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Longarone

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Longarone
comune
Longarone – Stemma Longarone – Bandiera
Longarone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Roberto Padrin (lista civica Partecipazione comune) dal 26-5-2014
Data di istituzione 21 febbraio 2014
Territorio
Coordinate 46°16′N 12°18′E / 46.266667°N 12.3°E46.266667; 12.3 (Longarone)Coordinate: 46°16′N 12°18′E / 46.266667°N 12.3°E46.266667; 12.3 (Longarone)
Altitudine 473 m s.l.m.
Superficie 122,36[2] km²
Abitanti 5 359[3] (31-12-2015)
Densità 43,8 ab./km²
Frazioni Castellavazzo, Codissago, Dogna, Faè, Fortogna, Igne, Olantreghe, Pirago-Muda Maè, Podenzoi, Provagna, Rivalta, Roggia, Soffranco[1]
Comuni confinanti Belluno, Erto e Casso (PN), La Valle Agordina, Ospitale di Cadore, Ponte nelle Alpi, Sedico, Soverzene, Val di Zoldo
Altre informazioni
Cod. postale 32013
Prefisso 0437
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025031, 025071
Cod. catastale M342
Targa BL
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti longaronesi
Patrono santa Maria
Giorno festivo 8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Longarone
Longarone
Posizione del comune di Longarone nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Longarone nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Longarone (Longarón in veneto[4]) è un comune italiano di 5 359 abitanti[3] della provincia di Belluno in Veneto.

È stato istituito ex novo dalla fusione dei preesistenti comuni di Longarone e Castellavazzo in base alla legge regionale 9 del 21 febbraio 2014. Quest'ultima è stata promulgata in seguito a un referendum consultivo in cui il 78,5% dei votanti si era espresso favorevolmente alla costituzione del nuovo ente[5].

Longarone è tristemente nota perché venne completamente distrutta dal disastro del Vajont del 9 ottobre 1963.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio si trova lungo la valle del Piave, a sud si apre sull'Alpago e la Valbelluna, a nord presso il confine comunale con Ospitale inizia il territorio del Cadore. A ovest inizia il canale del Torrente Maè, che presso la frazione di Soffranco, immette nel territorio del Zoldano. A est lungo la valle del Vajont, oltre i paesi di Erto e Casso ha inizio la Val Cellina.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

I principali corsi d'acqua sono tutti immissari del fiume Piave.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Longarone Fortogna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Longarone vista valle.jpg
Longarone Pirago 1961.jpg

Abitato già in epoca romana, come confermano i resti di tombe romane trovati a Fortogna, Pirago e Dogna e i resti di un'arteria di comunicazione a Roggia. Nel basso medioevo fu dominio vescovile fino al 1250, poi divenne possesso di Ezzelino da Romano, nel 1300 degli Scaligeri, poi dei Da Carrara e infine dei Visconti.

Nel 1420 divenne dominio della Repubblica di Venezia di cui seguì la storia. Il 7 giugno 1623 nacque la regola di Longarone-Igne-Pirago, che nel 1712 divenne "Magnifica". Durante il periodo napoleonico nel 1806 Longarone venne elevato a comune e nel 1866 venne annesso all'Italia. Durante la prima guerra mondiale Longarone fu sede di una nota battaglia il 9 novembre 1917 di cui fu protagonista l'allora giovane tenente Erwin Rommel. Nel dicembre 1959 la cittadina diede vita alla prima Fiera del Gelato: oggi Longarone è la sede della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale (MIG).

Questo anche grazie alla tradizione ultracentenaria delle storiche famiglie di gelatieri che, dai comuni delle valli limitrofe di Zoldo Alto, Forno di Zoldo e Zoppè di Cadore, hanno contribuito in maniera determinante a far conoscere il gelato artigianale tradizionale italiano in Italia, Germania, Austria, Paesi Bassi e nel mondo intero.

Vajont: 9 ottobre 1963[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: disastro del Vajont.
Longarone prima e dopo il disastro del Vajont.

Il 9 ottobre 1963 alle ore 22:39 il paese fu colpito dal disastro del Vajont, una strage causata da una frana staccatasi dal monte Toc, di fronte a Erto e Casso, e precipitata nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocando un'onda che scavalcò la diga e travolse il paese sottostante, distruggendolo e provocando 1.917 morti di cui 1.458 solo a Longarone.

Longarone Pirago.jpg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione dell'immane disastro abbattutosi sul suo territorio, nel quale perdevano la vita ben millequattrocentocinquanta suoi figli e la quasi totalità dei fabbricati andava distrutta, la forte popolazione di Longarone, prodigandosi nell'opera di soccorso dei superstiti e di recupero delle salme, dava fulgida testimonianza, tra l'unanime ammirazione del Paese, di mirabile fermezza d'animo e di preclare virtù civiche.»
— Disastro del Vajont, ottobre 1963

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della parte vecchia di Longarone "superstite" dal disastro

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Immacolata a Longarone. Fu realizzata a cominciare dal 1975 su progetto di Giovanni Michelucci. Un insieme di volumi disposti in maniera circolare, chiusi da una struttura metallica che va a formare il campanile. La sede prescelta per la costruzione è quella della vecchia chiesa distrutta anch'essa dalle acque del Vajont. La parrocchia intestata alla Madonna Immacolata fu fondata nel 1799.
  • Chiesa dei santi Quirico e Giulitta a Castellavazzo. Antica pieve risalente a prima del IV secolo, ampliata poi sui resti dell'antico castello Laebactium.

Altre chiese sono l'oratorio di Sant'Elena a Castellavazzo, San Giacomo a Dogna, Santi Fermo e Rustico a Provagna, San Tomaso a Pirago, Sant'Osvaldo a Roggia, San Martino a Fortogna (1861), San Valentino a Igne, San Gottardo a Olantreghe, San Rocco a Podenzoi, Santa Maria Assunta a Codissago.

Centro storico di Castellavazzo[modifica | modifica wikitesto]

Pagus Laebactium, antico centro di epoca romana, si sviluppa su una rocca lungo il corso del fiume Piave. Alla sommità un tempo prendeva posto il castello di Lavazzo, sulle sue rovine in seguito è stata ampliata l'antica pieve dei Santi Quirico e Giulitta e poco distante l'oratorio di Sant'Elena. Il centro acquisì notevole importanza per la lavorazione della pietra denominata di Castellavazzo di colore rosa, iniziata nel XV secolo ancora oggi famosa.

Di particolare interesse sono piazza della Fontana, via dei Fiori e via Roma che sale sulla rocca. Numerosi edifici sono caratterizzati dalla presenza di decorazioni e manufatti nella pietra locale come i mascheroni che fanno da chiave di volta agli archi degli ingressi dei palazzi. Numerose campagne archeologiche hanno portato alla luce numerosi reperti di epoca romana, conservati oggi nel museo civico di Belluno.

Luoghi del Vajont[modifica | modifica wikitesto]

A Fortogna vi è il cimitero delle vittime del Vajont, a Longarone il museo della pietra viva e a Podenzoi la cappella votiva del Vajont.

A Longarone arriva l'Alta via n. 3 che parte da Villabassa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6][7]


Persone legate a Longarone[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo urbanistico dal 1964[modifica | modifica wikitesto]

Quella che è oggi l'urbanità di Longarone, prende matrice da un Piano Particolareggiato, approvato nel 1965. Fu il primo piano urbanistico a seguito del disastro del Vajont, caratterizzato da un risultato finale di matrice tradizionale. L'iniziale Piano Urbanistico di Giuseppe Samonà e del suo gruppo multidisciplinare, comprendente un ambito geografico di ventinove comuni, dagli aspetti tipicamente modernisti e impregnato di nozioni lecorbusieriane, viene limato nei suoi aspetti più innovativi, fino ad assumere una decisa impronta tradizionale e limitato alla sola Longarone.

L'approvazione del Piano passa attraverso uno scontro con il comitato superstiti che si oppone a ogni tentativo modernista, proponendo di contro una ricostruzione dello stato precedente il disastro, con moduli e materiali tipicamente alpino-locali. Il comitato ha una forza tale da portare l'amministrazione ad avocare a sé il sistema edilizio da innestare sul Piano, lasciando a Samonà l'incarico di redazione del solo Piano. Il nuovo incarico di studio del sistema edilizio viene conferito a Gianni Avon e Francesco Tentori che attraverso metodi di analisi e ricerca locale, quali sondaggi casa per casa, riescono a proporre un innesto tradizionale, frammentando i blocchi di Samonà in edifici più piccoli quali case a schiera e mantenendo un profilo tradizionale nei punti storicamente più significativi, come in Via Roma.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 febbraio 2014 26 maggio 2014 Carlo De Rogatis - Commissario prefettizio
26 maggio 2014 in carica Roberto Padrin lista civica Partecipazione comune Sindaco [8]

Amministrazioni precedenti alla costituzione del nuovo comune:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 luglio 1985 26 maggio 1990 Gioachino Bratti DC Sindaco [9]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Gioachino Bratti DC Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gioachino Bratti centro-destra (liste civiche) Sindaco [11]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Pierluigi De Cesero lista civica Sindaco [12]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pierluigi De Cesero lista civica Sindaco [12]
8 giugno 2009 21 febbraio 2014 Roberto Padrin lista civica Sindaco [13]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2011 sono stati stipulati anche dei patti di amicizia con le seguenti città:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Longarone - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - La superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane al Censimento 2011 (somma delle superfici degli ex comuni di Castellavazzo e Longarone)
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015
  4. ^ I me amighi de Longaron, SitoVeneto, portale di lingua, cultura e storia veneta. URL consultato il 25 novembre 2011.
  5. ^ Legge regionale n. 9 del 21 febbraio 2014. Istituzione del nuovo Comune di Longarone mediante fusione dei Comuni di Longarone e Castellavazzo della Provincia di Belluno, Bollettino ufficiale della Regione Veneto. URL consultato il 23 febbraio 2014.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ fino al 2011 compreso, il dato è la somma degli abitanti dei comuni di Castellavazzo e Longarone.
  8. ^ Eletto il 25 maggio.
  9. ^ Eletto il 12 maggio.
  10. ^ Eletto il 6 maggio.
  11. ^ Eletto il 23 aprile.
  12. ^ a b Eletto il 13 giugno.
  13. ^ Eletto il 7 giugno.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN139781426
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