Fauna

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Schema semplificato di fauna insulare

Fauna è un termine collettivo utilizzato per indicare l'insieme delle specie animali che risiedono in un dato territorio o in un particolare ambiente, oppure appartenenti ad un determinato taxon o viventi in un preciso periodo storico o geologico. Il nome deriva dall'omonima figura mitologica, la dea romana Fauna. Il termine corrispondente usato in botanica per le piante è la flora.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Per territorio

Fauna italiana, alpina, mediterranea, europea, euro-asiatica, circum-boreale, africana, australe ecc.

Per ambiente

Fauna abissale, costiera, marina, dulcicola, insulare, montana, desertica, steppica, cavernicola, termofila (fauna calda), microterma (fauna fredda), ecc.

Per gruppo sistematico

Avifauna, ittiofauna, mammalofauna, ecc.

Per periodo storico/geologico

Fauna medievale, preistorica, pleistocenica, cenozoica ecc

Concetto scientifico di fauna[modifica | modifica sorgente]

Sebbene la definizione sopra indicata sia la più diffusa e comunemente accettata, molti studiosi sono concordi con il pensiero di La Greca, secondo cui, in senso scientifico e naturalistico, il concetto di fauna risulta essere molto più complesso e ne offre una definizione più dettagliata che può essere presa come spunto per ulteriori analisi e riflessioni:

"La fauna è costituita dall'insieme di specie e di popolazioni animali, vertebrati ed invertebrati, residenti in un dato territorio, stanziali o di transito abituale, ed inserite nei suoi ecosistemi; essa, costituitasi in seguito ad eventi storici (paleogeografici e paleoclimatici), comprende le specie autoctone e le specie immigrate divenute ormai indigene, come pure le specie introdotte dall'uomo o sfuggite ai suoi allevamenti ed andate incontro ad indigenazione, perché inseritesi autonomamente in ecosistemi appropriati; non fanno parte della fauna gli animali domestici e di allevamento."

Questa definizione di fauna si basa su tre aspetti fondamentali che la caratterizzano: la dinamicità, la storicità e l'interattività.

La fauna di un territorio, infatti, non è statica ma dinamica, cioè muta col trascorrere del tempo a causa dei processi di estinzione, evoluzione, speciazione e sostituzione, determinati da fattori naturali e, in tempi storici, sempre più antropici. La fauna attuale può essere così considerata il residuo di faune del passato, ognuna con una sua storia ben precisa e strettamente connessa agli eventi paleogeografici (movimenti tettonici, vulcanismo, evoluzione geomorfologica, pedogenesi, ecc.) e paleoclimatici (variazioni del clima, aridità, glaciazioni ecc) avvenuti in quel territorio.
Molto importante è anche l'interattività: per appartenere ad una fauna una specie o una popolazione deve far parte integrante dell'ecosistema che la ospita, si deve automantenere e trovare perfettamente inserita in una catena alimentare e quindi all'interno di quei flussi energetici che regolano gli equilibri di quell'ecosistema. Per questo motivo ne fanno parte soltanto le specie stanziali o di transito abituale (animali migratori che ritornano in quel luogo più o meno regolarmente) e sono da escludere le specie avvistate eccezionalmente e le forme domestiche e di allevamento, elementi estranei ai meccanismi regolatori di quella biocenosi. Il concetto di fauna, inteso sempre scientificamente, equivale pertanto al termine di "fauna selvatica", poiché, per i motivi appena citati, non può esistere una "fauna domestica".

Gli elementi costituenti la fauna di un territorio possono così essere distinti in due categorie: le specie autoctone e le specie indigenate.
Le specie autoctone sono quelle originariamente presenti nella regione, che hanno quindi subito una speciazione in situ a partire da elementi forniti dal territorio stesso. Appartengono a questa categoria le specie endemiche.
Le specie introdotte sono quelle originatesi in altri regioni e che, successivamente, sono immigrate in quel territorio, trovando degli ecosistemi adatti al proprio mantenimento ed inserendosi nei flussi energetici che ne regolano l'equilibrio. L'introduzione può avvenire naturalmente (una specie che allarga il suo areale) o per cause antropiche. Quest'ultime possono essere suddivise in:

  • accidentali – animali che sfuggono agli allevamenti (ad es. la nutria e il visone americano per la fauna italiana)
  • intenzionali – come il persico trota e le numerose specie ittiche importate dal nord America e altri continenti per popolare le acque interne italiane per la pesca sportiva e a pagamento.

Un'ultima analisi della definizione di La Greca, ci permette di notare come sia stata volontariamente sottolineata la presenza degli invertebrati all'interno dell'assetto costitutivo di una fauna. Questa ridondanza (gli invertebrati sono già inclusi nella definizione di animali) deriva dalla speranza di poter smontare una concezione sbagliata che in passato (e soprattutto in Italia) ha portato, in ambito legislativo, ad ignorare l'importanza degli insetti e di altri invertebrati nel caratterizzare le comunità animali, focalizzando l'attenzione soltanto sui vertebrati e sulle relative esigenze riguardanti le attività di caccia e di pesca.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello La Greca. Il concetto di fauna e le caratteristiche della fauna italiana, "XX giornata dell'ambiente" Atti Conv. Lincei 118:13-28. 1995

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