Carbonera

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Carbonera
comune
Carbonera – Stemma
Carbonera – Bandiera
Carbonera – Veduta
Carbonera – Veduta
Villa Tiepolo Passi
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Veneto
Provincia Treviso
Amministrazione
SindacoFederica Ortolan (Lega Nord) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°41′N 12°17′E / 45.683333°N 12.283333°E45.683333; 12.283333 (Carbonera)
Altitudine18 m s.l.m.
Superficie19,88 km²
Abitanti11 165[2] (30-6-2023)
Densità561,62 ab./km²
FrazioniBiban, Mignagola, Pezzan, San Giacomo di Musestrelle, Vascon[1]
Comuni confinantiBreda di Piave, Maserada sul Piave, San Biagio di Callalta, Silea, Spresiano, Treviso, Villorba
Altre informazioni
Cod. postale31030;

31050 (Vascon)

Prefisso0422
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026008
Cod. catastaleB744
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 384 GG[4]
Nome abitanticarboneresi
PatronoMaria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carbonera
Carbonera
Carbonera – Mappa
Carbonera – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Carbonera (Carbonèra in veneto) è un comune italiano di 11 165 abitanti[2] della provincia di Treviso in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su Carbonera risalgono all'anno 1000. Nel 1115 i frati cluniacensi ebbero in dono il monastero di San Giacomo Apostolo. In una pergamena scritta il 21 marzo 1121 un certo Oderico di Carbonera era testimone di una donazione di terreni fatta alla chiesa di Santa Fosca di Treviso. La chiesa di Carbonera faceva parte della mensa vescovile di Treviso.

Nell'aprile 1945 avvenne la strage della cartiera di Mignagola.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma mostra, sullo sfondo di un cielo azzurro, un castello con finestre rosse. Le tre torri, merlate alla guelfa, indicano i tre castelli del comune: quello di Carbonera, al centro, è il più alto, ed ai lati i castelli di Pezzan e Vascon. Il castello poggia su una campagna di color nero, che vuole ricordare l'antica strada romana Claudia Augusta Altinate, che attraversa il territorio comunale. Lo scudo è accompagnato dagli ornamenti esteriori previsti per i comuni: un ramo di quercia ed uno di alloro, che simboleggiano rispettivamente la forza e la vittoria, legati tra loro da un nastro tricolore.

Lo stemma fu adottato con la delibera comunale nº 39 del 21 novembre 1966, la quale prevedeva le tre torri del castello di egual altezza e due alberi verdi ai lati dello stesso. Il prefetto decise di modificarlo, su suggerimento dell'Archivio di Stato di Treviso, in quello attuale, che venne approvato con la delibera nº 51 del 25 ottobre 1967 e concesso con il decreto del presidente della Repubblica del 5 dicembre dello stesso anno.[5]

Il gonfalone è un drappo di rosso

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta;
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Pezzan;
  • Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria di Mignagola;
  • Chiesa di San Giacomo di Musestrelle;
  • Chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire di Vascon.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale presenta tredici ville, tutelate dall'Istituto Regionale Ville Venete (IRVV), e di seguito elencate:

  • Villa Loredan, Valier, Stocco, Perocco di Meduna, importante complesso architettonico e paesaggistico risalente al XVII secolo. Di particolare pregio il Salone centrale delle feste impreziosito da affreschi rappresentanti scene a tema mitologico (Enea nell'Olimpo; Ratto delle Sabine; Morte di Turno; Enea riceve le armi divine);
  • Villa Bragadin, Ruberti;
  • Villa Visentini, Caccianiga;
  • Villa Monti;
  • Villa Santina;
  • Villa Gradenigo, Pellegrini;
  • Casa Gagno;
  • Casa canonica di Vascon;
  • Casa canonica di Pezzan;
  • Villa Trevisan, Boldù, Monterumici;
  • Villa Castelli, Maria, Oriens;
  • Barchessa di Villa Callegari;
  • Villa Tiepolo, Passi, voluta dal nobile Almorò Tiepolo, rappresenta un importante edificio sia dal punto di vista storico che da quello artistico-paesaggistico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2022 gli stranieri residenti erano 898, pari al 7,54% della popolazione.[7]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Carbonera, oltre all'italiano, è parlato un dialetto della lingua veneta facente parte del gruppo trevigiano, molto simile al dialetto veneziano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Nella cittadina di Carbonera è presente dal 2002 la nuova sede della Dal Negro, importante azienda produttrice di carte da gioco, che qui ha costruito un nuovo stabilimento di produzione più moderno e funzionale, dal 2005 attivo anche nella realizzazione di giochi in legno per bambini[8].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Lino Taffarello Lista civica (centrosinistra) Sindaco
1999 2004 Lino Taffarello Lista civica (indipendente) Sindaco
2004 2014 Fabiano Bonato Lista civica Impegno civico Carbonera (centrosinistra) Sindaco
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Gabriele Mattiuzzo Lista civica Impegno civico Carbonera (centrosinistra) Sindaco
27 maggio 2019 in carica Federica Ortolan Lista civica Ortolan - Lega Salvini - Liga Veneta Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Carbonera - Statuto (PDF), su dait.interno.gov.it. URL consultato il 4 dicembre 2020.
  2. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Carbonera, Treviso, decreto 1967-12-05 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato l'11 ottobre 2021.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
    Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno. Fonte: Popolazione residente per territorio - serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
  7. ^ demo.istat.it, https://demo.istat.it/app/?i=P03&l=it.
  8. ^ Scopri l'Azienda | Dal Negro - Inconfondibile dal 1876, su Dal Negro. URL consultato l'8 febbraio 2023.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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