Monte Toc

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Monte Toc
Monte Toc.jpg
Il monte Toc, visto dalla valle del Vajont, con ancora visibili gli effetti della frana del disastro del Vajont
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Veneto Veneto
ProvinciaPordenone Pordenone
Belluno Belluno
Altezza1 921 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate46°13′58.8″N 12°19′58.8″E / 46.233°N 12.333°E46.233; 12.333Coordinate: 46°13′58.8″N 12°19′58.8″E / 46.233°N 12.333°E46.233; 12.333
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Toc
Monte Toc
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Toc
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezionePrealpi venete
SottosezionePrealpi Bellunesi
SupergruppoCatena Cavallo-Visentin
GruppoGruppo Col Nudo-Cavallo
SottogruppoSottogruppo del Monte Toc
CodiceII/C-32.II-B.1.a

Il Monte Toc è una montagna delle Prealpi bellunesi alta 1.921 m. Situato sul confine tra la provincia di Pordenone e la provincia di Belluno, tra la val Gallina, la valle del Piave e la valle del Vajont, è divenuto tristemente famoso per il disastro del Vajont: il 9 ottobre 1963 una colossale frana cadde dai fianchi dirupati del monte nel lago artificiale sottostante, straripando oltre la diga del Vajont, distruggendo diverse frazioni di Erto e Casso e Longarone e provocando 1917 morti.

Origine del toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo proviene dalla parlata locale: la radice "Toc" in gran parte del triveneto significa "pezzo". Il monte viene nominato, in una sentenza emessa dall'abate di Sesto in Cimolais il 20 settembre 1558, contro "Sier Domenego Zandonà e i suoi consorti di Chias per il taglio abusivo del bosco di Tocco di spettanza dell'abbazia.[1] Probabilmente i Cassani, avendo esaurito le risorse boschive, o per aumentare la loro superficie prativa per i pascoli, furono costretti ad rivolgere il loro interesse ai boschi della sponda opposta al torrente Vajont, sottrando così i beni abbaziali. Cartografie risalenti al 1608 e successive che riportano la dicitura "Bosco del Toccho", indicante un bosco nella zona superiore del piano, e "Monte del Toccho" indicante il monte.[2]

In lingua friulana condividendo lo stesso etimo dell'aggettivo "Patoc" che peraltro significa "zuppo" o "marcio" ,indica anche qualcosa di "guasto", "avariato", "sfatto".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le pendici del monte Toc erano più fertili rispetto al monte Salta, monte sul quale si trovano i paesi di Erto e Casso. I contadini di Casso, infatti, attraversando i diversi ponti sul torrente Vajont, arrivavano nei loro pascoli con il bestiame. Vi si poteva accedere alle pendici del versante del Toc, attreverso quattro mulattiere, tre ponti sul torrente Vajont e svariati sentieri. Il versante facente parte della frana precipitata nel 1963, aveva numerosi toponimi. Per citarne alcuni: Cànever, Pianafòi, Rove de Ranz, (la frana del 4 novembre 1960) Pian della Paùsa (Pian della Pozza), Baracca del Vecio, Foss, Col de Piarin.[3] Su queste località sorgevano numerose case, malghe e "casere" usate specialmente nel periodo estivo dagli abitanti di Casso.

La Sade, durante la costruzione della diga, fece costruire una strada circumlacuale, passante sopra la diga permettendo di raggiungere la sponda del Toc, con mezzi motorizzati.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La sua morfologia è prevalentemente di tipo dolomitico e trova origine nell'era della glaciazione dove, successivamente, il torrente Vajont si scavò una profonda gola, sino a gettarsi nel Piave.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Valussi, Aspetti geografici di una vecchia lite fra due comunità prealpine (Erto e Casso), Udine, Tipografia Doretti, 1962.
  2. ^ Osvaldo Martinelli, Il mio Vayont, Pordenone, Grafiche Editoriali Artistiche, 1977.
  3. ^ Elsa Salvador e Rico Mazzucco, Vajont storia della valle, nuova edizione ampliata gennaio 2006, pp. 142-143.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]