Danta di Cadore

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Danta di Cadore
comune
Danta di Cadore – Stemma
Danta di Cadore – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
SindacoIvano Mattea (lista civica Insieme per Danta) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate46°34′01.2″N 12°31′13.98″E / 46.567°N 12.52055°E46.567; 12.52055 (Danta di Cadore)Coordinate: 46°34′01.2″N 12°31′13.98″E / 46.567°N 12.52055°E46.567; 12.52055 (Danta di Cadore)
Altitudine1 398 m s.l.m.
Superficie7,95 km²
Abitanti446[1] (30-6-2017)
Densità56,1 ab./km²
Comuni confinantiAuronzo di Cadore, Comelico Superiore, San Nicolò di Comelico, Santo Stefano di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale32040
Prefisso0435
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025017
Cod. catastaleD247
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantidantini
PatronoSanti Rocco e Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Danta di Cadore
Danta di Cadore
Danta di Cadore – Mappa
Posizione del comune di Danta di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale
Danta di Cadore

Danta di Cadore (IPA: /'danta di ka'dore/; Danta in ladino[2], IPA: /'danta/) è un comune italiano di 446 abitanti[1] della provincia di Belluno in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale viene così descritto:

« [...] stemma partito: nel primo d'azzurro al pino silvestre al naturale, posto tra due torrioni di pietra ai due palchi, quadrati, con base piramidale, merlati alla guelfa, moventi dai due fianchi dello scudo, il tronco incatenato ai torrioni, il tutto terrazzato di verde; nel secondo di rosso, al monte all'italiana di sei colli d'oro cimato dal cervo saliente dello stesso. »

(Statuto comunale, art. 5)

Il primo partito è comune a tutti gli stemmi della zona e rappresenta lo stemma del Cadore.

Per quanto riguarda il gonfalone:

« [...] è costituito da drappo rettangolare cadente, terminante con bordo a due angoli rientrati con frangia d'argento. Il drappo è appeso ad un'asta orizzontale portata a sua volta da un'asta centrale, tenuta da due cordoni d'argento (con fiocchi). Il gonfalone è di drappo partito di rosso e di azzurro, caricato dell'arma sopra descritta e su di esso sono riprodotti in color argento lo scudo e le armi con in alto il nome del Comune. »

(Statuto comunale, art. 5)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Barbara[modifica | modifica wikitesto]

Sorge discosta dal centro, in posizione panoramica.

Si tratta di un edificio recente che ha sostituito un sacello Settecentesco nella prima metà del XX secolo. L'antico "altariolo" fu realizzato nel 1702 dal pievano di Candide per proteggere il paese dai fulmini e dagli incendi (da qui l'intitolazione a Santa Barbara).

Il cantiere per la costruzione della chiesa fu aperto il 5 agosto 1913, ma i lavori procedettero a rilento per lo scoppio della Grande Guerra. Durante questo periodo l'opera era ancora priva della copertura e, anzi, venne gravemente danneggiata per l'insediamento di alcune installazioni antiaeree. L'altare venne finalmente consacrato il 19 dicembre 1921. Due anni dopo l'edificio veniva completato con le cinque statue di santi commissionate alla ditta Purger di Ortisei.

Il 16 luglio 2007 la chiesa è stata visitata da papa Benedetto XVI durante il suo soggiorno in Cadore[3].

Museo paleontologico "Le Radici della Vita"[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in via Roma, vicino al municipio, nella vecchia sede della Casa della Regola.

Il piccolo ma significativo museo, opera del naturalista Bruno Berti, presenta una serie di reperti fossili di notevole interesse, in parte donati dalla Fondazione Ligabue di Venezia. I reperti del museo ripercorrono la storia della vita dalle origini fino all'età della pietra. Tra i reperti spiccano uno straordinario scheletro perfettamente conservato di cucciolo di dinosauro, una zanna di mammut, un cranio di orso delle caverne, impronte di dimetrodonte (250 milioni di anni fa) e gocce di pioggia di 250 milioni di anni fa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Il 31 dicembre 2008 si rilevavano 512 abitanti. Nel periodo 1º gennaio-31 dicembre 2008 si sono registrati 5 nati vivi (9,7‰) e 7 morti (13,6‰), con un saldo naturale di -2 unità (3,9‰). Le famiglie contano in media 2,2 componenti.

Durante il 14º censimento generale della popolazione e delle abitazioni, l'ISTAT rilevava una sola località abitata (Danta, appunto) con 550 abitanti; solo due persone vivevano in case sparse[5].

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 dicembre 2008 si sono contati appena 5 residenti stranieri (1,0% del totale): quattro romeni e un marocchino[6].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 luglio 1985 1º giugno 1990 Giuseppe Menia Bagatin DC Sindaco [7]
2 luglio 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Menia Bagatin DC Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Luigino Menia Cadore centro-destra (liste civiche) Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Luigino Menia Cadore lista civica Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Virginio Menia Cadore lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Virginio Menia Cadore lista civica Sindaco [11]
26 maggio 2014 in carica Ivano Mattea lista civica Insieme per Danta Sindaco [12]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 il comune ha modificato la propria denominazione aggiungendovi l'appellativo "di Cadore"[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Comunità Montana Comelico e Sappada - Sportello Ladino.
  3. ^ Parrocchia di Danta di Cadore: La Chiesa di Santa Barbara.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni - Popolazione residente (dettaglio loc. abitate in provincia di Belluno)
  6. ^ Dato Istat al 31/12/2008
  7. ^ Eletto il 12 maggio.
  8. ^ Eletto il 6 maggio.
  9. ^ Eletto il 23 aprile.
  10. ^ a b Eletto il 13 giugno.
  11. ^ Eletto il 7 giugno.
  12. ^ Eletto il 25 maggio.
  13. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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