon, Sant'Elena Località: Canton, Franceniga, Lanzago[1]
Comuni confinanti Carbonera, Casale sul Sile, Casier, Roncade, San Biagio di Callalta, Treviso
Altre informazioni
Cod. postale 31057
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026081
Cod. catastale F116
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti silcesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Silea
Silea
Silea – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Silea (IPA: /si'lɛa/; Silea in veneto) è un comune italiano di 10 167 abitanti[2] della provincia di Treviso in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area attorno a Treviso ha rappresentato sin dai tempi più antichi un luogo di insediamento e di passaggio, favorita dalla presenza del Sile come via di comunicazione. Numerosi reperti preistorici sono stati rinvenuti, per esempio, durante l'estrazione di ghiaia.

A queste civiltà, ancora poco conosciute, successero i più noti Paleoveneti, dal II secolo a.C. assoggettati ai Romani. È di questo periodo l'opera di centuriazione delle campagne, la nascita dei municipi (come la stessa Treviso) e la costruzione di alcune importanti infrastrutture, tra le quali spicca la via Claudia Augusta Altinate. Lungo il percorso della strada, che attraversava Sant'Elena, Cendon e Lanzago, sono affiorati diversi reperti dell'epoca. Si suppone dunque che i primi insediamenti stabili risalgano alla colonizzazione romana, ma si ritiene che la formazione di veri e propri villaggi si ebbe solo sotto i Longobardi o i Franchi.

Fino al 1935 il paese si chiamò Melma, dal nome dell'omonimo fiume che qui si immette nel Sile.

La nuova denominazione seguì un criterio di somiglianza semantica, riferendosi stavolta al fiume Sile, e dipese anche dal voler evitare frequenti derisioni, a causa del vecchio nome, da parte degli abitanti delle località vicine.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo (XV secolo) La chiesa, edificata nel 1493 come ricorda l'architrave posto sopra l'attuale portale, presenta l'aspetto originario con facciata a capanna mantenuto anche nella successiva ristrutturazione del XVII secolo. Come principale edificio di culto dell'abitato è sede dell'omonima parrocchia della Diocesi di Treviso.[3]
  • Chiesetta della Beata Vergine della Salute (XIX secolo) Piccolo edificio sacro edificato nelle prime decadi dell'Ottocento su iniziativa di Alessandro Barbaro prima del 1837 in sostituzione di un precedente capitello.[3]
  • Chiesa dei Santi Vittore e Corona (XV secolo) Ubicata nella frazione Cendon, centro del quale è la chiesa parrocchiale, deve alla dedicazione a santi locali dei quali poco risulta. Più volte ristrutturata, sia all'interno che all'esterno, nel secoli seguenti, la chiesa fu consacrata una prima volta nel 1727 e riconsacrata il 27 marzo 1859. La cella dell'attiguo campanile accoglie le campane traslate dalla chiesa della Pietà di Venezia.[3]
  • Chiesa di Sant'Elena Imperatrice (XV secolo) Ubicata nella frazione Sant'Elena sul Sile, si presume sorga su un precedente edificio dalla stessa dedicazione di cui si ha notizia nell'XI secolo. L'attuale corpo della chiesa è frutto di pesanti rifacimenti dell'originale, edificata nel 1478 come presente nell'ormai indecifrabile iscrizione posta sul portale, presumibilmente della quale rimane la facciata, realizzata in grossi blocchi di pietra, mentre l'interno risente della ristrutturazione barocca tipica del Settecento veneto. Rilevante è anche il campanile, la cui costruzione risale al 1547 e completato tre secoli più tardi con l'innalzamento della cuspide del 1891.[3]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ville venete[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Barbaro-Varetton-Boltaggio
  • Villa Azzoni-Avogadro

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1935 il comune era chiamato "Melma", antico toponimo riferito al corso d'acqua omonimo. In quell'anno, re Vittorio Emanuele III con regio decreto n. 100 del 21 gennaio, autorizzava il comune a cambiare la propria denominazione in quella di Silea richiamandosi al Sile, il fiume principale del comune di cui il Melma stesso è tributario. L'autorizzazione regia al cambio del nome del comune seguì la richiesta del podestà di Melma, Matteo Fantin, del 5 settembre 1934.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Silea - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ a b c d Turismo e Cultura: chiese, su Comune di Silea. URL consultato il 19 aprile 2017.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Zanini, Silea, Europrint Editore, Quinto di Treviso, 2006

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN241240216