La Valle Agordina

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La Valle Agordina
comune
La Valle Agordina – Stemma
La Valle Agordina – Veduta
Vista del borgo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
SindacoEzio Zuanel (lista civica Insieme per La Valle) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate46°16′52.68″N 12°03′57.6″E / 46.2813°N 12.066°E46.2813; 12.066 (La Valle Agordina)Coordinate: 46°16′52.68″N 12°03′57.6″E / 46.2813°N 12.066°E46.2813; 12.066 (La Valle Agordina)
Altitudine800 m s.l.m.
Superficie48,67[2] km²
Abitanti1 071[3] (31-8-2020)
Densità22,01 ab./km²
Frazionile Campe, Cancellade, Chiesa (sede comunale), Conaggia, Cugnago, Fadés, Gaidón, Lantrago, Matten, la Muda, Noàch, Ronche, Torsas[1]
Comuni confinantiAgordo, Longarone, Rivamonte Agordino, Sedico, Val di Zoldo
Altre informazioni
Cod. postale32020
Prefisso0437
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025027
Cod. catastaleE490
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 848 GG[4]
Nome abitantilavallesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
La Valle Agordina
La Valle Agordina
La Valle Agordina – Mappa
Posizione del comune di La Valle Agordina nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

La Valle Agordina (La Val in ladino) è un comune italiano di 1 071 abitanti[3] della provincia di Belluno in Veneto che fa parte dell'Unione montana Agordina: posto nella valle formata dai torrenti Missiaga e Bordina, escluse le frazioni La Muda e Le Campe, che si trovano nella valle del Cordevole, i suoi confini sono segnati dal torrente Cordevole a ovest e a sud, dal monte Talvena a est (la zona del Talvena e della Val Clusa fa anche parte del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi), dalla Catena di San Sebastiano a nord-est, dai Colli di Lantrago e dalla Moiazza a nord, dalla frazione di Crostolin a ovest.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta invernale del Castello del Moschesin dalla frazione di Fades.

La Valle è circondata da montagne: a sud si innalza il monte Zelo (o Celo, 2083 m), ai piedi del quale scorre il torrente Bordina; verso est si trova il monte Talvena (2542 m), oltre la Val Clusa, oltre al quale si trova il comune di Longarone; a nord-est troviamo la Catena di San Sebastiano, oltre alla quale troviamo il comune di Val di Zoldo, le cui punte maggiori sono il Tamer (2550 m), il Castello di Moschesin (2499 m), Cima Nord di San Sebastiano (2488 m). A nord, oltre il passo Duran, troviamo la Moiazza, che si trova nel comune di La Valle limitatamente al ramo del Sass del Duram.

Veduta del monte Talvena, dietro la cresta del Valaràz.

Altri rilievi minori sono poi da notare: i colli di Lantrago e Cugnago, a nord-ovest del paese, e sopra di essi il Col Menadar (1730 m); i colli di Matten, che risalgono fino al Col Pan d'Ors (1729 m), appena sotto il castello del Moschesin; la cresta di Valaràz, le cui cime maggiori sono Scalabràas (1865 m), Pale del Fien (1846 m) e Valaràz (1883), che parte dal castello del Moschesin e passa sopra la Val Clusa fino sopra forcella Folega e forcella Póngol.

Per il resto il comune è composto di valli, per lo più non molto profonde (si veda anche la sezione idrografia), e lande pianeggianti o lievemente inclinate, come quella su cui giace il paese.

Monti visibili dal paese[modifica | modifica wikitesto]

Il Framont (a sinistra) e la Moiazza (a destra) visti dalla piazza di La Valle.

Dal paese di la Valle è possibile vedere i seguenti monti che si trovano fuori dal comune: oltre la valle del Missiaga, in quella del t. Rova, a nord, la Moiazza, del gruppo del Civetta, le cui cime principali sono la cima Sud (2878 m) e quella Nord (2865 m); a nord-nord-ovest si vede il m. Framont (2294 m), che si trova nel comune di Agordo; a ovest-nord-ovest vediamo, nel comune di Taibon, le Pale di San Lucano, con la loro cima nel Monte San Lucano (2409 m); verso ovest si vede la catena dell'Agner, comune di Voltago e Taibon, la cui cima più alta è il Monte Agner (2872); a sud-est si intravedono, da lontano, i Monti del Sole-Feruch con, a sud-sud-est, il Piz di Mezzodì (2240 m). A sud il monte Celo, e verso est il Monte Talvena e la magnifica catena del San Sebastiano con in sequenza il monte Castello, il Tamer e il San Sebastiano, sono invece parte del comprensorio del comune.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è ricco di corsi d'acqua di medie e piccole dimensioni; i più importanti sono il torrente Missiaga, il Bordina, una parte del Rova e il torrente Val Clusa.

  • Il torrente Missiaga nasce sul Castello di Moschesin e attraversa il cuore del paese, costeggia più in basso il Col di Foglia per poi gettarsi nel Cordevole.
  • Il torrente Bordina nasce vicino allo Spiz di Moschesin; la sua valle si fonde a quella del Missiaga dopo la frazione di Conaggia; il torrente scorre ai piedi del monte Zelo e oltre a esso ci sono solamente le frazioni di Cancellade e Noàch. Si getta nel Cordevole poco più a sud del Missiaga.
  • Il torrente Rova nasce vicino alla Cima Nord di San Sebastiano. Solo il suo corso iniziale si trova nel comune di La Valle: il resto si trova nel comune di Agordo, dove si getta nel Cordevole.
  • Il torrente Val Clusa nasce in fondo all'omonima valle, situata tra il monte Talvéna e la cresta del Valaràz. Il torrente non attraversa quindi la conca ove è situato il paese. Si getta nel Cordevole poco più a est della frazione La Muda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XII secolo nella frazione di Conaggia si trovava un castello detto Castel Canaola (forse in riferimento a un certo Ronzone o Rozone Canavula) appartenente alla famiglia dei Della Valle. Del castello non rimane nulla, tuttavia scavi di epoca recente hanno portato alla luce diversi reperti.

Nell'aprile 1701 una disastrosa alluvione nota come la Boa colpì il paese: ci furono circa cinquanta morti, oltre alla distruzione dell'antica chiesa che si trovava al posto dell'odierno cimitero. Dopo la Boa, la chiesa fu ricostruita (vedi sezione Luoghi di culto).

Altre alluvioni si sono avute nel corso degli ultimi tre secoli, tra le quali: quella derivata da una frana (ancor oggi visibile) sotto il Col Pan d'Ors[5]; quella dell'autunno 1966, che seguì a giorni di intensa pioggia e danneggiò anche Agordo e molti altri paesi dell'Agordino.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell'Agordino come zona a minoranza linguistica ladina.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Costruita all'inizio del Settecento, dopo un'alluvione nota come "La Boa" che distrusse l'altra chiesa. L'interno, recentemente restaurato, conta numerose decorazioni, tra cui diversi affreschi. Nella volta dell'abside si trovano gli affreschi dei quattro evangelisti con i loro simboli. Dietro di essi, sopra il tabernacolo, c'è l'immagine di Dio sul trono in campo azzurro, ai lati del quale ci sono due persone, presumibilmente San Pietro e San Michele, con sfondo rispettivamente Piazza San Pietro e la vallata di La Valle.

Alle pareti dell'abside vi sono altri quattro affreschi raffiguranti l'annunciazione del concepimento di Gesù, la Natività, la predicazione di Gesù alle folle e l'Ultima Cena. Fuori dell'abside vi sono due quadri ognuno a un lato della chiesa raffiguranti Antonio Maria Gianelli e la Vergine Maria. Vicino a questi, ci sono due affreschi, uno per parte, raffiguranti due angeli. Sopra la porta laterale destra vi è un affresco raffigurante Santa Barbara. Sopra la porta laterale sinistra si trova il pulpito in legno scuro. Sopra l'entrata principale c'è l'organo, molto grande. Lungo le pareti ci sono le raffigurazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis. A lato della Chiesa, attaccato a essa, sulla piazza, c'è un campanile. Le campane, in tutto cinque, sono messe su due piani, ognuno dei quali ha due archi per lato. Le campane più grandi sono poste sotto, all'interno; le due un po' più piccole sono poste sopra e all'interno; la più piccola è invece sull'arco di sopra sulla faccia che dà sul davanti della chiesa, a lato della piazza.

  • chiesa di San Martino a La Muda

Piccolo edificio di culto con campanile a vela

  • chiesa alpina al passo Duràn

Edilizia rurale[modifica | modifica wikitesto]

La casera di Malga Foca.

Nel comune di La Valle ci sono molte malghe e baite. Le più importanti sono: Malga Foca, nella valle del Bordina; Baita Folega, nell'omonima forcella a nord del monte Zelo; Casera Moschesin, tra la valle del Bordina e del Missiaga; Casera Rova, nella valle del Missiaga; rifugio Carestiato e Malga Duran nella valle del Rova; malga Caleda e rifugio del C.A.I. al passo Duran.

Rifugi e malghe[modifica | modifica wikitesto]

Rifugio Passo Duran "C. Tomè"

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

A La Valle vi sono durante l'anno diverse manifestazioni. La sagra di paese viene festeggiata il 5 agosto, in onore della Madona de la Neif (Madonna della Neve).

La seconda domenica di agosto si svolge, sul passo Duràn, la festa degli alpini, mentre il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco (San Ròch) a forcella Folega.

Il santo patrono di La Valle è San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre variazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha assunto la specificazione "Agordina" con D.P.R. 13 agosto 1964, n. 730[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di La Valle Agordina - Statuto.
  2. ^ Dato ISTAT
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ La frana si era addensata in una massiccia quantità di fango che era colata per la valle del torrente Bordina; sulle sponde di esso si trova ancor oggi un fango argilloso.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 408.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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