Perarolo di Cadore

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Perarolo di Cadore
comune
Perarolo di Cadore – Stemma
Perarolo di Cadore – Veduta
Veduta del centro con la chiesa
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Pier Luigi Svaluto Ferro (lista civica Insieme) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 46°23′44″N 12°21′23″E / 46.395556°N 12.356389°E46.395556; 12.356389 (Perarolo di Cadore)Coordinate: 46°23′44″N 12°21′23″E / 46.395556°N 12.356389°E46.395556; 12.356389 (Perarolo di Cadore)
Altitudine 532 m s.l.m.
Superficie 43,94 km²
Abitanti 374[1] (31-12-2016)
Densità 8,51 ab./km²
Frazioni Caralte, Fontanelle, Macchietto, Peron
Comuni confinanti Cimolais (PN), Erto e Casso (PN), Ospitale di Cadore, Pieve di Cadore, Valle di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale 32010
Prefisso 0435
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025037
Cod. catastale G442
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti perarolesi
Patrono san Nicolò
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perarolo di Cadore
Perarolo di Cadore
Perarolo di Cadore – Mappa
Posizione del comune di Perarolo di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Perarolo di Cadore (Peraruò[2] o Pararuò[3] in ladino) è un comune italiano di 374 abitanti[1] della provincia di Belluno in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Perarolo è situato all'estremità sud-ovest della gola attraverso la quale scorre il Piave dopo la diga di Pieve di Cadore, dove il torrente Boite confluisce nel Piave.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Perarolo di Cadore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Perarolo nel 1941: in evidenza la confluenza di Piave e Boite

Era da quest'area che partivano le zattere per il trasporto del legname diretto alla Repubblica di Venezia per via fluviale, traffico che fu per molti secoli, a partire dalla seconda metà del XIV, alla base dell'economia di questo territorio, a prevalenza boscoso.

Nei primi del Novecento, però, con l'arrivo nella valle della ferrovia (1913), questo modello economico secolare decadde e, con esso, il prestigio di Perarolo. Inoltre, negli anni ottanta fu dismessa la Cavalera, unica strada praticabile nel percorso Longarone - Cortina d'Ampezzo e passante per Perarolo: furono costruiti il viadotto e il Ponte Cadore, che tagliarono fuori il paese anche dal traffico automobilistico, pregiudicando così un'economia legata al turismo diretto a Cortina e sulle Dolomiti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Perarolo nacque nel 1515 e fu intitolata a San Nicolò, patrono degli zattieri, la cui attività era al centro dell'economia perarolese. Curata dal 1604, la chiesa divenne parrocchiale solo nel 1857.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Rocco è importante in quanto luogo tizianesco, dove operò Francesco Vecellio, fratello maggiore di Tiziano. Qui infatti egli lascia la pala (ad egli attribuita) rappresentante Madonna con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano, della prima metà del XVI secolo[4].

Museo del cìdolo e del legname[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del cìdolo e del legname è stato fondato nel 2005 per avvalorare l'importante storia economica di Perarolo. Centrale nell'organizzazione del museo è, appunto, il vecchio cìdolo[5] di località Sacco (smantellato nel secondo XX secolo): tale tipo di struttura, presente solo nel Cadore, faceva da barriera ai tronchi che scendevano per via fluviale, senza impedire però il passaggio regolare delle acque e permettendo di rifornire le numerose segherie vicine con regolarità[6].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Persone legate a Perarolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Tiziano Vecellio: l'artista della vicina Pieve di Cadore era un noto commerciante di legnami: questa sua attività in Venezia aveva come punto di partenza l'area di Perarolo, dove egli possedeva due falegnamerie (a Ansogne).
  • Cecilia Soldano: originaria di Perarolo, fu sposa, nel 1525, del pittore Tiziano Vecellio, al quale fu legata fino alla morte, avvenuta nel 1531, alla nascita della figlia Lavinia, dopo il terzo difficile parto. Cecilia è descritta da Alvise Zorzi come bella, bionda, solida e robusta[8].
  • Giosuè Carducci: conobbe Perarolo e così la citò nell'ode Cadore: [...] il carrettiere per le precipiti vie tre cavalli regge ad un carico di pino da lungi odorante, e al Cidolo ferve Perarolo, e tra le nebbie fumanti ai vertici tuona la caccia [...][9].
  • Margherita di Savoia: fu ospite per due estati consecutive di Luigia Lazzaris, a palazzo Costantini, sulla facciata del quale una lapide recita così: Margherita di Savoia Regina d'Italia e Vittorio Emanuele Principe di Napoli qui soggiornarono dal dì 8 agosto al dì 8 settembre 1881.
  • Giovanni Della Bona (1712 – 1786), medico e ricercatore

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 luglio 1985 28 maggio 1990 Giovanni Boni PSDI Sindaco [10]
21 giugno 1990 24 aprile 1995 Pier Luigi Svaluto Ferro PSI Sindaco [11]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Pier Luigi Svaluto Ferro indipendente Sindaco [12]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Pier Luigi Svaluto Ferro lista civica Sindaco [13]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ruggero Lollato lista civica Sindaco [13]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Pier Luigi Svaluto Ferro lista civica Insieme per guardare avanti Sindaco [14]
26 maggio 2014 in carica Pier Luigi Svaluto Ferro lista civica Insieme Sindaco [15]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune fino al 1955 era Perarolo.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 481.
  3. ^ Archivio ladino-cadorino di Venas di Cadore, archivioladin-venas.blogspot.it. URL consultato il 30 settembre 2012.
  4. ^ Lungo le vie di Tiziano, pp.99-101
  5. ^ Vedi anche: Pagina dedicata ai cìdoli in cidolo.it
  6. ^ Lungo le vie di Tiziano, pp. 94-96.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Alvise Zorzi, Il colore e la gloria. Genio, fortuna e passioni di Tiziano Vecellio, Mondadori, 2004.
  9. ^ Giosuè Carducci, Rime e Ritmi, BiblioBazaar, LLC, 2008, pp. 60-61.
  10. ^ Eletto il 12 maggio.
  11. ^ Eletto il 6 maggio.
  12. ^ Eletto il 23 aprile.
  13. ^ a b Eletto il 13 giugno.
  14. ^ Eletto il 7 giugno; unico candidato.
  15. ^ Eletto il 25 maggio; unico candidato.
  16. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Lungo le vie di Tiziano, a. c. di M. Mazza, Skira editore, 2007, pp. 94-96.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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