Val di Zoldo (Italia)

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Val di Zoldo
comune
Val di Zoldo – Stemma
Val di Zoldo – Bandiera
Val di Zoldo – Veduta
Val di Zoldo – Veduta
Il gruppo del Bosconero dalla Val di Zoldo
Localizzazione
StatoItalia Italia
Regione Veneto
Provincia Belluno
Amministrazione
SindacoCamillo De Pellegrin (lista civica Progetto comune) dal 6-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Data di istituzione23 febbraio 2016
Territorio
Coordinate46°20′55.32″N 12°10′58.8″E / 46.3487°N 12.183°E46.3487; 12.183 (Val di Zoldo)
Altitudine1 177 m s.l.m.
Superficie141,65 km²
Abitanti2 745[1] (31-12-2022)
Densità19,38 ab./km²
FrazioniArsiera, Astragal, Bragarezza, Brusadaz, Calchera, Campo, Casal, Cella, Cercenà, Chiesa, Ciamber, Coi, Col, Colcerver, Cordelle, Cornigian, Costa, Dont, Dozza, Foppa, Fornesighe, Forno, Fusine (sede comunale), Gavaz, Iral, Mareson, Molin, Pecol, Pianaz, Pieve, Pra, Pradel, Pralongo, Rutorbol, Sommariva, Soramaè, Sotto le Rive, Sottorogno, Villa
Comuni confinantiAgordo, Alleghe, Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, La Valle Agordina, Longarone, Ospitale di Cadore, Selva di Cadore, Taibon Agordino, Vodo di Cadore, Zoppè di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale32012
Prefisso0437
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025073
Cod. catastaleM374
TargaBL
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona F, 4 200 GG[3]
Nome abitantizoldani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Val di Zoldo
Val di Zoldo
Val di Zoldo – Mappa
Val di Zoldo – Mappa
Posizione del comune di Val di Zoldo nella provincia di Belluno
Sito istituzionale
Referendum consultivo
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
Data17 gennaio 2016
Tipoconsultivo
TemaFusione di comuni
Esito
  
84,96%
No
  
15,04%
Affluenza43,95

Val di Zoldo (Val de Zoldo in ladino) è un comune italiano sparso di 2 745 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Nato il 23 febbraio 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto, sede comunale è Fusine, già capoluogo del comune di Zoldo Alto; il territorio ricopre la regione storico-geografica di Zoldo nel cuore delle Dolomiti di Zoldo e appartiene all'Unione montana Cadore Longaronese Zoldo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente più importante è il Maè con i suoi affluenti, come la Moiazza, Ru Sec, Mareson e Pramper. I rilievi più importanti sono il Civetta (3.218 m), la Moiazza (2.878) e il Pelmo (3.168), ma anche la Cima di San Sebastiano (2.488), il Tàmer (2.547), lo Spiz di Mezzodì (2.324), il Prampèr (2.409) e il Sasso di Bosconero (2.468); tutte comprese nelle Dolomiti di Zoldo, sottogruppo delle Dolomiti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del toponimo risale al 1031, quando l'imperatore Corrado II riconobbe a Ezemanno, vescovo di Belluno, il suo possesso sul territorio di Çaudes, confermato nel 1161 da Federico Barbarossa. Una bolla di papa Lucio III, risalente al 1185, ribadisce infine il dominio del vescovo Gerardo dei Taccoli del comitatus di Zoldo, con la pieve di San Floriano e le sue cappelle.

La comunità di Zoldo venne tuttavia riconosciuta solo nel 1224, anno in cui il territorio ricevette il diritto di appartenenza al Consiglio dei Nobili di Belluno tramite due consoli. La valle era amministrativamente gestita da dieci regole, citate già nel 1371, mentre la massima carica era rappresentata dal Capitano, nominato annualmente dal già ricordato Consiglio dei Nobili.

La conformazione del territorio rimase tale sino al riordino amministrativo sotto la dominazione napoleonica, dove nel 1807 il territorio fu diviso nei due comuni di Forno di Zoldo e San Tiziano di Goima, che cambiò il suo nome in Zoldo Alto nel 1890.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Val di Zoldo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 1º agosto 2019.[4]

«Stemma d'oro, calzato di verde, all'incudine sostenente il martello posto in fascia e sostenuta dal ceppo di larice sdradicato, il tutto al naturale, accompagnato in punta dalla terza, diminuita in fascia, d'azzurro, il tutto alla bordura in filetto dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di verde.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 giugno 1907 Forno di Zoldo divenne la XXI città decorata con Medaglia d'Oro come "Benemerita del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa delle azioni patriottiche dei suoi abitanti nel periodo del risorgimento nazionale. Nodo strategico del Cadore, Forno di Zoldo si sollevò nel 1848, costituendo un comitato insurrezionale che si pose in difesa della vallata. Più volte gli abitanti respinsero le offensive degli austriaci, che non riuscirono mai a occupare il Comune. Gli zoldani deposero le armi soltanto quando tutto il resto del Cadore era stato occupato, ma molti volontari accorsero immediatamente alla difesa di Venezia.[5]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa arcipretale di San Floriano a Pieve, risalente al X secolo. È la matrice di tutte le chiese dello Zoldano e del Longaronese.
  • Chiesa dell'Addolorata, a Pieve in località Madonna. Costruita in stile gotico, risale al XIII secolo.
  • Chiesa di San Rocco a Bragarezza, fondata nel 1631 dopo la terribile epidemia di peste del 1630.
  • Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano ad Astragal, eretta a partire dal 1110.
  • Chiesa arcipretale di San Nicolò Vescovo a Fusine sorta probabilmente attorno all'XI secolo ed nominata parrocchiale nel 1615.
  • Chiesa di San Giuseppe a Brusadaz, fondata nel 1682.
  • Chiesa di San Pellegrino a Coi, nata probabilmente come cappella gentilizia nel XIV secolo.
  • Chiesa di San Rocco a Pianaz, risalente al 1603.
  • Chiesa di San Longino a Costa, minuscola cappella del 1929.
  • Chiesa parrocchiale di San Tiziano a Goima, in località Chiesa, fondata nel 1400 ed eretta a parrocchiale nel 1726.
  • Chiesa di San Rocco a Gavaz, del 1743.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria a Dont, dalle origini bassomedievali, elevata a parrocchiale nel 1898.
  • Chiesa della Beata Vergine del Rosario a Villa, minuscola cappella edificata nel 1894 sul sito di un precedente capitello.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate a Forno, esistente da prima del 1454, venne elevata a parrocchiale nel 1936.
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi a Forno, attestata a partire dal 1570.
  • Chiesa di Sant'Andrea a Pralongo, eretta nel 1628 sulle fondamenta di un preesistente sacello e di giuspatronato della famiglia Zampolli.
  • Chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato a Colcerver, edificata nel 1741 dalla famiglia Panciera.
  • Chiesa parrocchiale di San Valentino a Mareson, consacrata nel 1492 e nominata parrocchiale nel 1944.
  • Chiesa di San Carlo Borromeo a Pecol, sorta nel XVII secolo e ricostruita dopo l'incendio del 1961.
  • Chiesa parrocchiale di San Vito a Fornesighe, documentata a partire dal 1570 e divenuta parrocchiale nel 1961.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Capitaniato o della Ragione, oggi sede del Museo del ferro e del chiodo a Forno.
  • Palazzo municipale, già sede dell'ex municipio di Forno di Zoldo a Forno.
  • Museo degli usi e costumi della Val di Goima a Gavaz.

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Zoldo è attraversata dalle ex strade statali 251 e 347. L'accesso principale alla valle è da sud-est procedendo sulla strada provinciale 251 da Longarone. Attraversata la Val di Zoldo, la SP 251 arriva al Passo Staulanza, che mette in collegamento la Val di Zoldo alla Val Fiorentina. Da Dont si accede al Passo Duran tramite la SP 347, passando per la Val di Goima e arrivando quindi ad Agordo. La SP 347 prosegue da Forno verso Fornesighe, e passando per il Passo Cibiana si raggiunge la SS 51 nei pressi di Venas di Cadore.

Il trasporto pubblico sono gestiti interamente da Dolomitibus.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 febbraio 2016 6 giugno 2016 Andrea Celsi - Comm. pref.
6 giugno 2016 4 ottobre 2021 Camillo De Pellegrin Lista civica Progetto comune Sindaco
4 ottobre 2021 in carica Camillo De Pellegrin Lista civica Progetto comune Sindaco

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La valle ha ricevuto notorietà letteraria grazie al romanzo Marco e Mattio di Sebastiano Vassalli (cittadino onorario di Val di Zoldo, pubblicato da Einaudi nel 1992 e tradotto in tedesco, che racconta la follia di Mattio Lovat, figlio del ciabattino di Zoldo, uno dei primi casi clinici della psichiatria italiana, tra fine Settecento e inizio Ottocento[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Rustico della Val di Zoldo

Sci alpino[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Zoldo è principalmente conosciuta per lo Sci Alpino, in quanto il suo comprensorio sciistico Ski Civetta fa parte di Dolomiti Superski, uno dei più importanti comprensori sciistici italiani. Vi si può accedere dalle frazioni di Palma, Pecol e Palafavera. Dal 1986 al 1990 si svolsero le gare di Coppa del Mondo di sci alpino femminili.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Forno di Zoldo disponeva di un palaghiaccio, oggi, dopo il collasso del tetto dovuto all'abbondante nevicata dell'inverno 2009, una pista da pattinaggio con ghiaccio naturale. La squadra locale è la USG Zoldo.

Sci nordico e biathlon[modifica | modifica wikitesto]

Nella località di Palafavera, ha luogo una pista da Sci Nordico, da poco anche Centro Biathlon. Anche a Campo di Forno di Zoldo sorge una pista da Sci Nordico, disponibile di impianto di illuminazione notturna.

Sport estivi[modifica | modifica wikitesto]

D'estate la Val di Zoldo accoglie molti turisti che svolgono attività come camminate in montagna o ciclismo. L'intera valle dispone infatti di molti sentieri e anelli adeguati per esperti alpinisti ma anche per famiglie e principianti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Val di Zoldo (Belluno) D.P.R. 01.08.2019 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 26 settembre 2021.
  5. ^ www.quirinale.it
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Sebastiano Vassalli, Marco e Mattio, Einaudi, Torino, 1992; nuova edizione Rizzoli-BUR, Milano, 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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