Vajont (Italia)

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Vajont
comune
Vajont – Stemma Vajont – Bandiera
Vajont – Veduta
Panorama di Vajont dall'alto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoLavinia Corona (lista civica) dal 6-6-2016
Data di istituzione10 luglio 1971
Territorio
Coordinate46°08′49.56″N 12°41′46.32″E / 46.1471°N 12.6962°E46.1471; 12.6962 (Vajont)Coordinate: 46°08′49.56″N 12°41′46.32″E / 46.1471°N 12.6962°E46.1471; 12.6962 (Vajont)
Altitudine282 m s.l.m.
Superficie1,59 km²
Abitanti1 671[2] (31-3-2019)
Densità1 050,94 ab./km²
Comuni confinantiManiago, Montereale Valcellina[1]
Altre informazioni
Cod. postale33080
Prefisso0427
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT093052
Cod. catastaleM265
TargaPN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 857 GG[3]
Nome abitantivajontini o vajontesi
PatronoEsaltazione della Santa Croce
Giorno festivo14 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vajont
Vajont
Vajont – Mappa
Posizione del comune di Vajont nella ex provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Vajont (Vaiònt in friulano occidentale[4]) è un comune italiano di 1 671 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia. È una delle città italiane fondate durante il XX secolo. In base alla legge regionale 26/2014 "Riordino del sistema Regione - Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia", Vajont entra a far parte dell'"UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane".

«Una delle prime cose che dovete fare è iniziare a crearvi una storia e una tradizione.»

(Carlo Sgorlon, agli abitanti di Vajont nel 1997)

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Per chi arriva da Pordenone, Vajont si trova sul terrazzo tettonico che domina la sinistra del Cellina a 287 metri sul livello del mare, all'imbocco della piana maniaghese, in una superficie di appena 2 chilometri quadrati. Il paese è raggiungibile grazie all'ex strada statale 251 che lambisce l'abitato e attraverso la strada interna che lo collega a Maniago. Il territorio comunale risulta compreso tra i 252 metri e i 295 metri, l'escursione altimetrica è quindi pari a 43 metri.

La zona completamente pianeggiante, fa parte dei magredi, il territorio alluvionale è formato dal fiume Cellina nei pressi dello storico ponte Giulio. Dal paese si raggiunge molto facilmente il greto del torrente, sono presenti numerose orchidee e boschi inoltre è presente molta fauna tipica del posto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato costituito nel 1971 scorporando una parte del territorio comunale di Maniago. In quest'area era stato costruito un nuovo centro abitato per ospitare i sopravvissuti al disastro del Vajont provenienti da Erto e Casso.
Risulta essere, per superficie, uno dei comuni più piccoli d'Italia[5].

Dopo il disastro[modifica | modifica wikitesto]

L'11 ottobre 1963 mentre proseguono i lavori per raggiungere i borghi ancora isolati, in alcuni casi anche con gli elicotteri, sia della Base NATO di Aviano sia italiani, il presidente del Consiglio Giovanni Leone e il ministro dell'Interno Mariano Rumor incontrarono nel municipio di Erto e Casso il sindaco De Damiani, il vice sindaco Martinelli, il sindaco di Cimolais Ambrogio Fabris e molte altre autorità per fare un punto della situazione e per prendere i dovuti provvedimenti.

Le persone furono subito trasferite a Cimolais e Claut. Era già notte e alla colonia di San Salvatore si presentò una corriera di bambini e lattanti, con le loro mamme, ma per loro non c'era né cena né alloggio e furono mandati all'albergo di Claut. Durante la riunione fu deciso che donne, bambini e anziani fossero portati lontano dalla sciagura, fra Pordenone e Conegliano. In tanti paesi trovarono sistemazione 1800 persone. Allo stesso tempo arrivarono viveri, medicinali, e subito dopo buoni viaggio e buoni benzina per la ricerca di parenti e, nei casi meno fortunati, delle salme. Per motivi di sicurezza i due paesi furono dichiarati inagibili; si dovette trasferire anche il municipio, Cimolais offrì una stanzetta a questo scopo, il fatto che fosse in questo paese si rivelò strategico dato che la maggioranza delle persone si trovava a vivere o a Claut o, appunto, a Cimolais, paesi vicini al luogo della tragedia.

Il 20 ottobre erano già state scelte le aree più idonee per due villaggi di case prefabbricate per la rapida sistemazione delle famiglie, una a Claut e una a Cimolais (a Cimolais il villaggio non si farà). A Claut il 12 novembre si è già cominciato a costruire le prime pre-case, tuttora alcune di queste case sono ancora in piedi, sebbene non utilizzate, mentre la maggior parte sono state demolite poco tempo fa. A Claut e Cimolais non andranno a vivere tutte le persone che prima abitavano a Erto e Casso: molte, quelle che potranno, andranno a vivere da parenti o amici, in giro per il Friuli e per il Veneto o andranno a vivere in affitto. Fu anche aperto un consultorio pediatrico a Cimolais. Dieci pre-case costruite su terreno donato dalla Provincia, con la mano d'opera del Genio Civile ed il materiale donato dalle Chiese evangeliche Svizzere, in località Roiatta saranno subito occupate da dieci famiglie.

Il Referendum[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 1964 venne indetto il referendum sulla scelta delle aree. Poterono votare i residenti alla data 9 ottobre 1963, iscritti nelle liste elettorali e i proprietari fra i non residenti. Alla fine per la ricostruzione furono scelte tre località: Ponte Giulio (Maniago), Stortan, a monte di Erto e Pian di Vedoia (Ponte nelle Alpi). Nel frattempo Maniago approvò all'unanimità il piano per il trasferimento dell'abitato di Erto e Casso nel proprio comune.

Il 23 aprile 1971 a Cimolais si riunì il consiglio comunale in sezione straordinaria e in seduta pubblica, infatti la riunione si svolse in un prato affollato dai cittadini e da forze dell'ordine che garantirono sicurezza in caso di una possibile degenerazione in tumulto; si riunirono nel prato poiché la sede comunale provvisoria fu occupata da parte di un gruppo di persone in minoranza che volevano l'insediamento a Erto. Alle ore 15, su convocazione, arrivarono i rappresentanti dei lavoratori ertocassanesi, eletti democraticamente, e la consulta ebbe inizio. Fu deciso di far sorgere il nuovo comune di Vajont nella frazione di Ponte Giulio scorporata dal comune di Maniago.

Il 12 luglio 1971 per l'istituzione del nuovo comune di Vajont, con il 6° verbale della commissione elettorale, vennero consegnate dal comune di Erto e Casso a quello di Vajont 372 schede maschili e 360 schede femminili per un totale di 732 cittadini che passarono sotto il comune di Vajont. Il 26 novembre 1971 si svolsero le prime elezioni comunali, nelle quali fu eletto sindaco Renzo De Lorenzi, che divenne così il primo sindaco della storia di Vajont.

L'aspetto del paese[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, vedendo l'urbanistica di Vajont, le case, tutte pressoché uguali, e gli altri edifici, si potrebbe pensare che dietro a questa disposizione non ci sia stato uno studio accurato, ma, piuttosto, la necessità di costruire velocemente per dare una casa a tutti coloro che ne avevano bisogno.

Invece, lo studio c'è stato; venne effettuato dal prof. Giuseppe Samonà che progettò dal nulla un paese nuovo, all'avanguardia, che potesse avere tutte le caratteristiche necessarie affinché i suoi abitanti ci vivessero bene; faceva parte di questi requisiti anche la necessità di creare molti spazi verdi perché la gente che sarebbe andata ad abitare in questo nuovo insediamento era abituata ai prati della montagna, ai boschi e al verde.

Il 10 ottobre del '65 il Consiglio Comunale deliberò che:

  • gli interessati scegliessero il rione in cui intendessero abitare;
  • dopo un mese dalla presentazione della relativa domanda fossero estratti a sorte i lotti;
  • i commercianti (vecchie licenze) si orientassero direttamente verso il luogo ritenuto più opportuno alla loro attività.

Gran parte di viali, vie e piazze porta il nome delle località e frazioni di Erto e Casso. Il primo edificio a sorgere a Vajont fu una casa, in Via S. Martino numero 19. La sua costruzione, come la costruzione di tutto il paese ebbe come data d'inizio il 28 dicembre 1966 con la cerimonia della posa della prima pietra.

Altre due case sorgeranno all'inizio di gennaio 1967, due case dei fratelli De Lorenzi. Un anno e mezzo dopo, il 9 luglio 1968 si trasferiranno a Vajont alcune famiglie. A ottobre dello stesso anno le persone che abitano Vajont sono già duecento e occupano complessivamente cinquanta case, a metà novembre le persone saranno duecentocinquanta, sessantasei nuclei familiari.

Con l'inizio dei lavori di costruzione del nuovo paese anche i vari servizi subirono una ripresa, tra questi le scuole. Il 1º ottobre 1968, infatti, venne aperta la scuola elementare a Vajont. Le lezioni non si tenevano in un edificio apposito allo scopo, ma in una casa privata in Via Mulini n° 21, proprio sotto la sede provvisoria del “municipio”. Lì due maestre insegnavano a trentacinque bambini, numero che aumenterà nel corso di tutto ottobre. Con il passare del tempo tutto continuava a migliorare e così accanto alle nuove case sorsero anche due vere e proprie scuole che aprirono il 1º luglio 1971: una scuola elementare e una media.

La disposizione delle vie ricorda molto gli accampamenti romani, cioè una griglia molto ordinata di strade, viali e vie che si incrociano in maniera regolare. Le vie non vanno esattamente da nord a sud o da est a ovest perché il paese, se lo si guardasse esattamente da nord, sarebbe posizionato come un rombo: infatti è stato disposto in modo da essere parallelo alle montagne e alla Valcellina. Camminando per il Viale Colomber in direzione della montagna si ha l'impressione che sia l'inizio di un'ipotetica strada che senza mai curvare o cambiare direzione parta dal grande Viale alberato e porti direttamente verso la Valcellina.

I due Viali principali, Pineda - Colomber, “nord-sud”, e S. Bartolomeo - SS. Gervasio e Protasio, “est-ovest”, dividono il paese in quattro aree.

Partendo da nord-est si ha la zona dove si trovano la maggior parte degli esercizi commerciali, le scuole elementari ed ex-medie, case costruite negli anni settanta e una zona di case costruite più recentemente. I negozi si trovano tutti sotto una fila di portici, sono edifici a due piani, sotto c'è il negozio e sopra abitazioni private, racchiusi in una sorta di colonnato. Proseguendo in senso orario abbiamo la zona dove si trova il Municipio, Piazza Monte Toc, piazza Vittime del Vajont dove si trova la Fontana Monumento in ricordo delle Vittime del Vajont, la Chiesa, il campanile, la Canonica e il Centro comunitario, la Scuola Materna Comunale, anch'essa circondata da una bella zona verde, le Poste e l'Ambulatorio medico; in questa zona si trovano anche le prime case costruite, tra cui quelle che hanno ospitato la prima scuola, la prima sede comunale e la prima Chiesa.

Pur non essendo in una posizione centrale del paese si può considerare Piazzale Monte Toc il centro di Vajont perché circondato dai portici con i negozi, dal municipio e dalle Poste; inoltre è una grande piazza aperta e soleggiata dove i giovani amano incontrarsi e passare del tempo. Piazza Vittime del Vajont è molto più piccola, e in un certo senso più intima di Piazzale Monte Toc, si trova tra il Municipio e la Chiesa, davanti al campanile. Qualche anno fa è stata costruita la Fontana Monumento alle Vittime del Vajont, la fontana ha la forma stilizzata del lago e della diga e su di essa sono incisi i nomi delle vittime di Erto e Casso. Nonostante la recente costruzione il progetto della fontana è dello stesso periodo del resto del paese, anni '60.

Il municipio è un edificio dalla forma originale; vedendolo, specialmente in foto, si ha l'impressione di guardare un'onda o una rappresentazione del vento. Ha una forma triangolare e può sembrare quasi sospeso, per metà, nell'aria. Sotto al Municipio si trova la biblioteca comunale.

Anche la chiesa a Vajont ha una storia curiosa: la prima “Cappella” si trovava in un garage. Il 19 gennaio del '69 si riunirono i Capifamiglia vajontesi per esaminare le possibilità di costruire una cappella ampia ed adeguata al servizio liturgico e il 5 giugno 1969 Mons. Roberto Carniello benedisse la cappella provvisoria costruita a Vajont, su un'area verde, all'incrocio tra viale Colomber e viale SS. Gervasio e Protasio, grazie alla generosità dei cittadini, di imprese edili e del Comune. Un'altra data importante nella costruzione di Vajont è il 2 novembre 1969, giornata nella quale venne posata la prima pietra per la costruzione della attuale Chiesa di Vajont e consacrato il Cimitero monumentale del paese. Sono entrambi importanti esempi di architettura moderna. La chiesa e l'annesso centro comunitario sono opere, come il cimitero, degli architetti Glauco Gresleri e Silvano Varnier. La chiesa è un edificio grande, ma non vistoso; molto spesso le persone che vengono a Vajont per la prima volta faticano a riconoscerlo come un tempio.

La terza zona, proseguendo sempre in senso orario, ospita un paio di esercizi commerciali, le case “del Corriere” e altre case che sono quelle con l'area agricola, cioè dei lotti particolari perché ogni lotto, della stessa misura di tutti gli altri lotti del paese, ha annesso nel retro altrettanto terreno da utilizzare come zona agricola; infatti, tuttora, molti di questi lotti vengono utilizzati come orti. Le case “del Corriere”, chiamate anche “case popolari” sono subito riconoscibili, sono una schiera di casette in mattoni, a due piani, poste davanti a una grande piazza in asfalto chiamata, appunto: Piazza Corriere della Sera.

Infine l'ultima zona è occupata solo da case, vecchie e nuove. Negli anni passati in questa zona esisteva anche un parco dove vivevano vari animali selvatici. A seguito della realizzazione del film Vajont: La diga del disonore del regista Renzo Martinelli in questa zona è stato posizionato il pezzo di diga costruito appositamente per le riprese del film.

Una strada che scorre parallela al viale Pineda-Colomber, Via Col Nudo, “divide” dal paese la nuova zona artigianale e lo Stadio Comunale, dotato di pista d'atletica e irrigazione sotterranea con una tribuna capace di contenere 800 spettatori, il campo d'allenamento, il palazzetto dello sport, i campi da tennis e da pallacanestro e la zona verde ricreativa che a Vajont viene chiamata “Pineta”. Inoltre si sta completando la palestra di roccia su una parete del palazzetto, e alcune pedane per praticare in sicurezza lo skateboard. Di nuova costruzione anche il Poligono di Tiro per Carabina (200m) e Pistola (20m), adagiato quasi sul greto del torrente Cellina. Sempre la stessa strada porta al Camposanto di Vajont, anch'esso progettato da Gresleri e Varnier, ampliato recentemente; la parte vecchia del Camposanto vista dall'alto ricorda un'onda, mentre la parte nuova sempre vedendola dall'alto assomiglia ad un vortice. Dietro ad esso sorge la chiesetta costruita con sassi e legno comune. È un tempio pieno di luce grazie alla presenza di una grande vetrata che annuncia a tutti la speranza di ricominciare. Tutto è massiccio come la fede di un tempo quando il camposanto era un luogo di preghiera e speranza, non deposito di morti col fiore della memoria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale Gesù Crocifisso (architettura moderna, G. Gresleri e S.Venier)
  • Cappella del Cimitero (architettura moderna, G. Gresleri e S.Venier)
  • Fontana Monumento alla Vittime del Vajont (fontana che ricorda la forma del lago e della diga in maniera stilizzata)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Municipio e casa comunale.
  • Abitazione tipica Vajontina.

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Magredi: “Siti di Importanza Comunitaria” riconosciuti dall'Unione europea.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Vajont è il secondo comune più densamente popolato della provincia di Pordenone, e nel suo territorio sono presenti 520 nuclei familiari, con una media di 2,64 componenti a famiglia, è il comune con reddito medio pro capite più basso (€ 11.861) nella Provincia di Pordenone, è il comune con la più bassa percentuale di dichiaranti IRPEF (62,9%) e con l'età media più bassa (40,1) nella Regione Friuli-Venezia Giulia.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua italiana, nel territorio di Vajont non sono riconosciute altre lingue ufficiali. Molte famiglie comunicano ancora con gli idiomi dei paesi discendenti, ovvero il dialetto ertano e il dialetto cassano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • GIROVAGANDO, centro estivo organizzato dalla ProLoco locale.
  • Festa degli Alberi, nell'ultima settimana di aprile, per ogni nato nel comune viene piantato un albero.
  • Notte Bianca, festa organizzata dai commercianti che operano nel territorio comunale.

Letteratura

Il 23 febbraio 2014 il Comune ha dedicato la locale biblioteca civica allo scrittore friulano Carlo Sgorlon per aver narrato della omonima tragedia del 1963 nel suo romanzo L'ultima valle (1987). Sgorlon visitò il paese nel 1997: per l'occasione invitò la comunità a rinascere, creandosi una storia radicata nelle tradizioni.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Vajont è stato co-produttore dell'omonimo film di Renzo Martinelli. Nel comune sono state girate molte scene del film Come Dio comanda di Gabriele Salvatores.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'ufficio postale comunale delle Poste Italiane non ha ancora cambiato nome "postale" al comune. Infatti l'ufficio, utilizza ancora il nome che fu dato provvisoriamente alla frazione di Erto e Casso nel 1968; ovvero Vajont di Ponte Giulio. Anche l'Associazione Donatori Sangue presenta questo vizio di forma; essendo infatti sorta prima della fondazione del comune viene identificata come Vajont P.G. (Vajont Ponte Giulio).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1972 1978 Renzo De Lorenzi Lista Civica Sindaco
1978 1983 Delfino Zoldan Lista Civica Sindaco
1983 1988 Renzo De Lorenzi Lista Civica Sindaco
1988 1993 Delfino Zoldan Lista Civica Sindaco
1993 1997 Virgilio Barzan Lista Civica Sindaco
1997 2001 Virgilio Barzan Lista Civica Sindaco
2001 2006 Felice Manarin Lista Civica Sindaco
2006 2011 Felice Manarin Lista Civica Sindaco
2011 2016 Felice Manarin Lista Civica Sindaco
2016 in carica Lavinia Corona Lista Civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l'A.S.D. Vajont Calcio che milita nel Campionato Dilettantistico di Prima Categoria Girone A del Friuli Venezia Giulia.

Dal 2015 è presente la squadra di atletica leggera A.S.D. Atletica San Marco Pordenone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto comunale di Vajont
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dizionario toponomastico fiul.net, su friul.net. URL consultato il 4 settembre 2016.
  5. ^ Il comune più piccolo, per estensione, è Atrani.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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