Taibon Agordino

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Taibon Agordino
comune
Taibon Agordino – Stemma Taibon Agordino – Bandiera
Taibon Agordino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
SindacoSilvia Tormen (lista civica Insieme a Taibon) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate46°18′N 12°01′E / 46.3°N 12.016667°E46.3; 12.016667 (Taibon Agordino)Coordinate: 46°18′N 12°01′E / 46.3°N 12.016667°E46.3; 12.016667 (Taibon Agordino)
Altitudine628 m s.l.m.
Superficie90,06 km²
Abitanti1 742[2] (31-12-2016)
Densità19,34 ab./km²
FrazioniBrugnach, Campedel, Coi di Peden, Col de Carrera, Col di Prà, Coste, Forno di Val, Listolade, Peden, Ronch de Bos, San Cipriano, Serach, Soccol, Villanova[1]
Comuni confinantiAgordo, Alleghe, Canale d'Agordo, Cencenighe Agordino, Gosaldo, Primiero San Martino di Castrozza (TN), San Tomaso Agordino, Voltago Agordino, Val di Zoldo
Altre informazioni
Cod. postale32027
Prefisso0437
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025059
Cod. catastaleL030
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantitaibonesi, taibonèr
PatronoSS. Cornelio e Cipriano, S. Lucano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taibon Agordino
Taibon Agordino
Taibon Agordino – Mappa
Posizione del comune di Taibon Agordino nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Taibon Agordino (Taibón in ladino) è un comune italiano di 1 742 abitanti[2] della provincia di Belluno in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Taibon Agordino è situato nel fondovalle delle Dolomiti Agordine ad un'altitudine di 628 m s.l.m. nel punto dove il torrente Tegnas confluisce nel torrente Cordevole.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Pale di San Lucano
Il monte Agner da Col di Pra

L'abitato di Taibon Agordino è situato nella parte settentrionale della Conca Agordina tra i gruppi montuosi delle Pale di San Martino e del gruppo Civetta-Moiazza, entrambi siti UNESCO patrimonio dell'umanità.
Sopra gli abitati di Col di Pra (843 m s.l.m.), Forno Val, Taibon e Peden si elevano le pareti a strapiombo delle Pale di San Lucano (2409 m s.l.m.) e del Monte Agner (2872 m s.l.m.) la cui Parete Nord supera i 1500 metri di verticalità raggiungendo il primato (conteso con la parete Nord dell'Eiger) di parete discontinua più alta delle Alpi. Caratteristici di entrambi i gruppi sono i grandi "borai", enormi canaloni che tagliano a più riprese le pareti per tutta la loro altezza e ne isolano gli aguzzi "Spiz" (cime in Ladino), per i quali scendono tutti gli inverni imponenti valanghe che si accumulano in grossi nevai visibili ai piedi delle pareti rocciose fino ad estate inoltrata.
Minori sono invece il Monte Pelsa con la cima Pighera (1898 m s.l.m.) e il Monte Framont (2294 m s.l.m.), che arrivano a lambire l'abitato di Listolade (680 m s.l.m.).
Parzialmente celate si ergono poi a Nord-Est sopra Listolade le cime del Monte Civetta (3220 m s.l.m.) e della Moiazza (2878 m s.l.m.). In quest'angolo sono famosissime e teatro di storiche imprese alpinistiche la Torre Venezia (mt. 2337), la Cima della Busazza ( 2994 m s.l.m.) e la Torre Trieste ( 2458 m s.l.m.).
A Sud chiudono il panorama e fanno da cornice alla Conca Agordina la Catena del San Sebastiano, il monte Celo e i Monti del Sole, tutelati sia dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che dall'UNESCO.
All'altro estremo del comune in fondo alla Valle di San Lucano a quota 2392 sulle selvagge Pale dei Balconi si trova "El Cor" un arco di roccia che al suo interno disegna un perfetto cuore.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Taibon Agordino comprende sia la sinistra che la destra idrografica del torrente Cordevole, nella Conca Agordina. Il centro abitato si sviluppa alla confluenza del Tegnas con il torrente Cordevole; lungo il Tegnas si sviluppa la Valle di San Lucano che presso l'abitato di Col di Pra a 7 km da Taibon si dirama nella Valle di Angheraz che procede verso Sud fino all'omonimo Circo Glaciale; verso Nord-Ovest invece si inerpica la Valle della Bordina che sale verso gli alpeggi formando decine di cascate (famose mete di escursioni sono la Cascata dell'Inferno e le Cascate di Pont sia d'estate che d'inverno quando sono completamente ghiacciate). Nella parte Nord-Est del Comune la Val Corpassa raccoglie le acque dei circhi glaciali e nivali del gruppo del Monte Civetta (Van de le Nevere, Van de le Sasse, Val dei Cantoni e Val Civetta) immettendosi nel Cordevole nei pressi di Listolade.

Ghiacciai[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Taibon Agordino sono ad oggi ancora presenti due corpi glaciali attivi.

Ghiacciaio del Giazèr, Piccola civetta
Ghiacciaio della Scudèla del Giazèr, Agner

Il più importante è il Ghiacciaio del Giazèr situato sul Monte Civetta, nell'Alta Val dei Cantoni sopra al rifugio Vazzoler, arrampicato sulla parete Sud-Ovest della cima della Piccola Civetta tra i 2700 ed i 3000 metri di quota. Ritiratosi sensibilmente durante l'ultimo secolo ha perso i grandi seracchi terminali che fino agli anni '30 si staccavano da esso precipitando nalla Val dei Cantoni. Durante i primi anni 2000 si è ridotto per circa i 2/3 della sua estensione allo stato di Rockglacier. Da qualche anno però la neve residua della stagione invernale è ritornata a coprire tutta la parte di Rockglacier arrestando per il momento il processo di ritiro del ghiacciaio.

Meno importante e quasi sconosciuto è invece il Ghiacciaio della Scudèla del Giazèr situato in Valle di San Lucano a monte della Località Caval, sotto alle cime dei Pizzetti d'Agner. Abbondantemente alimentato dalle enormi valanghe che percorrono il Levinal da l'Acqua durante la stagione invernale e particolarmente protetto dalle pareti sovrastanti, non vede negli anni particolari cambiamenti di estensione.

In passato esistevano altri tre corpi glaciali, situati uno presso la cima del Monte Agner, uno presso la cima dei Lastei d'Agner e il Ghiacciaio del Marmor. Tutti si sono estinti completamente nella torrida estate del 2003 e ad oggi sono ricomparsi sotto forma di nevai grazie ai grandi apporti nevosi degli ultimi inverni.

Altri nevai o glacio nevati più o meno perenni si possono trovare in vari canaloni a partire già dagli 800 metri di quota. Si segnalano poi i relitti glaciali del Van de Le Nevere sulla Moiazza, del Van de le Sasse sul Civetta, della cima dell'Agner e dei Lastei d'Agner.

Il Ghiacciaio della Fradusta sull'altopiano delle Pale di San Martino invece appartiene amministrativamente al Comune di Tonadico, e il Ghiacciaio Tomè sullo sbocco della Ferrata Tissi sul Monte Civetta al Comune di Zoldo Alto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazine climatica: Zona F, 3387 GG. Secondo la Classificazione dei climi di Köppen il clima di Taibon Agordino è un " Clima freddo delle medie Latitudini, Umido, Con estate calda (Dfb) " Le estati possono essere occasionalmente calde con la temperatura massima di 33 °C registrata nell'estate 2003, alcune estati però non vedono superare i 25 °C; le temperature minime estive si aggirano tra i 5 e i 15 °C. Data l'esposizione del versante Sud Alpino e la presenza di grandi montagne, la convezione diurna estiva rende frequenti e tipici i temporali pomeridiani e serali. Gli inverni sono rigidi, ciò è accentuato dalla poca esposizione al Sole dovuta alle montagne circostanti e dalla conformazione a conca della Vallata Agordina che favorisce il fenomeno dell'Inversione Termica. Il meteo invernale viene fortemente influenzato dai fenomeni opposti di Föhn e Stau (o avvezione sciroccale) che caratterizzano la Catena Alpina. Gli apporti nevosi sono frequenti durante tutto l'inverno e a causa delle forti avvezioni sciroccali tipiche della zona ed al ristagno di aria fredda sul fondo della Conca oltrepassano spesso i 30–40 cm per episodio (più raramente arrivano ad oltrepassare il metro di spessore) ma spesso alla fase finale di tali eventi è associata la pioggia. Le temperature minime tipiche di Dicembre, Gennaio e Febbraio si aggirano attorno ai -10/-13 °C e talvolta toccano i -15 °C.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Di etimologia incerta, letteralmente "taglio buono" in Ladino, viene tradizionalmente associato al taglio delle spade prodotte nei forni fusori di Val. Alcuni storici locali lo farebbero però derivare dal latino "Tabullo", "pannello" (in riferimento al buon taglio delle assi di legno?). È poi interessante notare la diffusione di tale nome anche in altre aree dolomitiche, specialmente in forma di cognome: "Taibon" infatti è storicamente e attualmente diffuso in Val Gardena. Nei secoli passati il cognome della maggior parte delle famiglie dolomitiche era direttamente derivato dal nome dell'abitato di origine della famiglia stessa, per cui in questo caso tale coincidenza potrebbe mostrare o un'antica emigrazione o semplicemente l'antica comune origine Ladina dei due luoghi che fino al XVII secolo era ancora fortemente radicata anche nella Conca Agordina.

La maggior parte dei toponimi delle frazioni sono di classica origine Ladina: Le Coste "I crinali prativi", Campedel "Praticello curato", Soccol "Sotto alla grotta", Sot Vìla "Sotto all'abitato", Pèden "Ai piedi", Còl di Pra "Colle della località Pra", Plombianch "Primo Bianco", Comedon "Gomito", Ronch de Bos (fino all''800 Ronch de Ruaz "Appezzamento del torrentaccio").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Dolomiti sono state colonizzate dall'uomo subito dopo il ritiro dei ghiacciai dovuto alla fine dell'ultima era glaciale. Il più antico sito archeologico della zona si trova a Pian della Lòra appena fuori del confine del Comune di Taibon: si tratta dei resti di un accampamento di cacciatori mesolitici databile tra il 7500 a.C. ed il 5500 a.C. .

Verosimilmente (mancano ritrovamenti, ma le seguenti notizie sono dedotte dai siti nelle vallate circostanti) durante l'Età del Rame vi fu il primo debole sfruttamento minerario seguito da un generale abbandono durante l'Età del Bronzo.

Successivamente durante l'Età del Ferro l'Agordino si trovò tra le aree di influenza dei Reti a Nord-Ovest e dei Paleoveneti a Sud-Est, ma mancano ad oggi ritrovamenti di entrambi questi popoli.

Le prime tracce certe arrivano con i Romani: varie monete risalenti fino al V sec. a.C. e la strada ancora oggi visibile in alcuni punti a monte dell'S.R. 203 tra Agordo e Peron. Di questo periodo sono note da un lato l'inglobazione pacifica del Veneto all'Impero Romano, dall'altro la conquista delle Alpi effettuata dall'Imperatore Augusto (15-16 a.C.) e la conseguente sottomissione e deportazione in massa del popolo dei Reti. Vista la mancanza di reperti archeologici classici gli storici locali escludono una decisa romanizzazione della zona ma è comunemente accettata la tesi dello sfruttamento minerario, nonché militare dal III-IV sec. d.C. della Valle del Cordevole.

Al sopraggiungere delle prime invasioni barbariche alcune popolazioni della Val Belluna di origine gallo-romana o megli gallo-romanizzata si rifugiarono nella parte bassa dell'Agordino. Anche se non esistono testimonianze scritte dell'accaduto si può dedurre ancor oggi dalla toponomastica (in particolare dal caratteristici suffissi celtici "-acum" e "-icum") che questa gente si stanziò attorno agli abitati allora esistenti, tutto attorno alla Conca Agordina: es. Morbiach, Tamonich, Lantrach, Cugnach, Noach, Vich, Oltach, e riguardanti Taibon: Brugnach e Serach.

Con la donazione di Berengario I del 923 l'Agordino passò ufficialmente sotto la sfera di influenza del Vescovo di Belluno.

Gli scritti più antichi riguardanti direttamente l'Agordino risalgono al XII sec d.C. e il nome attuale di Taibon viene citato per la prima volta in documenti del 1143.

Il paese era compreso nel "Comune di Sottochiusa" (la "Chiusa", o Ciùsa, a nord di Listolade, divideva l'Agordino in due parti) ed era originariamente composto da quattro Regole - Taibon, Pèden, Listolàde e Val - i cui rappresentanti si ritrovavano a discutere sul "Còl de la Mòla".

Proprio la "Chiusa" fu teatro nel 1439 della forte resistenza che gli agordini opposero all'avanzata di Filippo Maria Visconti. Sotto il potere della Serenissima vennero incrementati il commercio del legname attraverso la fluitazione dei tronchi (menàda) attraverso il Cordevole verso il Piave, la produzione di carbone in spiazzi chiamati "aiàl" e di utensili di ferro estratto nelle miniere dell'alta Valle di San Lucano. Nel 1854 un incendio brucia 60 case del paese, allora costruite prevalentemente in legno, mentre nel 1865 una frana caduta dal monte "Lastìa de Framónt" causa la morte di due persone. Nel 1908 una grossa frana cade in Valle di San Lucano dalla cima "Lastìa de Gardés" distruggendo i due villaggi di Prà e Lagunàz, i cui abitanti costruiranno la nuova borgata di Villanova. Nel 1966 una disastrosa alluvione colpisce il paese asportando abitazioni e coltivazioni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Taibon sono presenti cinque chiese: le due più antiche, risalenti al medioevo, sono quelle dedicate a San Lucano e a San Cipriano; la prima sorge sul luogo dove si racconta sia morto il Santo che nella valle aveva vissuto da eremita, mentre la seconda chiesa fu costruita sulla strada che da Agordo conduce a Cencenighe, la attuale Via Paris Bordone; quest'ultima conserva notevoli opere artistiche, fra le quali una "sacra conversazione" e un'"Ultima cena" dipinti entrambi da Paris Bordone, allievo di Tiziano Vecellio. A Listolade esiste una chiesetta dedicata al Redentore risalente al XVII secolo, mentre nella borgata di Val il luogo di culto è dedicato alla Madonna di Caravaggio. La chiesa parrocchiale fu consacrata nel 1946. Fino al 1966 sul "Còl de la Mòla" si ergeva un'altra chiesetta dedicata a San Rocco, ma venne abbattuta in seguito all'alluvione: è oggi ricordata dalla presenza di una piccola cappella che ne riprende le forme. Nel villaggio di Prà esisteva un'altra cappella anche se non ancora consacrata, rimasta sepolta dalla frana del 1908. In tutto il territorio di Taibon sono inoltre presenti innumerevoli capitelli (atriói), crocifissi ed antichi affreschi sacri sulle abitazioni storiche.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le montagne che circondano Taibon sono tutelate dall'UNESCO. Particolarmente interessanti, oltre ovviamente all'intera Valle di San Lucano, sono il Lago delle Peschiere, la Cascata dell'Inferno e le Cascate di Pont. Altra zona degna di nota è la Foresta Demaniale di Malgonera.

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Vie alpinistiche storiche sulla Parete Nord dell'Agner
Diedro Casarotto-Radin e Piano Inclinato sulla Terza Pala di San Lucano
Diedro Casarotto-Radin e Piano Inclinato sulla Terza Pala di San Lucano

Taibon Agordino è l'unico Comune ad essere interessato dai tracciati delle due più celebri Alte Vie delle Dolomiti: l'Alta via n. 1 e l'Alta via n. 2 due famosi percorsi escursionistici a tappe che si svolgono interamente in quota collegando rispettivamente il Lago di Braies con Belluno e Bressanone con Feltre.

Nel Comune vi sono principalmente tre grandi e distinte zone dove praticare l'arrampicata: l'area del gruppo Civetta-Moiazza a cui si accede da Listolade attraverso la Val Corpassa, la Parete Nord dell'Agner e le pareti meridionali delle Pale di San Lucano.

Notevole è la storia alpinistica del Comune di Taibon Agordino, le prime ascensioni importanti furono effettuate già tra la fine dell''800 e l'inizio del '900. Ricordiamo sul Monte Civetta tra le innumerevoli altre l'apertura della Via Normale della Torre Venezia di V grado già nel 1909, la Cima della Busazza nel 1929, scalatori come Cozzi, Zanutti, Tomè, Dimai, Siorpaes, Comici, Tissi, Andrich ottennero notevole fama su queste cime. Tra gli altri Anghileri, Reinhold Messner, Heini Holzer dominarono le cronache degli anni '70. Con l'evoluzione dell'arrampicata negli anni '80 spiccarono Soro Dorotei, Gigi Dal Pozzo, Renato Panciera. Gli anni '90 e 2000 videro inoltre protagonisti Christoph Hainz e Manrico Dell'Agnola.

Non da meno furono le pareti dell'Agner, delle Pale di San Lucano e della Moiazza, già nel 1921 arturo Andreoletti, Renato Zanutti e Francesco Jori tracciarono la prima via sulla Parete Nord del Monte Agner nel 1932 vennero saliti i formidabili 1600 metri di sviluppo dello Spigolo Nord dell'Agner. Dal 1967 fa la sua comparsa in Valle di San Lucano un giovane Reinhold Messner che assieme al fratello Günther, Heini Holzer e Sepp Mayerl occupa a più riprese le prime pagine dei giornali locali e delle riviste alpinistiche. Nel 1975 spicca l'apertura del famosissimo Diedro Casarotto-Radin sullo Spiz di Lagunaz sulla Terza Pala di San Lucano, resterà poi nel cuore dei taibonèr il ricordo di Ilio De Biasio di Cencenighe, recentemente scomparso, che assieme al fratello Ettore, e contemporaneamente a Eugenio Bien, Roberto e Luciano Lagunaz compirono una formidabile e sistematica esplorazione di tutto il Gruppo. Negli ultimi anni vediamo sopra tutti Pietro Dal Pra che compie un'impresa sulla Lastìa di Gardes con la via Gracias a La Vida con difficoltà fino all'8a+.

Ad oggi le vie alpinistiche più ripetute sono Lo Spigolo Gilberti Soravito e la via Jori sulla Parete Nord dell'Agner; la Via del Piano Inclinato, il Diedro Casarotto-Radin, lo Spigolo Tissi-Andrich e la Normale del Campanile della Besausega sulle Pale di San Lucano; la Via Normale, la Via Tissi e la Via Andrich sulla Torre Venezia in Civetta; e la Via Tissi, la Via Cassin e la Via Carlesso sulla Torre Trieste sempre in Civetta.

A queste si aggiungono per l'arrampicata sportiva moderna la grande falesia di Mezzo Canale, la palestra di roccia "El Forte" presso i Coi di Peden, l'area boulder del Sas del Mut e limitrofe in Valle di San Lucano, e la nuova palestra indoor dell'associazione La Rivolta aperta per gli associati durante la stagione invernale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Taibon al giorno d'oggi si parla comunemente un dialetto di origine ladina che però con il passare delle generazioni va mescolandosi sempre più al veneto bellunese, specialmente nella grammatica. In particolare il dialetto del paese si riconosce da quello dei comuni circostanti (specialmente da quello di Agordo, che presenta un maggiore influsso veneto) per la presenza del gruppo -èi in quei contesti verbali dove nei dialetti del basso Agordino si trova -ò o -è:

Italiano Ladino-Veneto del basso Agordino Ladino-Veneto di Taibon
Io so Mi so / Mi sè Mi sèi
Io ho Mi ò / Mi è Mi èi
Io cenerò Mi disnarò / Mi disnarè Mi disnarèi

Particolare di Taibon è anche l'uso del gruppo gó- nei contesti dove in italiano si hanno i gruppi (v)uò- o vò- all'inizio di parola, mentre nel basso Agordino si trova sempre (v)ó- :

Italiano Ladino-Veneto del basso Agordino Ladino-Veneto di Taibon
Uovo vóf / óf góf
Vuoto vódo / vóit góit
Voglia vóia / óia góia

Taibon, data la sua vicinanza con l'Agordino centrale (confina con Cencenighe Agordino a Nord), nel passato ne condivideva numerosi termini, come "palòta da la farina" ("paletta per la farina", usato specialmente nella parte alta dell'Agordino) al posto di "sésola", "kižòla" al posto di "pùča" ("pane di segale"), o "spànda" invece di "spàna" ("spanna", misura di lunghezza) attualmente invece grazie al maggior movimento di persone e di usanze, queste differenze sono meno sentite ma comunque non scomparse. Da segnalare anche varie parole derivanti dal tedesco, probabile eredità dell'antica immigrazione di minatori bavaresi (detti "canòp" dal tedesco "knappen"=minatore ) avvenuta in zona a partire dal XIV sec:

Italiano Tedesco Ladino-Veneto di Taibon
Zaino Rucksack Rusàk
Panna Rahm Bràma
Appuntito Spitz Spiz

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Taibon Agordino, storicamente votati ad agricoltura, allevamento, estrazione mineraria e turismo, hanno saputo convertirsi nei decenni scorsi all'industria e all'artigianato.

Occhialeria[modifica | modifica wikitesto]

Seppur in crisi risulta ancora diffusa la piccola e media occhialeria dalla quale emergono varie eccellenze sparse in tutto il territorio comunale. La maggior parte della popolazione lavora comunque nella vicina Luxottica di Agordo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo ha visto nei decenni una forte diminuzione del numero di occupati, fino agli anni '60 - '70 ad integrazione del reddito familiare era molto diffuso l'affitto ad uso vacanze, ma questa pratica è ormai scomparsa. Ad oggi sono presenti alcuni ristoranti e due agriturismi tipici della zona. Da segnalare poi lo storico Rifugio Vazzoler e il Rifugio Capanna Trieste. Da questi ultimi si può inoltre accedere, oltre il territorio comunale di Taibon, al famoso Rifugio Tissi nel Comune di Alleghe, o al più impegnativo Rifugio Maria Vittoria Torrani in Comune di Zoldo Alto tramite la difficile Via Ferrata Tissi.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

A Taibon è attiva la Latteria Sociale Turnaria di Peden, tra gli ultimi esempi del suo genere, ancora perfettamente funzionante e raccoglie e lavora il latte di alcune decine di soci provenienti da Taibon e in parte da Agordo. Tali soci si succedono ancora oggi nella secolare pratica del "Ròdol", l'aiuto al Casaro dato secondo turni prestabiliti. Risulta ancora attiva la Latteria di Soccol di cui è però rimasto un unico conferente. Storiche famiglie si dedicano inoltre all'allevamento e alla monticazione estiva di varie malghe della zona che vanno via via convertendosi in fiorenti agriturismi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1964 era Taibon[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Taibon Agordino - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.B. Rossi, Vocabolario dei dialetti ladini e ladino-veneti dell'Agordino, Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1992

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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