Giorgio Dal Piaz

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Giorgio Dal Piaz

Giorgio Dal Piaz (Feltre, 29 marzo 1872Padova, 2 aprile 1962) è stato un geologo e paleontologo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primo di una stirpe di illustri geologi, Giorgio Dal Piaz ha esercitato inizialmente la professione di farmacista. Conseguita la laurea in scienze naturali nel 1897, e ottenuta la libera docenza nel 1902, è stato assistente di Giovanni Omboni all'Università di Padova e, dopo aver vinto il concorso per professore universitario presso l'ateneo di Catania, ne è succeduto alla cattedra di geologia nel 1908. Nel 1925 ha aderito al Manifesto degli intellettuali antifascisti, steso da Benedetto Croce.

Si è occupato in particolare di stratigrafia, studiando la tettonica delle Alpi Feltrine, che ha descritto in una corposa monografia del 1907, nella quale ha dato analitico conto dei fossili e dei diversi livelli dei terreni del periodo giurassico. Ha raccolto, studiato e illustrato le faune giurassiche nelle provincie di Verona, Trento e Vicenza, gli Odontoceti miocenici e i mammiferi fossili delle arenarie del Bellunese. Parte di essi fanno parte della collezione del museo di geologia e paleontologia dell'università patavina[1].

Ha diretto il rilevamento della Carta Geologica delle Tre Venezie. Socio di numerose istituzioni scientifiche, tra cui l'Accademia Nazionale dei Lincei e l'Accademia Nazionale delle Scienze, Dal Piaz è stato presidente, nel 1914 e nel 1920, della Società Geologica Italiana, che conferisce alla sua memoria un apposito premio[2].

Ha elaborato anche alcuni progetti per lo sfruttamento idrogeologico di aree della Lunigiana e del Matese, così come del Friuli e del Veneto, tra i quali il primo studio geologico della permeabilità del terreno nella zona dove sarebbe sorta la diga del Vajont, tristemente famosa per la sciagura che vi ebbe luogo il 9 ottobre 1963. Dai documenti, analizzati dalla relativa Commissione parlamentare d'inchiesta[3], risulterebbe che Dal Piaz avesse sempre negato o minimizzato il rischio a cui la popolazione era sottoposta, rischio confermato poi dall'esito tragico che la frana ebbe sulle vite di duemila persone, e di quelle che sopravvissero[4].

Nel 1948, firmò una relazione dove affermava che la zona prescelta per erigere la diga presentava roccia compatta: in realtà, era la copia della relazione presentata nel 1940. L'ingegner Carlo Semenza valutò la possibilità di aumentare l'altezza della diga, portandola da 200 metri a 260 circa. Nella domanda fatta dalla SADE al Ministero dei Lavori pubblici nel 1957 per portare l'altezza della diga a 266 metri (730 slm), la relazione geologica era firmata da Dal Piaz ed era ancora una volta copia della relazione del 1940. Poco dopo la SADE presentò al ministero un'appendice alla relazione: Dal Piaz se la fece scrivere direttamente da Semenza, dato che a lui non era riuscita bene. Nel 1960, rassicurato da Dal Piaz, Semenza chiese al figlio Edoardo di farsi correggere la relazione sulla frana da Dal Piaz stesso.

Il 17 ottobre 1961, pochi mesi dopo aver partecipato alla cerimonia d'inaugurazione della diga, accompagnò la Commissione di Collaudo per il quinto e ultimo sopralluogo, nel quale il geologo Francesco Penta non condivise il pessimismo sulla profondità e sulle misure della frana, pensando piuttosto che si trattasse di un fenomeno superficiale. Durante il viaggio di ritorno, ebbe un grave incidente automobilistico a Vittorio Veneto, che gli causò lesioni dalle quali non riuscì a ristabilirsi. Morì il 2 aprile 1962 per i postumi dell'incidente d'auto.

A lui sono stati dedicati il Liceo Scientifico - poi anche Classico, successivamente Scientifico/opzione Scienze Applicate, ed infine Linguistico - di Feltre e l'omonimo rifugio Alpino presso il Passo delle Vette Grandi (1994 m) nelle Vette Feltrine.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Niccoli e Duccio Boscoli, Vajont - Storia di una diga, Becco Giallo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. la storia del Museo (online) dal sito dell'Università di Padova.
  2. ^ Cfr. il Regolamento (online) del Premio Giorgio Dal Piaz.
  3. ^ A. Lucidi (a cura di), Commissione parlamentare d'inchiesta sul disastro del Vajont. Inventario, Senato della Repubblica, Rubbettino Editore, Soveria Manelli 2003.
  4. ^ Vajont, una frana annunciata, di Francesco Niccolini
  5. ^ Vajont, antoniogenna.net.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Accordi, Dal Piaz, Giorgio, voce online in Dizionario Biografico degli Italiani.
  • A. Bianchi, Commemorazione del socio Giorgio Dal Piaz, in «Rendiconti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Classe di scienze fisiche matematiche e naturalistiche», s. VIII, 1967, XLII, pp. 112–123.
  • Piero Leonardi, Commemorazione del membro effettivo Prof. Giorgio Dal Piaz, in Atti dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, vol. 121, CXXI, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1962-63, pp. 53-65.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN54960268 · ISNI: (EN0000 0000 6159 5838 · SBN: IT\ICCU\CFIV\099092 · LCCN: (ENn89639387 · GND: (DE119533634 · BNF: (FRcb12427377n (data)